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W8 Backpacks: the uniqueness of the design-looking appearance, the sophistication of excellent substan

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Più che un nome, pare suggerire il segreto di un codice cui affidarsi: W8 appare così, come un’accoppiata brevissima ma intensa a solleticare la curiosità. E s’introduce con una dichiarazione d’intenti che è una capriola di qualsivoglia abitudine modaiola, una presentazione di sé dal rigore cristallino, ideale a ribaltare felicemente ogni aspettativa di stile non avvezzo alla qualità profonda: “W8 Backpacks è la sostanza che si fa apparenza”. L’apparenza ha la forma di borse e zaini ampi quanto basta a contenere l’essenzialità ricercata di una vita che viaggia, lungo strade metaforiche o reali poco importa: l’importante è appunto la sostanza, fatta di materiali raffinati come la pelle, di quelli grezzi ottenuti dalla lavorazione della gomma, tecnici e particolari come la rete, definiti da dettagli contemporanei, tinti secondo l’arte dei contrasti tra tonalità forti dal mood industriale e quelle più cupe come le profondità marine. L’ 8 del nome ricorda il simbolo dell’infinito, come per accompagnare le creazioni oltre il tempo dei trend: ben definita è invece la presenza del brand all’edizione di Giugno 2016 di WHITE Milano.

Rather than a name, it seems to inspire the secret of a code to trust in: W8 shows off like this, as a couple very brief yet intense in order to tickle your curiosity. And then it introduces itself by a declaration of intent that is a somersault of every fashionable habit, a self-presentation having a pure rigour, proper to turn upside-down all expectations about style that are not used to profound quality: “W8 Backpacks means substance that turns into appearance”. The appearance has the shape of bags and backpacks wide enough to include the essential refinement of a life enjoying its travel, on metaphorical or real routes it doesn’t matter: the important thing is exactly the substance, made of fine materials like leather, of rough ones coming from rubber, technical and unusual ones like the mesh, characterized by modern details, dyed according to the art of contrasts among the industrial mood of vivid colors and the dark ones evoking the deep sea. The number 8 of the name calls to mind the infinity symbol, as if to put the creations beyond the time of trends: instead, the presence of the brand at next June 2016 edition of WHITE Milano is actually well defined.

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Silvia Scorcella

Les Bohémiens’ street/artwear at “It’s Time To South”

All’ultimo White sono stati ospiti della sezione “It’s Time To South”, una sezione speciale del salone nata dalla collaborazione fra White ed ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) al fine di valorizzare designers e giovani case di moda provenienti da quattro regioni del sud Italia: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Francesco De Falco e Pasquale Vittorio D’Avino sono campani e hanno creato il marchio Les Bohémiens un contemporay street/artwear label in cui moda, arte contemporanea ed artigianalità italiana si incontrano, partendo da un heritage fortemente legato alla tradizione sartoriale partenopea, ma con uno stile votato alla libertà e all’anticonformismo, una chiara attitudine a cogliere uno zeitgeist di stile internazionale. Li abbiamo intervistati per farci raccontare meglio il loro mondo e i loro progetti.

At the latest edition of White in Milan they were guests of “It’s Time To South”, a special section of the fair born from the collaboration between White and ICE (Agency for the promotion abroad and the internationalization of Italian companies) in order to promote young designers and brands from four regions of southern Italy: Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Francesco De Falco and Pasquale D’Avino Vittorio are from Campania and created the brand Les Bohémiens, a contemporay street/artwear label where fashion, contemporary art and Italian craftsmanship meet, starting from a strong heritage linked to Neapolitan tailoring tradition, but with a style devoted to freedom and to nonconformity, a clear attitude to capture an international style zeitgeist. We interviewed them to learn more about their world and their projects.

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Come siete arrivati alla moda?
Siamo arrivati alla moda per passione, eravamo alla ricerca di un lavoro che ci offrisse l’opportunità di vivere dei nostri interessi, ma al contempo rappresentasse un opportunità di investimento plausibile. Nella moda abbiamo visto la possibilità di far confluire molteplici ambiti creativi come l’arte, la fotografia, il cinema e la musica nella ferma convinzione che da essi la moda potesse attingere le proprie ispirazioni. Al contempo nella moda abbiamo riconosciuto il viatico per esprimere la nostra visione delle suddette arti, motivati dall’idea che farsi interpreti della moda non riguardasse solo forma e manifattura di un capo di abbigliamento, ma fosse, piuttosto, un attività ermeneutica dei costumi di vita e delle abitudini di noi stessi e di chi ci circonda. In virtù di tale visione, ci siamo prefissi l’ambizioso obiettivo di riuscire ad infondere nei nostri capi dignità artistica senza, però, privarli della loro funzionalità e della capacità di far sentire a proprio agio chi li indossasse.

How did you get to fashion?
We arrived at the fashion world for passion, we were looking for a job that would offer us the opportunity to live our interests, but at the same time represented a plausible investment opportunity. In fashion we saw the opportunity to bring together many creative fields such as art, photography, movies and music in the firm belief that fashion could draw its inspirations from all of them. At the same time in the fashion we have recognized the viaticum to express our view of the above arts, motivated by the idea that being interpreters of fashion did not concern only the form and manufacture of an article of clothing, but was, rather, a hermeneutic activity of the customs of life and habits of ourselves and those around us. Under this vision, we have set ourselves the ambitious goal of being able to instill artistic dignity in our garments without, however, depriving them of their capabilities and the ability to make feel at ease those who wore them.

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Ci parlate della vostra collezione? Quali le caratteristiche? Quale la figura di riferimento?
Ispirata all’organicità del mondo naturale, la nostra collezione autunno/inverno 2016-17 si caratterizza per l’incontro fra l’equilibrio, dei tagli e dei volumi minimali, ed il caos, delle stampe in cui si rintracciano figure e fantasie dai toni vibranti. Grande attenzione è stata posta sulla manifattura sartoriale, sulla ricerca dei tessuti e sull’attenzione ai dettagli al fine di realizzare capi qualitativamente eccellenti e in grado di essere conservati nel tempo. La figura di riferimento che ha ispirato la nostra collezione è l’individuo che ospita in se lo spirito dell’artista scapigliato, capace di dare sfogo al proprio estro, di liberarsi dai condizionamenti che derivano dall’altrui giudizio ed esprimere la propria identità senza remore.

Where do the creative input come from?
By whatever surrounds us, we believe there are no limits in the inputs that inspire the creative process. We let ourselves cross by everything our senses are able to perceive and when the time comes we collect all the signs that have remained imprinted in our hearts and memory so that they become sap that nourishes our creativity.

Can you tell us something about your collection? What are the characteristics? Which is the icon of reference?
Inspired by the organicity of the natural world, our autumn/winter 2016-17 collection is characterized by the encounter between the balance of cuts and minimal volumes, and the chaos of the prints in which we can trace shapes and patterns in vibrant tones. Great attention was placed on the tailoring manufacture, the research on textiles and attention to details in order to achieve excellent quality garments and that can be maintained over time. The key figure who inspired our collection is the individual that hosts in itself the spirit’s of a disheveled artist, able to explore his own creativity, to break free from the constraints arising from other people judgment and express his own identity without hesitation.

Da dove arrivano gli input creativi?

Da qualunque cosa ci circondi, crediamo non vi siano limiti negli stimoli che ispirino il processo creativo. Ci lasciamo attraversare da ogni cosa i nostri sensi siano in grado di percepire e quando arriva il momento raccogliamo tutti i segni che sono rimasti impressi nel cuore e nella memoria affinché divengano linfa che alimenti la nostra creatività.

Where do the creative input come from?

By whatever surrounds us, we believe there are no limits in the inputs that inspire the creative process. We let ourselves cross by everything our senses are able to perceive and when the time comes we collect all the signs that have remained imprinted in our hearts and memory so that they become sap that nourishes our creativity.

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Quale la vostra idea di eleganza?
Reputiamo che la vera eleganza nasca dall’armonia e dalla naturalezza e risieda solo in chi è dotato di senso della misura. Crediamo che l’eleganza riguardi la sostanza di un individuo, prima ancora che l’apparenza e lo stile del suo abbigliamento. Ciò di cui siamo certi è che la boria e l’ostentazione nel voler apparire ciò che non si è sono certamente quanto di più distante esista dall’eleganza.

Which is your idea of elegance?

We believe that true elegance can come from harmony and spontaneity and resides only in those who have a sense of proportion. We believe that elegance regards the substance of an individual, even before the appearance and style of his clothing. What we are sure of is that the arrogance and ostentation in wanting to appear what you are not are certainly the most distant things from elegance.

Quanto sono importanti momenti come il White per un marchio giovane come il vostro?
Il White rappresenta una grandissima opportunità per un giovane brand come il nostro, sia sotto il profilo della visibilità internazionale, sia dal punto di vista dell’opportunità di nuovi sbocchi commerciali che è in grado di offrire. Presentare la nostra ultima collezione autunno/inverno 2016-17 in questa rassegna si è rivelato, infatti, di importanza fondamentale per noi!

How much important are moments like White for a young brand like yours?

White is a great opportunity for a young brand like ours, in terms of international visibility, and from the point of view of the desirability of new commercial opportunities that is able to offer. To present our latest autumn/winter 2016-17 collection in this fair has revealed, in fact, of fundamental importance to us!

 

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Quali designer sentite più affini, in generale e perché, e quali nomi della nuova generazione vi piacciono?
Non ci siamo mai preoccupati di ricercare affinità con altri designer perché sin dalla nascita del brand i nostri sforzi si sono focalizzati sulla ricerca di un’identità estetica fortemente riconoscibile ed indipendente. Sotto il profilo personale ci sono, però, diversi designer le cui collezioni apprezziamo particolarmente, alcuni per il sapiente uso del print design, altri per l’equilibrio che sono capaci di infondere nelle forme e nei volumi delle proprie creazioni, chi ancora per la capacità di sapere innovare gli schemi modellistici della sartoria pur preservandone la qualità manifatturiera. Volendone citare alcuni i primi nomi che ci vengono in mente sono: Christopher Kane, Peter Pilotto, Mary Katrantzou, Alexis Martial e Adrien Caillaudaud di Carven, Alexander Wang per il lavoro che ha fatto sulla parte uomo di Balenciaga, Consuelo Castiglioni di Marni, Thom Browne, Luke Meier di OAMC, il collettivo creativo di ACNE Studios.

What designers do you feel closer, in general, and why, and which names from the new generation do you like?

We never bothered to look for similarities with other designers because since the birth of the brand our efforts have focused on the search for an independent identity and a highly recognizable aesthetic. On a personal point of view there are, however, several designers whose collections we especially appreciate, some for the wise use of print designs, others for the balance that are capable of instilling in the forms and volumes of their creations, others for the capacity to know innovate modeling patterns of tailoring while preserving their manufacturing quality. Wanting to mention some of the first names that come to mind: Christopher Kane, Peter Pilotto, Mary Katrantzou, Alexis Martial and Adrien Caillaudaud of Carven, Alexander Wang for the work he has done on the male part of Balenciaga, Consuelo Castiglioni of Marni, Thom Browne, Luke Meier of OAMC, the ACNE Studios creative collective.

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Al White eravate in una sezione precisa. Cosa c’è delle vostre radici nel marchio, cosa invece si distanzia ed ha riferimenti più internazionali?
Il nostro marchio ha un legame profondo con il nostro territorio: la Campania. In Campania LES BOHEMIENS affonda saldamente le proprie radici poiché il nostro team è campano, la nostra sede operativa si trova in Campania e le nostre collezioni, integralmente made in Italy, sono prodotte in larga misura nella nostra regione. La nostra terra ci ha offerto la possibilità di fruire della secolare tradizione sartoriale napoletana, ma soprattutto ci ha permeato del fermento culturale che la caratterizza come luogo in cui convivono armonicamente arte classica e contemporanea, folklore e scienza, tradizione e innovazione.Avere radici ben piantate nel terreno resta però il presupposto per protendere i propri rami verso il cielo, ed è proprio il tentativo di contemperare tradizione e innovazione che alimenta la nostra ricerca. Ci ha sempre affascinato il design scandinavo e non solo nelle declinazioni che ha assunto nel campo della moda. Crediamo, infatti, che se da un lato la bellezza possa derivare dal caos non vi siano dubbi sulla bellezza che deriva dalla giustapposizione di semplicità, minimalismo, equilibrio formale e funzionalità tipici dell’estetica nord europea. Reputiamo infatti che il raggiungimento dell’equilibrio nell’ambito dell’estetica rappresenti l’oggetto di una ricerca imprescindibile e senza tempo poiché connaturata nell’uomo e rintracciabile a ritroso nei secoli sin dall’arte classica per antonomasia, l’arte greca.

At White you were in a specific section. What part of your job comes from your roots and what moves away from them and has more international references?

Our brand has a deep connection with our region: Campania. In Campania LES BOHEMIENS has firmly its roots since our team is in Campania, our headquarters are located there, and our collections, entirely made in Italy, are produced largely in our region. Our earth has given us the opportunity to benefit from the secular Neapolitan tailoring tradition, but above all has permeated us with the cultural ferment that characterizes it as a place in which can live together harmoniously classical and contemporary art, folklore and science, tradition and innovation. Having roots firmly planted in the ground, however, remains the prerequisite to stretch out the branches towards the sky, and it is an attempt to balance tradition and innovation that fuels our research. We have always been fascinated by Scandinavian design and not only in the versions he assumed in the field of fashion. We believe, in fact, that if on the one hand beauty may arise from the chaos there are no doubts also that beauty can come from the juxtaposition of simplicity, minimalism, formal balance and functionality, features typical of northern European aesthetic. We believe in fact that the achievement of balance in the aesthetic context represents the object of a necessary and timeless search innate to man and traced back through the centuries since the classical art par excellence, the greek art.

Progetti per il futuro?
Abbiamo lo sguardo costantemente proteso verso il futuro, ed obiettivi lungimiranti a cui lavoriamo quotidianamente. In questo momento ci stiamo focalizzando su due aspetti che reputiamo fondamentali per la crescita del nostro brand. Dal punto di vista creativo stiamo lavorando per innalzare sempre di più il livello stilistico e l’estensione delle nostre collezioni al fine di offrire un “total look” che esprima a pieno l’identità di LES BOHÉMIENS. Sotto il profilo commerciale ci stiamo concentrando sullo sviluppo di una piattaforma e-commerce che ci consenta di raggiungere rapidamente sbocchi commerciali globali e al contempo sull’internazionalizzazione della nostra rete distributiva retail, meta verso cui già abbiamo mosso i primi passi attraverso la presenza in boutique europee, cinesi e nord-africane, ma per il pieno raggiungimento del quale c’è ancora molta strada da fare!

Plans for the future?
We constantly look towards the future, and to far-sighted goals on which we work daily. Right now we are focusing on two aspects that we consider essentials for the growth of our brand. From a creative point of view we are working to raise more and more the stylistic level and the breadth of our collections in order to offer a “total look” that expresses a full LES BOHEMIENS identity. From a commercial perspective we are focusing on the development of an e-commerce platform that allows us to rapidly achieve global trade opportunities and at the same time on the internationalization of our retail distribution network, the goal towards which we have already taken the first steps through the presence on European, Chinese and north African shops, but for the full achievement of which there is still some way to go!

 

GIANLUCA SINI


Alberto Zambelli’ style, between pure lines and his love for details

Si è aggiudicato lo scorso febbraio la vittoria della prima edizione del Premio Ramponi, nato per volere di Alfredo Ramponi, titolare dell’omonima azienda, impostasi nel mondo del fashion per aver inventato il primo cristallo sintetico, ed è stato quindi ospite speciale dell’ultima edizione femminile del White, oltre ad aver sfilato nello stesso mese anche nell’ambito di Milano Collezioni. Alberto Zambelli è forse uno dei nomi più interessanti del nuovo made in Italy grazie a proposte dalle linee pulite ed architettoniche, l’utilizzo di materie nobili e dettagli preziosi, che non fanno mai scordare la donna che manda in passerella.

He won last February the first edition of the Ramponi Prize, created at the behest of Alfredo Ramponi, owner of the company which has established itself in the fashion world for having invented the first synthetic crystal, and so he was special guest at the last female edition of White, in addition to having show in the same month his collection on the catwalks as part of Milano Collezioni. Alberto Zambelli is perhaps one of the most interesting names of the new Made in Italy thanks to his proposals with clean, architectural lines, the use of noble materials and precious details that they never let his women be forgotten.

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Dopo aver frequentato l’istituto Fortuny e successivamente l’istituto Marangoni di Milano lo stilista ha iniziato il suo percorso lavorativo sviluppando le collezioni maglieria del gruppo Itierre, poi ha collaborato con nomi importanti del settore, vincendo nel 2007 il Fashion Incubator, concorso indetto dalla Camera della Moda con il primo suo brand Archivio Privato. La linea Alberto Zambelli è nata nel 2013, ma sembra destinata ad una crescita importante, dopo i molti riconoscimenti ricevuti.

After attending the Fortuny institute and subsequently the Marangoni Institute in Milan, the designer began his career path by developing the knitwear collections for the Itierre group, then he has collaborated with major names in the industry, winning in 2007 the Fashion Incubator, a competition organized by Camera della Moda with the first own brand Archivio Privato. The Alberto Zambelli line was born in 2013, but seems destined to a significant growth, after the many awards received.

Abbiamo intervistato il designer proprio dopo la sua partecipazione al White. Ecco cosa ci ha raccontato della sua moda e del suo mondo creativo.

We interviewed the designer right after his participation at the latest White edition. Here’s what he told us about his collection and his creative world.

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Come ha iniziato, come è arrivato alla moda?
Il mio percorso nella moda parte da una grande passione nata nell’adolescenza e sviluppatasi attraverso gli studi presso l’Istituto Marangoni di Milano, il quale mi ha introdotto nel mondo del lavoro dove ho compreso che il mio entusiasmo si stava concretizzando in quello che oggi è la realizzazione del mio sogno.

How did you start your career, how did you arrive to the fashion world?
My career in fashion started from a passion born in adolescence and developed through my studies at the Istituto Marangoni in Milan, that introduced me to the world of work where I realized that my enthusiasm was materializing in what today is the realization of my dream.

Ci parla della sua collezione? Quali le caratteristiche?
Il mio design si contraddistingue per uno stile minimal decorativo, composto da linee pulite e dettagli preziosi che raccontano in ricami e
stampe la storia di ogni collezione.

Could you tell us something about your collection? Which are its main characteristics?
My design is characterized by a decorative minimalist style, composed of clean lines and fine details in embroidery and prints that tell the story of each collection.

La sua sembra una donna molto eterea, innocente. Quale la figura di riferimento? A chi pensa quando crea e come immagina le donne che indossano i suoi capi?
Le figure di riferimento delle collezioni che sviluppo sono donne che hanno segnato la storia. Quando immagino e creo le mie collezioni non le penso indirizzate ad un’unica tipologia di donna ma ad un insieme di figure dall’aspetto etereo e innocente, caratterizzate da una grande forza interiore e da un carattere deciso.

Your woman seems a very ethereal figure, innocent. Which are your reference icons? To which kind of woman do you think of when you creates and which women do you imagine wearing your clothes?
The reference figures of the collections are women who have marked the history. When I imagine and I create my collections I don’t think to a single type woman but to a group of women with an ethereal and innocent look, but characterized by a great inner strength and a strong character.

 

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Da dove arrivano gli input creativi?
I miei input creativi arrivano dalla strada, da città dove vivo per parte dell’anno come Shanghai e Tokyo, da un film, da un’opera d’arte o da un oggetto, dalla quotidianità. Un piccolo caleidoscopio che racchiude la mia anima e che si schiude prendendo forma sul foglio bianco.

Where do the creative inputs come from?
My creative inputs are coming from the street, from the cities where I live part of the year as Shanghai and Tokyo, from a movie, a work of art or an object, from the everyday life. A small kaleidoscope that encloses my soul and that unfolds taking shape on the white piece of paper.

Quale la sua idea di eleganza?
Essere se stessi indipendentemente dall’abito che si sta indossando.

What is your idea of elegance?
Be yourself no matter which are the clothings that you are wearing.

 

 

Quanto sono importanti momenti come il White per un marchio come il suo?
Fondamentali, direi, per il confronto che questo comporta con un pubblico attento alle evoluzioni.

How important moments like the White fair are for a brand like yours?
I would say that they are very important. Considering the possibility to confront your work and yourself with an audience which is very attentive and prepared on the evolutions of fashion.

Progetti per il futuro?
Una linea dedicata all’uomo! Ho sempre sognato di vestire me stesso, tracciando così nuove linee per la collezione Alberto Zambelli Uomo.

Plans for the future?
A line dedicated to the man! I always wanted to dress myself, drawing also new lines for an Alberto Zambelli Man Collection.

 

 

GIANLUCA SINI


Denim rules our world

Anche quando non è onnipresente sulle passerelle o imperante negli editoriali sui fashion magazine, il denim rimane uno dei materiali che più amiamo e che non sembra voler mai abbandonare il nostro guardaroba. Lo dimostrano queste foto scattate durante l’ultima edizione del White a Milano da Guido Pancotti e Adriano Cisani di Whatastreet, forse un trend silente, ma comunque particolarmente presente fra gli ospiti della fiera. A farla da padrone è sempre il pantalone, spesso portato over, vissutissimo, dal gusto chiaramente vintage, con tanto di toppe. Il boyfriend jeans per lei, ma anche quelli con una vestibilità skinny, quasi leggings, spesso portati corti a scoprire delle scarpe particolarmente cool. Ma il jeans può diventare anche una pencil skirt, un cappellino, o trasformarsi in un elegante e avvolgente cappotto. Il denim è la nostra coperta di Linus, sempre pronto ad essere nostro compagno nel quotidiano, senza mai farci sentire fuori luogo o poco trendy!

Even when it is not omnipresent on the runways or ruling among the editorials on fashion magazine, denim remains one of the materials that we love the most and that does not seem to want to ever abandon our wardrobe. This is demonstrated by these photos shooted by Guido Pancotti and Adriano Cisani (www.whatastreet.com/) during the last edition of White in Milan, maybe a silent trend, but still very present among the guests of the fair. Main protagonists are always the pants, often worn oversize, with a clearly vintage taste, with even lots of patches. The boyfriend jeans are a must for her, but also those with a skinny fit, almost leggings, often worn shorts to not cover the ankles and let everyone see some very cool shoes. But the denim can also become a pencil skirt, a hat, or turn into an elegant and cocooning coat. Denim is our security blanket, always ready to be our companion in everyday life, without ever making us feel out of place or not so trendy!

Gianluca Sini

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Touches of colors: Street Style at WHITE

Un dettaglio a spezzare la monotonia di un total black, può essere un beenie, una borsa, che scelgono di ammantarsi di colori insoliti, accesi, divertenti. A volte invece è uno studio preciso del colore, dei suoi abbinamenti, anche quelli meno consoni e forse più azzardati e coraggiosi e per questo capaci di colpire lo sguardo non solo del più smaliziato fashion addicted. Il popolo della moda spesso sceglie il total black come divisa, come simbolo, ma non manca chi decide di divertirsi con sprazzi cromatici che si allontanano nella tavolozza dei colori dal nero imperante. Eccone alcuni esempi dall’ultima edizione del White.

A detail to break the monotony of a total black, can be a beenie, a bag, who choose to clothe itself in unusual, bright, funny colors. At other times it is a precise study of the colors of the way they matches, including the less ordinary and perhaps more daring and courageous combinations and for these reasons able to catch the eye not only the most experienced fashion addicted. The fashion people often chooses the total black as uniform, as a symbol, but there are those who decide to play with color flashes that run away fast in the color palette from a dominant black. Here are some examples caught among the public of the latest edition of White.

 

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GIANLUCA SINI


Robot Eyewear: Heart, Brain, Hands

“Il cuore deve mediare tra il cervello e le mani“: è una delle frasi più famose di “Metropolis”, film del 1927 diretto da Fritz Lang. Si tratta di una pellicola così importante da essere riconosciuta come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno: tra le citazioni, gli omaggi e i film che ha ispirato figurano “Blade Runner”, “Guerre stellari”, “Terminator”, “Il quinto elemento”, “RoboCop” e “Matrix”. Ma “Metropolis” non ha affascinato solo gli amanti del cinema e ha avuto ripercussioni anche sulla moda, esattamente come la conquista dello spazio e le suggestioni che l’hanno circondata hanno fortemente influenzato la cosiddetta Space Couture, la moda caratteristica degli anni Sessanta.

“The heart must mediate between the brain and the hands” it is one of the most famous phrases of “Metropolis”, the 1927 film directed by Fritz Lang. It is a movie so important to be recognized as a model of much of modern science fiction films: between quotes, tributes and the films that it has inspired we have titles like “Blade Runner,” “Star Wars,” “Terminator,” “The Fifth element, “” RoboCop “and” Matrix “. But “Metropolis” has not only captivated moviegoers, it had also an impact on fashion, just as the conquest of space and the suggestions that they surrounded, it have strongly influenced the so-called Space Couture, a fashion that has characterized the Sixties.

 

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Tra chi ha fatto proprie tutte queste influenze c’è Robot Eyewear, un concept che esplora e ripropone icone classiche in chiave romantica: i loro occhiali sono oggetti eleganti e funzionali, usano l’energia del metallo, offrono leggerezza e hanno un gusto sofisticato sospeso tra passato e futuro. La collezione primavera/estate 2016 si chiama “Heart, Brain, Hands” e appare come un preciso rimando nonché un omaggio all’opera di Fritz Lang: si basa su tre elementi fondamentali, ovvero il metallo, gli specchi e i colori.

Between those who have embraced all these influences is Robot Eyewear, a concept that explores and proposes classic icons in a romantic key: their glasses are stylish and functional objects, they use the energy of metal, offer a light weight and have an outstanding sophisticated taste halfway the past and the future. The spring / summer 2016 collection is called “Heart, Brain, Hands” and appears as a precise reference and a tribute to the work of Fritz Lang: it is based on three key elements, namely the metal, the mirrors and the colors.

 

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Le forme sono tre e sono quelle iconiche provenienti dalla storia dell’occhialeria: sono state scelte le montature tipo wayfarer, pantos e round eye, trasportate poi in un mondo rigorosamente bidimensionale. Metalli leggeri si animano di colori sia caldi, sia freddi: sono presenti oro, rame, ruggine, argento, antracite, nero. Il loro impatto viene amplificato usando combinazioni di lenti cromaticamente coordinate.

The forms are three and have been taken from the iconic eyewear history: wayfarer frames, pantos and round eye type, then transported in a strictly two-dimensional world. Light metals come alive thanks to both warm colors and cold ones: there is gold, copper, rust, silver, anthracite and black. Their impact is amplified using combinations of lenses chromatically coordinated.

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Le forme, la bidimensionalità e la conseguente assenza di volumi vengono esaltate dall’uso di lenti piane: l’aria stile Space Age è garantita dall’utilizzo di lenti sfumate bicolore abbinate alla forma round eye. Lang ambientò il suo film in un futuro immaginario, esattamente a 100 anni di distanza dal 1927. Non a caso, lo slogan di Robot Eyewear è “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

The shapes, the two-dimensionality and the consequent absence of volumes are enhanced by the use of flat lenses: the Space Age style attitude is guaranteed by the use of two-color gradient lenses combined with the round eye shape. Lang set his film in a fictional future, exactly 100 years after 1927. So, not coincidentally, the Robot Eyewear slogan is “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

Emanuela Pirré


Domenico Cioffi: From the “It’s Time to South” section at White

Quindici i marchi contemporary selezionati in un Sud sempre più fucina di idee e talenti, che hanno preso parte alla sezione “It’s Time To South”, progetto nato in seno a White, in collaborazione con ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, finalizzato alla valorizzazione delle giovani aziende nate e cresciute in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Fra gli altri nomi anche quello di Domenico Cioffi. Il designer, diplomatosi allo Ied di Roma nel 2009, ha portato la sua moda che affonda le proprie radici nella natia Campania, ma si apre a contaminazioni internazionali, per una proposta al femminile sofisticata, futuribile, attenta ad esaltare la silhouette femminile. Abbiamo intervistato il designer che ci racconta la sua esperienza al White e i suoi input creativi che partono sempre da mondi come l’arte, il cinema e la letteratura.

Fifteen the contemporary brands selected in a South of Italy that has increasingly become a source of ideas and talents, who took part to the “It’s Time To South” section of White, a project created by White, in collaboration with ICE, the Agency for the Promotion Abroad and internationalization of Italian companies, a project aimed at the promotion of young companies born and raised in Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Among the other designer also Domenico Cioffi. The designer, who graduated at the IED in Rome in 2009, brought his fashion that has its roots in his native Campania, but it is clearly open to international influences, for sophisticated and futuristic female proposals, carefully enhancing the female silhouette. We interviewed the designer who told us about his experience at White and his creative inputs which always start from worlds such as art, film and literature.

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Come si è avvicinato alla moda? Quando ha deciso che sarebbe stato il suo lavoro?
Era una passione che avevo da molto piccolo, adoravo sfogliare le riviste illustrate di mia madre, tagliare piccoli scarti di tessuto, disegnare e colorare figurini. Dopo gli studi all’Istituto d’arte in design del gioiello son partito alla volta di Milano per studiare fashion design allo IED. Decidere che sarebbe stato il mio lavoro è stato un processo abbastanza naturale e veloce, ho avuto molta fortuna ad avere l’opportunità di lavorare in alcune aziende del settore già durante gli studi.

How di you approach the fashion world? When did you decide that fashion would have been your work?
It was a passion that I had from a very young age, I loved to browse through the illustrated magazines of my mother, cut small scraps of fabric, draw and color fashion sketches. After the Art Institute studies in jewelry design I left my hometown for Milan to study fashion design at IED. Deciding that it would be my job was a pretty natural and easy process, I have been very lucky to have the opportunity to work in some companies in this world already during their studies.

 

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Il momento più gratificante nel suo percorso lavorativo?
A parte quello creativo iniziale, penso che sia quello di vedere i tuoi capi nella vetrina di un negozio. Ogni volta che mi mandano delle foto o passo davanti ad uno store che vende le mie collezioni è sempre emozionante.

Which has been he most gratifying moment in your career path so far?
Apart from the initial creative moment, I think it is to see your clothes in a shop window. Every time they send me photos or I step in front of a store that sells my collections is always exciting and emotional.


Ci può raccontare la collezione che abbiamo visto al White e quali i capisaldi del suo lavoro, le caratteristiche principali? Da dove arrivano le ispirazioni?
Quest’ultima è una collezione molto articolata, con argomenti e riferimenti molto diversi, mi piace sempre partire dall’arte antica o contemporanea e dal cinema. Per questa stagione il film di Matteo Garrone “ Il Racconto dei racconti”, uno dei pochi fantasy ambientato in Italia, fa da sfondo alla collezione, ho rivisitato alcuni costumi seicenteschi con tessuti tecnici, organza e laminati plissettati, accostandoli in modo netto, quasi violento, con capi e accessori in vernice che sembrano usciti dalle foto di Araki. In questo modo ogni mia collezione si caratterizza per incontro di culture ed epoche molto distanti.

Can you tell us something about the collection that we saw at White and which are the main points of your work, the main features? Where do your inspirations come from?
The latter collection is a very diverse and articulate collection, with very different topics and references, I always like starting from ancient or contemporary art and movies. For this season the movie “The Tale of Tales”, directed by Matteo Garrone, one of the few fantasy films set in Italy, is the backdrop to the collection, I revisited some seventeenth-century costumes with technical fabrics, organza and pleated laminated fabrics, combined together in a clear way, almost violent , with clothes and accessories in patent leather that seem to come from some Araki’s pictures. In this way all my collections are characterized by the meeting of cultures and very distant eras.

 

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Quale donna indosserà le sue creazioni e quali le icone di riferimento?
Sicuramente  una donna molto decisa e con un identità forte, che vuole sentirsi femminile e speciale. Non ho delle icone precise, forse faccio solo riferimento alle eroine del cinema e della letteratura.

What woman will wear your creations and which are your reference icons?
Definitely a very determined woman and with a strong identity, who wants to feel feminine and special.
I do not have precise icons, maybe I only refer to the heroines of movies and literature.


Quanto sono importanti momenti come la fiera del White per i giovani designer?
Sono essenziali, il confronto con i clienti e con gli addetti ai lavori ci aiutano profondamente a capire direzioni da prendere ed errori da non commettere o ripetere, in più nuovi amici ,nuovi contatti e soprattutto ordini.

How much important are moments like the White trade fair for young designers?
These moments are essential, the confrontation with the clients and the experts help us deeply understand directions to take and mistakes to avoid repeating , and the possibility to have more new friends, new contacts, and above all orders.

 

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Faceva parte di un’area ben specifica all’ultimo White. Ci dice come si traducono le sue origini nel suo attuale lavoro?
Credo che sia impossible prescindere dalle proprie origini quando si nasce in Italia, camminiamo più o meno consapevolmente ogni giorno sopra duemila anni di storia.  Indipendentemente dal lato creativo dove la mia città offre infiniti e variegati spunti, crescere e lavorare in una città come Napoli, bella ma anche molto difficile, credo mi abbia fortificato in modo significativo e di avermi dato la capacità di essere resiliente, in un lavoro che sembra semplice, ma che realmente non lo è.

You were part of very specific area at last White. Can you tell us how much are translated your origins in your current job?
I believe it is impossible not to be influenced by your own origins when you are born in a place like Italy, we walk more or less consciously every day over two thousand years of history. Regardless of the creative side where my city offers endless and varied ideas, growing and working in a city like Naples, beautiful but also very hard, I think I have strengthened significantly and that gave me the ability to be resilient, in a job that It sounds simple, but it really is not


Progetti per il futuro?
Ci sono in cantiere alcune interessanti collaborazioni nate proprio grazie al White e poi una bella vacanza.

Plans for the future?
We are in the works some interesting collaborations born thanks to White and then a nice holiday.

 

Gianluca Sini


Lalaerre: the minimal charm of the form, the mutability beyond the time of the substance

Ci sono oggetti di moda che serbano intrinseca nella materia plasmata la dote del racconto: e ci sono artisti del design che serbano il dono di dare la voce a tali oggetti regalando loro una forma unica. Sono quegli accessori creati con devozione, che quindi si scelgono quasi per vocazione: e che una volta indossati si fondono con la naturalezza di chi li veste come fosse un incantesimo d’alchimia. Tali accessori sono le creazioni firmate Lalaerre: gioielli e sciarpe impregnati davvero di cotante pregiate virtù!

There are some fashion objects holding inside their shaped material the gift of narrating: and there are some artists of design holding inside the talent of giving voice to such objects through a shape that is one of a kind. They’re the accessories created by devotion, that therefore are chosen almost by vocation and that once worn blend with the naturalness of the people wearing them as if it was an alchemic wizardry. Such objects are the creations designed by Lalaerre: jewels and scarves truly soaked with these noble virtues!

 

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Prima fra tutte: la profonditàstratificata della passione di Daniela Regina Lepori, che del brand Lalaerre èfondatrice nonchéanima creativa. Et voilàspiegata quella silente ma risoluta sensazione che suggerisce un valore di personalitàinfuso nell’aspetto mai convenzionale che li contraddistingue. Tutto, invero, nasce dall’attenta osservazione che Daniela pone nei dettagli: un vocabolario privato raccolto nel mondo dell’arte e dell’architettura, mescolato con la fascinazione per la duttilitàdei materiali alla trasformazione, e infine interpretato attraverso i filtro della predilezione per la sofisticatezza schietta di ciòche èessenziale.

First of all: the layered deep passion of Daniela Regina Lepori, that is the founder of the brand Lalaerre and its creative soul too. Et voilà, that silent yet resolute sensation suggesting a value of personality instilled in the never conventional aspect characterizing them is explained. Actually everything comes from the careful eye that Daniela has for details: a private vocabulary belonging to the world of art and architecture, blended to the fascination for the ductility of materials for transformation, and finally translated through the filter of predilection for the sincere sophistication of what is essential.

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Quell’eleganza minimale in apparenza, ma in costante evoluzione nella sostanza: cosìle sciarpe nascono da fibre naturali, sono realizzate artigianalmente su telai manuali e rese esclusive da pitture, ricami e impunture, mentre il tessuto impara ad assecondare il tempo che passa. Ed ècosìche i gioielli in argento combinano lavorazioni innovative con l’antica saggezza di orafi italiani e svizzeri, si attardano a prendere l’aspetto per tutto il tempo necessario a rifinirne l’identità, rivelano preziose imperfezioni intenzionali, e infine si raccolgono attorno a temi suggeriti dalla forma: come Nebula, la serie di anelli dalle grandi superfici flessuose e sottili, e Tape per le fedi che appaiono come un sottile nastro arrotolato. Nessuna tendenza modaiola decreta   la natura degli accessori Lalaerre: ma èil sentimento dell’appartenenza a svelarne nel tempo lo stile.

That minimal elegance on the appearance, but constantly evolving in the substance: thus the scarves comes from natural fibers, are made by hand looms and gain exclusivity through painting, embroidery and stitching, while the fabric learns to go along with the time that goes by. And thus the silver jewels combine innovative processing with the ancient wisdom of Italian and Swiss goldsmiths, linger while waiting for having the appearance the right time needed to define their identity, reveal precious intentional imperfections, and finally are collected within themes evoked by their shape: as Nebula, the range of rings having wide slim willowy surfaces, and Tape for the wedding bands looking like a thin rolled ribbon.No one fashion trend upholds the nature of Lalaerre accessories:yet is the sentiment of belonging that discloses their style over time.

 

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SILVIA SCORCELLA


Giorgia Fiore: the funny side of a good girl!

Forse la conoscete per la partecipazione alla versione italiana di un famoso reality sulla moda americano oppure avete visto alcune delle sue creazioni indossate da blogger e it-girls italiane, se così è sicuramente vi è rimasto impresso il suo stile pop, colorato, pieno di brio. Giorgia Fiore dalla natia Napoli, ormai adottata dal capoluogo lombardo, è stata una delle protagoniste dell’ultima edizione del White, parte della sezione It’s Time To South, progetto nato in collaborazione con I.C.E – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nato per sviluppare fra gli operatori esteri la conoscenza della realtà creativa meridionale, scegliendo 15 designer provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Giorgia ha spiccato con il suo mondo ironico e girl, in cui i vestiti da brava ragazza hanno subito un twist decisamente contemporaneo. L’abbiamo intervistata per farvi conoscere meglio il suo percorso creativo e le sue proposte.

Maybe you know her thanks to her participation at the Italian version of a popular American reality show on fashion, or maybe you saw some of her creations worn by bloggers and Italian it-girls, if so surely you have been amazed by her pop, colorful style, full of verve. Giorgia Fiore from his native Naples, now adopted by the milanese scene, was one of the protagonists of the last edition of White, part of the section It’s Time To South, a project created in collaboration with ICE – Agency for the Promotion abroad and internationalization of Italian Companies, created to develop the knowledge among foreign operators of the Southern creative reality, choosing 15 designers from Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Giorgia has distinguished herself thanks to her ironic and girlie world, in which the clothes of a good girl are seen through a more contemporary twist. We interviewed her to learn more about her creativity and her cool proposals.

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Ci racconta la collezione che hai portato al White?
La collezione racconta un momento tipicamente italiano, la domenica si va a messa e poi a pranzo dalla nonna. Tu sei contemporanea e tutto è antico, il parato del muro così barocco ti intrappola al suo interno. I materiali della casa diventano abiti, quelli “buoni” della domenica. Il concetto della ragazza per bene.

Could you tell us somethingabout the collection that you presented at White?
The collection tells a typically Italian moment, on Sundays we go to church and then to dinner at our grandmother’s house. You are contemporary and everything is old, the ‘so baroque’ wallpaper traps you inside the walls. The house materials become clothes, those “good ones” that you wear just on Sunday. Behind everything there’s the concept of the “good girl”.

Quali i must-have della collezione?
Sicuramente il completo con la sahariana e il pantalone stampato in velluto, la felpa con il cammeo 3d e per la sera la tuta smoking in pailettes.

Which are the ‘must-have’ items in your collection?
Surely the suit with the Safari jacket and the printed velvet pants,the sweatshirt with a 3D cameo and for the evening the tuxedo sequined jumpsuit.

 

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In generale da dove arrivano le ispirazioni e quali le icone di riferimento?
Cerco di raccontare sempre delle storie per avere un’immagine più definita alle fine. Non ho delle icone delineate, mi piacciono le donne e mi piacciono le cose belle, l’unione delle due cose mi spinge a fare dei vestiti. Non faccio poesia, mi piace pensare che quello che ho progettato sia giustamente interpretato o meno, ma sia indossato da persone vere.

Could you tell us where do the inspirations come from, in general, and which are your icons of reference?
In my work I always try to tell stories so I can have a more defined image at the end. I don’t have specifical icons, I like women and I like beautiful things, the union of the two things drives me to create clothing. I do not do poetry, I like to think that what I have designed coulkd be rightly interpreted or not, but is always worn by real people.

Era in una sezione speciale del White, in cui si sottolineavano le sue radici. Che cosa del suo lavoro a suo avviso è legato al mondo di provenienza e cosa invece no?
Non posso scindere il risultato finale del mio lavoro dalle mio origini. Racconto ciò che conosco, e sicuramente l’ambiente in cui sono cresciuta ha formato il mio gusto.

At latest White’s edition you were in a special section, which emphasized your roots. What of your work can be linked to your personal heritage and what is not related to your roots?
I can not split the end result of my work from my origins. I tell what I know, and certainly the environment in which I grew up has shaped my taste.

 

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Quanto è importante una fiera come il White per un Brand giovane come il suo?
La fiera forse per un designer giovane come me è la cosa più utile. Ti fa capire meglio chi sei, quello che fai e, soprattutto, in che modo andare avanti, grazie ad una risposta immediata del pubblico che passa. Ti rendi conto di cosa funziona e di cosa invece no, i clienti, anche se non parlano, si fanno capir molto bene!

How much is important a fair like White for a young brand like yours?
Fairs perhaps for a young designer like me are the most useful thing. A fair like White makes you better understand who you are, what you do, and especially how to go forward in this business, thanks to an immediate response of the public passing. You are able to realize what works and what does not, buyers, even when they do not speak, make you understand very well what they think!

Il lusso per lei è?
Il lusso è poter dedicare il tuo tempo ad qualcosa che ami, nel mio caso fare un lavoro che amo!

What is luxury for you?
Luxury is being able to dedicate your time to something you love, in my case to do a job I love!

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La sua definizione di eleganza?

Troppo difficile! È elegante colei di cui percepisci la femminilità e la sensualità anche se indossa un camice. È indossare una camicia bianca e dei jeans con charm.

Could you give us your definition of elegance?
Too difficult! A woman is elegant when you perceive her femininity and sensuality even ifshe’s wearing something totally un-elegant, like an hospital gown. Elegance is when you wear a white shirt and a pair of jeans with charm.

Cosa lei deve rubare a lui?
Sicuramente la camicia sartoriale e i 501.

What a woman must steal from her man?
Without any doubt: a sartorial shirt and a pair of 501 denim trousers.

Progetti per il futuro?

Ingrandire il mio progetto e farlo diventare una realtà aziendale in cui ci sia spazio per la mia creatività. Forse uno spazio in cui inserire tutto ciò che io definisco bello, uno spazio creativo in cui non ci siano solo i miei vestiti ma anche tutto ciò che noi giovani siamo in grado di fare e dare una possibilità commerciale a chi come me se la deve cavare da solo senza un gruppo alle spalle. E fare una linea per cani!

Plans for the future?
Enlarge my project and turn it into a business reality in which there is room for my creativity. Maybe a space in which to put all the things I call beautiful, a creative space in which there are not only my clothes, but also everything that we young people are able to do and give a business opportunity to people like me who are working alone, without a group behind. And make a collection for dogs!

 

Gianluca Sini


Pomikaki’s must-have bags for s/s 2016

Innovazione nei materiali, attitudine eco-friendly, stampe e colori accattivanti, qualità e soprattutto funzionalità. Un giusto mix che rende Pomikaki un nome molto amato da web influencer e fashion addicted, e le borse di questo marchio un indubbio successo tutto italiano. Dall’ edizione del White di gennaio una selezione delle borse di culto della collezione p/e di questo marchio che dalla nascita a Venezia ha saputo conquistare i mercati internazionali!

Innovative materials, an eco-friendly attitude, prints and eye-catching colors, quality and above all functionality. The right mix that makes Pomikaki a name loved by web influencers and fashionistas, and the bags of this brand an all Italian undoubted success. From January White edition a selection of cult bags from the s/s 16 collection of a brand that from its birth in Venice has been able to conquer international markets!

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MONICA
Il colore base di Monica è il bianco, ma la borsa è arricchita da intarsi multicolor. Lo stile strizza l’occhio ad un gipsy-folk: per le fan di un coachella style and mood.

The base color of Monica is white, but the bag is embellished with multicolor inlays. The style gives a nod to a gypsy-folk: For fans of a coachella style and mood.

LEAH

I dettagli di questa borsa fanno pensare al mantello di un personaggio dei comics, la base nera la rende sicuramente stylish, ma non sminuisce l’attitude di Leah da wonderbag, perchè ogni donna in fondo è un supereroe!

 The details of this bag suggest the mantle of a comics’ character, the black base makes it definitely stylish, but does not diminish the attitude of Leah to be a Wonderbag, because every woman is basically a superhero!pomikaki1

CHRISTIE G

Linee che si intersecano e tre i colori che la compongono, black,camel e pink. Ha uno spirito bon ton e retrò. Come non pensare ad una famosa serie televisiva americana? Perché non provare con Christie G ha sentirsi come una protagonista di “Mad Man”? 50s are modern!

 Intersecting lines and three colors that compose it, black, camel and pink. It has a bon ton attitude and a retro soul. How can we not think of a famous American television series?Why do not try – thanks to Christie G – to feel like a “Mad Men” star? 50s are modern!

 

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LINDA
Linda, la borsa che fa parte della capsule realizzata da Pomikaki con la blogger Linda Tol, non poteva che essere rosa, in fondo il motto della influencer è “I believe in pink”.
in saffiano, con manico singolo, tracolla staccabile e regolabile, patella frontale, soffietti laterali e dettagli gold-metal, diventerà il ‘must-have estivo di tutte le fashion addicted!

Linda, the bag that is part of the capsule made by Pomikaki with blogger Linda Tol, could only be pink, the motto of the influencer is in fact “I believe in pink.” Made in saffiano leather, with a single handle, detachable and adjustable shoulder strap, front flap, side gussets and gold-metal details, will become the summer ‘must-have’ for all fashionistas!

 

Gianluca Sini


Attic and Barn, when demi couture meets Bauhaus

Attic and Barn nasce nel 2010: è un marchio italiano che dà vita a una collezione pensata per una donna contemporanea e raffinata. Le silhouette proposte strizzano l’occhio a quotidianità e street style eppure non dimenticano la demi couture. Esiste la tendenza a riproporre un made in Italy con prodotti fatti a mano letteralmente e interamente in Italia: in questo caso si parla di demi couture e fortunatamente sta incontrando un buon consenso. Sartorialità accurata e un prodotto costruito artigianalmente in uno specifico luogo dell’Italia (in questo caso Treviso) contraddistinguono produzioni di elevata qualità, tali produzioni intendono recuperare le competenze locali coniugandole alle tendenze più attuali e Attic and Barn si inquadra a pieno titolo in tale tendenza.

Attic and Barn was founded in 2010: an Italian brand that gives life to a collection designed for a contemporary and refined woman. The silhouettes proposals wink at everyday life and street style but they do not forget demi couture. There is a tendency to propose a made in Italy with handmade products created literally and entirely in Italy: in this case, we talk about demi couture and fortunately this trend is having a good response. An accurate tailoring and a product handcrafted in Italy in a specific place (in this case Treviso) distinguish high-quality productions, such productions intend to recover local skills combining them with the most current trends and Attic and Barn is fully part in this trend.

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Le proposte del brand sono arricchite da colori e stampe che giocano in sinergia creando contrasti raffinati e moderni, dando successo al marchio, crescita ed evoluzione sono state costanti e progressive, di stagione in stagione, e oggi distribuzione e vendita sono a carattere nazionale e internazionale. L’ispirazione per la collezione autunno/inverno 2016-17 deriva dalla più importante scuola d’arte del Novecento, la Bauhaus: fondata dall’architetto tedesco Walter Gropius dopo la Prima Guerra Mondiale, la scuola ebbe come obiettivo principale quello di conciliare creazione artistica, metodo artigianale e produzione industriale, unendo il valore estetico di un oggetto e la sua componente tecnica e funzionale.

The proposals of the brand are enhanced by colors and prints that play together creating chic and modern contrasts, giving success to the brand, in fact, growth and evolution have been constant and progressive, from season to season, and distribution and sales are not only on a national level, but also international. The inspiration for the autumn/winter 2016-17 collection is derived from the most important school of art of the twentieth-century, the Bauhaus founded by German architect Walter Gropius after the First World War, the school had as main objective to reconcile artistic creation, artisan and industrial production, combining the aesthetic value of an object and its technical and functional component.

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Many items of our daily use are derived from the research of the Bauhaus: Attic and Barn also makes its tribute to the artistic and architectural style as well as the geometric and functional forms of the school. The brand wanted to take these concepts especially in prints: in addition to all this an ironic and amusing design has been inserted, a print that breaks the equilibrium of all the geometries and from which were derived embroidery and pins that we find all through the collection.

Molti oggetti del nostro uso quotidiano derivano dalle ricerche della Bauhaus: anche Attic and Barn rende il proprio omaggio allo stile artistico e architettonico nonché alle forme geometriche e funzionali della scuola. Il brand ha voluto riprendere questi concetti soprattutto nelle stampe: in aggiunta a tutto ciò è stato inserito un disegno ironico e divertente, una stampa che spezza l’equilibrio delle geometrie e dalla quale sono stati ricavati ricami e spille che punteggiano la collezione.

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Oltre al forte impatto grafico, sono presenti accostamenti cromatici precisi e molto definiti: i colori vividi vengono smorzati da toni più scuri come il nero, il castagna, il blu violaceo. Il fucsia fa da filo conduttore come intervento nelle stampe o nelle rifiniture interne dei capi. Altri colori che emergono, e rendono la collezione accattivante, sono il rosa, il giallo zafferano, il bordeaux, il blu elettrico e un arancio forte.

In addition to the strong graphic impact, they are very precise and defined chromatic combinations: the vivid colors are subdued by darker tones like black, chestnut, blue violet. Fuchsia is the underlying theme as an element inside the prints or in the interior finishing of the garments. Other colors that emerge, giving the collection a futher fascinating appeal from the collection are pink, saffron yellow, burgundy, electric blue and a strong orange.

Emanuela Pirré

 


Tarte Tatin, silk stories to wear

Capita che i successi più grandi nascano da un errore: è capitato così, per esempio, con una torta oggi molto famosa. La Tarte Tatin è una torta di mele capovolta, tipica della Francia: la sua caratteristica fondamentale è che le mele sono caramellate in burro e zucchero prima della cottura della torta e tutto ciò capitò in principio proprio a causa di un errore.

La leggenda vuole infatti che questo dolce sia stato creato dalle sorelle Stephanie e Caroline Tatin che gestivano un ristorante: una domenica, mentre preparavano una torta di mele, una delle sorelle dimenticò di porre la pasta brisé al di sotto della torta, lasciando dunque caramellare le mele nel burro e nello zucchero. Per rimediare all’errore, pose poi la pasta brisé al di sopra del composto ottenuto e capovolse il tutto in un piatto: gli avventori apprezzarono il dolce che divenne la torta Tatin.

It happens that the greatest successes can come from a mistake: it happened so, for example, with a cake very popular today. The Tarte Tatin is an upside-down apple tart, typical of France: its key feature is that apples are caramelized in butter and sugar before baking the cake and all that the very fist time happened just because of a mistake.

Legend has it that this cake was created by sisters Stephanie and Caroline Tatin who ran a restaurant: on a Sunday, as they were preparing an apple pie, one of the sisters forgot to place the pastry underneath the cake, letting the apples being caramelized in the butter and sugar. To fix the error, then she put the pasta above all, finally overturning the dish: the customers appreciated the dessert that became the Tatin tart.

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Passione, intuizione, ribaltamento del punto di vista e delle difficoltà: ecco gli ingredienti necessari per scoprire qualcosa di inaspettato e meraviglioso. La Tarte Tatin è diventata la torta fatta in casa con ingredienti genuini per uno dei momenti più belli della giornata: l’ora della merenda, ovvero l’ora dei racconti e delle storie più gustose. Ed è in base a questo principio che è nato anche Tarte Tatin – Silk Stories to wear, un brand tutto italiano che ha visto la luce alla fine del 2015 grazie a un’idea di Valeria De Bruno. Tarte Tatin realizza accessori e capi senza tempo e rigorosamente in seta: fa il tutto in collaborazione con illustratori in linea con lo spirito del brand.

Passion, intuition, overturning the point of view and the difficulties: these are the ingredients necessary to discover something unexpected and wonderful. The Tarte Tatin has become the home-made cake with fresh ingredients for one of the best moments of the day: tea-time, the time of telling the most delicious stories. And it is according to this principle that was also born Tarte Tatin – Silk Stories to wear, an Italian brand that has seen the light at the end of 2015 thanks to an idea by Valeria De Bruno. Tarte Tatin manufactures accessories and timeless pieces and strictly in silk: doing all in collaboration with illustrators in line with the spirit of the brand.

 

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Per la prima collezione, sono stati scelti Philip Giordano, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti e Lisa Gelli: i quattro illustratori italiani di fama internazionale hanno disegnato le loro piccole e affascinanti storie su foulard, pochette, cravattini e una camicetta. Ogni foulard è firmato dall’autore, ogni capo ha una storia senza tempo da raccontare. “Babette, il pavone bluette”, “Ottavio, il pavone ottanio”, “Il Circo” e “Il Bosco” sono i personaggi e i temi della collezione, fantasie disegnate che raccontano storie tutte da indossare.

For the first collection, were chosen Philip Giordano, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti and Lisa Gelli: four Italian illustrators of international fame that drew their small and fascinating stories on scarves, clutches, bow-ties and a blouse. Each scarf is signed by the author, each piece has a timeless story to tell. “Babette, the peacock cornflower blue”, “Ottavio, the peacock teal”, “The Circus” and “The Woods” are the characters and the themes of the collection, designed patterns that tell stories to be worn.

 

Emanuela Pirré


Zahra Sartipi; turbans that are a Persian fairy-tale made of Italian craftsmanship

Questa potrebbe essere una di quelle preziose mille e una storia narrate dalla fiabesca bellezza di Scheherazade, composta non di parole bensìdi stoffe pregiate e fascinosa creatività, narrata con mani giovani che hanno appreso tutta la lunga saggezza artigiana occidentale per plasmare oggetti che raccontano di un Oriente meno lontano di quanto ci èspontaneo immaginare: invero molto vicino perchécosìelegante da indossare.

This could be one of those precious a thousand and one tales narrated by the fairy-tale beauty of Scheherazade, made not by words, but of exquisite and charming creativity, told through young hands that have learned all the long Western artisanal wisdom in order to shape objects narrating an Orient that is less far than we’re used to think: yet very closer because so elegant to wear.

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Questa èla storia di Zahara Sartipi, brand omonimo della giovane appassionata designer che in quell’Oriente di sogno trova le sue radici d’identità, e con esse lo scrigno ricolmo di fascinosa discretezza ammantata di sacralitàche prende concretezza nel gesto femminile di coprire il capo. Suggestione intensa, che come fosse un fil rouge di sofisticatezza, guida l’immaginario della designer verso i copricapi nelle cui trame èintessuto tutto il fascino di un Oriente senza tempo: fasce e turbanti pregiati e avvolgenti.

This is actually the story of Zahara Sartipi, the brand with the same name of the young passionate fashion designer that in this dream Orient have found her identity roots, and together with them the treasure chest full of discrete charm wrapped into sacredness that becomes concrete within the female gesture of covering the head. Intense suggestion, that as if it was a fil rouge of sophistication, leads the designer’s imagery towards headpieces in which threads is woven all the fascination belonging to a timeless Orient: refined and enveloping turbans and hats.

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Et voilà: dalla magia della fiaba all’entusiasmo della realtà, Zahara Sartipi crea copricapi che sono un ponte tra la Teheran di cui èoriginaria e l’Italia in cui risiede, e dàvita alle creazioni secondo gli insegnamenti dell’italica artigianalità. Un ponte da percorrere gustando un’altra passione che di Zahara Sartipièsegno di distinzione: quella rivolta alla Belle Époque e al suo innamoramento intenso per l’Oriente prezioso.

Et voilà; from the magic of the fairy-tale to the enthusiasm of reality, Zahara Sartipi designs hats that are a bridge the Teheran she comes from and the Italy where she lives and gives life to creations following the lessons of the made in Italy craftsmanship. A bridge to walk through enjoying another passion that is a distinctive mark of Zahara Sartipi: the one devoted to the Belle Époque and its love for the precious Orient.

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Cotante suggestioni sono racchiuse nelle creazioni firmate Zahara Sartipi presentate all’edizione femminile di White di febbraio 2016: una capsule collection di pezzi unici che mescolano e appaiano lo spirito fiabesco persiano all’eleganza stilosa occidentale in copricapi di netta bellezza e linee minimali fatti di materia pregiata, come il velluto e l’organza, tessuti persiani e luccichii di swarovski, ma anche di piùessenziali lana e pelle per la sveltezza stilosa quotidiana.

So many suggestions are enclosed within the creations by Zahara Sartipi displayed at the women edition of White in february 2016: a capsule collection of unique pieces blending and mixing the Persian fairy-tale spirit with the Western stylish elegance within hats of clean beauty and minimal lines made of noble materials, like velvet and organza, Persian fabrics and glittering swarovski, but also of more essential wool and leather for the everyday stylish promptness.

 

Silvia Scorcella


EDITHMARCEL’s genderless style!

Il marchio EDITHMARCEL nasce dalla mente di due giovanissimi designer, Andrea Masato e Gianluca Ferracin, che da subito si propongono di superare il concetto di maschile e femminile proponendo capi genderless. Con la loro nuova collezione Andrea e Gianluca erano all’ultima edizione del White, momento importante di promozione dei capi dalle linee geometriche e dallo stile minimal, dove i colori pastello incontrano momenti floreali e capospalla eleganti e futuristici al tempo stesso incontrano le immancabili magliette con la faccia, caratteristiche del marchio dagli esordi. Abbiamo intervistato i due stilisti subito dopo la fiera per saperne un po’ di più.

The EDITHMARCEL brand is the brainchild of two young designers, Andrea Masato and Gianluca Ferracin, who immediately decide to overcome the concept of male and female clothing proposing a genderless style. With their new collection Andrea and Gianluca were at the latest edition of White in Milan, an important opportunity for them to promote and present their garments with geometric lines and a minimal style, where pastel colors meet floral moments and elegant and futuristic coats meet the inevitable T-shirt with a face, a trademark of the brand from the very beginning. We interviewed the two designers right after the fair to learn a bit more about the brand.

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Mi raccontate la collezione presentata all’ultimo White?

La collezione è una riflessione dinamica su uno dei capi iconici della moda, il tubino, che quest’anno compie 90 anni. Lo studio parte considerandone la forma base, fino ad arrivare alla funzionalità. Gli abiti sono funzionali e trasformabili, le giacche possono cambiare in lunghezza e materiale, i cappotti sono a mezza manica e possono essere integrati  dai manicotti che aggiungono carattere, poi pantaloni dal cavallo piatto, indossati con camicie classiche e top volutamente sproporzionati.

Can you tell us something about the collection you presented at latest White?
The collection is a dynamic reflection on one of the iconic pieces of fashion, the sheath dress, which this year celebrates 90 years. The study considers its basic form, and then its functionality. The clothes are functional and convertible, the jackets can change in length and material, the coats are short-sleeved and can be supplemented by muffs that add character, then trousers with flat crotches, worn with classic shirts and tops deliberately disproportionate.

Il must have assoluto della stagione?

Per noi è il manicotto, l’abbiamo fatto in tutti i colori e tessuti della collezione, da indossare con abiti, sotto al cappotto o con il cappotto a maniche corte al posto della manica. Un modello è in faux fur, materiale considerato must have della stagione, anche sottoforma di felpa o corpetto.

Which is the absolute must-have of the season?

For us it is all about the muffs, we did them in all the colors and texture of the collection, to wear with suits, under the coat or with the short sleeved coats instead of the sleeve. A model is in faux fur, the material that we consider the must-have of the season, even in the form of sweatshirts or corsage.

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C’era anche una sorta di capsule di T-shirt, come dialogano con la collezione e perché questa scelta?

Si, c’era una capsule di T-shirt con la stampa dei visi, che abbiamo deciso di portare avanti dalla prima collezione. Il viso rappresenta EDITHMARCEL, varia solo per i colori che riprendono la palette da collezione a collezione. Le T-shirt con le applicazioni di tessuto che formano i fiori invece è parte della collezione, e abbiamo deciso di inserirle una volta terminata, perché ci siamo resi conto che mancavano dei “fronzoli”, degli ornamenti che completavano gli outfit.

There is also a sort of capsule collection of T-shirts, how this part talk with the rest of the collection and why this choice?

Yes, there is a T-shirt capsule with printed faces, that we decided to carry on from the first collection. The face is EDITHMARCEL, it varies only for the colors that reflect the palette we chose from collection to collection. The T-shirts with fabric applications that form flowers instead are part of the collection, and we decided to put them once we finished, because we realized that the whole collection lacked some “frills”, those ornaments that can complement the outfits.

Le caratteristiche principali del vostro brand?

La caratteristica principale senza ombra di dubbio è il genderless, DNA del brand fin dalla nascita, punto focale attorno al quale ruotano tutte le collezioni. Oltre a questo la semplicità e la geometria dei tagli e l’attenzione per i dettagli, vero lusso dei capi.

Which are the main features of the brand?

The main feature without doubt is the genderless, the brand’s DNA from its birth, the focal point around which all the collections are designed. In addition to this the simplicity and geometry of the cuts and the attention to detail, the true luxury of the garments.

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Da dove arrivano le ispirazioni e quali le icone di riferimento?

Ci ispira tutto ciò che abbiamo attorno, l’arte, la fotografia, il cinema, ma per ora sopratutto il passato, ovvero la base portante del nostro vestiario e il punto di partenza per creare qualcosa di nuovo. Le nostre icone sono persone che rappresentano la nostra estetica e il nostro gusto, come Marion Cotillard, per la sua eleganza innata, o Tilda Swinton per la sua fisicità, oppure ancora Niels Schneider.

Where do the inspirations come from and which are the reference icons?

We can be inspired by all the things that we have around, art, photography, movies, but for now, especially the past, that is the support base of our clothing and the starting point to create something new. Our icons are people that represent our aesthetics and our taste, as Marion Cotillard, for her innate elegance, and Tilda Swinton for her physicality, or even Niels Schneider.

L’importanza di una fiera come il White per un marchio agli esordi come il vostro?

White è sicuramente un passo importante per qualsiasi brand emergente, rappresenta un’opportunità di pubblicizzazione e vendita non indifferente, con un pubblico internazionale effettivamente interessato all’acquisto.

The importance of a fair as White for a brand at the beginning as yours?

White is definitely an important step for any emerging brand, it represents a great opportunity for advertising and not indifferent sales, with an international audience actually interested in buying.

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Progetti per il futuro?

Risulta difficile per noi al momento riuscire a pensare a progetti per un futuro a lungo termine, sicuramente il nostro obbiettivo primario rimane quello di costruire un team il più completo possibile. In secondo luogo ci piacerebbe rafforzare la nostra presenza in Italia prima di tutto, e farci conoscere di più all’estero, infatti, a tal proposito abbiamo presentato questa collezione anche a New York il mese scorso. Ci sono poi in programma alcune possibili collaborazioni, che però preferiamo ancora non svelare.

Plans for the future?
It is difficult for us at the moment to think of plans for a long-term future, surely our primary goal is to build a team as complete as possible. Secondly we would like to strengthen our presence in Italy, first of all, and let us know more abroad, in fact, in this regard we have presented this collection also in New York last month. We are also in talks for some possible collaborations, but we still prefer not to reveal anything yet.

 Gianluca Sini


Angiolo Frasconi: more than an accessory, the hat is an artist’s act

Solo un atto di leggerezza distratta potrebbe lasciarlo racchiudere nella cerchia degli accessori modaioli, dal momento che piùche un semplice oggetto stiloso si conferma da sempre un vero complemento di eleganza, affinitàelettiva di spiriti raffinati ed estrosi, garbato vezzo femminile, nonchépiccolo capolavoro di un’arte antica, ma che sa essere cosìstraordinariamente contemporanea: esatto, il cappello! Un’arte nobile che richiede saggezza di mano e buon gusto di stile, dedizione completa al sapere vasto intrecciato alla lunga storia della tradizione artigiana, e che al contempo stuzzica l’intelletto con l’abilitàdi mescere un secolare know-how all’innovazione per vestire la quotidianitàdella giusta creatività: doti pregiate, padroneggiate con pieno plauso dall’azienda Angiolo Frasconi.

Just a deed of distracted carelessness could let us enclose it within the circle of fashionable accessories, since the fact that it’s been proving to be more that a stylish object since ever, actually a true completion of elegance, a special affinity for refined and fanciful souls, a courteous feminine hallmark yet a little masterpiece of an ancient art, but that can be also so extraordinarily modern: yeah, right, the hat! A noble art that demands the wisdom of hands and good taste for style, a total devotion to the huge knowledge woven to the long history of the artisanal tradition, and that in the meantime titillates the mind by the skill of blending a centuries-old know-how to the innovation, on order to dress today’s women with the right creativity: precious talents, successfully handled by the Angiolo Frasconi company.

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Di origine toscana, ça va sans dire, come nobile e intramontabile tradizione cappelliera insegna, Angiolo Frasconi èinnanzitutto una famiglia che dall’immediato dopoguerra ad oggi ha portato con séla passione intensa per il cappello attraverso le generazioni, tre per la precisione: rispettandola, rinnovandola ed espandendola oltre confine con grande e meritato successo. Come fosse un ponte di stile e ricercatezza tra il passato e il presente, la creativitàappassionata dell’azienda guida le mani sapienti di maestranze rigorosamente appartenenti al territorio italico nel realizzare cappelli dedicati all’eleganza femminile: ogni anno ne vengono plasmate svariate centinaia, tutti in materiali pregiati che privilegiano le fibre naturali, dalla paglia che del cappello toscano èda sempre cifra distintiva, ai classici feltro, lana e cashmere, e ancora velour e tessuti tecnici, stampe chic e lavorazioni dal côtésporty, cura finissima dei dettagli e palette colore allestite come stagione ispira.

 Flaunting Tuscan origin, of course, as the noble and enduring headwear teaches, Angiolo Frasconi is first of all a family that since the after-war has brought the dense passion for hats through the generations until today, three to be precise: by respecting it, renewing it and swelling it abroad with a great applause. As if it was a bridge of style and refinement between past and present, the passionate creativity of the company guides the wise hands of the craftsmen rigorously belonging to the Italian territory for realizing hats addressed to the feminine elegance: every year they shaped several hundreds of them, all made of precious materials with a predilection for the natural fibers, from the typical Tuscan straw to the classic felt, wool, cashmere, velour and technical fabrics, chic prints and sporty textures, a very accurate attention payed to details and the colour palettes inspired to the seasons.

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L’attenzione alla naturalezza dei materiali si amplifica anche all’ambiente: l’azienda Angiolo Frasconi sfoggia infatti una produzione completamente eco-sostenibile. Or dunque: chapeau!

The care towards the naturalness of materials broadens even in the environment: the Angiolo Frasconi company flaunts a production that is completely sustainable. So, well: chapeau!

Silvia Scorcella


Marco Laganà’s R.U.G.A. collection and three shoes to die for!

R.U.G.A. è il nome dell’ultima collezione di Marco Laganà, giovane shoe designer, classe 1991, una laurea presso il Politecnico di Milano in Design della Moda, e una linea a suo nome nata a gennaio 2015, dopo un periodo parigino, dove ha lavorato per Camille Tanoh e poi per la maison Pierre Hardy. La ruga è la parola che esprime il trascorrere indelebile del tempo sulla pelle. ma R.U.G.A. è anche l’acronimo di Rough Unique Grand-parents’ Art, una collezione che parla del passare del tempo, della fuggevolezza degli affetti, dove la pelle martellata rappresenta l’anzianità, mentre il velluto è un tributo alle atmosfere ovattate delle case dei nonni, quasi fossero sempre pronte ad impregnarsi di ricordi. Una componente emozionale forte che si unisce ad un’altra altrettanto chiara di ricerca sui materiali. Abbiamo raggiunto Marco per farci raccontare i modelli ‘must-have’ di questa collezione. Ecco cosa ci ha raccontato.

 R.U.G.A. (wrinkle in Italian) is the name of the latest collection of Marco Laganà, a young shoe designer, born in 1991 and a graduate from the Politecnico di Milano in Fashion Design, with a line under his own name established in January 2015, after a period in Paris, where he worked for Camille Tanoh and then for the Maison Pierre Hardy. Ruga is the italian word that expresses the passage of time on our skin, but R.U.G.A. is also an acronym for Rough Unique Grand-parents ‘Art, a collection that speaks of the passage of time, the fleetingness of affections, where the textured leather represents the senior years, while the velvet is a tribute to the hushed atmosphere of the grandparents’ homes as if they were always ready to soak in memories. A strong emotional component that is combined with another equally clear materials’ research. We talked to Marco to learn more about the ‘must-have’ shoes in his collection. Here’s what he told us.

 

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Questo modello è la declinazione di uno dei pezzi continuativi del brand, il mocassino con le frange. Per il mio gusto personale il mocassino è la scarpa più proporzionata che sia stata mai creata, non solo nella forma e nella geometria, ma anche nella duttilità di utilizzo, sia estremamente elegante, sia casual. In questa versione si è data molta forza ed aggressività ad un design già pieno di carattere. L’aggiunta delle frange in velluto solo sulla parte esterna del gambale rende il prodotto iper riconoscibile ed in linea con tutta la collezione R.U.G.A..

Il modello mantiene le linee guida del brand definite già dalla prima collezione: suola geometrica fresata a mano con una zampa d’elefante di 6 gradi e taglio geometrico tra tacco e pianta. Nel disegnare la suola l’ispirazione è stata la fusione dei vecchi sandali giapponesi e la ricerca geometrica brutalista dell’architetto Louis Kahn. Per questo consiglio il documentario candidato all’Oscar “My Architect – A son’s journey”, girato da Nathaniel Kahn figlio dell’architetto morto nel 1974, a cui si riferisce la foto qui sotto. 

This model is the declination of one of the continuous pieces of the brand, the moccasin with fringes. For my personal taste the moccasin is the most proportionate shoe that has ever been created, not only for its form and geometry, but also for the flexibility of use, in its extremely elegant form, but also when casual. In this version is given a lot of strength and aggressiveness to an already full of character design. The addition of the velvet fringes only on the outside of the leg makes the product a lot recognizable and in line with the whole R.U.G.A. collection.

The model retains the brand guidelines established from the first collection: geometric sole milled by hand with a bell-bottoms of 6 degrees and a geometric cut between heel and plant. In designing the sole the inspiration was the merger of the old Japanese sandals and the geometric research done by brutalist architect Louis Kahn. That’s why I suggest you to see the Oscar-nominated documentary “My Architect – A son’s journey”, directed by Nathaniel Kahn, son of the architect died in 1974, to which it refers the picture below.

 

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Quello che sta pian piano diventando il modello icona del brand per il mondo sneakers è la S05. Prende il nome dall’ispirazione industriale della prima collezione in cui ho scelto di chiamare i modelli con dei codici, e non con dei nomi veri proprio per contrapporre il mondo industriale a quello artigianale, padre dei miei prodotti. Questo modello racchiude perfettamente l’anima delle mie collezioni: semplicità e dettaglio. È teoria del “less is more” che dona carattere ad una sneaker come questa. Manca un passante e l’allacciatura viene scomposta in una doppia asola. La gommapiuma non gira intorno a tutta la caviglia come l’occhio è abituato a vederla, ma crea un volume solido centrato tra tallone e collo. È come mettere un suono elettronico e stridulo su l’armonia di un piano. E la mente va immediatamente a questo tipo di suoni: https://www.youtube.com/watch?v=lYeP8a_Y_0A

What is slowly becoming the brand’s iconic model for the sneaker world is the S05. It takes its name from the inspiration of the first industrial collection in which I choose to call the models with codes, and not with the real names just to contrast the industrial world and the handcraft one, the father of my products. This model perfectly embodies the soul of my collections: simplicity and detail. It is the theory of “less is more” that gives character to a sneaker like this. A loop is missing and the lacing is decomposed in a double buttonhole. The foam does not revolve around the entire ankle as the eye is accustomed to seeing her, but it creates a solid volume centered between the heel and the neck. It’s like putting an electronic and screeching sound with the harmony of a piano. And the mind goes immediately to this type of sounds: https://www.youtube.com/watch?v=lYeP8a_Y_0A

 

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Rompere un equilibrio è il modo più complesso per portare un’innovazione all’interno di un prodotto. Il mio modo di fare invece punta sempre a fare quello. Le collezioni sono sempre delle concept collection che hanno l’intento di creare quasi imbarazzo parlando di argomenti tabù o ancora peggio mescolando mondi apparentemente incompatibili.Con questo modello di scarpa la volontà è proprio quella di mettere in discussione quanto detto precedentemente. L’icona con doppia stringa subisce delle variazioni, e già questo può risultare rischioso, tuttavia rimane bilanciata dallo strappo sul davanti e dalla scelta dei materiali. Il velluto è contrasto con il materiale “rugoso” utilizzato in collezione, la pelle martellata. La soundtrack perfetta per questa scarpa la trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=h_D3VFfhvs4

Breaking a balance is the most complex way to bring an innovation within a product. The way I design, however, always aims to do that. The collections are always ‘concept collections’ with the intention of creating almost embarrassed talking about taboo subjects, or even worse mixing seemingly incompatible worlds.With this model of shoe’s will it is precisely to challenge what has been said previously. The dual string icon undergoes changes, and that in itself can be risky, however, remains balanced by ripping the front and the choice of materials. The velvet is opposed to the “rough” material used in the collection, the textured leather. The perfect soundtrack for this shoe can be found here: https://www.youtube.com/watch?v=h_D3VFfhvs4

 

 GIANLUCA SINI

 

 


Lemon Jelly s/s 2016: wearing all the delights of life

Chiudete gli occhi e immaginate la gioia di vivere: che sapore ha? Di che colori brilla e vi riempie gli occhi? E i profumi: quali vi stuzzicano il naso e vi fanno rimembrare momenti felici? La si può indovinare con una ricca manciata di semplici piacevolezze: la squisitezza dei dolcetti, gli odori avvolgenti delle gite in campagna, gli abbracci soffici degli amici, le risate cristalline, le feste spensierate e fascinose. Ah, e le caramelle: colorate, giocose, profumatissime! Indovinato, nevvero? Ecco, ora arraffate questa mischia variegata di rimembranze ed emozioni, miscelatela con una dose intensa di meraviglia e… voilà l’essenza delle scarpe Lemon Jelly!

Close your eyes and picture the joy of life: what it tastes like? What colors it shines by and fills your eyes with? And the fragrances: which ones whet your nose and make you remember happy moments? I can guess it by a rich handle of simple delights: the deliciousness of sweeties, the wrapping smells of countryside escapes, the tender hugs of your friends, pure gigglings, carefree and glamorous parties. Ah, and the jelly beans: colorful, playful, smelly and scented! Right, isn’t it? Well, now grab this variegated mixture of memories and feelings, blend it with an intense dose of wonder and … voilà the essence of Lemon jelly shoes!

 

Un mondo festoso che spunta da una tradizione lunga quarant’anni: le collezioni Lemon Jelly sono il frutto di un savoir-faire calzaturiero di lungo corso che solo da qualche anno ha dato forma alla propria immaginazione, e alla propria passione per i piccoli eppur intensi piaceri della vita. Dalla progettazione delle suole in gomma iniettata, alla ricerca della formula della felicità.

A festive world popping up on a forty years-long tradition: the Lemon Jelly collections are the result of a long-term footwear know-how that only recently has given form to its imagination, and to its passion for the little yet deep pleasures of life.
From the design of injected soles to the search for the happiness formula.

Nella collezione per la prossima bella stagione 2016 la ricerca prosegue nel laboratorio immaginifico Lemon Jelly: i designer si armano del piglio da scienziato per condurre sperimentazioni meticolose con le essenze dell’allegria, solleticare con rigore le reazioni chimiche della gioia unita all’eleganza e dare forma con l’alta tecnologia ad un’ispirazione che nasce dall’osservazione della natura. E diventa ballerine su cui sbocciano infiorescenze variopinte, ankle boots luminosi da cui si affacciano messaggi very pop, stringate dalle tinte gustose come fossero gelatine e sandali giocosi. Un inno all’allegrezza, con quel giusto twist di sensualità

Within the collection for the next nice season 2016 the research keeps on into the visionary Lemon Jelly lab: designers arm themselves with the scientist attitude in order to make meticolous experimentations with the substances of joy, to tickle the chemical reactions of happiness joined to elegance and give form by the high-technology to n inspiration born from the observation of nature. And it becomes a range of flat shoes with colorful flowers blooming on top, shiny ankle boots with very pop messages appearing on the side, derby shoes by savoury hues as if they were jelly beans and playful sandals.
An hymn to joyfulness, with the right twist of glamour.

 

Silvia Scorcella


The New Male Elegance

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L’idea che eleganza maschile sia sinonimo di uno stile manageriale fatto di completi a doppio petto è quanto di più lontano ci possa essere dall’approccio contemporaneo al guardaroba per lui. Sarà che dopo la sdoganizzazione del concetto di metrosexual, che vuole l’uomo quasi più vanitoso ed egocentrico della sua controparte femminile, sarà che anche nei luoghi deputati ad uno stile sartoriale e rigoroso sono state introdotte delle libertà, come il famoso dressing down Friday all’americana, fatto è che ora, all’insegna dello stare bene con quello che si indossa, sinonimo di eleganza è qualcosa di molto sfumato ed eterogeneo, come ben dimostrano queste foto scattate all’ultima edizione del White. Parola chiave dello stile per lui è: rilassato. Eleganza è non essere troppo schiavi dei diktat, personalizzare, anche con quei piccoli dettagli che fanno capire subito chi siamo e cosa ci piace, le piccole eccentricità sottolineano il carattere, distinguono e incuriosiscono. Non viene dimenticata la giacca, ma viene indossata in maniera più sportiva e meno costrittiva, così come i classici tessuti della sartoria incontrano volumi più comodi. Il tutto senza dimenticare un pizzico di sensualità. L’uomo di questi anni ha capito che può giocare un po’ con i suoi abiti, lontano da regole noiose, ma senza troppo esagerare!

Gianluca Sini

 

The idea that male elegance is synonymous with a managerial style made by double-breasted suits is about as far away we may be from the contemporary approach to the wardrobe for him. Maybe because after the total acceptance of the metrosexual’s concept, who wants the man almost more vain and self obsessed than his female counterpart, or maybe because even in places that require a more sartorial and rigorous style were introduced some liberites, such as the famous american ‘dressing down Friday’, fact is, now, considering that you might feel goo in what you wear, synonymous with elegance is something very varied and heterogeneous, as well evidenced by these photos taken at the last edition of White. The keyword talking abou male style is one: relaxed.Elegance is not to be too slaves of diktat, personalize, even with those little details that make it clear right away who we are and what we like, small eccentricities underline the character, distinguish and intrigue. The jacket is not forgotten, but is worn in a more sporty and less constrictive way, as well as classic tailoring fabrics meet more comfortable volumes. All without forgetting a touch of sensuality. Men in recent years have realized that they can play a bit ‘with their clothes, far from boring rules, but without too much exaggeration!

 

Pictures by Matteo Cherubino and CurvaDiContrasto

 

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PDR, for those who have the ‘physique du rôle’

Chissà quante volte abbiamo sentito pronunciare l’espressione physique du rôle riferita a chi ha un aspetto adatto alla situazione, alla professione o al ruolo che ricopre: Massimo e Marcello, i due fondatori di PDR, hanno scelto proprio l’acronimo di questa espressione per il loro marchio basato su un comfort quotidiano e raffinato. Tutto nasce dal desiderio di creare un’estetica in sintonia coi tempi che viviamo: lo stile del brand è una continua alternanza di capi fatti per una lei che strizza l’occhio a elementi del guardaroba maschile.
 

Who knows how many times we have heard the expression ‘physique du rôle’ referring to those who have a look that fits certain situation, profession or role: Massimo and Marcello, the two founders of PDR, have chosen the acronym of ‘physique du rôle’ for their brand based on a daily chic refined comfortable style.
Everything comes from the desire to create an aesthetic in tune with the times we live in: the style of the brand is a continuous alternation of garments made for her that gives a nod to elements coming from the male wardrobe.

Il risultato è una fusione di bellezza, contemporaneità e gusto, un nuovo equilibrio che denuncia quanto le fondamenta poggino saldamente sul distretto tessile che ha fatto la storia della maglieria italiana: PDR non è infatti solo un made in Italy bensì un made in Carpi di origine controllata.

The result is a fusion of beauty, modernity and style, a new balance that well testimony how the foundations of the brand are resting firmly on the textile district that has made the history of Italian knitwear: PDR is not only a fact made in Italy but can be defined a made in Carpi ‘doc’.

Nelle creazioni si ritrova grande cura dei dettagli secondo una visione sartoriale che viene applicata ad ogni singolo capo, esattamente come se fosse un pezzo unico: particolare attenzione viene posta nella fase di ricerca dei materiali – di derivazione naturale o ecofriendly – così come al fatto di creare una miscela ben bilanciata di colore e stampe esclusive.
La parola d’ordine è libertà, l’assoluta libertà di mixare tanti ingredienti, esattamente come fa un cuoco che sceglie di partire da materie prime di qualità per ottenere pietanze diverse e uniche.

In the PDR creations there’s a great attention to details according to a vision in which tailoring is applied to each piece, exactly as if it were a single unique piece: particular attention is paid to the research phase of the materials – naturally derived or ecofriendly – as well as to the fact of create a well-balanced mixture of color and exclusive prints.
The key word is freedom, the absolute freedom to mix many ingredients, exactly how does a chef who chooses from high quality raw materials to get different and one of a kind dishes.

Per la primavera /estate 2016, gli ingredienti principali ai quali Massimo e Marcello si affidano ancora una volta sono le stampe – etniche o floreali, gessati o pois – e i tessuti tra i quali ci sono viscose, cotoni, jersey e lini. Vanno ad aggiungersi tocchi di maglieria con intarsi oppure con jaquard floreali e geometrici; felpe e piccoli capospalla, maglie da dosare con un pizzico di fantasia e una spruzzata di allegria.
PDR propone un look che assomiglia a un menù mai insipido né stucchevole, perfetto da gustare in tutte le occasioni.

The 2016 spring/summer collection is aimed at a succession of technical and natural fibres like silk and cotton; all the materials are treated in order to ensure breathable and thermoregulatory properties and they are shaped following the body line and ergonomics with naturalness and lightness, as if it was a second skin. Amidst the proposals of the season dedicated to women, the unusual concept of Slegging (band + legging) stands out, placing an additional band of cloth on the back of classical leggings, thus recreating the effect of a soft mini-skirt.

Emanuela Pirré


Saucony Originals, two new born in the Shadow 5000s line

Una cesta di vimini, piena di frutti di bosco raccolti tra gli scorci della boscaglia autunnale: è fresco e ricco il nuovo raccolto firmato Saucony Originals, composto di due sneakers, innovative protagoniste della linea Shadow 5000s. L’azienda, fondata nel 1908 in una piccola cittadina della Pennsylvania, Stato federato centrale nella storia degli USA grazie al suo ruolo di protagonista nell’Indipendenza (tanto da essere conosciuto con il nome The Keystone State), torna a far parlare di se con due prodotti destinati a diventare dei veri e propri must.
 

A wicker basket full of mixed berries picked among the autumn woods: the new, fresh and rich harvest designed by Saucony Originals is composed by two sneakers, innovative protagonists of the Shadow 5000s line. The company, founded in 1908 in a little town of Pennsylvania, an important federal state in the USA history thanks to its key role for Independence (so much that it’s known as The Keystone State), comes back with two products that are destined to become two real must-have.
 
 

Richiamando lo stile classico delle sneakers Anni ’80, i due modelli presentati mixano il gusto e la Vision dell’azienda di footwear, che nel corso del tempo si è affermata sul mercato grazie alla sua capacità di seguire (ed anticipare) le tendenze, all’efficienza delle calzature sportive. Ne deriva una capsule collection ispirata al mirtillo ed alle more, frutti che ne influenzano i colori, alla ricerca ed alla scoperta del mondo.

Recalling the classic sneakers style of the 80s, these two models mix the taste and the vision of the footwear company, which over the years established itself in the market thanks to its ability to follow (and anticipate) the new trends and to its efficiency for the sports shoes. What comes out of it is a capsule collection inspired by blueberry and blackberries, influencing its colours, searching and exploring the world.

Morbidezza nelle forme, accoglienza, comodità del piede e ricercatezza nei colori e nei materiali scelti per i prodotti: queste le parole chiave dell’azienda che prende il nome dall’omonimo fiume che scorre nella regione (richiamato anche dal marchio stesso di Saucony Originals) e che, nel corso di oltre 100 anni è riuscita a guadagnarsi il titolo di opinion leader del mercato di calzature sportive, anche in Italia.

Smoothness in the forms, foot’s comfort, attention to colours and the material chosen for the products: these are the keywords of the company that took its name by the river of the same name that flows in the region (referred to it also by the Saucony Originals trademark) and that in 100 years managed to get the title of opinion leader in the sports shoes market, also in Italy.

Le linee pulite invadono tutte le collezioni presentate da Saucony Originals, rappresentata al meglio dall’iconica Jazz Originals, scarpa lanciata sul mercato nel 1981. Nel corso degli anni altri modelli hanno sedotto le vetrine di tutto il mondo, arricchendo il know-how aziendale, anche attraverso tappe storiche degne di un’impresa americana che fa dell’heritage e della qualità valori assoluti. Non resta che provarle e lasciarsi sedurre dal potere della storia.

The clean lines invade all the collections presented by Saucony Originals, represented to its best by the iconic Jazz Originals, launched on the market in 1981. Over the years other models have seduced the shop windows from all over the world, enriching the business know-how trough historic milestones worthy of an American company that makes heritage and quality its absolute values. The only thing that remains to be done is to try them and let the power of history seduce us.

 

Niccolò Piccioni


Eyepetizer: like The Great Gatsby!

Non solo abiti al White, ma anche accessori, spesso veri protagonisti dei nostri look quotidiani. Fra i brand presentati alla Fiera milanese anche uno di occhiali che, nonostante le poche stagioni alle spalle, vanta già moltissimi fan: Eyepetizer. Per la prossima stagione il marchio si ispira ad una pellicola, e ad un libro, davvero iconici. Per questo abbiamo chiesto ad Antonio Conti, responsabile comunicazione del brand, di raccontarci meglio il nuovo percorso del marchio. Ecco cosa ci ha raccontato.

Not just clothings at White, but also accessories, often the real stars of our everyday looks. Among the brands presented at the fair in Milan also one of glasses that, despite the few seasons behind it, already has many fans: Eyepetizer. For next season, the brand is inspired by a film, and a book, which became really iconic. For this reason we asked to Antonio Conti, in charge for the brand communication, to tell us something more about the brand’s new path. Here’s what he told us.

“Per la nuova collezione Eyepetizer ci siamo ispirati all’affascinante atmosfera degli Hamptons. Un angolo di mondo da sempre sinonimo di eleganza ed esclusività. Gli anni ’20/’30 quelli raccontati da Fitzgerald, quelli di Gatsby, un mondo di accostamenti sofisticati, colori pastello e dettagli mai banali. Un nuovo capitolo della nostra storia scritto sulle frenetiche note delle melodie jazz.
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“For the new Eyepetizer collection we were inspired by the fascinating atmosphere of the Hamptons. A corner of the world which has always been synonymous with elegance and exclusivity. The ’20s and ‘ 30s told by Fitzgerald, the years of Gatsby, a world of sophisticated combinations, pastel colors and details that were never banal. A new chapter of our history written on the frantic notes of jazz melodies.

 

La collezione Hampton’s Chapter mantiene le caratteristiche di Eyepetizer: le montature sono ancora una volta leggere, flessibili nonostante siano diventate trasparenti e in materiale plastico, derivato dal nylon, Grylamyd o TR90. I colori variano dai toni più classici del nero, antracite e beige a quelli più vivaci del viola e del turchese.
Le aste sono in acciaio armonico con i terminali uno diverso dall’altro, caratteristica distintiva del brand.

Le lenti sono in CR39, con trattamento antiriflesso su base interna e i colori richiamano quelli delle montature, quindi l’antracite, il viola, l’azzurro, ma anche il verde e l’arancione, montate a contrasto.
I modelli richiamano quelli delle collezioni precedenti e sono riproposti con un design innovativo.

The Hampton’s Chapter collection mantains the characteristics of Eyepetizer: the frames are again light, although they are translucent and in a flexible plastic material, derived from nylon, Grylamyd or TR90.
The colors range goes from classic shades of black, charcoal gray and beige to brighter colors such as purple and turquoise. The temples are made of harmonic steel with terminals different one from the other, which is a distinctive feature of the brand.

The lenses are CR39, with anti-reflective coating on the inner base and the colors are inspired by those of the frames, then we have the charcoal ones, the purple, the blue, but also the green and the orange, assembled in contrast. The patterns recall those of the previous collections and are introduced again but with an innovative design.

Immagine anteprima YouTube

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Abbiamo dato ai modelli i nomi dei personaggi del libro e del film: l’affascinante Daisy, riconoscibile dalla forma romboidale; Jay, caratterizzato da una forma tonda; Nic, riconoscibile per la forma a goccia; Tom, dalla forma esagonale.
La collezione presenta modelli ricercati e originali, nonché sempre innovativi anche nel packaging che si presenta con una scatola che riprende le lussuose auto d’epoca utilizzate al tempo de ‘Il Grande Gatsby’”.

Non ci resta che scatenarci in un “Wild Party”, indossando un paio di Eyepetizer, e decidere se ci piace più essere Gatsby in stile Robert Redford o in versione Di Caprio!

We gave to the glasses the names of the characters of the book and the movie: the charming Daisy, recognizable by the rhomboid shape; Jay, characterized by a rounded shape; Nic, recognizable by its teardrop shape; Tom, an hexagonal one. The collection features refined and original models, always innovative in the packaging that comes with a box that reproduces the luxurious classic cars used in the time of ‘The Great Gatsby’.”

So the only thing that is left to do is to dance like in a “Wild Party”, wearing a pair of Eyepetizer, and decide if we like to be more in Gatsby style of Robert Redfford or the Di Caprio more recent version!

Gianluca Sini


If shopping is a therapy, so clutches are the best medicines: Capsule Collection by …La Foi…

Dimmi che medicina prendi… ahem … che clutch scegli, e ti dirò chi sei! Previa avvertenza che, qualunque sceglierai, sarai di certo una fashion lover dotata di favoloso guizzo ironico e ottimo intuito per l’ingegno bizzarro, eppur sempre perfettamente design, che la creatività fashion sa offrire.

Nascono infatti come da un gesto di puro divertissement le mini bag che compongono la Capsule Collection ad opera della giovane designer Federica Ameri, creatrice del brand …La Foi…: e, pay attention please, se pronunciato con la giusta dose di italianità, già il nome rende facile l’intuizione nei riguardi del mondo d’ispirazione.

Tell me what medicine you take… ahem … what clutch you like, and I’ll tell you who you are! Upon warnings that, whatever bag you choose, you certainly are a fashion lover endowed with ironic flair and great intuition for the bizarre brilliance, yet always perfectly design, that the fashion creativity offers.

Actually they spring as from a gesture of pure divertissement, the mini bag that compose the Capsule Collection conceived by the young designer Federica Ameri, founder of the brand … La Foi …: and, pay attention please, if pronounced by the right dose of Italian accent, the name itself already facilitates the intuition about the world of inspiration.

 

Ovvero il mondo della medicina, che per Federica rappresenta uno squisito fil rouge biografico: tanto l’appartenenza ad una stirpe di medici diventava appello a seguire la medesima strada, tanto lei ne ha fatta sorprendente fonte d’ispirazione per la sua collezione di Medical Clutch.

Prendono dunque il nome di Pillola, Pasticca Blu/Rosa, Compressa, Confezione 500mg/1000mg e Pronto Soccorso e sono la divertita interpretazione in chiave contemporary design delle confezioni dei farmaci più noti che campeggiano in quel tipico mobiletto dell’immaginario comune: una limited edition di clutch eccentriche nell’idea, rigorose nell’essenzialità cristallina del plexi in cui sono realizzate e illuminate dai colori vivaci in cui sono tinte.

That is the medicine world, that for Federica represents an exquisite biographical fil rouge: the more the belonging to a descent of doctors became an invocation to follow the same path, the more she turned it into an unexpected source of inspiration for her collection of Medical Clutch.

So, they are called Pillola, Pasticca Blu/Rosa, Compressa, Confezione 500mg/1000mg and Pronto Soccorso and they are the fun interpretation in a contemporary design key of the most famous medicines packages that stand out into that typical tiny closet proper of collective imagination: a limited edition of eccentric clutches for the idea, minimal for the clear essentiality of the plexi they’re made of and brightened by the vivid tones they’re colored with.

Una carrellata breve ma intensa di accessori densi di quell’ideale sense of humour che rende unico qualsivoglia outfit, e la personalità di chi lo veste: si consiglia di assumerne quante se ne vogliano, indossarle ogni volta al dì che lo si desidera, e di appenderle a spalla o sfoggiarle stringendole in mano. Don’t worry, non c’è alcuna controindicazione perché, come conferma la stessa Federica: “Non esiste terapia più efficace dello shopping. E più piacevole”.

A short yet intense array of accessories rich in that ideal sense of humour that makes every outfit unique, and so the personality of the person wearing it: we recommend you to take as much as you want of them, to wear them every time a day you wish, and to hang them on your shoulder or flaunt them in your hands. Don’t worry, there is no contraindication because, as Federica states: “There’s no better therapy than shopping. And a more pleasant one”.

Silvia Scorcella


Male meets female in Quattromani’s world!

Presente alla sezione Contemporary all’ultima edizione del White lo scorso settembre, il duo Quattromani ha riscosso molti consensi per la capacità di mescolare riferimenti colti ad altri più pop, per il modo di rivalutare il guardaroba femminile, spesso grazie a stampe particolarmente affascinanti, per le quali hanno coinvolto in più occasioni artiste contemporanee. Abbiamo raggiunto Nicola Frau e Massimo Noli nella loro Sardegna, che tanto funge da musa ispiratrice, per farci raccontare i capi più rappresentativi della collezione s/s 2016..

They were among the brands of the Contemporary section at the last edition of White in September and the Quattromani duo has collected a lot of success thanks to their ability to mix cultured references with more pop ones, for their way to re-evaluate the female wardrobe, often thanks to particularly fascinating prints, for which they have in several occasions involved some cool contemporary artists. We reached Nicola Frau and Massimo Noli in their beloved Sardinia, that often acts as an inspiring muse, to talk with them about the most representative items in their s/s 2016 collection.

 

 

L’abito stampato in duchesse tecnica e lo chemisier oxford (a sinistra nella foto): questo è uno degli outfit che ci rappresenta di più. Da sempre la camicia maschile è un capo presente nelle nostre collezioni. Ogni donna dovrebbe avere una camicia da uomo nel proprio guardaroba.

Indossata sotto l’abito di duchesse tecnica, un altro dei capi simbolo del nostro mondo, ha un approccio school, quasi un Manga in carne e ossa. Fantasia e Realtà nella fusione del mondo maschile e femminile, sognante e allo stesso tempo concreta come la donna che ha ispirato la stampa, Edina Eltara. Lle illustrazioni sono realizzate da Berenice la Ruche.

The printed dress in duchesse and the oxford shirt dress (on the left in the pciture): this is one of the outfits that represents us the most. The men’s shirt is an item which is always present in our collections. Every woman should have a man’s shirt in their wardrobe.

Worn under the dress made in technical duchesse, another symbol of the pieces of clothing in our creative world, has a sort of school approach, almost a Manga in the flesh and blood. Fantasy and Reality in this fusion of the male and female world, dreamlike and at the same time as concrete ad the real woman who inspired the print, Edina Eltara. The illustrations were made by Berenice la Ruche.”

 

Il dress in maglia e il completo camicia e pantalone in seta stampata: siamo particolarmente legati a questi due outfit, sono femminili e delicati, sono l’omaggio a due epoche in cui le donne si sono rese ancora più consapevoli della loro femminilità.

Un decò in chiave Seventies. L’abito di maglia, costruito sulle forme del corpo, dai colori decisi e dai contrasti netti, luminoso e iperfemminile. Il completo in seta stampata, composto da camicia e pantalone palazzo. Mondo maschile declinato al femminile, anche in questo caso, la stessa fusione dei due mondi. Per noi questi sono i must have che ogni donna dovrebbe poter indossare e possedere.”

The knitted dress and the shirt and trousers in printed silk: we are particularly fond of these two outfits, which are feminine and delicate and are a tribute to two periods in which women have become even more aware of their femininity.

A Decò moment in a Seventies’ key. The knit dress, built on the body shapes, in bold colors and sharp contrasts, is light and ultra-feminine.
The other outfit in printed silk, consists of a shirt and wide Seventies trousers. The male world seen in a feminine way, also in this case, the fusion of the two worlds. For us these are the “must- haves” that every woman should be able to wear and own.”

Gianluca Sini


Pyaar means love

Chi non possiede nel proprio armadio una sciarpa o una stola? Sono quegli accessori capaci di fare la differenza e di dare carattere a un outfit: ci accompagnano abbracciando e scaldando il collo d’inverno, ci proteggono dallo spiffero traditore anche d’estate.

Pyaar, marchio che dà vita a una collezione di sciarpe, stole e scialli creati in Italia, fonda la propria filosofia su cardini ben precisi: amore per il colore, per il disegno, per la materia e per i dettagli. Il loro è un mix di nuovo e tradizionale, rispettoso delle lavorazioni artigianali.

Who does not have in his/her wardrobe a scarf or a stole? Those accessories are the ones that can make a difference and give character to an outfit: they take us company embracing and heating the neck in winter, protecting us from a traitor draft even in summer.

Pyaar, a brand that gives life to a collection of scarves, stoles and shawls created in Italy, bases its philosophy on very specific cornerstones: a love for color, for drawings, for the raw materials and for details. Theirs is a mix of new and traditional, respectful of craftsmanship.

 

Per la primavera/estate 2016, attraverso l’impiego di antichi telai che permettono rare e ricercate lavorazioni jacquard, il brand ha pensato a quattro temi d’ispirazione: “Tribal dance”, “Bohemien flowers”, “Spiagge del Nord” e “Bamboo Forest”.

La linea “Tribal dance” prevede disegni stampati e tinti in filo che riprendono motivi tradizionali: l’impiego della tecnica ikat e la tessitura a telaio manuale danno origine a sciarpe e stole dal sapore tribale.
La linea “Bohemien flowers” propone composizioni che sembrano sbocciare: romantici fiorellini di campo o di ibisco e bouquet dal sapore tropicale richiamano lo stile anni ’70 e impreziosiscono tessuti soffici e leggeri.

For the spring/summer 2016 collection, through the use of old looms that allow rare and refined jacquard, the brand has thought about four inspirational themes: “Tribal Dance”, “Bohemian flowers”, “Spiagge del Nord (North Shores)” and “Bamboo Forest “.

The “Tribal Dance” line provides printed and yarn dyed designs that reflect traditional motifs: the use of ikat and weaving handloom allow the brand to create scarves and stoles with an ethnic flavor.
The “Bohemian flowers” proposes compositions that seem to blossom: romantic flowers of the field or hibiscus or bouquets with a tropical flavor and evoke a 70′s style and embellish soft and light fabrics.

 

La linea “Spiagge del Nord” dà spazio a righe e geometrie che si amplificano su fondi bianchissimi, alternandosi in un ampio spettro di colori in grado di evocare le atmosfere delle spiagge di Normandia.
La linea “Bamboo forest” racconta un’immaginaria escursione attraverso una foresta tropicale.
Le forme richiamano la natura: piccoli frutti, foglie delicate e piccoli arbusti si rincorrono per creare motivi pop.
Le sciarpe e le stole Pyaar sono inoltre accompagnate da cappelli e da una capsule collection di abbigliamento.

The “Spiagge del Nord” line gives space to stripes and geometries that are amplified thanks to the deep white background, alternating in a wide spectrum of colors that evoke the atmosphere of the beaches of Normandy.

 
 
The “Bamboo forest” tells an imaginary tour through a tropical forest. The shapes evoke nature: berries, delicate leaves and small shrubs chase each other to create pop patterns.

Le sciarpe e le stole Pyaar sono inoltre accompagnate da cappelli e da una capsule collection di abbigliamento.
Sono quattro i capi che la compongono: uno chemisier corto; un camiciotto ampio, morbido e che si ferma appena sopra il ginocchio; un long dress modello camicia e infine un abitino dal sapore bon ton. Tutti i capi sono all’insegna della semplicità con pattern geometrici, fiori e frutta dal sapore romantico che riprendono vagamente il gusto retrò di certi tessuti tappezzeria anni ‘70 .

Stole e capi impiegano materiali naturali: garze in puro cotone, twill in modal o in puro lino, pura seta, chiffon ricamati. I mix abbinano seta e cotone, modal e cotone, modal e cashmere.
Per quanto riguarda i colori, le tinte vivaci si accompagnano a sfumature più soft: il blu è uno dei protagonisti ed è presentato in ogni sua variante. Slavato dal mare e corroso dal sale, fa sognare di passeggiare su una spiaggia di Normandia, protetti da una morbida sciarpa.

The Pyaar scarves and stoles are also accompanied by hats and a capsule collection of clothing.
Four are the pieces of clothing that compose it: one short chemisier, a large shirt, soft, which stops just above the knee, a long dress-shirt and finally a bon-ton dress. All garments are quite simple with geometric patterns, flowers and fruit with a romantic touch with a vaguely retro flavor that reminds some kind of Seventies tapestry.

Stoles and clothes use natural materials: pure cotton gauze, twill Modal or pure linen, pure silk, embroidered chiffon. The mix combine silk and cotton, modal and cotton, modal and cashmere.
As for colors, the bright colors are combined with softer nuances: blue is one of the protagonists and is presented in all its variations. Washed out by the sea and corroded by salt, it makes you dream of walking on a beach in Normandy, protected by a soft scarf.

Emanuela Pirrè


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