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Oversize your wardrobe!

Oversize. È sicuramente uno dei trend del momento, forse in opposizione di una moda costrittiva, che mira ad esaltare, ma non sta bene a tutti, da più parti arriva l’invito a scegliere un guardaroba più rilassato, che avvolga il corpo, senza impedirne i movimenti e parole come comfy appaiono sugli screamers dei giornali di moda in giro per il mondo. Si scelgono jeans dal taglio boyfriend che sembrano rubati a lui, gonnelline lunghe gipsy, abiti di una taglia in più. L’effetto è fluttuante e morbido, accogliente e per tutti. E ci sembra corretto consigliarvi il trend proprio in un momento caldo, parlando di meteo, come questo. Basta prender spunto da alcune delle foto realizzate all’ultima edizione del White a Milano, che vedete qui.

Oversize. It is definitely one of the trends of the moment, perhaps in opposition to a restrictive fashion, which aims to enhance the body, but maybe it is not good for all, arrives now from many different places the invitation to choose a more relaxed wardrobe, which envelop the body, without preventing the movements and words such as comfy appear now on the screamers of fashion magazines around the world. You can choose the boyfriend cut jeans that seem stolen from him, long gipsy skirts, dresses a size larger. The effect is floating, soft, cozy and for all. And it seems proper to recommend this trend in a hot moment, talking about meteo, like this. Just take a cue from some of the pictures taken at the latest White edition in Milan, that you see here.

Pic by Guido Pancotti

Gianluca Sini

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Silly Things: Peter Non s/s 2017 collection

  Ormai per Peter Non l’appuntamento con White a Milano è una piacevole consuetudine, qui i due designer del marchio, Massimo Pasqualon e Silvia Lo Giudice, trovano nel Basement la giusta location per le loro proposte, che ora non sono più solo calzature. Continuità e innovazione nella linea, trattamenti manuali e materiali di alta gamma rigorosamente made in Italy, a rendere questi accessori desiderabili e di indiscussa qualità, per la p/e 2017 protagonisti il suede cerato, inciso e forato a mano, il vitello abrasivato lucido, pelle bovina resinata a rilievo, vitello conciato vegetale, cavallino, pelliccia di agnello e nappa bovina, cotone tecnico traforato, seta e cotone fil-coupè. Un universo di materiali e proposte che rendono Peter Non un marchio sempre più amato e riconosciuto a livello internazionale.

Abbiamo fatto questa breve chiacchierata con i designer proprio durante l’ultima edizione del White.

Now for Peter Non the appointment with White in Milan is a pleasant habit, here the brand’s designers, Massimo Pasqualon and Silvia Lo Giudice, found in the Basement the right location for their proposals, which are now not only shoes. Continuity and innovation in the line, a high range of manual treatments and materials strictly made in Italy, to make these accessories desirable and of exceptional quality, for spring / summer 2017 protagonists of the collection are the waxed suede, engraved and pierced by hand, the shiny buffed calf, a resin embossed bovine leather, vegetable tanned calf, cavallino, lamb fur and cowhide nappa leather, perforated technical cotton, silk and cotton fil-coupè. A universe of materials and proposals that make Peter Non an increasingly popular brand and internationally recognized.

We made this brief conversation with the designers during the last edition of the White.

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Come è cambiata la linea in questi anni?

Peter Non nasce come scarpa montata su un sottopiede anatomico. Nel corso degli anni abbiamo mantenuto intatta questa filosofia di base, andando a sviluppare nuove strutture e nuovi modelli. Continuiamo a lavorare su una tipologia di sottopiede con determinate peculiarità tecniche ed ergonomiche, trasferendolo su un mondo di ricerca di materiali e forme sempre più moderni, più utilizzabili e adatti al nostro target.

How has the brand changed over the years?

The Peter Non shoe was born as a shoe mounted on an anatomical footbed. Over the years we have kept intact this basic philosophy, going to develop new structures and new models.We continue to work on a type of insole with certain technical and ergonomic features, transferring it to a world of research of more and more modern materials and forms, more usable and suitable for our target.

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Le caratteristiche principali della collezione presentata all’ultima edizione del White?
Questa stagione Peter Non presenta scarpe, borse e sciarpe, uomo e donna. La collezione per la s/s 2017 è ispirata al tema “Silly things”: in un mondo di centrature e massimi sistemi, dove il minimo e singolo sbaglio vince su una serie di cose fatte bene, la collezione vuole essere un’ode alla spensieratezza e al gioco. Un invito ad uscire dai binari canonici dell’estetica, sorridendo e ritrovando il divertimento nella ricerca del bello. Spontaneità e poche regole, hic et nunc, qui ed ora, niente proiezioni future o passate, solo un presente libero e distratto.

Which are the main features of the collection you have presented at the latest edition of White in Milan?
This season Peter Non presents shoes, accessories and scarves, for both man and for women. Peter Non SS’17 collection is inspired by the theme of “Silly things”:
 in a world of centering and chief systems, where the minimum and single mistake wins a series
of well done things, an ode to the carefree spirit and to games. An invitation to come out from the canonical tracks of aesthetics, smiling and recovering the fun in the research of beauty. Spontaneity and few rules, hic et nunc, here and now, no future or past pojections, just a free and distracted present.

I must have per lei e per lui della collezione p/e 2017?
Per lei lo stivaletto a punta aperta Brama e il sandalo platform Pladiade, per lui il sandalo Ala e la pedula Air Arctic. Sono i modelli più selezionati dai nostri buyer.

Which are the ‘must have’ items for him and for her from the s/s 2017 collection?
For her, the open toe boot Brama and the platform sandal Pladiade, for him the sandal Ala and the mountain boot Air Arctic.These are our buyers preferences and most selected items.

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Una icona, un personaggio che vorreste vedere indossare Peter Non?
In realtà non abbiamo in mente un personaggio preciso, ti potremmo dire amici e persone care. Ma sarebbe bello camminare per strada e vedere solo Peter Non.

An icon, a person that you would like to see wearing Peter Non?
We did not actually think of a specific character, we could tell friends and loved ones. But it would be nice to walk down the street and see Peter Non only, Peter Non at the feet of everyone.

Quanto è importante per voi una fiera come il White?
White per noi da anni è la nostra finestra sul mercato italiano e riceviamo sempre un enorme supporto da tutto il team. Non riusciremo mai a ringraziarli abbastanza per quello che hanno fatto e che continuano a fare.

How much is important a fair like White for you and your brand?
Since years White is our window towards the italian market and we always receive a great support from the whole team. We will never be able to thank them enough for what they did and for what they keep doing.

 

Gianluca Sini

Fortu Milano: architecture is the essence that gives new beauty to the men’s bag

 

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Se l’immaginazione tracciasse una linea intrigante tesa ad unire coppie di poli estetici e principi creativi opposti: ecco proprio lì sopra, in equilibrio rigoroso, si staglierebbe il brand di pelletteria maschile Fortu Milano. Lo dicevano anche i saggi latini che in medio virtus stat: così, la virtù delle borse e accessori proposti dai designers Carlos Osman e Umberto Saporiti, che nella pelletteria si sono incontrati dopo un percorso rispettivamente nell’architettura e nella gioielleria, risiede nella via mediana tra il less dell’apparenza asciutta come un’opera di design minimalista e il more della sostanza sofisticata dei pellami pregiati lavorati da artigiani; tra la quiete dello stile classico che nel guardaroba maschile è segno essenziale di buongusto, e il twist contemporaneo regalato dalla semplicità con cui indossare ogni creazione.

Tale mischia eclettica di moda e architettura prosegue nella s/s 2017, dove la collezione accoglie nuovi zaini e una boston bag, mentre il ventaglio della palette cromatica si amplia con una sinfonia di grigi fascinosi.

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If the imagination could draw an intriguing line stretched to join some couples of opposite aesthetic poles and creative principles: well, you’ll see the Italian menswear leather goods brand Fortu Milano perfectly balancing on that ideal line. It was said also by the wise ancient Latins that “in medio virtus stat”: that is, the virtue of bags and accessories featured by designers Carlos Osman and Umberto Saporiti, that met in the leather goods field after a personal path respectively on architecture and jewellery, stays somewhere in between the “less” of the dry appearance similar to a minimalist design piece and the “more” of the sophisticated substance of the exquisite handcrafted leather; between the calm of the classic style that for men proves to be an essential sign of good taste, and the contemporary touch offered by the easy way you’ll put every creation on.

Such an eclectic blend of fashion and architecture continues with the s/s 2017 season, where the collection welcomes new backpacks and a boston bag, while the range of hues grows with a symphony of charming grays.

 

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Silvia Scorcella


Vaerso’s uniqueness!

Un progetto nato nel cuore di Milano per celebrare la moda, unendo stile e design. E Vaerso ci riesce grazie ad accessori che fanno innamorare i fashion addicted, capaci di sposare confortevolezza, unicità e appeal visivo, diventando dei must-have. I classici, come la ciabatta, vengono così reinterpretati secondo un gusto contemporaneo e al passo coi tempi, facendosi oggetti desiderabili da un pubblico attento alle mode, ma sempre alla ricerca di qualcosa di speciale. Il brand ha partecipato alle ultime edizioni del White a Milano. E proprio nell’ultima di queste occasioni abbiamo chiesto ai suoi fondatori di raccontarci qualcosa di più.

A project born in the heart of Milan to celebrate fashion, combining style and design. And Vaerso succeeds in it thanks to accessories that make fashion addicted fall deeply in love with them, capable of marrying comfort, uniqueness and a visual appeal, and quickly becoming the must-haves of the season. The classics, like the slide, are then reinterpreted in a contemporary and up to date way, trasforming themselves in objects desirable from an audience who adores fashion, but always looking for something special. The brand has participated in the last editions of the White fair in Milan. And just in the last of these occasions we asked the founders to tell us something more about the brand.

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Quando è nato il marchio e perché?
Il marchio è nato nel 2015. Abbiamo deciso di celebrare la moda con un approccio diverso, unico, innovativo, unendo stile e design.

When was the brand born and why?
The brand was born in 2015. We decided to celebrate fashion with a different approach, unique, innovative, combining style and design.


In pochi aggettivi riuscite a tratteggiare il brand, le sue caratteristiche principali?
Stile unico, innovativo, internazionale, contemporaneo, eclettico.

In a few words can you describe the brand, its main features?
Unique style, innovative, international, contemporary, eclectic.

 

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Il must have di questa p/e e quello per la f/w?
Per  la p/e la ciabatta bianca e per la f/w la ciabatta con il pelo.

The must-have item for this spring/summer and one for the f/w?
For the s/s the white slipper, while for fall/winter we think the one covered with fur.

Sinonimo di eleganza per voi?
Ci piacerebbe che il nostro prodotto diventasse sinonimo di eleganza!

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What is synonymous with elegance for you?
We would like that our product could became synonymous with elegance!

Il mondo delle calzature e le sue regole. Quali vi divertereste a sovvertire?
Non abbiamo mai considerato le regole per non essere vincolati ed è la forza del nostro marchio ed è quello che lo rende diverso (“divaerso”, appunto).

The world of footwear and its rules. Which one could you have fun and subvert?
We never considered the rules not to be bound and this is the strength of our brand and what makes it different ( “divaerso”, in fact, it’s in our name).

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Cosa rappresenta per voi il White?
White è l occasione di incontrare i buyers italiani ed internazionali a “casa”. Siamo un team internazionale, ma Milano è la città che ci unisce e White è il luogo e la manifestazione ideale per presentare le nostre collezioni.

What represents for you a fair like White?
White is the chance to meet the Italian and international buyers at “home”. We are an international team, but Milan is the city that unites us, and White is the place and the ideal event to present our collections.

 

Gianluca Sini

The f/w 16-17 Sergio Daricello’s collection, from Sicily to conquer the world

Ha un curriculum ricco di collaborazioni con nomi di spicco nel panorama della moda, Dolce & Gabbana, Versace, Giuliano Fujiwara, ma tornato di recente nella sua Sicilia, Sergio Daricello ha deciso di intraprendere un percorso personale con un brand a suo nome, fortemente ispirato alla sua terra, con le sue storie, i monumenti, i riferimenti iconografici, una cultura capace di trasformarsi in contemporaneità, grazie al sapiente know how dello stilista. Abbiamo incontrato il giovane fashion designer all’ultima edizione del White, dove era uno dei 15 nomi, provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ma dal forte appeal internazionale, in mostra nella sezione speciale IT’S TIME TO SOUTH, realizzato in collaborazione con I.C.E – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. 

Ecco la nostra intervista a Sergio Daricello.

 

He has a work-resume full of collaborations with leading names in the fashion industry, Dolce & Gabbana, Versace, Giuliano Fujiwara, but, recently returned to his native Sicily, Sergio Daricello decided to embark on a personal journey with a brand under his own name, strongly inspired by his homeland, with its stories, monuments, iconographic references, a culture that can be transformed into a contemporary language, thanks to the clever know-how of Daricello. We met the young fashion designer at the latest edition of White, where he was one of 15 names, from Calabria, Campania, Puglia and Sicily, all with a strong international appeal, on display in the special section called IT’S TIME TO SOUTH, developed in collaboration with I.C.E – Agency for the Promotion abroad and the internationalization of Italian companies.

Here is our interview with Sergio Daricello.

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Come ti sei avvicinato alla moda?

È sempre stata una delle mie passioni, e dopo un percorso di studi articolato e lontano dal mondo creativo la chiamata della moda è stata troppo forte, e lasciando la mia vita, città ed affetti mi sono trasferito a Milano dove ho studiato all’istituto Marangoni, e successivamente si sono aperte tante possibilità professionali.

How and when did you first get involved in the fashion industry?

Fashion has always been one of my passions, but after a structured path of study outside the creative world, the call of fashion was too strong, and I chose to leave behind that life, my city and everything I held dear to move to Milan, where I studied at the Marangoni Institute, and thus, many professional possibilities opened up for me.

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Ha un curriculum alle spalle molto ricco. Ci può indicare gli step più importanti?

Ogni singolo momento professionale della mia vita è stato di grande importanza, dai lavori da studente a quello nei posti più prestigiosi. A livello di formazione non posso non citare l’esperienza con Dolce & Gabbana, ma vorrei soffermarmi sull’esperienza fatta da Versace dove ho avuto modo di mettermi in gioco su più versanti e dove ho avuto occasione di poter lavorare con grandi professionisti e una grande figura come quella della signora Donatella. È stato emozionante entrare nello staff Versace in un momento non facile per l’azienda per poi anno dopo anno vederne una crescita continua. Ho lavorato tantissimo senza risparmiarmi, ma ho ricevuto n cambio una preparazione professionale di altissimo livello. Poi parlando dell’esperienza come direttore creativo in Giuliano Fujiwara ho avuto modo di confrontarmi con un mondo diametralmente opposto a quello da cui provenivo. Ho fatto degli sbagli che mi sono serviti, ho potuto apprendere da quegli sbagli trasformandoli in punti di forza, e grazie ad essi ho potuto esplorare nuovi concetti da cui credo aver tratto giovamento stilistico.

Infine credo lo step più grande sia quello più recente, coincide con il momento in cui decisi di creare qualcosa che avesse il mio nome e riflettesse esattamente la mia visione di moda. Momento che ha coinciso poco dopo con il mio ritorno alla città di Palermo e l’apertura dell’atelier e della produzione della collezione rigorosamente made in Palermo, grazie anche ad una persona che ha voluto affiancarmi in questo sogno.

Infine altro step importantissimo è stato l’incarico come docente di design della moda presso l’Accademia di Belle Arti Statale di Palermo, è stato come un benvenuto da parte della mia città.

Your resume is full of impressive experience. Can you tell us about the most important steps you’ve taken?

Every single moment of my professional life has been truly important, from my work as a student to that which I did in the most prestigious companies. When it comes to training, it’s impossible not to mention my experience with Dolce & Gabbana, but I want to focus on the experience I gained at Versace, where I was involved in many projects, and where I had the opportunity to work with tremendous professionals and a major figure like Donatella Versace. It was exciting to join the Versace team during a difficult moment for the company and then watch its continued growth year after year. I really worked hard, with all my energy, but in exchange I gained the highest level of professional training. Then, regarding my work as the Creative Director at Giuliano Fujiwara, I got to experience a world diametrically opposite to that from which I came. I made mistakes, but they were important, because I was able to learn from them by turning them into strengths, and thanks to those mistakes I was able to explore new concepts from which I have benefitted stylistically.

Finally, I think the biggest step has been the most recent one, corresponding with the moment in which I decided I wanted to create something under my own name that reflects my exact vision of fashion. It coincided with my return to the city of Palermo a bit later and the opening of my atelier and the production of a collection strictly made in Palermo, which happened thanks to a business partner who wanted to join me in this dream.

Additionally, another very important step has been the responsibility of teaching fashion design at the State Academy of Fine Arts in Palermo, which was a like a “welcome back” present from my city.

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Ci parla della nuova collezione? Quali gli elementi ispirativi e quali i must-have? L’ispirazione parte come sempre dalla mia città, da tanti riferimenti artistici e culturali, e nello specifico ho voluto raccontare con tessuti, volumi, linee e stampe un’ideale passeggiata che racconta e collega i monumenti palermitani dichiarati patrimonio dell’UNESCO nel 2015. Un percorso che vede le architetture arabo-normanne mescolarsi a più articolate costruzioni barocche. È l’incontro di queste linee che ha dato il via a tutto.

I tessuti sono poi sempre un mio grande oggetto di ricerca, oltre alle sete mi risulta sempre fondamentale il trovare tessuti che abbiano dei pattern, delle texture in contrasto o tonali.

Tra i must have mi piacerebbe ci fossero gli abiti un po’ couture, ma sicuramente consiglierei la camicia con la passamaneria fatta di ruches in organza, o l’abito in raso stampato con un gusto un po’ vintage 70’s.

Tell us about the new collection. What is the inspiration and what are the must-haves?

As always, the inspiration comes from my city, from several artistic and cultural references; specifically, I wanted use the fabrics, volumes, lines and prints to tell a story about strolling through Palermo that connects together the monuments that were declared UNESCO World Heritage sites in 2015. It follows a path that saw the Arab-Norman architecture mix with more complex baroque buildings, and it is the very encounter between these lines which gave rise to everything we see now.

The fabrics are thus always a large subject of my research, and in addition to silk, it is always important for me to find fabrics that have pattern and texture, either in contrast or tonal.

Among the must-haves, I would like to say the dresses that are a bit Couture, but I would also definitely recommend the shirt trimmed with organza ruffles, or the printed satin dress with a touch of vintage 1970′s style.

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In generale, chi ha in mente quando disegna e quali le icone di riferimento?

Questa domanda è difficilissima. Sinceramente quando disegno ho in mente mille cose che poi confluiscono in una linea. Chiaramente l’ispirazione parte da un’analisi di un determinato periodo storico, di un momento, di due anzi, cerco di creare delle dicotomie inscindibili che traggono il loro nutrimento dalle influenze artistiche ed architettoniche, in fondo la mia vera musa è la mia città. Perdonatemi se sembro ripetitivo, forse è come quando si è innamorati, tutto volge verso una sola direzione!

Divagazioni a parte, avendo ricevuto un’educazione cinematografica da mia nonna, ho sempre dato un occhio a quello che era lo stile dei costumi di diversi film.

In general, who do you have in mind while you are designing and what are your style references?

That’s a very difficult question. Honestly, when I design I have a thousand things in mind which then merge together and become the line. Clearly the inspiration starts from an analysis of a particular historical period, a specific time, or rather two, with which I try to create inseparable dichotomies that are enriched by artistic and architectural influences- basically my true muse is my city. Excuse me for sounding repetitive, maybe it’s like when you’re in love, everything is aimed in a single direction!

Digressions aside, having received an education on film from my grandmother, I also look to the style of costumes in many old films as a reference point.

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Quanto sono importanti fiere come il White per un giovane designer?

Sono fondamentali credo, innanzitutto per incontrare persone che come te hanno intrapreso il tuo percorso. In queste occasioni ti confronti con i colleghi, col mercato, eventualmente con la stampa, e ti metti in gioco ritornando a casa con un bagaglio enorme in termini di contatti, di visibilità e conoscenza, per non parlare di nuovi amici con cui percorrere alcune strade.

How important are trade fairs like White for young designers?

I believe they are fundamental, first and foremost for meeting people who have taken the same path as you. During these occasions you can compare yourself with other designers, with the market, possibly getting press exposure, and you put yourself in the game by returning home with an enormous wealth in terms of contacts, visibility and knowledge, not to mention new friends with whom you may eventually follow the same path.

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Lei ha esposto all’interno di una sezione ben precisa. Quanto delle sue origini è nel suo lavoro e cosa, al di là della ricerca iconografica?

L’attitudine alla vita credo sia una delle caratteristiche delle mie origini, una caparbietà che a volte stupisce me stesso, quella forza che ho visto in molti siciliani, e che poi ritrovo dentro di me. La ricerca di soluzioni più o meno fantasiose. E poi il concetto di stratificazione. Nella cultura palermitana c’è una stratificazione culturale e storica che non elimina quanto avvenuto prima, ma lo ingloba.

You exhibited in a special area of the show. How much and what part of your heritage is reflected in your work, besides the iconography?

I think my attitude about life is one of the characteristics from my origins, a stubbornness that even surprises myself sometimes, the strength that I’ve seen in many Sicilians, and that I find inside of me. The search for more or less inventive solutions. And then the concept of layering. Embedded in Palermo’s history is the layering of one culture over the next in a way that doesn’t take away from what happened before, but rather incorporates it.

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Progetti per il futuro?

Professionalmente direi investire più energie per l’internazionalizzazione e una maggiore diffusione del mio brand.

Sto lanciando inoltre col mio partner professionale un progetto di T-shirt dal respiro più commerciale che trae ispirazione da figure iconiche che ho ritratto personalmente e che ho reinterpretato graficamente.

Your plans for the future?

Professionally, I would say invest more energy into the international expansion and wider recognition of my brand.

With my business partner I’m also launching a project of T-shirts which are more commercial, drawing inspiration from iconic figures that I have drawn myself and then reinterpreted graphically.

 

Gianluca Sini


Moonwalking with Fru.it

Un passato solido e un futuro tutto da scrivere: queste poche parole possono riassumere Fru.it, bella realtà italiana. La storia inizia nel 1979 quando, grazie alla loro esperienza nel settore calzaturiero, i fratelli Vincenzo, Silvano e Umberto Tombolini fondano la ditta che porta il loro cognome.
Anno dopo anno, l’azienda cresce e nel 2007 la Tombolini diventa Fru.it. Oggi, dal quartier generale di Porto Sant’Elpidio nelle Marche, raggiunge una vasta clientela distribuita in tutto il mondo e le calzature del marchio sono apprezzate anche in Russia e in Giappone.

A solid past and a smart future to be written: these few words can sum up Fru.it, a beautiful Italian reality. The story begins in 1979 when, thanks to their experience in the footwear industry, the brothers Vincenzo, Silvano and Umberto Tombolini founded the company that bears their name. Year after year, the company grew and in 2007 Tombolini become Fru.it. Today, from its headquarters in Porto Sant’Elpidio, located in the Marche region, reaches a wide clientele spread across the world and the footwear proposed by the brand is appreciated in countries like Russia and Japan.

Vincenzo continua a curare la parte creativa della calzatura nonché quella amministrativa dell’azienda: Silvano è invece impegnato nella fase produttiva e lavora fianco a fianco coi dipendenti. Fru.it si rivolge a una donna dinamica con uno stile femminile e ricercato, propone un’ampia scelta di calzature per un uso quotidiano e da sempre, fin dai propri esordi, incarna in maniera coerente il valore inestimabile del Made in Italy. La ricerca stilistica, la qualità, la manualità e l’artigianalità contraddistinguono la genuinità di tutte le creazioni: i pellami pregiati, trattati a mano, danno valore e unicità a ogni calzatura.
 

 

Vincenzo continue to handle the creative side of the shoe department as well as the administrative side of the company, Silvano is instead involved in the production phase and works side by side with employees.
Fru.it target is a dynamic woman with a feminine and sophisticated, it offers a range of footwear for an everyday use and as always, since its beginning, embodies in a consistent manner the inestimable value of Made in Italy. The stylistic research, the quality, the craftsmanship distinguish the genuineness of all creations: the fine leather, processed by hand, give value and uniqueness to each shoe.

 

La cura artigianale nel finissaggio permette di ottenere pellami personalizzati che si trasformano così in materiali inediti e soluzioni originali che non solo assecondano la moda, ma contribuiscono a crearla. La collezione per la primavera / estate 2016 si chiama “Moon” e, come promesso dal nome, ci porta a passeggio sul corpo celeste più vicino a noi, sull’astro d’argento che, fin dall’antichità, ha affascinato gli esseri umani.

Pellami argentei, finiture scintillanti e bagliori metallici illuminano un’ampia gamma di stringate, ballerine, mocassini, stivaletti, sneakers e sandali accompagnati da borse tra le quali spiccano gli zainetti dalle forme morbide e destrutturate.
La storia di Fru.it continua sotto la luna crescente del Made in Italy.


The craftsmanship in the finishing process allows for custom skins that are transformed into new materials and original solutions that not only nourish fashion trends, but also help to create them. The collection for spring/summer 2016 is called “Moon” and, as promised by the name, it takes us for a walk on the celestial object closest to our Earth, the silver planet that, since ancient times, has always fascinated humans.

Silvery leather, shimmering finishes and metallic flashes illuminate a wide range of laced shoes, ballet flats, loafers, boots, sneakers and sandals accompanied by bags, and among them are the backpacks which stand out with their soft and unstructured shape.
In this way Fru.it’s history continues, under the crescent moon of Made in Italy.
 

 

Emanuela Pirrè


Manebí; the stylish espadrilles are always a great idea

Che cos’hanno in comune la placida rilassatezza estiva e la sensazione di profonda libertà del viaggio? Si necessita di un indizio più definito? Bene, dunque: quale scelta di stile accomuna come un inaspettato fil rouge grandi icone dell’arte come Pablo Picasso, teste elegantemente coronate come Grace Kelly, pagine di umile storia sociale a cavallo tra Spagna e Francia e il raffinatissimo ingegno creativo di Monsieur Saint Laurent? Le espadrillas: esatto!

What do the quiet summer relaxation and the feeling of traveling’s deep freedom have in common? Do you need a more definite hint? Well, ok: what style choice associate, as an unexpected fil rouge, huge art icons as Pablo Picasso, elegant crowned heads like Grace Kelly, pages of humble social history straddling Spain and France, and the very refined creative brilliance of Monsieur Saint Laurent? The espadrilles: right!
 

 

Sì, quelle scarpine la cui origine risale a tempi talmente lontani da sfumare quasi nella dimensione fiabesca del c’era una volta tanto tempo fa… che hanno attraversato i secoli con la loro irresistibile essenzialità fatta di una suola di corda intrecciata accoppiata alla tomaia in stoffa, e che non smettono mai di accarezzare l’ispirazione creativa.
Accade così proprio a Manebí: giovane brand italiano conquistato dall’intramontabile semplicità bellissima delle tipiche calzature spagnole, e che a sua volta conquista con grande successo il plauso del pubblico con creazioni che accolgono i suggerimenti modaioli delle tendenze, pur restando sempre ancorato ad un gusto personalissimo.

Yes, just those cute shoes whose origins date back to so ancient times that almost blur into the fairy-tale dimension of the once upon a time a long, long time ago… that have crossed the centuries with their irresistible essentiality made of a fuzzy rope sole matched with a fabric upper, and that never stop flirting with the creative inspiration.
It happened just like this even to Manebí: young Italian brand conquered by the timeless beautiful simplicity of the typical Spanish shoes, and that in its turn successfully wins the wide applause of the audience by creations that hold the fashion suggestions of trends, yet always staying anchored in a very personal taste.

Le espadrillas firmate Manebí nascono da un’ispirazione d’immersione nello chic nonchalant della Provenza, nell’incanto dell’atmosfera estiva e sofisticata di Saint Tropez che si prolunga nell’aspirazione a lunghi viaggi spensierati: cotanta raffinata leggiadria di spirito prende poi forma grazie alle sapienti mani degli artigiani spagnoli, eredi di una tradizione secolare e dunque maestranza eccellente nell’assemblare la suola in iuta e la tomaia in tessuti naturali e pellami pregiati.
Il resto è sola questione di premiato estro creativo: e di conseguente desiderio di indossare le espadrillas Manebí in qualsivoglia meta assolata, in qualunque occasione di confortevolezza casual e chic, e di certo dalla notte al dì.

Manebí’s espadrilles come from an inspiration dipped into the nonchalant chic of Provence, within the charme of the summer sophisticated atmosphere of Saint Tropez that extends into the aspiration to long mindless journeys: such a refined prettiness of spirit then takes form thanks to the wise hands of Spanish artisans, heirs of a centuries-old tradition and therefore excellent craftsmanship in assembling the jute sole and the upper shoe made of natural fabrics and selected leathers.
The rest is only a matter of rewarded flair: ad of consequent wish for wearing the Manebí espadrilles in whatever sunny place, in whatever occasion of chic and casual comfort, and of course from day to night.

 

Silvia Scorcella


We like a glimpse of // Delirious!

Quando l’artigianalità e il know-how italiano si applicano anche a mondi apparentemente troppo legati alle solite tendenze. // Delirious Eyewear è proprio l’esempio giusto, perché brand che nasce dall’idea di un giovanissimo imprenditore che vuole proporre qualcosa di diverso dal solito, vicino alle esigenze del compratore, magari qualcuno di più curioso e meno schiavo delle tendenze, un ‘no-brand’ che diventa simbolo anche di come se le idee sono vincenti, lo spazio e le risposte ci sono! L’idea di // Delirious Eyewear è venuta a Marco Lanero, che ha fondato il marchio nel 2012. Lo abbiamo incontrato all’ultima edizione del White, per farci raccontare meglio questo progetto!
 

When the craftsmanship and Italian know-how are also applicable to worlds that seem too tied to the usual trends. // Delirious Eyewear is just the right example, because the brand is the brainchild of a young entrepreneur who wants to propose something different from the usual accessories, close to the needs of the costumer, maybe those who are more curious and not so much slave to trends, a ‘no-brand ‘ that became a symbol of how when the ideas are successful, the space and the answers arrive! The idea of // Delirious Eyewear came to Marco Lanero, who founded the brand in 2012. We met him at last edition of White, to ask him more about this project. Enjoy our chat with him. shoes!

Come si è avvicinato al mondo dell’Eyewear e quando ha deciso di creare una linea?

Ho sempre avuto la passione per gli occhiali, quasi ogni domenica andavo a cercarmi i modelli vintage nei mercatini.

Nell’estate del 2012 sono stato un mese nel Cadore per realizzare un primo prototipo, stavo cercando qualcosa di semplice, in acetato però lo volevo senza scritte.

Al rientro dalle vacanze, sui banchi dell’università, molti compagni iniziano a chiedermi di che marca è l’occhiale.

Raccolgo un po’ di feedback e mi accorgo che non ero l’unico a cercare qualcosa che sul mercato non esisteva, un no brand di qualità.
 

How did you approach the world of eyewear and when did you decide to create a line?

I always had a passion for glasses, almost every Sunday I went to look for vintage models in flea markets.

In the summer of 2012 I spent a month in Cadore to make a first prototype, I was looking for something simple, acetate, but I wanted no logo.

After returning from vacation, at university, many other students begin to ask me which brand did those glasses.

I pick up a bit ‘of feedback from them and I realized that I was not the only one to look for something that did not exist on the market, an high-quality no-brand.

 

Perché il nome // Delirious e quali i tratti distintivi della linea?

// Delirious rappresenta un idea di prodotto che va contro il mass market e contro il consumatore market-driven. Il concetto base delle nostre collezioni è combinare materiali di alta qualità come corno di bufalo, beta-titanio e lenti Zeiss con un eccellente know-how artigianale. Il cliente può avere un occhiale no brand – brand o custom.
 

Why did you choose the name // Delirious and which are its main distinctive features?

// Delirious represents an idea of product that goes against the mass market and against the market-driven consumer. The basic concept of our collections is to combine high-quality materials such as buffalo horn, beta-titanium and Zeiss lenses with excellent know-how craftsmanship. The customer can have a pair of glasses no brand – brand or custom.

 

Quali i must-have della collezione che ha presentato all’ultimo White?

Gli occhiali in beta-titanio, collezioni: // Loose e // Aerial.
 

Which are the must-haves of the latest collection that you presented at White?

The beta-titanium glasses, the collections: // Loose and // Aerial.

delirious11

Da dove arrivano le ispirazioni per gli occhiali?

Dalla passione vera per la categoria, quasi tutti i giorni pensiamo ad un occhiale nuovo.

Chi vorrebbe vedere con addosso un paio di // Delirious?

Qualsiasi persona con un alto tasso di self-confidence, nessuno di famoso in particolare.
 

Where do the inspirations for glasses come from?

From a real passion for the category, almost every day we think of a new pair of glasses.

Who would you want to see with a pair of // Delirious on?

Any person with a high rate of self-confidence, not someone famous in particular

 

Quanto sono importanti fiere come il White per i giovani imprenditori e le nuove idee?

Fiere come il White sono molto importanti perché rendono conoscibile il brand alle persone addette ai lavori a livello internazionale e permettono di scrivere tanti ordini.

Le nuove idee sono il motore del progresso, è molto importante cercare di creare qualcosa di diverso per avere successo.

Progetti per il futuro?

L’obbiettivo principale è quello di creare occhiali che soddisfino bisogni futuri.

How much are important fairs like White for young entrepreneurs and new ideas?

Fairs like White are very important because they make the brand recognizable to people involved in the fashion system at an international level and allow you to write so many orders.

New ideas are the engine of progress, is very important to try to create something different to be successful.

Plans for the future?

The main objective is to create sunglasses that meet future needs.

 

Gianluca Sini


Sabrina Franchini: aesthetics, functionality and the beauty of Made in Italy

Estetica e funzionalità: queste le colonne portanti su cui si edifica lo stile e la personalità del brand firmato Sabrina Franchini. Traendo ispirazione dalle necessità della vita quotidiana, e dalle esigenze di una mamma alle prese con 4 figli, Sabrina Franchini, fashion designer italiana che collabora con diversi brand nella progettazione di collezioni di abbigliamento total look, idea e realizza l’iconica Slow Bag. La borsa, una shopper caratterizzata dalla sua grande capienza e dalla morbidezza, diventa il vessillo della comodità declinata al femminile; la Slow Bag, infatti, si mostra in grado di soddisfare tutte le necessità della donna che la indossa, indipendentemente che sia giorno o notte.

Aesthetics and functionality: these are the carrying columns on which the style and the personality of the Sabrina Franchini brand is built on. Taking inspiration from the necessities of the daily life, and from a mother of four’s demands, Sabrina Franchini, an italian fashion designer that collaborates with different brands in the creation of total look collections, realizes the iconic Slow Bag. This shopper, characterized by her great capacity and by the softness of the materials, becomes the Sabrina’s Icon of Made in Italy’ style; the Slow Bag, in fact, appears able to satisfy all the necessities of the woman, daily or at night.
 

In pochissimo tempo, Sabrina Franchini arricchisce il vivaio dei prodotti, producendo, stagione dopo stagione, nuove creazioni ed outfit resi unici dai materiali scelti, di primissima qualità, e dalle lavorazioni, artigianali e che conservano il valore della manifattura italiana. Ne derivano capi d’abbigliamento e accessori in grado di avvolgere l’essenza della femminilità, esaltandone la sua naturale bellezza.

In a very few years, Sabrina Franchini enriches her products, designing, season after season, new creations and outfits who becomes unique thanks to selected materials, of a very high quality, and to the workmanship, who are often artisanal and preserve the value of the Italian manufacture. The resulting clothing and accessories are able to wrap the essence of femininity, enhancing its natural beauty.

La Slow Bag e le altre borse del brand si lasciano invadere dal potere delle pelli e dei materiali impiegati che vengono declinati in varie sfumature cromatiche: il vitello spazzolato, luminoso, incontra la bellezza materica del vitello martellato; le nappe morbide, il cavallino rasato e le texture rettile impreziosiscono i prodotti, rendendoli accattivanti e seducenti. Arricchiscono le creazioni croste craquelé, effetti metallizzati e suede maltinti.
La donna di Sabrina Franchini è attenta alle tendenze, ma non mette in secondo piano le proprie necessità; in ciò, la designer riesce a creare la somma perfetta per abbinare lo stile, la visione glamour ed il gusto della moda italiana alla praticità ed ai bisogni dell’universo femminile. Una donna cosmopolita, contemporanea, manager, moglie, amica e mamma allo stesso tempo, che ama sé stessa e la sua libertà.

The Slow Bag and the other bags of the brand are enriched by the power of the leathers and the materials that are declined in various shades of colors: the bright and brushed calf meets the materic beauty of the calfskin; softer leathers, shaved pony and reptile textures adorn the products, making them attractive and seductive. Crackled leathers, metallic effects and dyed suede add the final touches to the collection.
The woman of Sabrina Franchini is seduced by trends, but they don’t overshadow her own necessities; in this, the designer succeeds in creating the perfect sum to combine the style, the glamour vision and the taste of the Italian fashion with practicality and the needs of the female universe. A cosmopolitan woman, contemporary, a manager, a wife, a friend and a mother at the same time, that loves herself and her freedom.

 

Niccolò Piccioni


Glamorous: fashion trends à la carte

CQuestione di lusingare il desiderio, soddisfare le voglie e anticipare gli appetiti: squisitamente estetici, in questo nostro caso. Basta far scivolare il punto d’osservazione un po’ più di sbieco per scovare come la moda abbia un certo fil rouge di piacevolezza in comune con la ricercatezza gastronomica: laddove un leggero languorino di belle novità da indossare e con cui incrementare la propria collezione da guardaroba inizia a solleticare la fantasia, c’è spesso un menù di delizie modaiole pronto a saziarlo con variegate proposte à la page. Un esempio eccellente? Voilà Glamorous, made in U.k. ma rivolto alla globalità fashionista!

It’s a matter of flaunting your desire, satisfying your longings and pleasure in advance your cravings: all exquisitely aesthetic, in this case. You only need to let your point of view slide a little to discover how fashion as a certain delightful fil rouge in common with the gastronomic sophistications: when you feel a bit peckish for nice novelties to wear and to implement your wardrobe collection with, often there’s a menu full of fashion treats ready to satisfy you with various joys à la page. An excellent example? Voilà Glamorous, made in U.k. but addressed to the worldwide fashionistas!
 

Brand innovativo, giovane tanto quanto l’audience trendy femminile a cui si rivolge e già meritevolmente arrampicato sul piedistallo del successo: Glamorous scandaglia le tendenze, s’ispira all’eleganza della moda da passerella mentre esplora la vivacità della night culture contemporanea, carpisce la coolness sempiterna racchiusa nell’allure retrò del vintage e conquista il gusto di blasonate influencer nel regno dello street-style. Appartiene a quella grande famiglia ribattezzata fast-fashion: un posto dove la creatività corre veloce, percorre agile e scattante le vie delle città più glam e porta il verbo fashion ovunque ce ne sia accorata richiesta.

Innovative brand, young as much as the trendy female audience it speaks to and already awarded with the pedestal of success: Glamorous sounds out the trends, is inspired by the elegance of fashion walking the catwalks, while it explores the energy of contemporary night culture, grabs the timeless coolness held into the retrò allure of vintage and wins the taste of noble influencers within the street-style realm. It belongs to the big family called fast-fashion: a place where creativity runs fast, crossing with its agility the streets of the most glamour cities and brings the fashion teaching wherever some heartfelt needs occur.

Abiti e accessori che assecondano ogni personalità, che accontentano ogni fisicità e consentono di raggiungere e sperimentare qualsivoglia mood stiloso dettato dal fashion world più patinato con leggiadria e nonchalance: Glamorous è alla portata di tutte, presente in vari continenti e … felice di servirvi!

Clothes and accessories that go along with every personality, that gratify every body and allow to reach and experience whatever stylish mood laid down by the glossy fashion world with nonchalance: Glamorous is suitable for all, available in several continents and … is happy to service you!

glamblog

Silvia Scorcella


Lemon Jelly s/s 2016: wearing all the delights of life

Chiudete gli occhi e immaginate la gioia di vivere: che sapore ha? Di che colori brilla e vi riempie gli occhi? E i profumi: quali vi stuzzicano il naso e vi fanno rimembrare momenti felici? La si può indovinare con una ricca manciata di semplici piacevolezze: la squisitezza dei dolcetti, gli odori avvolgenti delle gite in campagna, gli abbracci soffici degli amici, le risate cristalline, le feste spensierate e fascinose. Ah, e le caramelle: colorate, giocose, profumatissime! Indovinato, nevvero? Ecco, ora arraffate questa mischia variegata di rimembranze ed emozioni, miscelatela con una dose intensa di meraviglia e… voilà l’essenza delle scarpe Lemon Jelly!

Close your eyes and picture the joy of life: what it tastes like? What colors it shines by and fills your eyes with? And the fragrances: which ones whet your nose and make you remember happy moments? I can guess it by a rich handle of simple delights: the deliciousness of sweeties, the wrapping smells of countryside escapes, the tender hugs of your friends, pure gigglings, carefree and glamorous parties. Ah, and the jelly beans: colorful, playful, smelly and scented! Right, isn’t it? Well, now grab this variegated mixture of memories and feelings, blend it with an intense dose of wonder and … voilà the essence of Lemon jelly shoes!

 

Un mondo festoso che spunta da una tradizione lunga quarant’anni: le collezioni Lemon Jelly sono il frutto di un savoir-faire calzaturiero di lungo corso che solo da qualche anno ha dato forma alla propria immaginazione, e alla propria passione per i piccoli eppur intensi piaceri della vita. Dalla progettazione delle suole in gomma iniettata, alla ricerca della formula della felicità.

A festive world popping up on a forty years-long tradition: the Lemon Jelly collections are the result of a long-term footwear know-how that only recently has given form to its imagination, and to its passion for the little yet deep pleasures of life.
From the design of injected soles to the search for the happiness formula.

Nella collezione per la prossima bella stagione 2016 la ricerca prosegue nel laboratorio immaginifico Lemon Jelly: i designer si armano del piglio da scienziato per condurre sperimentazioni meticolose con le essenze dell’allegria, solleticare con rigore le reazioni chimiche della gioia unita all’eleganza e dare forma con l’alta tecnologia ad un’ispirazione che nasce dall’osservazione della natura. E diventa ballerine su cui sbocciano infiorescenze variopinte, ankle boots luminosi da cui si affacciano messaggi very pop, stringate dalle tinte gustose come fossero gelatine e sandali giocosi. Un inno all’allegrezza, con quel giusto twist di sensualità

Within the collection for the next nice season 2016 the research keeps on into the visionary Lemon Jelly lab: designers arm themselves with the scientist attitude in order to make meticolous experimentations with the substances of joy, to tickle the chemical reactions of happiness joined to elegance and give form by the high-technology to n inspiration born from the observation of nature. And it becomes a range of flat shoes with colorful flowers blooming on top, shiny ankle boots with very pop messages appearing on the side, derby shoes by savoury hues as if they were jelly beans and playful sandals.
An hymn to joyfulness, with the right twist of glamour.

 

Silvia Scorcella


Flaminia Barosini’ synaptic connections

Qual è, oggi, il compito del gioiello?

Se in passato i monili sono stati il segno visibile e tangibile di una condizione economico-sociale privilegiata, i cosiddetti gioielli contemporanei raccontano piuttosto le emozioni, quelle di chi li crea e quelle di chi li sceglie per esprimere la propria personalità.
Il lavoro di Flaminia Barosini si inserisce a pieno titolo in questa attitudine contemporanea: le sue creazioni riescono a suscitare emozioni e si fanno portatrici di storie e significati.

Flaminia è nata a Roma e si è diplomata in Design del Gioiello presso l’Istituto Europeo di Design (IED): con passione e dedizione, si è in seguito specializza nella realizzazione di piccole sculture in bronzo e argento.

What is, today, the task of jewelry?

If in the past, jewelry was the visible and tangible sign of a privileged social-economic condition, the so-called contemporary jewelry rather tell the emotions, those of their creators and those of those who choose to express their personality wearing them.
The work of Flaminia Barosini fits fully in this contemporary attitude: her creations can arouse emotions and become carriers of stories and meanings.

Flaminia was born in Rome and graduated in Jewellery Design at the Istituto Europeo di Design (IED): with passion and dedication, she later specialized in making small sculptures in bronze and silver.
 

 

Nel 2012, ha frequentato il prestigioso Central Saint Martins College of Arts & Design: alla fine dello stesso anno, ha preso forma la sua prima collezione, intitolata “Irregular”, seguita poi da “Second Skin” e da “Creepers”, la collezione 2015 ispirata al mondo della natura e dei rampicanti.

I suoi gioielli sono realizzati a mano e sono a tutti gli effetti piccole sculture da indossare: con “Synapses”, la collezione 2016, il focus si sposta sul fascino delle linee pure, segnando un punto di svolta e maturità nello stile della designer romana.

In 2012, she attended the prestigious Central Saint Martins College of Art & Design: at the end of the same year, took shape her first collection, entitled “Irregular”, followed by “Second Skin” and “Creepers”, the 2015 collection inspired by the world of nature and vines.

Her jewelry is made by hand and can be considered in effect small sculptures to be worn: with “Synapses”, the 2016 collection, the focus shifts to the charm of the pure lines, marking a turning point and a clear maturity in the style of the roman designer.

Il nome è un chiaro riferimento alle sinapsi, le strutture che consentono la comunicazione tra neuroni e cellule e che servono per propagare gli impulsi nervosi: in maniera del tutto simile, Flaminia crea connessioni e costruisce sinergie complesse.

The name is a reference to the synapses, the structures that allow communication between neurons and cells and which serve to propagate nerve impulses: in a similar way, Flaminia creates connections and builds complex synergies.

Le trame del metallo delineano percorsi paragonabili a quelli neuronali: gli anelli Dendrite, per esempio, ricordano le omonime ramificazioni dendritiche, le fibre che trasportano il segnale nervoso; gli ear cuff Medulla – e qui c’è il riferimento al midollo spinale – hanno una matrice essenziale; i chocker semi-rigidi sono fatti di un susseguirsi di segmenti geometrici e prendono il nome di Amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura. Non ha però paura Flaminia, non ha affatto paura di regalarci a piene mani emozioni e stupore davanti alle sue creazioni piene di bellezza e grazia.

The textures of the metal outline are comparable to those neural pathways: Dendrite rings, for example, recall the same name dendritic branching, the fibers that carry nerve signals; the Ear Cuff Medulla – and here is the reference to the spinal cord – have an essential matrix; the semi-rigid chockers are made of a succession of geometric segments and are called Amygdala, the part of the brain that deals with emotions and especially the fear. But Flaminia has no fear, she is not at all afraid to give us the handful emotions and wonder in front of her creations full of beauty and grace.

 

Emanuela Pirrè


ANIMAPOP: art, culture and fashion build the smart luxury taste

L’Espressionismo Astratto, movimento artistico statunitense nato in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, incontra le bucoliche espressioni delle ammalianti xilografie giapponesi, dando vita ad un prodotto dal carattere contemporaneo e raffinato, accarezzato dal fascino del pensiero (o “Poesia”) POP e dalla cultura streetwear. Questo il concept alla base della nuova collezione intitolata “Relaxed Geometry” firmata ANIMAPOP - The Perfect Reversible Dress.

The Abstract Expressionism, the American artistic movement born after the Second World War, meets the bucolic expressions of the wonderful Japanese woodcuts giving life to a product that is contemporary and refined, touched by the allure of the POP thought (or “Poetry”) and the street wear culture. This concept is at the base of the new collection called “Relaxed Geometry” designed by ANIMAPOP – The Perfect Reversible Dress.

 

Dalle appassionate pennellate di Willem de Kooning ai grafismi black and white di Robert Motherwell, passando per i “dripping” (tecnica pittorica classica dell’astrazione gestuale) di Jackson Pollock, le immagini regolari e colorate impresse sui capi dell’azienda italiana fondata nel 2014 danno origine ad una collezione composta di abiti, top, soprabiti e leggings, tutti reversibili, originali, dall’alto appeal Pop e, allo stesso tempo, art-oriented.

From the passionate brushstrokes of Willem de Kooning to the black and white graphic elements of Robert Motherwell and the “drippings” (classic painting technique of the abstraction gesture) of Jackson Pollock, the regular and colourful images on the clothes of the Italian company founded in 2014 give birth to a collection made of dresses, tops, overcoats and leggings, all reversible, original, pop and, at the same time, art-oriented.

E non finisce qui: le linee “ANIMATOP – nightanday”, caratterizzate da uno scintillante e sorprendente bipolarismo prendono vita dal Futurismo Contemporaneo che, con la creatività del brand, si fonde a maioliche dal sapore liberty, digitalizzate ed impreziosite di colpi di colore materico. Una vera e propria superlativa commistione di generi ed identità artistiche diverse, con l’obiettivo di presentare al grande pubblico dei capi affascinanti ed ideali per le donne che vivono la quotidianità metropolitana.

But, there’s more: the “ANIMATOP – nightandday” lines, characterized by a sparkling and surprising bipolar system come to life by the contemporary futurism, which with the brand creativity mixes with liberty-esque majolica, digitalized and decorated with powerful brush strokes of strong colors. A real superlative mixture of genres and different artistic identities, whose ultimate goal is to present to the audience some beautiful clothes that are ideal for women who live the metropolitan daily life.

Le stampe, vero e proprio must di ANIMAPOP- The Perfect Reversible Dress, seducono le silhouette presentate, a tratti minimal e lineari – come nel caso del tubino, altre volte più morbide e svasate. I colori, accesi ed in grado di attirare l’attenzione, si fondo tra loro andando a definire la coerenza stilistica del brand, che armonizza la sinfonia dialettica attraverso il neoprene. Il tutto corredato da un’alta usabilità dei vestiti – facili da lavare e indossabili senza essere stirati – e dalla loro ergonomia, resa possibile grazie al taglio al laser del materiale ed alle sole quattro cuciture. Insomma, ANIMAPOP rivoluziona il modo di percepire la moda, rendendola luxury smart.

The printings, a real ANIMAPOP- The Perfect Reversible Dress must, seduce the collection’ silhouettes , both minimal and linear (like the tube dresses) but also soft and flared. The bright and eye catching colours mix themselves giving stylistic coherence to the brand, which harmonizes the dialectic symphony through neoprene. You can add to the rest also the high usability of the dresses, which are easy to wash and wearable without being ironed, but also their ergonomy, made possible by the laser cut of the materials and the use of only four sewings. So, ANIMAPOP revolutionizes the way of perceiving fashion making it smart luxury.
 

 

Niccolò Piccioni


PDR, for those who have the ‘physique du rôle’

Chissà quante volte abbiamo sentito pronunciare l’espressione physique du rôle riferita a chi ha un aspetto adatto alla situazione, alla professione o al ruolo che ricopre: Massimo e Marcello, i due fondatori di PDR, hanno scelto proprio l’acronimo di questa espressione per il loro marchio basato su un comfort quotidiano e raffinato. Tutto nasce dal desiderio di creare un’estetica in sintonia coi tempi che viviamo: lo stile del brand è una continua alternanza di capi fatti per una lei che strizza l’occhio a elementi del guardaroba maschile.
 

Who knows how many times we have heard the expression ‘physique du rôle’ referring to those who have a look that fits certain situation, profession or role: Massimo and Marcello, the two founders of PDR, have chosen the acronym of ‘physique du rôle’ for their brand based on a daily chic refined comfortable style.
Everything comes from the desire to create an aesthetic in tune with the times we live in: the style of the brand is a continuous alternation of garments made for her that gives a nod to elements coming from the male wardrobe.

Il risultato è una fusione di bellezza, contemporaneità e gusto, un nuovo equilibrio che denuncia quanto le fondamenta poggino saldamente sul distretto tessile che ha fatto la storia della maglieria italiana: PDR non è infatti solo un made in Italy bensì un made in Carpi di origine controllata.

The result is a fusion of beauty, modernity and style, a new balance that well testimony how the foundations of the brand are resting firmly on the textile district that has made the history of Italian knitwear: PDR is not only a fact made in Italy but can be defined a made in Carpi ‘doc’.

Nelle creazioni si ritrova grande cura dei dettagli secondo una visione sartoriale che viene applicata ad ogni singolo capo, esattamente come se fosse un pezzo unico: particolare attenzione viene posta nella fase di ricerca dei materiali – di derivazione naturale o ecofriendly – così come al fatto di creare una miscela ben bilanciata di colore e stampe esclusive.
La parola d’ordine è libertà, l’assoluta libertà di mixare tanti ingredienti, esattamente come fa un cuoco che sceglie di partire da materie prime di qualità per ottenere pietanze diverse e uniche.

In the PDR creations there’s a great attention to details according to a vision in which tailoring is applied to each piece, exactly as if it were a single unique piece: particular attention is paid to the research phase of the materials – naturally derived or ecofriendly – as well as to the fact of create a well-balanced mixture of color and exclusive prints.
The key word is freedom, the absolute freedom to mix many ingredients, exactly how does a chef who chooses from high quality raw materials to get different and one of a kind dishes.

Per la primavera /estate 2016, gli ingredienti principali ai quali Massimo e Marcello si affidano ancora una volta sono le stampe – etniche o floreali, gessati o pois – e i tessuti tra i quali ci sono viscose, cotoni, jersey e lini. Vanno ad aggiungersi tocchi di maglieria con intarsi oppure con jaquard floreali e geometrici; felpe e piccoli capospalla, maglie da dosare con un pizzico di fantasia e una spruzzata di allegria.
PDR propone un look che assomiglia a un menù mai insipido né stucchevole, perfetto da gustare in tutte le occasioni.

The 2016 spring/summer collection is aimed at a succession of technical and natural fibres like silk and cotton; all the materials are treated in order to ensure breathable and thermoregulatory properties and they are shaped following the body line and ergonomics with naturalness and lightness, as if it was a second skin. Amidst the proposals of the season dedicated to women, the unusual concept of Slegging (band + legging) stands out, placing an additional band of cloth on the back of classical leggings, thus recreating the effect of a soft mini-skirt.

Emanuela Pirré


Saucony Originals, two new born in the Shadow 5000s line

Una cesta di vimini, piena di frutti di bosco raccolti tra gli scorci della boscaglia autunnale: è fresco e ricco il nuovo raccolto firmato Saucony Originals, composto di due sneakers, innovative protagoniste della linea Shadow 5000s. L’azienda, fondata nel 1908 in una piccola cittadina della Pennsylvania, Stato federato centrale nella storia degli USA grazie al suo ruolo di protagonista nell’Indipendenza (tanto da essere conosciuto con il nome The Keystone State), torna a far parlare di se con due prodotti destinati a diventare dei veri e propri must.
 

A wicker basket full of mixed berries picked among the autumn woods: the new, fresh and rich harvest designed by Saucony Originals is composed by two sneakers, innovative protagonists of the Shadow 5000s line. The company, founded in 1908 in a little town of Pennsylvania, an important federal state in the USA history thanks to its key role for Independence (so much that it’s known as The Keystone State), comes back with two products that are destined to become two real must-have.
 
 

Richiamando lo stile classico delle sneakers Anni ’80, i due modelli presentati mixano il gusto e la Vision dell’azienda di footwear, che nel corso del tempo si è affermata sul mercato grazie alla sua capacità di seguire (ed anticipare) le tendenze, all’efficienza delle calzature sportive. Ne deriva una capsule collection ispirata al mirtillo ed alle more, frutti che ne influenzano i colori, alla ricerca ed alla scoperta del mondo.

Recalling the classic sneakers style of the 80s, these two models mix the taste and the vision of the footwear company, which over the years established itself in the market thanks to its ability to follow (and anticipate) the new trends and to its efficiency for the sports shoes. What comes out of it is a capsule collection inspired by blueberry and blackberries, influencing its colours, searching and exploring the world.

Morbidezza nelle forme, accoglienza, comodità del piede e ricercatezza nei colori e nei materiali scelti per i prodotti: queste le parole chiave dell’azienda che prende il nome dall’omonimo fiume che scorre nella regione (richiamato anche dal marchio stesso di Saucony Originals) e che, nel corso di oltre 100 anni è riuscita a guadagnarsi il titolo di opinion leader del mercato di calzature sportive, anche in Italia.

Smoothness in the forms, foot’s comfort, attention to colours and the material chosen for the products: these are the keywords of the company that took its name by the river of the same name that flows in the region (referred to it also by the Saucony Originals trademark) and that in 100 years managed to get the title of opinion leader in the sports shoes market, also in Italy.

Le linee pulite invadono tutte le collezioni presentate da Saucony Originals, rappresentata al meglio dall’iconica Jazz Originals, scarpa lanciata sul mercato nel 1981. Nel corso degli anni altri modelli hanno sedotto le vetrine di tutto il mondo, arricchendo il know-how aziendale, anche attraverso tappe storiche degne di un’impresa americana che fa dell’heritage e della qualità valori assoluti. Non resta che provarle e lasciarsi sedurre dal potere della storia.

The clean lines invade all the collections presented by Saucony Originals, represented to its best by the iconic Jazz Originals, launched on the market in 1981. Over the years other models have seduced the shop windows from all over the world, enriching the business know-how trough historic milestones worthy of an American company that makes heritage and quality its absolute values. The only thing that remains to be done is to try them and let the power of history seduce us.

 

Niccolò Piccioni


Eyepetizer: like The Great Gatsby!

Non solo abiti al White, ma anche accessori, spesso veri protagonisti dei nostri look quotidiani. Fra i brand presentati alla Fiera milanese anche uno di occhiali che, nonostante le poche stagioni alle spalle, vanta già moltissimi fan: Eyepetizer. Per la prossima stagione il marchio si ispira ad una pellicola, e ad un libro, davvero iconici. Per questo abbiamo chiesto ad Antonio Conti, responsabile comunicazione del brand, di raccontarci meglio il nuovo percorso del marchio. Ecco cosa ci ha raccontato.

Not just clothings at White, but also accessories, often the real stars of our everyday looks. Among the brands presented at the fair in Milan also one of glasses that, despite the few seasons behind it, already has many fans: Eyepetizer. For next season, the brand is inspired by a film, and a book, which became really iconic. For this reason we asked to Antonio Conti, in charge for the brand communication, to tell us something more about the brand’s new path. Here’s what he told us.

“Per la nuova collezione Eyepetizer ci siamo ispirati all’affascinante atmosfera degli Hamptons. Un angolo di mondo da sempre sinonimo di eleganza ed esclusività. Gli anni ’20/’30 quelli raccontati da Fitzgerald, quelli di Gatsby, un mondo di accostamenti sofisticati, colori pastello e dettagli mai banali. Un nuovo capitolo della nostra storia scritto sulle frenetiche note delle melodie jazz.
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“For the new Eyepetizer collection we were inspired by the fascinating atmosphere of the Hamptons. A corner of the world which has always been synonymous with elegance and exclusivity. The ’20s and ‘ 30s told by Fitzgerald, the years of Gatsby, a world of sophisticated combinations, pastel colors and details that were never banal. A new chapter of our history written on the frantic notes of jazz melodies.

 

La collezione Hampton’s Chapter mantiene le caratteristiche di Eyepetizer: le montature sono ancora una volta leggere, flessibili nonostante siano diventate trasparenti e in materiale plastico, derivato dal nylon, Grylamyd o TR90. I colori variano dai toni più classici del nero, antracite e beige a quelli più vivaci del viola e del turchese.
Le aste sono in acciaio armonico con i terminali uno diverso dall’altro, caratteristica distintiva del brand.

Le lenti sono in CR39, con trattamento antiriflesso su base interna e i colori richiamano quelli delle montature, quindi l’antracite, il viola, l’azzurro, ma anche il verde e l’arancione, montate a contrasto.
I modelli richiamano quelli delle collezioni precedenti e sono riproposti con un design innovativo.

The Hampton’s Chapter collection mantains the characteristics of Eyepetizer: the frames are again light, although they are translucent and in a flexible plastic material, derived from nylon, Grylamyd or TR90.
The colors range goes from classic shades of black, charcoal gray and beige to brighter colors such as purple and turquoise. The temples are made of harmonic steel with terminals different one from the other, which is a distinctive feature of the brand.

The lenses are CR39, with anti-reflective coating on the inner base and the colors are inspired by those of the frames, then we have the charcoal ones, the purple, the blue, but also the green and the orange, assembled in contrast. The patterns recall those of the previous collections and are introduced again but with an innovative design.

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Abbiamo dato ai modelli i nomi dei personaggi del libro e del film: l’affascinante Daisy, riconoscibile dalla forma romboidale; Jay, caratterizzato da una forma tonda; Nic, riconoscibile per la forma a goccia; Tom, dalla forma esagonale.
La collezione presenta modelli ricercati e originali, nonché sempre innovativi anche nel packaging che si presenta con una scatola che riprende le lussuose auto d’epoca utilizzate al tempo de ‘Il Grande Gatsby’”.

Non ci resta che scatenarci in un “Wild Party”, indossando un paio di Eyepetizer, e decidere se ci piace più essere Gatsby in stile Robert Redford o in versione Di Caprio!

We gave to the glasses the names of the characters of the book and the movie: the charming Daisy, recognizable by the rhomboid shape; Jay, characterized by a rounded shape; Nic, recognizable by its teardrop shape; Tom, an hexagonal one. The collection features refined and original models, always innovative in the packaging that comes with a box that reproduces the luxurious classic cars used in the time of ‘The Great Gatsby’.”

So the only thing that is left to do is to dance like in a “Wild Party”, wearing a pair of Eyepetizer, and decide if we like to be more in Gatsby style of Robert Redfford or the Di Caprio more recent version!

Gianluca Sini


If shopping is a therapy, so clutches are the best medicines: Capsule Collection by …La Foi…

Dimmi che medicina prendi… ahem … che clutch scegli, e ti dirò chi sei! Previa avvertenza che, qualunque sceglierai, sarai di certo una fashion lover dotata di favoloso guizzo ironico e ottimo intuito per l’ingegno bizzarro, eppur sempre perfettamente design, che la creatività fashion sa offrire.

Nascono infatti come da un gesto di puro divertissement le mini bag che compongono la Capsule Collection ad opera della giovane designer Federica Ameri, creatrice del brand …La Foi…: e, pay attention please, se pronunciato con la giusta dose di italianità, già il nome rende facile l’intuizione nei riguardi del mondo d’ispirazione.

Tell me what medicine you take… ahem … what clutch you like, and I’ll tell you who you are! Upon warnings that, whatever bag you choose, you certainly are a fashion lover endowed with ironic flair and great intuition for the bizarre brilliance, yet always perfectly design, that the fashion creativity offers.

Actually they spring as from a gesture of pure divertissement, the mini bag that compose the Capsule Collection conceived by the young designer Federica Ameri, founder of the brand … La Foi …: and, pay attention please, if pronounced by the right dose of Italian accent, the name itself already facilitates the intuition about the world of inspiration.

 

Ovvero il mondo della medicina, che per Federica rappresenta uno squisito fil rouge biografico: tanto l’appartenenza ad una stirpe di medici diventava appello a seguire la medesima strada, tanto lei ne ha fatta sorprendente fonte d’ispirazione per la sua collezione di Medical Clutch.

Prendono dunque il nome di Pillola, Pasticca Blu/Rosa, Compressa, Confezione 500mg/1000mg e Pronto Soccorso e sono la divertita interpretazione in chiave contemporary design delle confezioni dei farmaci più noti che campeggiano in quel tipico mobiletto dell’immaginario comune: una limited edition di clutch eccentriche nell’idea, rigorose nell’essenzialità cristallina del plexi in cui sono realizzate e illuminate dai colori vivaci in cui sono tinte.

That is the medicine world, that for Federica represents an exquisite biographical fil rouge: the more the belonging to a descent of doctors became an invocation to follow the same path, the more she turned it into an unexpected source of inspiration for her collection of Medical Clutch.

So, they are called Pillola, Pasticca Blu/Rosa, Compressa, Confezione 500mg/1000mg and Pronto Soccorso and they are the fun interpretation in a contemporary design key of the most famous medicines packages that stand out into that typical tiny closet proper of collective imagination: a limited edition of eccentric clutches for the idea, minimal for the clear essentiality of the plexi they’re made of and brightened by the vivid tones they’re colored with.

Una carrellata breve ma intensa di accessori densi di quell’ideale sense of humour che rende unico qualsivoglia outfit, e la personalità di chi lo veste: si consiglia di assumerne quante se ne vogliano, indossarle ogni volta al dì che lo si desidera, e di appenderle a spalla o sfoggiarle stringendole in mano. Don’t worry, non c’è alcuna controindicazione perché, come conferma la stessa Federica: “Non esiste terapia più efficace dello shopping. E più piacevole”.

A short yet intense array of accessories rich in that ideal sense of humour that makes every outfit unique, and so the personality of the person wearing it: we recommend you to take as much as you want of them, to wear them every time a day you wish, and to hang them on your shoulder or flaunt them in your hands. Don’t worry, there is no contraindication because, as Federica states: “There’s no better therapy than shopping. And a more pleasant one”.

Silvia Scorcella


Male meets female in Quattromani’s world!

Presente alla sezione Contemporary all’ultima edizione del White lo scorso settembre, il duo Quattromani ha riscosso molti consensi per la capacità di mescolare riferimenti colti ad altri più pop, per il modo di rivalutare il guardaroba femminile, spesso grazie a stampe particolarmente affascinanti, per le quali hanno coinvolto in più occasioni artiste contemporanee. Abbiamo raggiunto Nicola Frau e Massimo Noli nella loro Sardegna, che tanto funge da musa ispiratrice, per farci raccontare i capi più rappresentativi della collezione s/s 2016..

They were among the brands of the Contemporary section at the last edition of White in September and the Quattromani duo has collected a lot of success thanks to their ability to mix cultured references with more pop ones, for their way to re-evaluate the female wardrobe, often thanks to particularly fascinating prints, for which they have in several occasions involved some cool contemporary artists. We reached Nicola Frau and Massimo Noli in their beloved Sardinia, that often acts as an inspiring muse, to talk with them about the most representative items in their s/s 2016 collection.

 

 

L’abito stampato in duchesse tecnica e lo chemisier oxford (a sinistra nella foto): questo è uno degli outfit che ci rappresenta di più. Da sempre la camicia maschile è un capo presente nelle nostre collezioni. Ogni donna dovrebbe avere una camicia da uomo nel proprio guardaroba.

Indossata sotto l’abito di duchesse tecnica, un altro dei capi simbolo del nostro mondo, ha un approccio school, quasi un Manga in carne e ossa. Fantasia e Realtà nella fusione del mondo maschile e femminile, sognante e allo stesso tempo concreta come la donna che ha ispirato la stampa, Edina Eltara. Lle illustrazioni sono realizzate da Berenice la Ruche.

The printed dress in duchesse and the oxford shirt dress (on the left in the pciture): this is one of the outfits that represents us the most. The men’s shirt is an item which is always present in our collections. Every woman should have a man’s shirt in their wardrobe.

Worn under the dress made in technical duchesse, another symbol of the pieces of clothing in our creative world, has a sort of school approach, almost a Manga in the flesh and blood. Fantasy and Reality in this fusion of the male and female world, dreamlike and at the same time as concrete ad the real woman who inspired the print, Edina Eltara. The illustrations were made by Berenice la Ruche.”

 

Il dress in maglia e il completo camicia e pantalone in seta stampata: siamo particolarmente legati a questi due outfit, sono femminili e delicati, sono l’omaggio a due epoche in cui le donne si sono rese ancora più consapevoli della loro femminilità.

Un decò in chiave Seventies. L’abito di maglia, costruito sulle forme del corpo, dai colori decisi e dai contrasti netti, luminoso e iperfemminile. Il completo in seta stampata, composto da camicia e pantalone palazzo. Mondo maschile declinato al femminile, anche in questo caso, la stessa fusione dei due mondi. Per noi questi sono i must have che ogni donna dovrebbe poter indossare e possedere.”

The knitted dress and the shirt and trousers in printed silk: we are particularly fond of these two outfits, which are feminine and delicate and are a tribute to two periods in which women have become even more aware of their femininity.

A Decò moment in a Seventies’ key. The knit dress, built on the body shapes, in bold colors and sharp contrasts, is light and ultra-feminine.
The other outfit in printed silk, consists of a shirt and wide Seventies trousers. The male world seen in a feminine way, also in this case, the fusion of the two worlds. For us these are the “must- haves” that every woman should be able to wear and own.”

Gianluca Sini


Pyaar means love

Chi non possiede nel proprio armadio una sciarpa o una stola? Sono quegli accessori capaci di fare la differenza e di dare carattere a un outfit: ci accompagnano abbracciando e scaldando il collo d’inverno, ci proteggono dallo spiffero traditore anche d’estate.

Pyaar, marchio che dà vita a una collezione di sciarpe, stole e scialli creati in Italia, fonda la propria filosofia su cardini ben precisi: amore per il colore, per il disegno, per la materia e per i dettagli. Il loro è un mix di nuovo e tradizionale, rispettoso delle lavorazioni artigianali.

Who does not have in his/her wardrobe a scarf or a stole? Those accessories are the ones that can make a difference and give character to an outfit: they take us company embracing and heating the neck in winter, protecting us from a traitor draft even in summer.

Pyaar, a brand that gives life to a collection of scarves, stoles and shawls created in Italy, bases its philosophy on very specific cornerstones: a love for color, for drawings, for the raw materials and for details. Theirs is a mix of new and traditional, respectful of craftsmanship.

 

Per la primavera/estate 2016, attraverso l’impiego di antichi telai che permettono rare e ricercate lavorazioni jacquard, il brand ha pensato a quattro temi d’ispirazione: “Tribal dance”, “Bohemien flowers”, “Spiagge del Nord” e “Bamboo Forest”.

La linea “Tribal dance” prevede disegni stampati e tinti in filo che riprendono motivi tradizionali: l’impiego della tecnica ikat e la tessitura a telaio manuale danno origine a sciarpe e stole dal sapore tribale.
La linea “Bohemien flowers” propone composizioni che sembrano sbocciare: romantici fiorellini di campo o di ibisco e bouquet dal sapore tropicale richiamano lo stile anni ’70 e impreziosiscono tessuti soffici e leggeri.

For the spring/summer 2016 collection, through the use of old looms that allow rare and refined jacquard, the brand has thought about four inspirational themes: “Tribal Dance”, “Bohemian flowers”, “Spiagge del Nord (North Shores)” and “Bamboo Forest “.

The “Tribal Dance” line provides printed and yarn dyed designs that reflect traditional motifs: the use of ikat and weaving handloom allow the brand to create scarves and stoles with an ethnic flavor.
The “Bohemian flowers” proposes compositions that seem to blossom: romantic flowers of the field or hibiscus or bouquets with a tropical flavor and evoke a 70′s style and embellish soft and light fabrics.

 

La linea “Spiagge del Nord” dà spazio a righe e geometrie che si amplificano su fondi bianchissimi, alternandosi in un ampio spettro di colori in grado di evocare le atmosfere delle spiagge di Normandia.
La linea “Bamboo forest” racconta un’immaginaria escursione attraverso una foresta tropicale.
Le forme richiamano la natura: piccoli frutti, foglie delicate e piccoli arbusti si rincorrono per creare motivi pop.
Le sciarpe e le stole Pyaar sono inoltre accompagnate da cappelli e da una capsule collection di abbigliamento.

The “Spiagge del Nord” line gives space to stripes and geometries that are amplified thanks to the deep white background, alternating in a wide spectrum of colors that evoke the atmosphere of the beaches of Normandy.

 
 
The “Bamboo forest” tells an imaginary tour through a tropical forest. The shapes evoke nature: berries, delicate leaves and small shrubs chase each other to create pop patterns.

Le sciarpe e le stole Pyaar sono inoltre accompagnate da cappelli e da una capsule collection di abbigliamento.
Sono quattro i capi che la compongono: uno chemisier corto; un camiciotto ampio, morbido e che si ferma appena sopra il ginocchio; un long dress modello camicia e infine un abitino dal sapore bon ton. Tutti i capi sono all’insegna della semplicità con pattern geometrici, fiori e frutta dal sapore romantico che riprendono vagamente il gusto retrò di certi tessuti tappezzeria anni ‘70 .

Stole e capi impiegano materiali naturali: garze in puro cotone, twill in modal o in puro lino, pura seta, chiffon ricamati. I mix abbinano seta e cotone, modal e cotone, modal e cashmere.
Per quanto riguarda i colori, le tinte vivaci si accompagnano a sfumature più soft: il blu è uno dei protagonisti ed è presentato in ogni sua variante. Slavato dal mare e corroso dal sale, fa sognare di passeggiare su una spiaggia di Normandia, protetti da una morbida sciarpa.

The Pyaar scarves and stoles are also accompanied by hats and a capsule collection of clothing.
Four are the pieces of clothing that compose it: one short chemisier, a large shirt, soft, which stops just above the knee, a long dress-shirt and finally a bon-ton dress. All garments are quite simple with geometric patterns, flowers and fruit with a romantic touch with a vaguely retro flavor that reminds some kind of Seventies tapestry.

Stoles and clothes use natural materials: pure cotton gauze, twill Modal or pure linen, pure silk, embroidered chiffon. The mix combine silk and cotton, modal and cotton, modal and cashmere.
As for colors, the bright colors are combined with softer nuances: blue is one of the protagonists and is presented in all its variations. Washed out by the sea and corroded by salt, it makes you dream of walking on a beach in Normandy, protected by a soft scarf.

Emanuela Pirrè


Luigi Veccia and his s/s 2016 collection: our interview

Nato a Caserta, Luigi Veccia si forma prima allo Ied di Roma, poi in alcuni dei più noti nomi dell’alta moda romana. In seguito la collaborazione con marchi italiani ed esteri, fino al 2008 anno in cui decide di costruire qualcosa di proprio, che da subito assume accenti di ‘demi-couture’, in cui l’amore per dettagli, stampe, decori arricchisce le proposte di citazioni, elementi evocativi, dettagli poetici ed artistici. Veccia è ritornato al White con la sua collezione per la s/s 2016 ed ha raccolto un grande successo. Ci facciamo raccontare meglio dal designer stesso.

 
Born in Caserta, Luigi Veccia has molded his creativity before at IED in Rome, then in some of the most famous names of haute couture in Rome. Some collaborations with Italian and foreign brands has followed, until 2008 when he decided to build something of his own, which immediately assumes accents of a ‘demi-couture’, in which a clear love for details, prints, patterns enriches the proposals with evocative, poetic elements, cultural references and artistic details. Veccia returned to White with his collection for s/s 2016 and has collected a great success. We asked to the designer himself to tell us about this experience and some about the new collection.

Ci parla della collezione che hai portato all’ultima edizione del White?

La New Abstract collection indaga sul nuovo modo di comunicare del guardaroba femminile, mixando elementi l’uno in aperto contrasto con l’altro, con stylist attitude. Un modernismo sofisticato, espresso tramite l’utilizzo dei colori primari e i contrasti op graphism.
 
 

Can you tell us something about the collection that you brought to White?

The New Abstract collection explores the new way to communicate of the female wardrobe, mixing elements in direct conflict with each other, with a clear stylist attitude. A sophisticated modernism, expressed through the use of primary colors and op-graphism contrasts.
 
 

 

 

Da dove sono arrivati gli input ispirativi?

L’ispirazione principale è il grafismo e la linearità del movimento Memphis, i contrasti di colori cari a Roy Lichtenstein.
Da qui l’utilizzo di materiali altamente tecnologici, i nidi d’ape in neoprene ed i ripstop in nylon in contrasto con i classici crepe de chine e gli chiffon stampati e plissettati.

Il pezzo da avere di questa collezione?

Penso che in assoluto il capo che ha ricevuto il maggior riscontro sia stato il pajamas stampato, nella nuova stampa New Abstract Angle. Capo feticcio di tutte le blogger passate in fiera.

Where did the inspirational input come from?

The main inspiration is the graphics and the linearity of the Memphis movement, the contrasts of colors dear to Roy Lichtenstein.
Hence the use of high technology materials, neoprene honeycombs and nylon ripstop in contrast to the classic printed and pleated crepe de chine and chiffon.

Which piece will be the ‘must-have’ of this collection?

I think by far the piece of clothing who received the most feedback was the printed pajamas, in the new print New Abstract Angle. It was the most loved by all bloggers who came to see the collection at White.

Quale l’importanza di una fiera come questa?

Quest’anno l’edizione del White a mio avviso è stata un edizione particolarmente fortunata sia per gli ordini, sia a livello di esposizione mediatica.

Ho ricevuto ottimi riscontri dal Giappone, dalla Cina e dalla Corea.
Ed inaspettatamente la clientela italiana, senza distinzioni di zona geografica, ha apprezzato ed acquistato la collezione.
Il passaggio poi della stampa e delle blogger è stato davvero di primo ordine. Un edizione sicuramente da incorniciare!

Which is the importance of a fair like this?

This year’s edition of the White in my opinion has been a particularly successful one considering both the ordersand in terms of the media exposure.

I received a great feedback from Japan, China and Korea.
And unexpectedly Italian customers, regardless of geographical area, appreciated and bought the collection.
Then also the press figures and the bloggers were really of a very important level. An edition that must definitely be framed!

 
 

Progetti per il futuro?

Sono in fase di realizzazione della nuova sede dell’ufficio stile, dell’archivio storico tessile e della biblioteca di moda, in un vecchio laboratorio di famiglia a Caserta, così come la nuova fase di sviluppo sui mercati internazionali del brand.

Alla luce di un sempre maggior riscontro di consensi tra i Paesi del Medio Oriente, della Russia e dell’Asia.

 

Plans for the future?

The new stylistic headquarters, the historical archive and the textile fashion library are all under construction in an old family workshop in Caserta, such as a new stage of development of the brand in international markets.
 
This thanks to an increasing acknowledgment of support among the countries of the Middle East, Russia and Asia.

 

Gianluca Sini


Quadrostampa s/s 2016: every shirt-dress is a special invitation, the whole collection is an ode to joy

Quello proposto da Quadrostampa è un invito variegato a riscoprire la semplicità: condensata in un capo immancabile e sempre desiderabile come la camicia bianca, che in questo caso diventa pretesto squisito per virtuosismi di stile. E d’intenzioni.

Brand dal cuore profondamente italiano, tanto nell’origine torinese quanto nell’eccellenza materica e nel savoir faire sartoriale tradizionale, Quadrostampa nasce appena un anno fa dalla lunga esperienza delle fashion designer Emanuela Di Ciommo e Simonetta Molinaro, con l’intento ammirevole di plasmare una capsule collection di shirt-jacket dall’allure couture e dalla cura rivolta alla qualità elevata che del Made in Italy è vanto inconfondibile, per contribuire alla rinascita dei laboratori artigiani italiani.

Quadrostampa creations are an invitation to rediscover simplicity: condensed into an item that is as inevitable yet always desirable as the white shirt, that, in this case, becomes an exquisite chance for virtuosities of style. And of intents.

 
A brand having a deep Italian heart, for its origin from Turin as much as for the material excellence and the traditional tailoring know-how Quadrostampa appeared just one year ago from the long experience of the two fashion designers Emanuela Di Ciommo and Simonetta Molinaro, by the significant intention of shaping a capsule collection of shirt-jackets having a couture allure and a great attention devoted to the high-quality that is the unmistakable Made in Italy pride, and aiming at helping the rebirth of the Italian handicraft realities.

Semplicità si diceva, che è questione di saper giocare con l’essenzialità per dimostrare che bastano tre pregiati tessuti in puro cotone, la ricercatezza di dettagli macramé e tutta la luminosità gioiosa del bianco per creare una collezione di diciotto shirt-jacket: voilà la primavera/estate 2016 firmata Quadrostampa!

Simplicity we were saying, that is a question of being able to play with essentiality to prove that you only need three noble fabrics of pure cotton, the refinement of macramé details and all the joyful light of a white palette to create a collection of eighteen shirt-jackets: voilà the spring/summer 2016 by Quadrostampa!

Sono couture nell’anima design, casual-chic nella confortevolezza e gentili nell’invito che racchiudono nel nome: la twin-shirt “ABBRACCIAMI”, la shirt-dress regolabile “ACCORCIAMI”, la morbida “SVESTIMI”, l’asimmetrica “ARROTOLAMI”, la geometrica “GIRAMI”, la soffice “SFILAMI”, la seducente “SLEGAMI”, la svasata “ECCOMI”, la long shirt “INVITAMI”, ed infine le due dalla linea blouson“ACQUISTAMI” e “AMMIRAMI”.

They are couture in their design soul, casual-chic for the confort and courteous for the invitation held into their names: the twin-shirt “ABBRACCIAMI”, the adjustable shirt dress “ACCORCIAMI”, the light “SVESTIMI”, the asymmetrical “ARROTOLAMI”, the geometric “GIRAMI”, the soft “SFILAMI”, the seducing “SLEGAMI”, the flared “ECCOMI”, the long-shirt “INVITAMI”, and finally the two showing a blouson form “ACQUISTAMI” and “AMMIRAMI”.

 
 

Ça va sans dire che in virtù di tale squisito intreccio tra sofisticatezza nonchalante e creatività, Quadrostampa ha scelto White Milano per fare il proprio debutto nel fashion world!

Ça va sans dire that thanks to this exquisite blend of sophisticated nonchalance and creativity, Quadrostampa has chosen White Milano to make its own debut into the fashion world!

Silvia Scorcella


Care label: the Girl Collection for s/s 16 and the Capsule with Italia Independent

Il brand Care label è tornato nell’edizione femminile del White per presentare la collezione spring/summer 2016 e una capsule per uomo e donna realizzata in co-branding con Italia Independent, noto marchio nato nel 2007 dall’incontro tra il designer Leopoldo Durante, Enrico Gallo e Lapo Elkann.

La Collezione Girl presenta nuove vestibilità per il denim, come il cuffed jeans Over – evoluzione del boyfriend – lo Straight Leg, ma anche i più classici Cigar e Cigar crop, e i rivisitati fit Flair e Slow.

Micro-fantasie, pois e righe e capi ricamati con motivi paisley saranno il leitmotiv della collezione, arricchita anche da shorts, camicie, T-Shirt, giacche e gilet, ad affiancare i jeans.
 
 
 

Care label brand was back at the latest female edition of White to present its collection for spring/summer 2016, and a capsule for men and women made in co-branding with Italia Independent, a well-known brand born in 2007 from the encounter between the designer Leopoldo Durante, Enrico Gallo and Lapo Elkann.

The Girl’s collection presents new fits for denim, like the cuffed jeans Over – an evolution of boyfriend fit- the Straight Leg, but also the classics Cigar and Cigar crop, and also the revisiting of two fits: Flair and Slow.

Micro-patterns, polka dots and stripes and embroidered garments with paisley motifs will be the leitmotif of the collection, enriched also by shorts, shirts, T-shirts, jackets and vests, to support the jeans.

 

Il Messico e in particolare la cultura Maya sono la fonte d’ispirazione della Capsule Collection in collaborazione con Italia Independent. Linee colorate, schemi geometrici e floreali, teschi, classici temi cari alla cultura e allo stile messicani, campeggeranno su patch ricamate, stampe interne ai capi e bottoni di pantaloni e magliette.

I jeans della Capsule saranno realizzati nel tessuto blue denim Glam e si differenziano nei lavaggi: il 489 Maya per la proposta boy e il 435 Skull per la proposta girl e avranno due fit: il Tight 202 per l’uomo e l’inedito Over per la donna. In entrambi i casi l’effetto finale è altamente desiderabile e cool.

Mexico and especially the Mayan culture are the source of inspiration for the capsule collection in collaboration with Italia Independent. Colored lines, geometric patterns and floral skulls, classic themes dear to the Mexican culture and style, will be protagonists on embroidered patches, prints in the garments’ inner parts and buttons of pants and shirts.

The jeans of the Capsule collection are made with the denim blue Glam and differ in the washings: the 489 Maya for the boy proposal and the 435 Skull for the girls and will have two fit, Tight 202 for the man and the totally new Over for woman. In both cases, the final effect is highly desirable and cool.

I jeans della Capsule saranno realizzati nel tessuto blue denim Glam e si differenziano nei lavaggi: il 489 Maya per la proposta boy e il 435 Skull per la proposta girl e avranno due fit: il Tight 202 per l’uomo e l’inedito Over per la donna. In entrambi i casi l’effetto finale è altamente desiderabile e cool.

Il logo di Italia Independent linea-punto-linea è ricamato sulla tasca posteriore destra – nei filati azzurro per l’uomo, écru per la donna -, e sulle bandierine blu cucite sul quinto taschino. La Capsule Collection sarà in vendita negli store monomarca Italia Independent e Care label e nei migliori fashion store in Italia e all’estero a partire da dicembre 2015.

Al bando i minimalismi, accogliamo una s/s 2016 all’insegna delle collaborazioni, piena di colori, ricami, dettagli e riferimenti etnici. Per noi è stato colpo di fulmine!

The jeans of the Capsule collection are made with the denim blue Glam and differ in the washings: the 489 Maya for the boy proposal and the 435 Skull for the girls and will have two fit, Tight 202 for the man and the totally new Over for woman. In both cases, the final effect is highly desirable and cool.

The logo of Italia Independent line-point-line is embroidered on back pocket – in blue yarn for man, in ecru for women – and on the blue flags sewn on the fifth pocket. The capsule collection will be on sale in Italia Independent and Care label flagship stores and also in the best fashion stores in Italy and around the world from December 2015.

Let’s ban minimalisms and welcome a s/s 2016 collection characterized by collaborations, full of colors, embroideries, ethnic details and references. For us it was definitely love at first sight!

 

Stefano Mastropaolo


Camel Tones

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Non c’è quasi niente di più iconico e rappresentativo del Novecento di un impermeabile in una tonalità che dal tortora sfuma al beige, fa pensare subito a Ingrid in “Casablanca” e a Audrey in “Colazione da Tiffany”. Non c’è un classico del guardaroba come il cappotto in una tonalità appena più scura, per lei dal taglio sartoriale, affusolato e protettivo, per lui anche corto doppiopetto in stile peacoat o più lungo, quasi manageriale, elegantissimo, ma versatile, perché le giovani generazioni lo hanno messo con il jeans consunto invece che con il gessato da Wall Street. Gli inglesi chiamerebbero le sfumature di questo colore camel tones, quella tonalità cammello che è sinonimo di uno stile chic e misurato da sempre e che nobilita in qualsiasi occasione il guardaroba di lei, come quello di lui.

E il cammello è tornato nelle ultime stagioni con prepotenza, mescolato al beige, alle tonalità più chiare della terra, a colori neutri, ma avvolgenti e perfetti per un inverno che vuole essere all’insegna dell’effetto cocooning, che rifugge il freddo, facendoci optare per il caldo abbraccio di un cashmere o di un materiale capace di preservare dalle intemperie, ma anche votato sempre ad una raffinata eleganza. Ecco alcuni esempi da copiare o dai quali prendere spunti per i nostri look delle prossime settimane.

Gianluca Sini

Camel Tones

There is almost nothing more iconic and representative of the twentieth century than a certain famous raincoat in a shade that fades from dove gray to beige, that reminds us ladies like Ingrid in “Casablanca” and Audrey in “Breakfast at Tiffany’s.” There is nothing more classic in our wardrobe than a coat in just a darker shade, in a tailored version for her, slim and protective for him, but also shorter and double-breasted in a peacoat style or longer, almost managerial, elegant, yet versatile, because the younger generations have worn it with vintage jeans instead of the pinstriped trousers of a certain typical Wall Street look. The British would call these color nuances camel tones, the tone camel that is always synonymous with a chic and measured way of dressing and which is capable to dignify in any occasion the female wardrobe as long as the male one.

And camel’s back into the spotlight in recent seasons, mixed with beige, with lighter earth’ shades and neutral colors, but wrapping and perfect for a winter that wants to be in the name of the cocooning effect, who avoids the cold, making us opt for the warm embrace of a cashmere item or material capable of preserving us from the weather, but also increasingly linked to a well-refined elegance. Here are some examples of these tones in clothing from which you can take cues for your next weeks’ outfits.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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The male universe by Marie Raz

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Marie Raz, marchio dedicato all’universo maschile, creato nel 2012 dalla designer Mariana Razuc con quartier generale a Monaco di Baviera, ci accompagna in un mondo futuristico, dove la maschilità che costruisce si immerge in maniera inossidabile nell’ambiente che lo circonda.

Marie Raz, the male universe brand, was created in 2012 by the fashion designer Mariana Razuc, with its headquarter in Munich, takes us into a futuristic world, where masculinity sinks into the surrounding environment in an indestructible way.

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Dopo aver partecipato due volte alla Fashion Week di Rio de Janeiro (Brasile) ed essere stata premiata due volte come vincitrice del concorso “Rio Moda Hype“ per i giovani designer, Mariana Razuc continua a sorprendere gli spettatori con iniziative capaci di sottolineare l’importanza della moda. È, infatti, con la sua primavera/estate 2015 che il brand, attraverso una rosea collaborazione con Lena Grewenig, giovane artista tedesca che si caratterizza per le tenui pennellate con le quali dipinge i soggetti scelti, dimostra la sua forza: i toni caldi della terra ed i più delicati dell’acqua vengono abbinati ai disegni realizzati a mano, trasferiti in tipografia digitale, dando vita ad una collezione non convenzionale ed adattabile alla vita di tutti i giorni.

After participating twice at the Rio de Janeiro Fashion Week (Brasil) and being awarded twice as winner of the “Rio Moda Hype” contest for young designers, Mariana Razuc keeps surprising the spectators with her works that are able to underline the importance of fashion. The brand shows its strength with the spring/summer 2015 collection thanks to the collaboration with Lena Grewenig, a young German artist that is known for the tenuous brushes through wich she paints her subjects: the warm earth tones and the more delicate ones of the water are matched to the hand-made drawings, transferred in digital typography, giving life to a non conventional collection, which is adaptable to everyday life.

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Il grigio, sfiorato dal cuoio di capra bianco, sarà, invece, la dominante della prossima stagione fredda; allo stesso tempo, neoprene e lana cotta diventano i materiali più utilizzati per rafforzare la dialettica stilistica che caratterizza Marie Raz. I volumi e la non unitarietà dei capi, miscelata ad una buona dose di versatilità, permetteranno alle creazioni di essere indossabili sia dal sesso maschile, sia da quello femminile.

Non ci resta che attendere l’apertura del White Trade Show, a Milano, per poterci lasciare conquistare dalla forza artistica firmata Marie Raz.

Grey, grazed by the goats’ white leather, will be the dominant colour of the next cold season; at the same time, neoprene and boiled wool are the most used materials to give strength to the stylistic dialect that characterises Marie Raz. The clothes’ volumes and non-unity, along with a good dose of versatility will permit to the creations to be worn by both male and female.

There’s nothing to do but waiting for the opening of the White Trade Show in Milan, so that we can be surprised by the artistic power of Marie Raz.
 

Niccolò Piccioni


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