Inspirations and creative trends

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Viviamo in un’epoca di meltin’ pot, di mix and match dello stile. Siamo lontano dagli anni in cui la moda dettava trend precisi dai quali non si poteva prescindere, da seguire pedissequamente, in cui il total look era quasi una divisa, non solo per fashion addicted. Ora nulla è più cool del mescolare un capo classico che si ha da sempre nell’armadio, con un pezzo vintage appena trovato in un mercatino, da associare magari con la costosissima borsa ‘must-have’ di stagione. Il risultato è un guardaroba dove c’è spazio per la personalizzazione, per la creatività e anche per raccontare meglio chi siamo e cosa ci piace attraverso la moda.

Questo lo facciamo spesso, se non sempre, con quei piccoli dettagli, quegli accessori, quasi feticcio, con i quali ci piace aggiungere colore ad un outfit, che, come una coperta di Linus, amiamo portarci in giro perché in grado di darci sicurezza e farci sentire sempre cool. Che sia un portachiavi, una fila di bracciali, una calzatura particolare, un cappello è sempre più chiaro che lo stile lo fanno i dettagli.

Come questa carrellata di foto scattate all’ultima edizione del White ci racconta chiaramente!

Gianluca Sini

 

We live in a time of melting ‘pot,of mix and match style. We are far away from the years when fashion was dictating precise trends which could not be ignored, to be followed slavishly, where the total look was almost a uniform, not only for fashion addicts. Now nothing is cooler than mixing a classic garment that has always been in our closet, with a vintage piece just found in a flea market, to be associated with the expensive ‘must-have’ bag of the season. The result is a wardrobe where there is room for customization, to creativity and also to tell more about us and what we like through fashion.

We do this often, if not always, with those little details, those accessories, almost personal fetishes, with whom we like to add color to an outfit, which, as a security blanket, we love to carry around because they can give us security and always make us feel cool. It could be a key chain, a string of bracelets, a particular footwear, a hat but is increasingly clear that style now is in the details.

As these photos taken at the last edition of White tells us clearly!

 

Pictures by Matteo Cherubino and CurvaDiContrasto

 

 

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It’s glasses-mania

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Da vista, ma più spesso da sole, visto il periodo. Grandi, dalla montatura colorata o dalla forma strana, un po’ retrò, tondi alla John Lennon o modello segretaria, ma anche con quello stile così anni Settanta che pensare alle dive delle televisione di quell’epoca è un attimo. Effetto vintage o nuovissimi, ma sempre ben più di un accessorio, ma quel tocco capace di dire in un battito di ciglia chi siamo, di raccontare in uno sguardo solo cosa ci piace, qual è il nostro stile. E gli occhiali diventano un oggetto di design indispensabile, simbolo perenne della nostra personalità. E questa carrellata di immagini dall’ultima edizione del White ben racconta i nostri gusti in fatto di occhiali. Enjoy!

Gianluca Sini

 

It’s glasses-mania

Only glasses, but more often sun-glasses, given the period and the sun outside. Large, with colored frames or oddly shaped, a little retro, rounded like John Lennon’s ones or like a secretary, but also with that seventies style that immediately make you think to those period’s television divas. Vintage or brand new, still much more than an simple accessory, but that certain touch able to say in a blink all about us, to tell at a glance just what we like, what is our style. And the glasses become an indispensable design object, perennial symbol of our personality. And these pictures from the last edition of White says a lot about our tastes in eyewear. Enjoy!

 

Pictures by Matteo Cherubino and CurvaDiContrasto

 

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The T-shirt: a neverending love!

 

 

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Da capo di vestiario adatto al lavoro a simbolo di ribellione, fino a diventare un cult item per molte generazioni. È la T-shirt, che in pochi decenni ha subito innumerevoli trasformazioni, cogliendo l’onda del cambiamento che arrivava a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, in cui nacque ufficialmente una categoria nuova di persone, cioè gli adolescenti, che avevano potere d’acquisto, sogni, aspettative e voglia di capi che li rappresentassero.

Da lì, e dalle prime apparizioni con questo nuovo ruolo in “Gioventù Bruciata” e “Fronte del porto”, la maglietta è diventata il canvas preferito su cui dipingere il proprio modo di essere, i propri idoli, gli amori, ma anche gli sfottò, le frasi ad effetto, per raccontare in maniera immediata e incisiva chi siamo. E lo è ancora oggi, perché la sua versatilità e il suo appeal non subiscono cali e continuano a prestarsi ad interpretazioni personali e ad adattarsi ai guardaroba di tutti. Perché chi non ha almeno una T-shirt nel suo armadio? E queste foto scattate alle passate edizioni del White provano al meglio il continuo successo di cui gode questo evergreen della moda.

Gianluca Sini

 

The T-shirt: a neverending love!

At the beginning it was just a piece of clothing used to work, then it became a symbol of rebellion and finally it become a cult item for many generations. We are talking about the T-shirt, which in a few decades has undergone countless transformations, catching the wave of change that came at the turn of the fifties and sixties, when it was officially founded a new category of people, the teenagers, who had power to buy, dreams, expectations and desire for piece of clothing who could represent them.

From there, and from its first appearances with this new role in movie “Rebel Without a Cause” and “On the Waterfront”, the T-shirt became the canvas on which to paint your own way of being, your idols, loves, but also catchphrases, to tell in an immediate and incisive way everything about yourself. And it still is the same today, because of its versatility and its appealthe T-shirt does not suffer declines and continue to be interpreted in very personal ways and adapted to any wardrobe. Because: who does not have at least one T-shirt in his/her closet? And these photos taken at previous editions of White in Milan prove well the continued success enjoyed by this evergreen cult item.

 

Pictures by Matteo Cherubino and CurvaDiContrasto

 

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This summer just put on a cap!

 

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Sarà colpa, o merito, del successo della cultura hip hop, di quanto è riuscita ad infiltrare l’immaginario popolare, i nostri gusti e il modo di vestire. Ma forse è anche espressione di come lo youth style e il mondo sportivo siano arrivati ad influenzare il modo di vestire degli adulti e di chi lo sport al massimo lo guarda in tv. Fatto è che il cappellino da baseball dall’essere tratto distintivo delle divise degli atleti e dei loro fan è diventato accessorio elettivo degli adolescenti prima, se pensiamo allo stile college insieme al varsity c’è sicuramente il cappellino in tinta della squadra del cuore, e poi di ogni rapper e r’n’b star che si rispetti e da lì il passo per diventare accessorio leader nel guardaroba di ogni fashion addicted il passo è stato breve. Non ne siete convinti? Guardate queste foto scattate alle ultime edizioni del White per convincervi! E se non l’avete, cosa meglio di un cappellino da baseball per l’estate che sta arrivando?

Gianluca Sini

 

Backpack your style!

We could blame, or give credit to, the success of hip hop culture, of how much it has been able to infiltrate the popular imaginery, our tastes and the way we dress. But perhaps it is also an expression of how the youth style and the world of sports have come to influence the adults style of dressing and the wardrobe of those who maybe look at sports mostly on TV. The fact is that baseball caps from being a distinctive part of the athlete’s uniforms, and of their fans, became accessories of choice for the teenagers before, if we imagine the college style along with the varsity jacket there is definitely the favorite team cap to match, and then of every rapper and r’n’b star and from there the step to become a leading accessory in the wardrobe of every fashion addicted was quite short. Don’t you agree with me? Look at these photos at White latest editions to convince you! And if you have not, what better than a baseball cap to protect you from the sun during next summer?

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Backpack your style!

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Se la parola zaino vi stimola solo ricordi di gite e libri di scuola, dovreste far pace con l’idea che avete di questo accessorio perché da qualche stagione il backpack, come lo chiamano nel mondo anglosassone, è diventato un must have da avere in guardaroba, declinato in tanti modi. Lo dimostrano chiaramente le foto raccolte all’ultima edizione di White, ce n’è davvero per tutti i gusti e con molte idee da copiare subito. Sicuramente molto apprezzato quello sportivo, che spesso fa pensare a scampagnate in montagna, anche se chi lo porta sulla schiena non si è mai spostato dal centro cittadino. Il più gettonato è quello minimal, nero, essenziale, sottolinea uno stile metropolitano, capace di strizzare l’occhio al fashion system più concettuale, fra Rick Owens e Margiela. Non mancano le eccentricità. Non tutti riescono a integrare nel proprio outfit con nonchalance una borsa a forma di testa di tigre o di extraterrestre, chi ci riesce sarà sicuramente fra i più fotografati ai fashion shows delle capitali internazionali della moda.

Gianluca Sini

 

Backpack your style!

If the word rucksack brings to your mind only memories of school books and school trips, you should make peace with the idea that you have of this accessory because in the last few seasons the backpack, as it is known in the English-speaking world, has become a must-have in our wardrobes, declined in many ways. As these photos collected at the last edition of White show clearly, there’s something for every taste and with many ideas to be copied immediately. Certainly we must admit that the more sporty ones, which often bring to mind mountains climbings and walks, are a lot appreciated although the person who wears them on his back has never moved from the center of his city. The most loved ones are the minimal, black, more basic versions that emphasizes a metropolitan style, able to wink at the more conceptual fashion system, between Rick Owens and Margiela. Obviously eccentricity cannot miss. Not everyone can integrate into his outfit with nonchalance a bag shaped as the head of a tiger or as an extraterrestrial, who will do it successfully will be surely the most photographed outside the fashion shows of the international capitals of fashion.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Store now and wear next season: the Statement Coats!

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È stato l’ultimo weekend freddo di primavera ed è forse ora finalmente di metterli via. Pronti cperò on la loro bella personalità per ritornare a farci compagnia, a proteggerci dalle intemperie il prossimo autunno. Sì perché come ben dimostrano queste foto scattate all’ultima edizione del White a Milano, un cappotto deve avere una certa personalità. Avvolgenti e over, sartoriali e modellati sul nostro fisico, con una texture particolare e unica, sempre particolari, con qualcosa di riconoscibile e interessante. Sono gli statement coat come li chiamano all’estero. Capi capaci di caratterizzare il nostro guardaroba e da indossare quando vogliamo farci osservare, quando vogliamo far capire al mondo chi siamo. E abiti così non passeranno mai di moda!

Gianluca Sini

 

Store now and wear next season: the Statement Coats!

This was probably and hopefully the last cold weekend of spring, at least here in Italy, and maybe the time to store them away has finally arrived. They are always ready, with their defined and strong personality, to return and keep us good company, willing to protect us from that terrible weather next fall, which now is to our mind so far away! Yes, because as these pictures taken at the latest edition of White in Milan show us well and clear, a coat must have a certain attitude! It can be oversized and with a cocoon shape, tailored and design on our body, maybe with a one of a kind texture, but a coat must always possess something unique, something recognizable and interesting. Foreign cult magazines call them the “statement coats”. Piece of clothing that are more than able to give our wardrobe a strong appeal, something to wear when you want to be noticed, when you want to say to the world who you are. And clothes like these will never go out of fashion!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Just a touch of rainbow

 
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Il colore è una delle grandi tendenze della p/e 2015, non solo nelle proposte femminili, ma anche per il guardaroba maschile, dove a voler seguire i designer sulle passerelle ci si potrebbe davvero sbizzarrire fra momenti dedicati ai block colors e altri alle tonalità più pastello. Non tutti però sono disposti a lasciarsi andare e ad accogliere cromie troppo lontane dal proprio stile. È dura se sei una amante del nero in ogni occasione accogliere nel tuo look fantasie hippie dai print ipercromatico, come è altrettanto difficile accettare di indossare un bel completo azzurro baby, se in ufficio non hai mai osato più del blu notte!

Ecco allora che la tendenza può entrare nella vostra vita a piccoli step.

Non ne siete convinti? Basta osservare con attenzione queste foto raccolte fra i partecipanti all’ultima edizione del White Trade Show per capire come il colore possa diventare un vostro alleato in questi primi giorni di primavera ancora all’insegna del fredda. Che sia sotto forma di una sneakers di tendenza, di una borsa etnica, di un cappotto eccentrico, da mettere rigorosamente con un total look più minimal, tanti gli spunti da copiare.

Evviva il colore…a piccole dosi!

Gianluca Sini

 

Just a touch of rainbow

Color is one of the big trends of spring/summer 2015, not only in women’s proposals, but also for the male wardrobe, where if your desire is to follow the designers’ proposals on the runway you could really indulge in moments dedicated to block tones and also shades of pastels. But not everyone is willing to let himself/herself go and to welcome tones too far from their own style. It’s hard if you’re a lover of black on each occasion to welcome in your style hyperchromatic hippie dresses, as it is equally difficult to accept wearing a bright baby blue colored suit, whether in the office you never dared more of midnight blue!

And so the trend can come into your life in small steps.

Not convinced? Just look at these photos carefully picked among the participants to the latest edition of the White Trade Show in Milan to understand how color can become your ally in these first, but still very cold, days of spring. Whether in the form of a trendy sneaker, an ethnic bag, an eccentric coat, to wear strictly on a more minimal total look, many are the details you can take ispiration.

Long live the color … in small doses!

 

Pictures by Matteo Cherubino

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The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

 

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Quando si pensa a tartan e checks, inevitabile che la mente li associ alla tradizione inglese, al guardaroba classico maschile che affonda le sue radici nella sartorialità british. Tante le varianti, se il checks è stato nel tempo elemento distintivo di almeno un paio di marchi di fama mondiale, lo scozzese, come lo chiamiamo in Italia, già dal nome ci ricorda che in origine aveva molte declinazioni, a seconda dei clan di appartenenza. Poi è arrivata la moda e si è appropriata di questi textiles, moltiplicandone le funzioni, rendendoli parte delle scelte di stile del nostro quotidiano. E dopo un periodo passato nel dimenticatoio, ogni trend ha un suo ciclo e poi può tornare in maniera modificata, ecco che li ritroviamo protagonisti delle nostre scelte di stile. Può essere un dettaglio oppure un intero capo confezionato con tessuti a quadri, però, come testimoniano queste foto, potete di nuovo sbizzarrirvi con queste stampe. Noi troviamo molti divertenti gli accessori realizzati con questi due elementi del tailoring maschile, ancora di più quando a sceglierli è lei!

Gianluca Sini

 

The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

When people think of tartans and checks, inevitable that the mind will associate them to the English tradition, to the classic male wardrobe that has its roots in British tailoring. Many their variants, if the checks has been in latest century a distinguishing element of at least a couple of world-famous brands, the Scot, as we call it in Italy, from the name reminds us that originally had many forms, depending on the clan one belonged to. Then came fashion and it has taken possession of these textiles, multiplying their functions, making them part of the style choices of our daily lives. And after a period spent in oblivion, every trend has its cycle and then can come back in a modified and new way, here we find them again protagonists of our style choices. It may be a detail or an entire garment, however, as evidenced by these photos, you can pick any of these new prints and play with them. We find really cool and funnythe accessories made with these two elements of male tailoring, even more when the one who choose them is a woman!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Wrap yourself!

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Un tempo c’erano il tabarro e il poncho. Capospalla inusuali, figli di epoche lontane, usi e costumi locali, o anche esotici ricordi di terre che stanno dalla parte opposte del Pianeta. Poi l’abitudine di avvolgersi contro il freddo in mantelli protettivi e caldi è sparita, sostituita nei glamour anni Ottanta da pellicce sontuose e cappotti stilosi, negli anni Novanta da giacconi dalle linee pure e minimali e infine dai piumini imbottiti che hanno attraversato con successo le decadi. Da alcune stagioni è tornata invece la voglia di riscoprire non solo dei capi dimenticati, ma anche un modo di indossarli, perché la cappa, le mantelle o semplicemente una maxisciarpa con cui avvolgersi, prevedono una gestualità forse meno pratica del chiudere una zip, ma più affascinante. Rimane un appeal retrò che viene controbilanciato da un update preciso su textiles, stampe e colori. I guardaroba si sono così arricchiti di capi nuovi, che dal nostro passato arrivano a parlarci di eleganza contemporanea.

Gianluca Sini

Wrap yourself!

Once there were the cloak and the poncho. Unusual outerwear pieces, children of distant times, local traditions and customs, or even exotic memories of lands that are on the opposite side of the Planet. Then the habit of wrapping against the cold in protective and warm mantels is gone, replaced in glamorous Eighties by sumptuous furs and supertylish coats, in the nineties by jackets with pure and minimal lines, and finally by those puffy jackets that crossed successfully the decades. From some seasons is back instead the desire to rediscover not only forgotten pieces of clothing, but also a way to wear them, because capes, cloaks or simply a maxi- scarf which you wrap around yourself, provide a gesture perhaps less practice of closing a zip, but more fascinating. Remains a retro appeal that is balanced by a precise update on textiles, prints and colors. The wardrobes are so enriched with new winter options, who come from our past to speak a contemporary language of elegance.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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THE BOMBER JACKET

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Se la parola bomber vi fa venire in mente immagini poco stilose, magari legate al ruolo che questo capo di abbigliamento aveva nell’ambito del guardaroba da lavoro o del mondo militare, dovreste cambiare riferimenti iconografici! Già sdoganato negli anni Ottanta, grazie anche a idoli cinematografici e film di culto, torna ad ogni stagione, cambiando nei materiali, nelle vestibilità, nei riferimenti culturali, a farci compagnia, e non solo nei mesi freddi, ma libero da imbottiture e rivestimenti interni, anche in quelli più caldi. Anche nella variante più vicina esteticamente al varsity, al giubbino da college, altro capo comunque legato ad un immaginario americano e pop. E non solo per lui! In un’epoca di contaminazioni non c’è niente di più cool di indossare un bomber su qualcosa di iper-femminile, magari su un abito da sera. Tutto è possibile, basta lasciar libera la vostra fantasia e creatività. Nelle foto che vediamo solo alcuni esempi rubati dai look dei molti ospiti del White. Enjoy!

Gianluca Sini – Pictures of 2014 by Matteo Cherubino

The bomber jacket

If the word bomber brings to your mind not very stylish images, perhaps related to the role that this piece of clothing had in the wardrobe for work or in the military world, you should change iconographic references! Already popular and trendy in the eighties, thanks also to certain movies and some famous Hollywood idols, the bomber jacket is coming back each season, changing the materials, the fit, the cultural references, to keep us company, and not only in the cold months, but free from upholstery and interior trim, even in warmer ones. Even in the variant closest aesthetically to varsity, the college jacket, another item tied to the American way of life and to pop culture. And not just for him! In an era of contamination there is nothing cooler than wearing a bomber with something hyper-feminine, perhaps with an amazing evening gown. Everything is possible, just let free your imagination and creativity. In the photos we see just a few examples taken from the many guests of White latest editions. Enjoy!

 

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Delve into the eyewear world > Let your personality shine

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Secondo qualcuno gli occhi sono lo specchio dell’anima. Che sia vero o no, gli occhi sono una delle cose che guardiamo di più negli altri e che speriamo gli altri notino in noi. Non considerando le diottrie e i difetti visivi che si possono avere, un accessorio utile e importante come gli occhiali sono il mezzo migliore per dare il giusto risalto a questo nostro aspetto anatomico, sono capaci di sottolineare nel modo giusto il taglio dell’occhio, esaltarne il colore, ma, in un epoca in cui ci sono altri metodi correttivi, risulta chiaro che sono anche una delle possibili espressioni della nostra personalità, forse ancora di più di borse o scarpe.

Lo dimostra questa galleria di fotografie raccolte all’edizione del White di giugno, dove gli occhiali, da vista o da sole, spesso diventano il modo perfetto per raccontare la personalità di chi li indossa. Un vezzo…e molto di più!

Gianluca Sini

Let your personality shine

Some say the eyes are the mirror of the soul. Whether this is true or not, the eyes are one of the things that we look more in others and we hope that others will notice in us. Not considering diopters and visual defects that you may have, a useful and important accessory as the glasses are the best way to give proper emphasis to this aspect of our anatomy, they are able to point out in the right way the shape of an eye, enhance the color, but, in an era when there are other corrective methods, it is clear that they are also one of the possible expressions of our personality, perhaps even more than handbags or shoes.

This is well shown by this gallery of photographs collected at last June edition of White, where you can clearly see that the glasses, or sunglasses, often become the perfect way to tell the world the personality of the wearer. A nice habit … and much more!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Black and white: the best style couple!

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Bianco e nero: un matrimonio che sembra voluto dal cielo. E uno di quelli che ha superato le nozze d’oro! Da sempre il colore che include tutti gli altri e quello che li esclude completamente vanno a braccetto e convivono beatamente nel nostro guardaroba, riuscendo a moltiplicarsi e rincorrersi in numerose tendenze e stili diversi. Bianco e nero per l’optical in stile anni Sessanta, ma anche per l’outfit di ispirazione tribale. Black and white per chi ama il bon ton, ma anche per chi vuol dare al proprio mondo street un animo ancora più strong e urban. E anche quando sembra prevalere uno dei due, come in un perfetto yin and yang, nel bianco ci sarà sempre un tocco di nero, nel total look bianco spunterà un piccolo dettagli nero. Perché uno non può vivere senza l’altro. E queste foto che vi mostriamo lo documentano alla perfezione. Enjoy!

Gianluca Sini – Pictures by Matteo Cherubino

Black and white: the best style couple!

Black and white: a marriage that seems made ​​in heaven. And one of those who passed the golden jubilee anniversary! The color that includes all the others and the one that excludes them completely always go together and coexist peacefully in our wardrobe, being able to multiply and chase each other in many different styles and trends. Black and White for the optical Sixties style, but also for the tribal-inspired outfits. Black and white for those who have a bcbg approach to fashion, but also for those who want to give their street world a stronger and more urban soul. And even when one of the two seems to prevail on the other, as in a perfect yin and yang symbol, in white there will always be a touch of black, in a black total look there will be a small white detail. Because one cannot live without the other. And these photos that we show you can document our theory to perfection. Enjoy!

 

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We want a POP LIFE!

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Stampe e colori accesi, personaggi dei fumetti, riferimenti alle grafiche degli anni Sessanta e Settanta, elementi che si mescolano e contaminano per una vera e propria “pop life”! E nella moda questo si traduce con una chiara voglia di divertissement, di rimandi all’infanzia e al gusto vintage, la passione per una tavolozza cromatica accesa e piena di colori ipervitaminici, metallici, fluo. Per qualcuno è un accenno negli accessori, per altri è una T-shirt, per i più audaci un total look sfrontato, divertente, pieno di energia. Da copiare!

Gianluca Sini

We want a POP LIFE!

Prints and bright colors, cartoon characters, references to the graphics of the Sixties and Seventies, elements mixed together and melted in a real “pop life“!
In fashion this ends up in a clear desire for divertissement, with references to childhood and a taste of vintage, in the passion for metallic, fluo and iper-vitaminic tones. For someone it’s just a hint in the accessories, for other ones it’s a T-shirt, while for the most daring it is a cheeky, funny, full of energy total look. To be copied!

 

Pictures by Matteo Cherubino

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Music and fashion: 3 must-haves from the s/s 15 Peter Non collection

Continuiamo il gioco delle ispirazioni e dei rimandi. Da dove nascono i must-have di una collezione? Da cosa prendono spunto i creativi per gli accessori e i capi che propongono? Quali altri amori hanno i designer, capaci di influenzare il loro lavoro stilistico? In questo nostro percorso incontriamo Peter Non.

E ci è sembrato il brand giusto per provare a fare un parallelo fra accessori e musica. Quindi ecco tre simboli della collezione Peter Non s/s 2015 a tre canzoni, scelte dal marchio stesso. Tre link che senza spendere troppe parole, ma grazie alle note, ci fanno conoscere meglio il mondo di Peter Non.

We continue our game of inspirations and references. Where do the must-haves of a collection come from? What are the creative people inspired by to design the accessories and the garments that they offer? What other loves have designers, able to influence their stylistic process? In our journey we meet Peter Non.

It seemed to us the right brand to try and draw a parallel between music and accessories. So here are three symbols of the s/s 2015 Peter Non collection and three songs, chosen by the brand itself. Three links that, without spending too many words, but thanks to the notes, make us learn more about the world of Peter Non.

 

BETWEEN (thong sandal – unisex) // “NO RAIN” Blind Melon

 

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“All I can say is that my life is pretty plain,
I like watchin’ the puddles gather rain
And all I can do is just pour some tea for two
And speak my point of view but it’s not sane.”

Il “Between” è il nostro sandalo super easy. E come tutte le cose semplici, ma vere, trasmette un sentimento di pace e relax. Between” is our super easy sandal. And like all things simple, but real, conveys a feeling of peace and tranquility.

 

 
 

OPEN HALF (shoes – unisex) // “HOPE” Kid Wise

 

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“Lost in the sun airway,
Facing bright colors, remember your face,
Lost in the sun airway
Searching for hope, in outer spaces.”

La calzatura “Open Half” è la massima espressione del concetto ‘non’ scarpa nella collezione s/s 2015. Luce e ombra, forma e vuoto. The “Open Half” is the ultimate expression of the concept ‘not’ shoe in the s/s 2015 collection. Light and shadow, form and emptiness.

 

 
 

SHAPE (wedge sandal – ladies) // “WHAT I MIGHT DO” Ben Pearce

 

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“I knew just what I had to be
When I heard you say what you said to me
Baby girl
Appetite for the night, check it.”

Shape”, un sandalo dal tacco 11 cm, con solo due superfici e due cuciture, ma con una forma futuristica e antigravitazionale. Shape“, a sandal with a 11 cm heel, with only two seams and two surfaces, but with a futuristic and antigravity shape.

 

 
 
Gianluca Sini


The right handbag in your closet

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Un tempo era il ‘borsello’, quell’accessorio mutuato dal guardaroba femminile, il cui utilizzo nasceva dall’esigenza di praticità e da un concetto di ‘utility’ ante litteram, che ne fecero uno degli elementi di stile con cui noi ancora oggi identifichiamo i Seventies. Poi l’uomo lo ha dimenticato e la pochette ha continuato ad essere una delle possibili opzioni di scelta fra le borse da donna. Le cose sono cambiate nelle ultime stagioni. Sarà che palmari, cellulari e dispositivi con cui noi ci connettiamo col mondo richiedono accessori in cui riporli, sarà che nella moda tutto entra in una sorta di ciclo che gira, quindi passa per poi ritornare, fatto sta che la borsa a mano, la pochette, è ritornata di moda.
Tante le opzioni, i colori, le forme, i modelli per lei e, ovviamente, per lui. Ma chi lo porta meglio? Chi ha la giusta dose di effortless style, come lo chiamano gli inglesi, di eleganza abbinata a nonchalance, per farne davvero quell’oggetto del desiderio simbolo del guardaroba dei nostri anni? Scorrete con noi questa carrellata di immagini per deciderlo. Buona visione!

Gianluca Sini

The right handbag in your closet

Once it was that little handbag, used by men, that kind of accessory borrowed from the female wardrobe, the use of which arose from a certain need of practicality and from an ‘ante litteral’ concept of ‘utility’, which made that accessory one of those item with whom still nowadays we identify the Seventies. Then the man forgot it and it becam demodè and the clutch has continued to be one of the possible options of choice just between women’s bags. Things has changed in the last seasons. Maybe it’s because new mobile phones and devices with whom we connect with the world require accessories in which we can put them back, or simply maybe because in fashion all goes into a sort of cycle that spins, first desappear and then later come back, the fact is that the hand bag, the clutch bag, is back in fashion. Many the options, colors, shapes, patterns for her and, of course, for him. But who wears it better? Who has the right amount of ‘effortless style’, that’s how the British call it, of elegance combined with nonchalance, that can really make them that object of desire symbol of the wardrobe of our years? Scroll with us this series of images to decide. Enjoy the show!

 

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When in doubt…a pair of sneakers!

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Un tempo si chiamavano semplicemente scarpe da ginnastica e non uscivano dai campi da basket o dalle palestre delle scuole. Poi, complice una sempre più frequente contaminazione di stili, un meltin’ pot di input creativi e riferimenti estetici, anche il guardaroba quotidiano, ben lontano dalla terra rossa dei campi da tennis o dei circuiti per corridori a ostacoli, ha iniziato a comprendere queste calzature, usate nelle più svariate occasioni e abbinate anche a capi dal gusto classico, cosa che forse i nostri nonni avrebbero considerato una eresia!

Ora le chiamiamo sneakers e sono in grado di scatenare una vera e propria addiction. Tanti i materiali usati, i colori, come quelli fluo che da un paio di stagioni impazzano, tanti i modelli di culto, come le Converse alte che non passano mai di moda, o il modello Gazelle di adidas che ha stuoli di innamorati. Poi ci sono le sneakers create dai nomi illustri delle passerelle e le collaborazioni importanti come quella fra Riccardo Tisci di Givenchy e Nike, o le calzature di Rick Owens che con la linguetta ampia e alta ormai hanno fatto scuola. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti! Anche se per l’estate 2014 però sembra davvero immancabile il modello slip-on. Da must-have per skaters a scarpa comoda e da indossare con tutto.

E non fatevi spaventare, non c’è tipologia fisica o di età che risulti meno privilegiata. Una sneaker è per tutti e per sempre! Fino a quando non cadrà a brandelli, almeno!

Gianluca Sini

When in doubt…a pair of sneakers!

Once they were simply called running shoes and they did not come out from the basketball courts or from the school gym. Then, because of a more frequent contamination of styles, a melting pot of creative inputs and aesthetic references, even the daily wardrobe, well away from the red clay tennis courts or circuits for steeplechase runners, began to include these shoes, used in many different occasions and also worn with formal suits, something that perhaps our grandparents would have considered an heresy!

Now we call them sneakers and are able to cause a serious addiction. Many and different the materials used, and also the colors, such as neon ones that for a couple of seasons have been the flavour of the moment, so many cult-items, such as the high on the ankle Converse that never go out of fashion, or the adidas Gazelle that have crowds of admirers. Then there are the sneakers created by the illustrious names of the runways and important collaborations like the one between Riccardo Tisci for Givenchy and Nike or the shoes created by Rick Owens with a wide tongue which as now become a sort of classic.
To cut a long story short: there’s something for everyone! Although for the summer 2014, however, to be up-to-date you must wear a slip-on model. From a must-have for skaters they became a comfortable shoe that you can match with everything.

But, in the end, do not be afraid, there is no body type or age that is less privileged. A sneaker is for all and forever! Until they fall to pieces, at least!

 

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Fashion and films: Marta Lapalombella of 10 bags Lapalombella takes us to the movies

 

Abbiamo chiesto a Marta Lapalombella, giovane ed eclettica accessory designer, pugliese di nascita, che dopo gli studi in Scienze politiche,un master in marketing e comunicazione all’Accademia di Costume e di Moda di Roma e una specializzazione in Fashion & Accessory Design, ha deciso di lanciare la sua collezione 10 Bags Lapalombella, di fare con noi un gioco.

Marta ha scelto cinque sue creazioni e ce le ha raccontate attraverso alcune pellicole cinematografiche, rimandi ispirativi o semplicemente pellicole da lei amate, comunque momenti che possono avere una connessione con il suo lavoro. Ne risulta un divertente e affascinante percorso capace di parlarci in maniera diversa di una designer e del suo lavoro.

We asked to Marta Lapalombella, a young and eclectic accessory designer from Puglia who, after her studies in Politics, a master’s degree in marketing and communications at the Academy of Costume and Fashion in Rome, and a specialization in Fashion & Accessory Design, decided to launch her own collection 10 Bags Lapalombella, to make a game with us.

Marta has chosen five of her creations and has told us their stories through some movies, used simply as inspirational references or films that she loved and can have a connection with her work. The result is a fun and fascinating journey which is able to describe in a different way the designer and her work.
 

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La prima borsa che ho scelto è la 9ofTen. È dotata di uno spallaccio, con bracciale, ma può essere portata a mano, a tracolla, con la sola catena o usando solo la spallina.  Mi fa pensare a “La Dolce Vita” il film di Federico Fellini del 1960 con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée. Il bianco e nero della mia borsa rimanda al bianco e nero di questa pellicola, che racconta di un’epoca in cui la bella vita e la moda erano in fermento, continuo.

Ma anche la maschera che indossava Anthony Hopkins ne “Il silenzio degli innocenti”, film del 1991 di Jonathan Demme con Jodie Foster, rimandano allo spallaccio con il bracciale, quasi fossero un’arma.

The first bag I chose is the 9ofTen. It is equipped with a shoulder strap and a bracelet, but it can be carried by hand, using the single chain or just using the shoulder strap. It makes me think of “La Dolce Vita” by Federico Fellini film in 1960 starring Marcello Mastroianni, Anita Ekberg and Anouk Aimée. The black and white of my bag relates to the b&w of this movie, which tells of a time when ‘good life’ and fashion were restless, constantly.

But also the mask Anthony Hopkins wore in “The Silence of the Lambs“, Jonathan Demme’s 1991 movie starring also Jodie Foster, refers to the bag’ shoulder with the strap, used almost like a weapon.

 

5ofTen

 

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La 5ofTen si può indossare in tre modi diversi, nella versione monocolore, sovrapponendo i fianchi o mettendoli all’interno grazie ad un speciale bottone o lasciandoli semplicemente aperti. Forse per il colore penso a “Il cigno nero” di Darren Aronofsky con Natalie Portman, dove  la rivalità tra due ballerine di danza classica coinvolte nella produzione newyorkese del “Il lago dei cigni”, corrisponde al dualismo che separa e unisce il Cigno Bianco e il Cigno Nero.

Penso anche a “Ed Wood” di Tim Burton con Johnny Depp. Il bianco e nero ben definito e cupo della fotografia del film del 1994 mi riporta al mood della collezione. Mentre l’abitudine di Wood, definito “il peggior regista di tutti i tempi”, di indossare abiti femminili mi riporta al trasformismo della mia borsa.
 
 

The 5ofTen bag can be worn in three different ways: in the plain version, overlapping the sides or putting them inside thanks to a special button or simply leaving them open. Maybe it’s for the color that I thought to “The Black Swan” by Darren Aronofsky, starring Natalie Portman, where the rivalry between two ballerinas involved in the New York production of “Swan Lake” corresponds to the dualism that separates and unites the White and the Black Swan.

I also think of “Ed Wood” by Tim Burton with Johnny Depp. The well-defined b&w and gloomy photography of the 1994 movie brings me back to the mood of the collection. While the habit of Wood, that was once called “the worst director of all time”, to wear women’s clothing brings me back to the attitude of my bags to transform themselves.

 

2ofTen

 

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La 2ofTen con chiusura centrale o laterale, capace di rimodellare la silhouette di chi la indossa. È dotata di bracciale staccabile. Mi fa subito volare la mente a “Jackie Brown” con Pam Grier, Samuel L. jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Robert De Niro. Una pellicola che ha una borsa come protagonista, una borsa piena di soldi, portata da una città all’altra da un’hostess fantastica. Il tutto firmato Quentin Tarantino.

Di “Batman-Il ritorno”, sempre di Tim Burton con Michael Keaton, Danny DeVito e una splendida Michelle Pfeiffer, mi colpisce la trasformazione dei personaggi, le ali di Batman mi ricordano i fianchi delle borse, la lavorazione che caratterizza l’intera collezione riporta alle venature delle ali dei pipistrelli.
 

The 2ofTen has a closure in the centre or to the side, which is able to reshape the silhouette of the wearer. It comes with a detachable bracelet. Just makes me think of “Jackie Brown” with Pam Grier, Samuel L. Jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Robert De Niro. A movie that has as its protagonist a bag, a bag full of money, brought from one city to another by an amazing hostess. And all is signed by Quentin Tarantino.”

Of “Batman Returns“, also by Tim Burton and starring Michael Keaton, Danny DeVito and a beautiful Michelle Pfeiffer, I am struck by the transformation of the characters, the Batman wings remind me of the sides of the bags, the processing that characterizes the entire collection goes back to the veins of the wings of bats.

 

1ofTen

 
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La 1ofTen è il modello madre della collezione, si può indossare a bracciale o a spalla grazie ad uno speciale bottone posto sotto la tracolla. Forse per il desiderio di vederla indossare proprio dalla sua protagonista, penso a “Mademoiselle C” di Fabien Constant, film-documentario che racconta la moda, vista e vissuta dall’interno, attraverso gli occhi di una delle più grandi fashion editor della storia: Carine Roitfeld.

Ma per il trasformismo delle forme delle mie borse, figlio di quello che si viveva nel mondo della creatività negli anni Settanta, credo che anche “La kryptonite nella borsa”, pellicola del 2011 di Ivan Cotroneo, proprio sui Seventies penso abbia un link possibile con il mio lavoro.

The 1ofTen model is the mother of all the bags in my collection, you can wear it as a bracelet or on the shoulder thanks to a special button located under the strap. Perhaps the desire to see her worn by the protagonist of this movie made me think to “Mademoiselle C” by Fabien Constant, the documentary that chronicles fashion, seen and experienced from the inside, through the eyes of one of the biggest fashion editor in history: Carine Roitfeld.

But for the transformation of my bags’ shapes, that arises from the kind of transformism experienced in the seventies, I think also “La kryptonite nella borsa“, a 2011 movie by Ivan Cotroneo, which is based in the Seventies, could have a possible link with my work.

 

7ofTen

 

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Nella 7ofTen il bracciale diventa una pettorina e, allo stesso tempo, uno spallaccio, trasformando la borsa da zaino a sacca. L’eleganza assoluta di “A single man” di Tom Ford con Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, mi riporta alla pulizia e al minimalismo dello zaino – sacca. In my 7ofTen bag the cuff becomes a bib and, at the same time, also one shoulder, turning the bag into a backpack. The absolute elegance of “A Single Man” by Tom Ford with Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, brings me back to the cleanliness and the minimalism of my backpack-bag.

 

Gianluca Sini

 

10bagslapalombella.com


Blue is the colour!

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“True blue, baby I Love you” cantava Madonna negli anni Ottanta, le facevano eco i New Order con “Blue Monday”. Il blu nelle canzoni, ma anche nel cinema, come scordare il capolavoro di David Lynch “Velluto Blu”, o nell’arte, Picasso ha avuto il Periodo Blu, mentre Mirò ha reso questo colore protagonista di molti suoi quadri, e non possiamo dimenticare l’affascinante blu di Yves Klein. Della tavolozza cromatica il blu, nelle sue tante varianti, sfumature, tonalità ha ispirato la creatività di molti artisti. E la moda non si è certo tirata indietro. Costante silente da molte stagioni, però, la tendenza ad indossare il blu è esplosa per la stagione estiva 2014. Ed è l’uomo ad essersi impossessato di questo nuovo trend. Come? Perché non sfoggiare una giacca blu? Da quella più classica, a quella ispirata alle divise maoiste, indossata con un jeans o in un completo dalla vestibilità comoda, con una T-shirt o una camicia superchic. Insomma questa è l’estate della giacca dai colori del cielo e del mare. Compagna imprescindibile delle giornate di vacanza, ma anche di chi rimarrà in città, che la indosserà per sentirsi più solare ed energico. Per avere quel tocco di brio che il blu sa sempre donare.

Gianluca Sini

Blue is the colour!

“True blue, baby I Love You” Madonna sang in the Eighties, while the band New Order were answering with their “Blue Monday”. Blue in songs, but also in movies, such as the David Lynch’s masterpiece “Blue Velvet”, or in art, Picasso had his Blue Period , Miró made this color the main protagonist of many of his paintings, and we cannot forget the mesmerizing Yves Klein’s blue. Among the tones of a full color palette blue, in its many variations, nuances, shades inspired the creativity of many artists. And fashion has certainly not pulled back. A constant silent trend for many seasons, however, the habit of wearing blue exploded for this summer. And is the man who has taken possession of this new trend. How? Simply wearing a jacket. From the most classic to the one inspired by the maoist uniforms, worn with jeans or as a total suit with a relaxed fit, worn over a T-shirt or paired with a super-chic shirt. To cut a long story short: this is the summer of the jacket with the colors of the sky and the sea! Needful companion of the holiday hours, but also for those men who will remain in town, that will wear it to feel more energetic and full of life. To get that touch of verve and coolness that blue is always able to give.

 

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