GIULIA BOCCAFOGLI: traveling with the soul through cultures

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Supponiamo di voler fare un gioco, ovvero scegliere tre sole parole che riescano a definire un creativo e il suo mondo: se si provasse con Giulia Boccafogli, la scelta ricadrebbe senza dubbio su passione, ricerca e dedizione, concetti che ben descrivono il percorso attraverso il quale la designer giunge a realizzare collezioni di ornamenti decisamente inconsueti e affascinanti.

Let’s suppose that we want to play and find just three words to define a creative talent and his universe: if one tried with Giulia Boccafogli, without a doubt the choices would be passion, research and dedication, concepts that well define the journey through which the designer gives life to her collections of ornaments, clearly unusual and charming.

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Nata a Bologna e laureata in architettura, Giulia inizia la sua carriera professionale come progettista, coltivando in parallelo la grande passione per la creazione di gioielli: per diversi anni, le due attività convivono in armonia, spesso mescolandosi e contaminandosi a vicenda. Nel 2011, dopo una periodo vissuto a San Francisco, la designer matura una decisione importante: è giunto il momento di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione.

I mesi trascorsi nella città statunitense le danno infatti la possibilità di seguire vari workshop sulla lavorazione del metallo e di materiali alternativi e così, una volta rientrata in Italia, apre il primo studio nella sua città natale. Le collezioni alle quali dà vita nascono da un ricco immaginario e incontrano da subito il gusto e il favore di addetti ai lavori, stampa e pubblico: oggi sono distribuite in una trentina di boutique in Italia nonché in diversi paesi tra i quali il Giappone e l’Australia.

Born in Bologna and with a degree in architecture, Giulia starts her professional career as a designer architect, while pursuing her great passion for the creation of jewels: for several years, her two activities have been coexisting tunefully, often mixing and contaminating each other. In 2011, after a period spent in San Francisco, the designer comes to an important decision: the time has come for dedicating herself to her passion, full time.


While staying in San Francisco, she has the chance of attending numerous workshops about the processing of metal and alternative materials then, after her return in Italy, she opens her first atelier in her native city. Her collections originate from her lively imagination and immediately achieve resounding success amidst sector experts, the press and the public: today, they are distributed throughout some thirty boutiques in Italy as well as in various Countries like Japan and Australia.

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La pelle è la protagonista indiscussa del lavoro di Giulia e viene da lei attentamente selezionata allo scopo di garantire un’altissima qualità del prodotto finito. Affinché non vada sprecata nemmeno una minima parte di un materiale tanto prezioso, i pellami provengono da stock di fine serie o vengono recuperati da precedenti lavorazioni: ogni elemento viene poi tagliato, cucito e assemblato a mano con grande cura e attenzione costante per i dettagli.

Leather is the undisputed protagonist of Giulia’s work, she personally and scrupulously selects it to ensure the highest quality of the finished product. In order not to waste even the smallest part of such a precious material, leathers come from end-of-series stock or they are recovered from previous processing: each element is then cut, sewn and assembled by hand with the utmost care and attention for details.

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Per l’autunno/inverno 2015–2016, la designer presenta la collezione Mashua, termine preso in prestito dallo Swahili: in tale lingua, “mashua” indica un tipo di imbarcazione e per Giulia diventa un emblema, il mezzo grazie al quale può viaggiare attraverso differenti culture. I pezzi raccontano un incontro tra suggestioni africane, grafiche e cromatismi orientali, ornamenti dei nativi americani: a fare da punto di incontro è il rigore delle forme.

Ad affiancare Mashua, ci sono altre due collezioni che sono ormai parte integrante del repertorio della designer.

For the 2015-2016 Fall/Winter season, the designer is presenting her Mashua collection, whose name derives from Swahili language: “mashua” indicates a type of boat and for Giulia it becomes a symbol, a means through which she can travel through different cultures. The pieces tell of a blend between African charm, graphic signs and Oriental chromatism of the American natives: the strictness of shapes is their meeting point.

Two other collections are added to Mashua, and they have already become an integral part of the designer’s repertoire.

 

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La prima si chiama Bodega Bay e il nome è un omaggio all’omonima piccola località ubicata vicino a San Francisco, quella in cui Alfred Hitchcock ambientò gran parte del film “Gli uccelli”. Così come fece il regista, anche Giulia si ispira ai volatili: le frange che caratterizzano la collezione si ispirano al loro piumaggio e sono realizzate in modo da assumere la stessa unicità.

L’altra collezione, Forma Seconda, è invece una moderna interpretazione di alcuni elementi ornamentali tipici del XIX secolo: jabot, gorgiere e sapienti drappeggi creano uno stile importante ed opulento, moderno e al tempo stesso fortemente decadente. Il nome indica proprio questa seconda vita che passa attraverso un impiego riformulato e reinventato di forme antiche.

The first collection has been named Bodega Bay and its name is an homage to the homonymous small town close to San Francisco, where Alfred Hitchcock adapted his movie “The birds”. Just like Hitchcock, Giulia also draws inspiration from birds: the fringes featuring the collection are inspired by their plumes and evoke the same unique character.


The other collection, Forma Seconda, is the modern interpretation of some decorative elements from the nineteenth century: jabots, ruffs and skillful drapes create an important and opulent style, modern and strongly Decadent at the same time. In fact, the name indicates this second life passing through a new concept of use of ancient lines.

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In tutte le collezioni, ogni creazione è e resta unica, replicabile eppure sempre differente grazie ai materiali e alle lavorazioni interamente manuali: i pezzi hanno un’impronta forte che li rende non semplici accessori bensì veri e propri elementi che diventano protagonisti grazie a rigore, eleganza e spirito contemporaneo.

Oltre ai molteplici viaggi virtuali, il 2015 ne ha segnato uno di tipo fisico per Giulia, l’inizio di un nuovo capitolo professionale e personale: dopo Bologna e San Francisco, ora è la volta di Como, città in cui ha aperto un nuovo spazio che è laboratorio e anche atelier.

In all her collections, each single creation is and remains unique, replicable and yet always different thanks to the materials and completely manual processing: the pieces have a strong imprint which makes them not mere accessories, but rather veritable elements that become protagonists thanks to strictness, elegance and contemporary mood.


Besides the numerous virtual travels, the year 2015 marked a new real one for Giulia, the beginning of a new professional and personal chapter: after Bologna and San Francisco, it is now the turn of Como, the city where she has opened a new space, workshop and atelier at the same time.

Emanuela Pirré

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