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Unseener Container . Se le linee definiscono la terza dimensione

Contenitori invisibili per una collezione che fa del minimal e della grande qualità di materie prime italiane il suo punto di forza, Unseener Containers è un marchio totalmente Made in Italy che ha proposto all’ultimo salone colori primari e forme semplici in cui l’essere anonimo e la corrente No Logo diventa un manifesto che accoglie i mondi personali come un contenitore silente e prezioso.

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Unseener Container . If lines define the third dimension
Invisible cases for a collection that has minimal style and high-quality Italian raw materials as its strong point, Unseener Containers is a totally Made in Italy brand that at the last edition of the show proposed primary colours and simple lines, where anonymity and the No Logo trend become a manifesto that welcomes the personal universes as a silent and precious container.


WHITE DETAILS . La borsa presa per mano


Una pochette da portare in mano si può anche trasformare in uno zaino d’assalto, varie come sempre e inusuali le soluzioni incontrate a WHITE, sono accessori moda ricchi di intrecci in pelle che creano morbidi volumi. Con manico o senza, c’è spazio per idee e personalità diverse che si incontrano su un WHITE carpet senza mai scontrarsi.

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WHITE DETAILS . A bag taken by the hand
A hand clutch bag can also become a back pack, WHITE always propose varied and unusual solutions, these are fashion accessories full of leather weaves which create soft volumes. With or without handle, there’s room for different ideas and personalities who meet on a WHITE carpet without ever clashing with each other.



Majo . Un bauletto in vimini cattura spazio

Ovviamente opere artigianali realizzate in Italia, Majo fa riferimento ad una tradizione acquisita nel tempo dalla designer Carla Coppari. Presentate all’ultima edizione di WHITE, le proposte per la prossima primavera estate vantano una scelta di materiali che definiscono nuove forme combinando volumi morbidi a rigidi intrecci. Un bauletto à porter in vimini e pelle dai toni della terra per degli outfit Bon ton da sfoggiare con stile in un sofisticato 2013.

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Majo . A wicker travelling case to save space
Of course, they are artisanal works made in Italy, Majo refers to a tradition acquired through time by designer Carla Coppari. Presented at the last edition of WHITE, the proposals for the upcoming spring-summer season can boast a selection of materials which define new shapes changing soft volumes with stiff weaves. A wicker and leather travelling case à porter with earth tones for bon ton outfits to be flaunted with style in a sophisticated 2013.



WHITE DETAILS . L’accessorio dalle mille varianti

Nonostante le forme rimangano pulite nei geometrismi applicati, questa serie di borse non trascura la ricerca nei materiali. Alcune si presentano in pelle, altre invece con imbottiti che creano una sorta di morbida corazza sulle spalle, un ninja contemporaneo con un’armatura a prova di freddo. Lane con diverse texture vengono cucite assieme creando una tasca di applicazioni in pelle. Una panoramica di spunti e di ispirazioni materiche decisamente à porter.

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WHITE DETAILS . The accessories with a myriad of versions
Despite lines keep neat through applied geometries, this series of bags does not neglect research in materials. Some are made of leather, others have padding that create a sort of soft armour on shoulders, a contemporary ninja with cold-proof armour. Wools with different textures are stitched together thus creating a leather pocket of applications. Definitely, an overview of cues and material inspirations à porter.

 


 


Zilla . O la borsa o la fibra?


Sto attraversando uno degli stand di White, ma di colpo vedo un groviglio di borse e pochette realizzate con delle spugne che sembrano naturali. L’impatto è molto forte perché tutto ci si aspetta in un salone di moda, tranne che vedere questo materiale utilizzato in aree diverse da quella del benessere, invece no, qui le spugne acriliche diventano con le loro texture traforate degli alveari appesi, incuriosendo non di poco i passanti. La designer è Sylvia Pichler, creatrice del marchio Zilla e architetto che fa della sperimentazione materica il suo punto di forza. Le varie collezioni sono infatti costruite con fibre che non ci si aspetterebbe di vedere sotto questo utilizzo nella pelletteria (mai termine più improprio in questo caso a parte il daino), utilizzando sugheri e spugne artificiali, per poi passare ad alluminio e arrivare addirittura a filtri per l’aria. Alcune forme possono apparire insolite, ma trovo interessante la scelta  di fibre e materiali che pur determinando vincoli di forma, presentano novità inconsuete.

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Zilla . Bag or Fibre?
I’m passing through one of the booths at White and suddenly I see a tangle of bags and pochettes made of sponges with a natural look. The impact is very strong because you can expect everything from a fashion show, except finding this material applied to sectors not related with wellness. Here acrylic sponges become hanging beehives, with their perforated textures, deeply intriguing the visitors. The designer, Sylvia Pichler, is the creator of the brand Zilla and an architect, her strong point is material experimentation. In fact the collections are made of unexpected fibres in the field of leather goods (inappropriate term in this case, except for the doeskin), making use of corks and artificial sponges passing to aluminium to air filters. Some shapes can be unusual, but I like the selection of new and yet binding – in terms of shape – fibres and materials.

 


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