Vaerso’s uniqueness!

Un progetto nato nel cuore di Milano per celebrare la moda, unendo stile e design. E Vaerso ci riesce grazie ad accessori che fanno innamorare i fashion addicted, capaci di sposare confortevolezza, unicità e appeal visivo, diventando dei must-have. I classici, come la ciabatta, vengono così reinterpretati secondo un gusto contemporaneo e al passo coi tempi, facendosi oggetti desiderabili da un pubblico attento alle mode, ma sempre alla ricerca di qualcosa di speciale. Il brand ha partecipato alle ultime edizioni del White a Milano. E proprio nell’ultima di queste occasioni abbiamo chiesto ai suoi fondatori di raccontarci qualcosa di più.

A project born in the heart of Milan to celebrate fashion, combining style and design. And Vaerso succeeds in it thanks to accessories that make fashion addicted fall deeply in love with them, capable of marrying comfort, uniqueness and a visual appeal, and quickly becoming the must-haves of the season. The classics, like the slide, are then reinterpreted in a contemporary and up to date way, trasforming themselves in objects desirable from an audience who adores fashion, but always looking for something special. The brand has participated in the last editions of the White fair in Milan. And just in the last of these occasions we asked the founders to tell us something more about the brand.

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Quando è nato il marchio e perché?
Il marchio è nato nel 2015. Abbiamo deciso di celebrare la moda con un approccio diverso, unico, innovativo, unendo stile e design.

When was the brand born and why?
The brand was born in 2015. We decided to celebrate fashion with a different approach, unique, innovative, combining style and design.


In pochi aggettivi riuscite a tratteggiare il brand, le sue caratteristiche principali?
Stile unico, innovativo, internazionale, contemporaneo, eclettico.

In a few words can you describe the brand, its main features?
Unique style, innovative, international, contemporary, eclectic.

 

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Il must have di questa p/e e quello per la f/w?
Per  la p/e la ciabatta bianca e per la f/w la ciabatta con il pelo.

The must-have item for this spring/summer and one for the f/w?
For the s/s the white slipper, while for fall/winter we think the one covered with fur.

Sinonimo di eleganza per voi?
Ci piacerebbe che il nostro prodotto diventasse sinonimo di eleganza!

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What is synonymous with elegance for you?
We would like that our product could became synonymous with elegance!

Il mondo delle calzature e le sue regole. Quali vi divertereste a sovvertire?
Non abbiamo mai considerato le regole per non essere vincolati ed è la forza del nostro marchio ed è quello che lo rende diverso (“divaerso”, appunto).

The world of footwear and its rules. Which one could you have fun and subvert?
We never considered the rules not to be bound and this is the strength of our brand and what makes it different ( “divaerso”, in fact, it’s in our name).

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Cosa rappresenta per voi il White?
White è l occasione di incontrare i buyers italiani ed internazionali a “casa”. Siamo un team internazionale, ma Milano è la città che ci unisce e White è il luogo e la manifestazione ideale per presentare le nostre collezioni.

What represents for you a fair like White?
White is the chance to meet the Italian and international buyers at “home”. We are an international team, but Milan is the city that unites us, and White is the place and the ideal event to present our collections.

Les Bohémiens’ street/artwear at “It’s Time To South”

All’ultimo White sono stati ospiti della sezione “It’s Time To South”, una sezione speciale del salone nata dalla collaborazione fra White ed ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) al fine di valorizzare designers e giovani case di moda provenienti da quattro regioni del sud Italia: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Francesco De Falco e Pasquale Vittorio D’Avino sono campani e hanno creato il marchio Les Bohémiens un contemporay street/artwear label in cui moda, arte contemporanea ed artigianalità italiana si incontrano, partendo da un heritage fortemente legato alla tradizione sartoriale partenopea, ma con uno stile votato alla libertà e all’anticonformismo, una chiara attitudine a cogliere uno zeitgeist di stile internazionale. Li abbiamo intervistati per farci raccontare meglio il loro mondo e i loro progetti.

At the latest edition of White in Milan they were guests of “It’s Time To South”, a special section of the fair born from the collaboration between White and ICE (Agency for the promotion abroad and the internationalization of Italian companies) in order to promote young designers and brands from four regions of southern Italy: Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Francesco De Falco and Pasquale D’Avino Vittorio are from Campania and created the brand Les Bohémiens, a contemporay street/artwear label where fashion, contemporary art and Italian craftsmanship meet, starting from a strong heritage linked to Neapolitan tailoring tradition, but with a style devoted to freedom and to nonconformity, a clear attitude to capture an international style zeitgeist. We interviewed them to learn more about their world and their projects.

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Come siete arrivati alla moda?
Siamo arrivati alla moda per passione, eravamo alla ricerca di un lavoro che ci offrisse l’opportunità di vivere dei nostri interessi, ma al contempo rappresentasse un opportunità di investimento plausibile. Nella moda abbiamo visto la possibilità di far confluire molteplici ambiti creativi come l’arte, la fotografia, il cinema e la musica nella ferma convinzione che da essi la moda potesse attingere le proprie ispirazioni. Al contempo nella moda abbiamo riconosciuto il viatico per esprimere la nostra visione delle suddette arti, motivati dall’idea che farsi interpreti della moda non riguardasse solo forma e manifattura di un capo di abbigliamento, ma fosse, piuttosto, un attività ermeneutica dei costumi di vita e delle abitudini di noi stessi e di chi ci circonda. In virtù di tale visione, ci siamo prefissi l’ambizioso obiettivo di riuscire ad infondere nei nostri capi dignità artistica senza, però, privarli della loro funzionalità e della capacità di far sentire a proprio agio chi li indossasse.

How did you get to fashion?
We arrived at the fashion world for passion, we were looking for a job that would offer us the opportunity to live our interests, but at the same time represented a plausible investment opportunity. In fashion we saw the opportunity to bring together many creative fields such as art, photography, movies and music in the firm belief that fashion could draw its inspirations from all of them. At the same time in the fashion we have recognized the viaticum to express our view of the above arts, motivated by the idea that being interpreters of fashion did not concern only the form and manufacture of an article of clothing, but was, rather, a hermeneutic activity of the customs of life and habits of ourselves and those around us. Under this vision, we have set ourselves the ambitious goal of being able to instill artistic dignity in our garments without, however, depriving them of their capabilities and the ability to make feel at ease those who wore them.

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Ci parlate della vostra collezione? Quali le caratteristiche? Quale la figura di riferimento?
Ispirata all’organicità del mondo naturale, la nostra collezione autunno/inverno 2016-17 si caratterizza per l’incontro fra l’equilibrio, dei tagli e dei volumi minimali, ed il caos, delle stampe in cui si rintracciano figure e fantasie dai toni vibranti. Grande attenzione è stata posta sulla manifattura sartoriale, sulla ricerca dei tessuti e sull’attenzione ai dettagli al fine di realizzare capi qualitativamente eccellenti e in grado di essere conservati nel tempo. La figura di riferimento che ha ispirato la nostra collezione è l’individuo che ospita in se lo spirito dell’artista scapigliato, capace di dare sfogo al proprio estro, di liberarsi dai condizionamenti che derivano dall’altrui giudizio ed esprimere la propria identità senza remore.

Where do the creative input come from?
By whatever surrounds us, we believe there are no limits in the inputs that inspire the creative process. We let ourselves cross by everything our senses are able to perceive and when the time comes we collect all the signs that have remained imprinted in our hearts and memory so that they become sap that nourishes our creativity.

Can you tell us something about your collection? What are the characteristics? Which is the icon of reference?
Inspired by the organicity of the natural world, our autumn/winter 2016-17 collection is characterized by the encounter between the balance of cuts and minimal volumes, and the chaos of the prints in which we can trace shapes and patterns in vibrant tones. Great attention was placed on the tailoring manufacture, the research on textiles and attention to details in order to achieve excellent quality garments and that can be maintained over time. The key figure who inspired our collection is the individual that hosts in itself the spirit’s of a disheveled artist, able to explore his own creativity, to break free from the constraints arising from other people judgment and express his own identity without hesitation.

Da dove arrivano gli input creativi?

Da qualunque cosa ci circondi, crediamo non vi siano limiti negli stimoli che ispirino il processo creativo. Ci lasciamo attraversare da ogni cosa i nostri sensi siano in grado di percepire e quando arriva il momento raccogliamo tutti i segni che sono rimasti impressi nel cuore e nella memoria affinché divengano linfa che alimenti la nostra creatività.

Where do the creative input come from?

By whatever surrounds us, we believe there are no limits in the inputs that inspire the creative process. We let ourselves cross by everything our senses are able to perceive and when the time comes we collect all the signs that have remained imprinted in our hearts and memory so that they become sap that nourishes our creativity.

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Quale la vostra idea di eleganza?
Reputiamo che la vera eleganza nasca dall’armonia e dalla naturalezza e risieda solo in chi è dotato di senso della misura. Crediamo che l’eleganza riguardi la sostanza di un individuo, prima ancora che l’apparenza e lo stile del suo abbigliamento. Ciò di cui siamo certi è che la boria e l’ostentazione nel voler apparire ciò che non si è sono certamente quanto di più distante esista dall’eleganza.

Which is your idea of elegance?

We believe that true elegance can come from harmony and spontaneity and resides only in those who have a sense of proportion. We believe that elegance regards the substance of an individual, even before the appearance and style of his clothing. What we are sure of is that the arrogance and ostentation in wanting to appear what you are not are certainly the most distant things from elegance.

Quanto sono importanti momenti come il White per un marchio giovane come il vostro?
Il White rappresenta una grandissima opportunità per un giovane brand come il nostro, sia sotto il profilo della visibilità internazionale, sia dal punto di vista dell’opportunità di nuovi sbocchi commerciali che è in grado di offrire. Presentare la nostra ultima collezione autunno/inverno 2016-17 in questa rassegna si è rivelato, infatti, di importanza fondamentale per noi!

How much important are moments like White for a young brand like yours?

White is a great opportunity for a young brand like ours, in terms of international visibility, and from the point of view of the desirability of new commercial opportunities that is able to offer. To present our latest autumn/winter 2016-17 collection in this fair has revealed, in fact, of fundamental importance to us!

 

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Quali designer sentite più affini, in generale e perché, e quali nomi della nuova generazione vi piacciono?
Non ci siamo mai preoccupati di ricercare affinità con altri designer perché sin dalla nascita del brand i nostri sforzi si sono focalizzati sulla ricerca di un’identità estetica fortemente riconoscibile ed indipendente. Sotto il profilo personale ci sono, però, diversi designer le cui collezioni apprezziamo particolarmente, alcuni per il sapiente uso del print design, altri per l’equilibrio che sono capaci di infondere nelle forme e nei volumi delle proprie creazioni, chi ancora per la capacità di sapere innovare gli schemi modellistici della sartoria pur preservandone la qualità manifatturiera. Volendone citare alcuni i primi nomi che ci vengono in mente sono: Christopher Kane, Peter Pilotto, Mary Katrantzou, Alexis Martial e Adrien Caillaudaud di Carven, Alexander Wang per il lavoro che ha fatto sulla parte uomo di Balenciaga, Consuelo Castiglioni di Marni, Thom Browne, Luke Meier di OAMC, il collettivo creativo di ACNE Studios.

What designers do you feel closer, in general, and why, and which names from the new generation do you like?

We never bothered to look for similarities with other designers because since the birth of the brand our efforts have focused on the search for an independent identity and a highly recognizable aesthetic. On a personal point of view there are, however, several designers whose collections we especially appreciate, some for the wise use of print designs, others for the balance that are capable of instilling in the forms and volumes of their creations, others for the capacity to know innovate modeling patterns of tailoring while preserving their manufacturing quality. Wanting to mention some of the first names that come to mind: Christopher Kane, Peter Pilotto, Mary Katrantzou, Alexis Martial and Adrien Caillaudaud of Carven, Alexander Wang for the work he has done on the male part of Balenciaga, Consuelo Castiglioni of Marni, Thom Browne, Luke Meier of OAMC, the ACNE Studios creative collective.

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Al White eravate in una sezione precisa. Cosa c’è delle vostre radici nel marchio, cosa invece si distanzia ed ha riferimenti più internazionali?
Il nostro marchio ha un legame profondo con il nostro territorio: la Campania. In Campania LES BOHEMIENS affonda saldamente le proprie radici poiché il nostro team è campano, la nostra sede operativa si trova in Campania e le nostre collezioni, integralmente made in Italy, sono prodotte in larga misura nella nostra regione. La nostra terra ci ha offerto la possibilità di fruire della secolare tradizione sartoriale napoletana, ma soprattutto ci ha permeato del fermento culturale che la caratterizza come luogo in cui convivono armonicamente arte classica e contemporanea, folklore e scienza, tradizione e innovazione.Avere radici ben piantate nel terreno resta però il presupposto per protendere i propri rami verso il cielo, ed è proprio il tentativo di contemperare tradizione e innovazione che alimenta la nostra ricerca. Ci ha sempre affascinato il design scandinavo e non solo nelle declinazioni che ha assunto nel campo della moda. Crediamo, infatti, che se da un lato la bellezza possa derivare dal caos non vi siano dubbi sulla bellezza che deriva dalla giustapposizione di semplicità, minimalismo, equilibrio formale e funzionalità tipici dell’estetica nord europea. Reputiamo infatti che il raggiungimento dell’equilibrio nell’ambito dell’estetica rappresenti l’oggetto di una ricerca imprescindibile e senza tempo poiché connaturata nell’uomo e rintracciabile a ritroso nei secoli sin dall’arte classica per antonomasia, l’arte greca.

At White you were in a specific section. What part of your job comes from your roots and what moves away from them and has more international references?

Our brand has a deep connection with our region: Campania. In Campania LES BOHEMIENS has firmly its roots since our team is in Campania, our headquarters are located there, and our collections, entirely made in Italy, are produced largely in our region. Our earth has given us the opportunity to benefit from the secular Neapolitan tailoring tradition, but above all has permeated us with the cultural ferment that characterizes it as a place in which can live together harmoniously classical and contemporary art, folklore and science, tradition and innovation. Having roots firmly planted in the ground, however, remains the prerequisite to stretch out the branches towards the sky, and it is an attempt to balance tradition and innovation that fuels our research. We have always been fascinated by Scandinavian design and not only in the versions he assumed in the field of fashion. We believe, in fact, that if on the one hand beauty may arise from the chaos there are no doubts also that beauty can come from the juxtaposition of simplicity, minimalism, formal balance and functionality, features typical of northern European aesthetic. We believe in fact that the achievement of balance in the aesthetic context represents the object of a necessary and timeless search innate to man and traced back through the centuries since the classical art par excellence, the greek art.

Progetti per il futuro?
Abbiamo lo sguardo costantemente proteso verso il futuro, ed obiettivi lungimiranti a cui lavoriamo quotidianamente. In questo momento ci stiamo focalizzando su due aspetti che reputiamo fondamentali per la crescita del nostro brand. Dal punto di vista creativo stiamo lavorando per innalzare sempre di più il livello stilistico e l’estensione delle nostre collezioni al fine di offrire un “total look” che esprima a pieno l’identità di LES BOHÉMIENS. Sotto il profilo commerciale ci stiamo concentrando sullo sviluppo di una piattaforma e-commerce che ci consenta di raggiungere rapidamente sbocchi commerciali globali e al contempo sull’internazionalizzazione della nostra rete distributiva retail, meta verso cui già abbiamo mosso i primi passi attraverso la presenza in boutique europee, cinesi e nord-africane, ma per il pieno raggiungimento del quale c’è ancora molta strada da fare!

Plans for the future?
We constantly look towards the future, and to far-sighted goals on which we work daily. Right now we are focusing on two aspects that we consider essentials for the growth of our brand. From a creative point of view we are working to raise more and more the stylistic level and the breadth of our collections in order to offer a “total look” that expresses a full LES BOHEMIENS identity. From a commercial perspective we are focusing on the development of an e-commerce platform that allows us to rapidly achieve global trade opportunities and at the same time on the internationalization of our retail distribution network, the goal towards which we have already taken the first steps through the presence on European, Chinese and north African shops, but for the full achievement of which there is still some way to go!

 

GIANLUCA SINI

Alberto Zambelli’ style, between pure lines and his love for details

Si è aggiudicato lo scorso febbraio la vittoria della prima edizione del Premio Ramponi, nato per volere di Alfredo Ramponi, titolare dell’omonima azienda, impostasi nel mondo del fashion per aver inventato il primo cristallo sintetico, ed è stato quindi ospite speciale dell’ultima edizione femminile del White, oltre ad aver sfilato nello stesso mese anche nell’ambito di Milano Collezioni. Alberto Zambelli è forse uno dei nomi più interessanti del nuovo made in Italy grazie a proposte dalle linee pulite ed architettoniche, l’utilizzo di materie nobili e dettagli preziosi, che non fanno mai scordare la donna che manda in passerella.

He won last February the first edition of the Ramponi Prize, created at the behest of Alfredo Ramponi, owner of the company which has established itself in the fashion world for having invented the first synthetic crystal, and so he was special guest at the last female edition of White, in addition to having show in the same month his collection on the catwalks as part of Milano Collezioni. Alberto Zambelli is perhaps one of the most interesting names of the new Made in Italy thanks to his proposals with clean, architectural lines, the use of noble materials and precious details that they never let his women be forgotten.

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Dopo aver frequentato l’istituto Fortuny e successivamente l’istituto Marangoni di Milano lo stilista ha iniziato il suo percorso lavorativo sviluppando le collezioni maglieria del gruppo Itierre, poi ha collaborato con nomi importanti del settore, vincendo nel 2007 il Fashion Incubator, concorso indetto dalla Camera della Moda con il primo suo brand Archivio Privato. La linea Alberto Zambelli è nata nel 2013, ma sembra destinata ad una crescita importante, dopo i molti riconoscimenti ricevuti.

After attending the Fortuny institute and subsequently the Marangoni Institute in Milan, the designer began his career path by developing the knitwear collections for the Itierre group, then he has collaborated with major names in the industry, winning in 2007 the Fashion Incubator, a competition organized by Camera della Moda with the first own brand Archivio Privato. The Alberto Zambelli line was born in 2013, but seems destined to a significant growth, after the many awards received.

Abbiamo intervistato il designer proprio dopo la sua partecipazione al White. Ecco cosa ci ha raccontato della sua moda e del suo mondo creativo.

We interviewed the designer right after his participation at the latest White edition. Here’s what he told us about his collection and his creative world.

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Come ha iniziato, come è arrivato alla moda?
Il mio percorso nella moda parte da una grande passione nata nell’adolescenza e sviluppatasi attraverso gli studi presso l’Istituto Marangoni di Milano, il quale mi ha introdotto nel mondo del lavoro dove ho compreso che il mio entusiasmo si stava concretizzando in quello che oggi è la realizzazione del mio sogno.

How did you start your career, how did you arrive to the fashion world?
My career in fashion started from a passion born in adolescence and developed through my studies at the Istituto Marangoni in Milan, that introduced me to the world of work where I realized that my enthusiasm was materializing in what today is the realization of my dream.

Ci parla della sua collezione? Quali le caratteristiche?
Il mio design si contraddistingue per uno stile minimal decorativo, composto da linee pulite e dettagli preziosi che raccontano in ricami e
stampe la storia di ogni collezione.

Could you tell us something about your collection? Which are its main characteristics?
My design is characterized by a decorative minimalist style, composed of clean lines and fine details in embroidery and prints that tell the story of each collection.

La sua sembra una donna molto eterea, innocente. Quale la figura di riferimento? A chi pensa quando crea e come immagina le donne che indossano i suoi capi?
Le figure di riferimento delle collezioni che sviluppo sono donne che hanno segnato la storia. Quando immagino e creo le mie collezioni non le penso indirizzate ad un’unica tipologia di donna ma ad un insieme di figure dall’aspetto etereo e innocente, caratterizzate da una grande forza interiore e da un carattere deciso.

Your woman seems a very ethereal figure, innocent. Which are your reference icons? To which kind of woman do you think of when you creates and which women do you imagine wearing your clothes?
The reference figures of the collections are women who have marked the history. When I imagine and I create my collections I don’t think to a single type woman but to a group of women with an ethereal and innocent look, but characterized by a great inner strength and a strong character.

 

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Da dove arrivano gli input creativi?
I miei input creativi arrivano dalla strada, da città dove vivo per parte dell’anno come Shanghai e Tokyo, da un film, da un’opera d’arte o da un oggetto, dalla quotidianità. Un piccolo caleidoscopio che racchiude la mia anima e che si schiude prendendo forma sul foglio bianco.

Where do the creative inputs come from?
My creative inputs are coming from the street, from the cities where I live part of the year as Shanghai and Tokyo, from a movie, a work of art or an object, from the everyday life. A small kaleidoscope that encloses my soul and that unfolds taking shape on the white piece of paper.

Quale la sua idea di eleganza?
Essere se stessi indipendentemente dall’abito che si sta indossando.

What is your idea of elegance?
Be yourself no matter which are the clothings that you are wearing.

 

 

Quanto sono importanti momenti come il White per un marchio come il suo?
Fondamentali, direi, per il confronto che questo comporta con un pubblico attento alle evoluzioni.

How important moments like the White fair are for a brand like yours?
I would say that they are very important. Considering the possibility to confront your work and yourself with an audience which is very attentive and prepared on the evolutions of fashion.

Progetti per il futuro?
Una linea dedicata all’uomo! Ho sempre sognato di vestire me stesso, tracciando così nuove linee per la collezione Alberto Zambelli Uomo.

Plans for the future?
A line dedicated to the man! I always wanted to dress myself, drawing also new lines for an Alberto Zambelli Man Collection.

 

 

GIANLUCA SINI

Denim rules our world

Anche quando non è onnipresente sulle passerelle o imperante negli editoriali sui fashion magazine, il denim rimane uno dei materiali che più amiamo e che non sembra voler mai abbandonare il nostro guardaroba. Lo dimostrano queste foto scattate durante l’ultima edizione del White a Milano da Guido Pancotti e Adriano Cisani di Whatastreet, forse un trend silente, ma comunque particolarmente presente fra gli ospiti della fiera. A farla da padrone è sempre il pantalone, spesso portato over, vissutissimo, dal gusto chiaramente vintage, con tanto di toppe. Il boyfriend jeans per lei, ma anche quelli con una vestibilità skinny, quasi leggings, spesso portati corti a scoprire delle scarpe particolarmente cool. Ma il jeans può diventare anche una pencil skirt, un cappellino, o trasformarsi in un elegante e avvolgente cappotto. Il denim è la nostra coperta di Linus, sempre pronto ad essere nostro compagno nel quotidiano, senza mai farci sentire fuori luogo o poco trendy!

Even when it is not omnipresent on the runways or ruling among the editorials on fashion magazine, denim remains one of the materials that we love the most and that does not seem to want to ever abandon our wardrobe. This is demonstrated by these photos shooted by Guido Pancotti and Adriano Cisani (www.whatastreet.com/) during the last edition of White in Milan, maybe a silent trend, but still very present among the guests of the fair. Main protagonists are always the pants, often worn oversize, with a clearly vintage taste, with even lots of patches. The boyfriend jeans are a must for her, but also those with a skinny fit, almost leggings, often worn shorts to not cover the ankles and let everyone see some very cool shoes. But the denim can also become a pencil skirt, a hat, or turn into an elegant and cocooning coat. Denim is our security blanket, always ready to be our companion in everyday life, without ever making us feel out of place or not so trendy!

Gianluca Sini

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Alpha Studio Woman f/w 2016: knitting is an art of timeless elegance

Di quella confortevolezza che, in questo mondo variegato e sorprendente che èla moda, ha a che fare con l’eleganza salda e disciplinata, la cura costante di uno stile cosìpregiato da attraversare indenne le volubilitàdelle tendenze, e la saggezza sartoriale ricevuta in dote da quel sogno prezioso eppur materico che èil Made in Italy: ecco, Alpha Studio abita proprio questa confortevolezza, che infonde con garbo lussuoso ad ogni sua creazione.

About that kind of comfort that, within this multifaceted and surprising fashion world, deals with the stable and disciplined elegance, the constant care for a style that is so noble that is able to go through the changing trends by a safe and sound creative soul, and the tailoring wisdom inherited from that precious yet material dream that is called Made in Italy: voilà, Alpha Studio inhabits just this kind of comfort, that is gently instilled in every creation.

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Da Firenze con amore, per la creativitàitaliana innanzitutto: che èfatta di sostanza densa di tradizione artigiana in particolare per la maglia, scoperta e fondata da Franco Rossi che l’ha trasportata con grande successo attraverso la famiglia negli ultimi tre decenni, fino al plauso internazionale di cui gode tutt’oggi. Alpha Studio èdunque un condensato eccellente di quell’orgoglio italiano che nella moda lascia la traccia inconfondibile dell’unicitàautentica.E la collezione Donna dedicata al prossimo autunno-inverno 2016 èun sunto rinnovato di tanta virtù! Una collezione che scivola con nonchalance tra i piani temporali di un presente netto in quanto a contemporaneitàd’aspetto, un passato di contenuto sartoriale sempre importante, e un déjà-vu vivace che muove la femminilitàsul confine sottile di quel che del guardaroba maschile èmotivo di rigore, ma anche di charme.

From Florence with love, for Italian creativity first of all: that is made of a substance full of artisanal tradition particularly for knitting, discovered and founded by Franco Rossi that has brought it successfully through his family for the last three decades, until the international applause that it’s still enjoying today.So, Alpha Studio is an excellent synopsis of that Italian pride that within fashion leaves the unmistakable trace of unique authenticity. And the Womenswear collection devoted to next fall-winter 2016 is a renovated sum of such virtues! A collection that glides with firm nonchalance among the time plans of a neat present according to the contemporary appearance, a past having a always important content, and a brilliant déjà-vu moving femininity over the thin boundary of what in the male wardrobe is rigorous, but also charmant.

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C’è del classico rinnovato e del minimale sempre bello: ci sono le forme e i volumi che restituiscono morbidezza e i blazer tipici della mascolinità; c’èla riconferma della maglia che di Alpha Studio èmotivo di vanto, declinata nel cashmere totale e nelle sue mischie lussuose, affiancata da neoprene, flanella e taffetà. Ci sono le fantasie che incontrano i gusti molteplici, e la palette colori che ondeggia tra chiari e scuri. Infine c’èil desiderio di raffinatezza: che anche in questa collezione èfelicemente esaudito!

There’s the renovated classic and the ever-beautiful minimal: there are the shapes and volumes that give softness back to femininity and the blazers typical of masculinity; there’s the reconfirm of the knitting that is Alpha Studio’s merit, proposed in total cashmere and in its luxury blends, accompanied by neoprene, flannel and taffetà. There are the motifs that meet the multiple tastes, and the color palette swinging between light and dark shades. Finally, there’s the desire for sophistication: that in this collection too is happily granted!

 

Silvia Scorcella

Touches of colors: Street Style at WHITE

Un dettaglio a spezzare la monotonia di un total black, può essere un beenie, una borsa, che scelgono di ammantarsi di colori insoliti, accesi, divertenti. A volte invece è uno studio preciso del colore, dei suoi abbinamenti, anche quelli meno consoni e forse più azzardati e coraggiosi e per questo capaci di colpire lo sguardo non solo del più smaliziato fashion addicted. Il popolo della moda spesso sceglie il total black come divisa, come simbolo, ma non manca chi decide di divertirsi con sprazzi cromatici che si allontanano nella tavolozza dei colori dal nero imperante. Eccone alcuni esempi dall’ultima edizione del White.

A detail to break the monotony of a total black, can be a beenie, a bag, who choose to clothe itself in unusual, bright, funny colors. At other times it is a precise study of the colors of the way they matches, including the less ordinary and perhaps more daring and courageous combinations and for these reasons able to catch the eye not only the most experienced fashion addicted. The fashion people often chooses the total black as uniform, as a symbol, but there are those who decide to play with color flashes that run away fast in the color palette from a dominant black. Here are some examples caught among the public of the latest edition of White.

 

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GIANLUCA SINI

Robot Eyewear: Heart, Brain, Hands

“Il cuore deve mediare tra il cervello e le mani“: è una delle frasi più famose di “Metropolis”, film del 1927 diretto da Fritz Lang. Si tratta di una pellicola così importante da essere riconosciuta come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno: tra le citazioni, gli omaggi e i film che ha ispirato figurano “Blade Runner”, “Guerre stellari”, “Terminator”, “Il quinto elemento”, “RoboCop” e “Matrix”. Ma “Metropolis” non ha affascinato solo gli amanti del cinema e ha avuto ripercussioni anche sulla moda, esattamente come la conquista dello spazio e le suggestioni che l’hanno circondata hanno fortemente influenzato la cosiddetta Space Couture, la moda caratteristica degli anni Sessanta.

“The heart must mediate between the brain and the hands” it is one of the most famous phrases of “Metropolis”, the 1927 film directed by Fritz Lang. It is a movie so important to be recognized as a model of much of modern science fiction films: between quotes, tributes and the films that it has inspired we have titles like “Blade Runner,” “Star Wars,” “Terminator,” “The Fifth element, “” RoboCop “and” Matrix “. But “Metropolis” has not only captivated moviegoers, it had also an impact on fashion, just as the conquest of space and the suggestions that they surrounded, it have strongly influenced the so-called Space Couture, a fashion that has characterized the Sixties.

 

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Tra chi ha fatto proprie tutte queste influenze c’è Robot Eyewear, un concept che esplora e ripropone icone classiche in chiave romantica: i loro occhiali sono oggetti eleganti e funzionali, usano l’energia del metallo, offrono leggerezza e hanno un gusto sofisticato sospeso tra passato e futuro. La collezione primavera/estate 2016 si chiama “Heart, Brain, Hands” e appare come un preciso rimando nonché un omaggio all’opera di Fritz Lang: si basa su tre elementi fondamentali, ovvero il metallo, gli specchi e i colori.

Between those who have embraced all these influences is Robot Eyewear, a concept that explores and proposes classic icons in a romantic key: their glasses are stylish and functional objects, they use the energy of metal, offer a light weight and have an outstanding sophisticated taste halfway the past and the future. The spring / summer 2016 collection is called “Heart, Brain, Hands” and appears as a precise reference and a tribute to the work of Fritz Lang: it is based on three key elements, namely the metal, the mirrors and the colors.

 

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Le forme sono tre e sono quelle iconiche provenienti dalla storia dell’occhialeria: sono state scelte le montature tipo wayfarer, pantos e round eye, trasportate poi in un mondo rigorosamente bidimensionale. Metalli leggeri si animano di colori sia caldi, sia freddi: sono presenti oro, rame, ruggine, argento, antracite, nero. Il loro impatto viene amplificato usando combinazioni di lenti cromaticamente coordinate.

The forms are three and have been taken from the iconic eyewear history: wayfarer frames, pantos and round eye type, then transported in a strictly two-dimensional world. Light metals come alive thanks to both warm colors and cold ones: there is gold, copper, rust, silver, anthracite and black. Their impact is amplified using combinations of lenses chromatically coordinated.

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Le forme, la bidimensionalità e la conseguente assenza di volumi vengono esaltate dall’uso di lenti piane: l’aria stile Space Age è garantita dall’utilizzo di lenti sfumate bicolore abbinate alla forma round eye. Lang ambientò il suo film in un futuro immaginario, esattamente a 100 anni di distanza dal 1927. Non a caso, lo slogan di Robot Eyewear è “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

The shapes, the two-dimensionality and the consequent absence of volumes are enhanced by the use of flat lenses: the Space Age style attitude is guaranteed by the use of two-color gradient lenses combined with the round eye shape. Lang set his film in a fictional future, exactly 100 years after 1927. So, not coincidentally, the Robot Eyewear slogan is “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

Emanuela Pirré

Domenico Cioffi: From the “It’s Time to South” section at White

Quindici i marchi contemporary selezionati in un Sud sempre più fucina di idee e talenti, che hanno preso parte alla sezione “It’s Time To South”, progetto nato in seno a White, in collaborazione con ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, finalizzato alla valorizzazione delle giovani aziende nate e cresciute in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Fra gli altri nomi anche quello di Domenico Cioffi. Il designer, diplomatosi allo Ied di Roma nel 2009, ha portato la sua moda che affonda le proprie radici nella natia Campania, ma si apre a contaminazioni internazionali, per una proposta al femminile sofisticata, futuribile, attenta ad esaltare la silhouette femminile. Abbiamo intervistato il designer che ci racconta la sua esperienza al White e i suoi input creativi che partono sempre da mondi come l’arte, il cinema e la letteratura.

Fifteen the contemporary brands selected in a South of Italy that has increasingly become a source of ideas and talents, who took part to the “It’s Time To South” section of White, a project created by White, in collaboration with ICE, the Agency for the Promotion Abroad and internationalization of Italian companies, a project aimed at the promotion of young companies born and raised in Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Among the other designer also Domenico Cioffi. The designer, who graduated at the IED in Rome in 2009, brought his fashion that has its roots in his native Campania, but it is clearly open to international influences, for sophisticated and futuristic female proposals, carefully enhancing the female silhouette. We interviewed the designer who told us about his experience at White and his creative inputs which always start from worlds such as art, film and literature.

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Come si è avvicinato alla moda? Quando ha deciso che sarebbe stato il suo lavoro?
Era una passione che avevo da molto piccolo, adoravo sfogliare le riviste illustrate di mia madre, tagliare piccoli scarti di tessuto, disegnare e colorare figurini. Dopo gli studi all’Istituto d’arte in design del gioiello son partito alla volta di Milano per studiare fashion design allo IED. Decidere che sarebbe stato il mio lavoro è stato un processo abbastanza naturale e veloce, ho avuto molta fortuna ad avere l’opportunità di lavorare in alcune aziende del settore già durante gli studi.

How di you approach the fashion world? When did you decide that fashion would have been your work?
It was a passion that I had from a very young age, I loved to browse through the illustrated magazines of my mother, cut small scraps of fabric, draw and color fashion sketches. After the Art Institute studies in jewelry design I left my hometown for Milan to study fashion design at IED. Deciding that it would be my job was a pretty natural and easy process, I have been very lucky to have the opportunity to work in some companies in this world already during their studies.

 

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Il momento più gratificante nel suo percorso lavorativo?
A parte quello creativo iniziale, penso che sia quello di vedere i tuoi capi nella vetrina di un negozio. Ogni volta che mi mandano delle foto o passo davanti ad uno store che vende le mie collezioni è sempre emozionante.

Which has been he most gratifying moment in your career path so far?
Apart from the initial creative moment, I think it is to see your clothes in a shop window. Every time they send me photos or I step in front of a store that sells my collections is always exciting and emotional.


Ci può raccontare la collezione che abbiamo visto al White e quali i capisaldi del suo lavoro, le caratteristiche principali? Da dove arrivano le ispirazioni?
Quest’ultima è una collezione molto articolata, con argomenti e riferimenti molto diversi, mi piace sempre partire dall’arte antica o contemporanea e dal cinema. Per questa stagione il film di Matteo Garrone “ Il Racconto dei racconti”, uno dei pochi fantasy ambientato in Italia, fa da sfondo alla collezione, ho rivisitato alcuni costumi seicenteschi con tessuti tecnici, organza e laminati plissettati, accostandoli in modo netto, quasi violento, con capi e accessori in vernice che sembrano usciti dalle foto di Araki. In questo modo ogni mia collezione si caratterizza per incontro di culture ed epoche molto distanti.

Can you tell us something about the collection that we saw at White and which are the main points of your work, the main features? Where do your inspirations come from?
The latter collection is a very diverse and articulate collection, with very different topics and references, I always like starting from ancient or contemporary art and movies. For this season the movie “The Tale of Tales”, directed by Matteo Garrone, one of the few fantasy films set in Italy, is the backdrop to the collection, I revisited some seventeenth-century costumes with technical fabrics, organza and pleated laminated fabrics, combined together in a clear way, almost violent , with clothes and accessories in patent leather that seem to come from some Araki’s pictures. In this way all my collections are characterized by the meeting of cultures and very distant eras.

 

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Quale donna indosserà le sue creazioni e quali le icone di riferimento?
Sicuramente  una donna molto decisa e con un identità forte, che vuole sentirsi femminile e speciale. Non ho delle icone precise, forse faccio solo riferimento alle eroine del cinema e della letteratura.

What woman will wear your creations and which are your reference icons?
Definitely a very determined woman and with a strong identity, who wants to feel feminine and special.
I do not have precise icons, maybe I only refer to the heroines of movies and literature.


Quanto sono importanti momenti come la fiera del White per i giovani designer?
Sono essenziali, il confronto con i clienti e con gli addetti ai lavori ci aiutano profondamente a capire direzioni da prendere ed errori da non commettere o ripetere, in più nuovi amici ,nuovi contatti e soprattutto ordini.

How much important are moments like the White trade fair for young designers?
These moments are essential, the confrontation with the clients and the experts help us deeply understand directions to take and mistakes to avoid repeating , and the possibility to have more new friends, new contacts, and above all orders.

 

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Faceva parte di un’area ben specifica all’ultimo White. Ci dice come si traducono le sue origini nel suo attuale lavoro?
Credo che sia impossible prescindere dalle proprie origini quando si nasce in Italia, camminiamo più o meno consapevolmente ogni giorno sopra duemila anni di storia.  Indipendentemente dal lato creativo dove la mia città offre infiniti e variegati spunti, crescere e lavorare in una città come Napoli, bella ma anche molto difficile, credo mi abbia fortificato in modo significativo e di avermi dato la capacità di essere resiliente, in un lavoro che sembra semplice, ma che realmente non lo è.

You were part of very specific area at last White. Can you tell us how much are translated your origins in your current job?
I believe it is impossible not to be influenced by your own origins when you are born in a place like Italy, we walk more or less consciously every day over two thousand years of history. Regardless of the creative side where my city offers endless and varied ideas, growing and working in a city like Naples, beautiful but also very hard, I think I have strengthened significantly and that gave me the ability to be resilient, in a job that It sounds simple, but it really is not


Progetti per il futuro?
Ci sono in cantiere alcune interessanti collaborazioni nate proprio grazie al White e poi una bella vacanza.

Plans for the future?
We are in the works some interesting collaborations born thanks to White and then a nice holiday.

 

Gianluca Sini

Lalaerre: the minimal charm of the form, the mutability beyond the time of the substance

Ci sono oggetti di moda che serbano intrinseca nella materia plasmata la dote del racconto: e ci sono artisti del design che serbano il dono di dare la voce a tali oggetti regalando loro una forma unica. Sono quegli accessori creati con devozione, che quindi si scelgono quasi per vocazione: e che una volta indossati si fondono con la naturalezza di chi li veste come fosse un incantesimo d’alchimia. Tali accessori sono le creazioni firmate Lalaerre: gioielli e sciarpe impregnati davvero di cotante pregiate virtù!

There are some fashion objects holding inside their shaped material the gift of narrating: and there are some artists of design holding inside the talent of giving voice to such objects through a shape that is one of a kind. They’re the accessories created by devotion, that therefore are chosen almost by vocation and that once worn blend with the naturalness of the people wearing them as if it was an alchemic wizardry. Such objects are the creations designed by Lalaerre: jewels and scarves truly soaked with these noble virtues!

 

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Prima fra tutte: la profonditàstratificata della passione di Daniela Regina Lepori, che del brand Lalaerre èfondatrice nonchéanima creativa. Et voilàspiegata quella silente ma risoluta sensazione che suggerisce un valore di personalitàinfuso nell’aspetto mai convenzionale che li contraddistingue. Tutto, invero, nasce dall’attenta osservazione che Daniela pone nei dettagli: un vocabolario privato raccolto nel mondo dell’arte e dell’architettura, mescolato con la fascinazione per la duttilitàdei materiali alla trasformazione, e infine interpretato attraverso i filtro della predilezione per la sofisticatezza schietta di ciòche èessenziale.

First of all: the layered deep passion of Daniela Regina Lepori, that is the founder of the brand Lalaerre and its creative soul too. Et voilà, that silent yet resolute sensation suggesting a value of personality instilled in the never conventional aspect characterizing them is explained. Actually everything comes from the careful eye that Daniela has for details: a private vocabulary belonging to the world of art and architecture, blended to the fascination for the ductility of materials for transformation, and finally translated through the filter of predilection for the sincere sophistication of what is essential.

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Quell’eleganza minimale in apparenza, ma in costante evoluzione nella sostanza: cosìle sciarpe nascono da fibre naturali, sono realizzate artigianalmente su telai manuali e rese esclusive da pitture, ricami e impunture, mentre il tessuto impara ad assecondare il tempo che passa. Ed ècosìche i gioielli in argento combinano lavorazioni innovative con l’antica saggezza di orafi italiani e svizzeri, si attardano a prendere l’aspetto per tutto il tempo necessario a rifinirne l’identità, rivelano preziose imperfezioni intenzionali, e infine si raccolgono attorno a temi suggeriti dalla forma: come Nebula, la serie di anelli dalle grandi superfici flessuose e sottili, e Tape per le fedi che appaiono come un sottile nastro arrotolato. Nessuna tendenza modaiola decreta   la natura degli accessori Lalaerre: ma èil sentimento dell’appartenenza a svelarne nel tempo lo stile.

That minimal elegance on the appearance, but constantly evolving in the substance: thus the scarves comes from natural fibers, are made by hand looms and gain exclusivity through painting, embroidery and stitching, while the fabric learns to go along with the time that goes by. And thus the silver jewels combine innovative processing with the ancient wisdom of Italian and Swiss goldsmiths, linger while waiting for having the appearance the right time needed to define their identity, reveal precious intentional imperfections, and finally are collected within themes evoked by their shape: as Nebula, the range of rings having wide slim willowy surfaces, and Tape for the wedding bands looking like a thin rolled ribbon.No one fashion trend upholds the nature of Lalaerre accessories:yet is the sentiment of belonging that discloses their style over time.

 

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SILVIA SCORCELLA

Giorgia Fiore: the funny side of a good girl!

Forse la conoscete per la partecipazione alla versione italiana di un famoso reality sulla moda americano oppure avete visto alcune delle sue creazioni indossate da blogger e it-girls italiane, se così è sicuramente vi è rimasto impresso il suo stile pop, colorato, pieno di brio. Giorgia Fiore dalla natia Napoli, ormai adottata dal capoluogo lombardo, è stata una delle protagoniste dell’ultima edizione del White, parte della sezione It’s Time To South, progetto nato in collaborazione con I.C.E – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nato per sviluppare fra gli operatori esteri la conoscenza della realtà creativa meridionale, scegliendo 15 designer provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Giorgia ha spiccato con il suo mondo ironico e girl, in cui i vestiti da brava ragazza hanno subito un twist decisamente contemporaneo. L’abbiamo intervistata per farvi conoscere meglio il suo percorso creativo e le sue proposte.

Maybe you know her thanks to her participation at the Italian version of a popular American reality show on fashion, or maybe you saw some of her creations worn by bloggers and Italian it-girls, if so surely you have been amazed by her pop, colorful style, full of verve. Giorgia Fiore from his native Naples, now adopted by the milanese scene, was one of the protagonists of the last edition of White, part of the section It’s Time To South, a project created in collaboration with ICE – Agency for the Promotion abroad and internationalization of Italian Companies, created to develop the knowledge among foreign operators of the Southern creative reality, choosing 15 designers from Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Giorgia has distinguished herself thanks to her ironic and girlie world, in which the clothes of a good girl are seen through a more contemporary twist. We interviewed her to learn more about her creativity and her cool proposals.

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Ci racconta la collezione che hai portato al White?
La collezione racconta un momento tipicamente italiano, la domenica si va a messa e poi a pranzo dalla nonna. Tu sei contemporanea e tutto è antico, il parato del muro così barocco ti intrappola al suo interno. I materiali della casa diventano abiti, quelli “buoni” della domenica. Il concetto della ragazza per bene.

Could you tell us somethingabout the collection that you presented at White?
The collection tells a typically Italian moment, on Sundays we go to church and then to dinner at our grandmother’s house. You are contemporary and everything is old, the ‘so baroque’ wallpaper traps you inside the walls. The house materials become clothes, those “good ones” that you wear just on Sunday. Behind everything there’s the concept of the “good girl”.

Quali i must-have della collezione?
Sicuramente il completo con la sahariana e il pantalone stampato in velluto, la felpa con il cammeo 3d e per la sera la tuta smoking in pailettes.

Which are the ‘must-have’ items in your collection?
Surely the suit with the Safari jacket and the printed velvet pants,the sweatshirt with a 3D cameo and for the evening the tuxedo sequined jumpsuit.

 

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In generale da dove arrivano le ispirazioni e quali le icone di riferimento?
Cerco di raccontare sempre delle storie per avere un’immagine più definita alle fine. Non ho delle icone delineate, mi piacciono le donne e mi piacciono le cose belle, l’unione delle due cose mi spinge a fare dei vestiti. Non faccio poesia, mi piace pensare che quello che ho progettato sia giustamente interpretato o meno, ma sia indossato da persone vere.

Could you tell us where do the inspirations come from, in general, and which are your icons of reference?
In my work I always try to tell stories so I can have a more defined image at the end. I don’t have specifical icons, I like women and I like beautiful things, the union of the two things drives me to create clothing. I do not do poetry, I like to think that what I have designed coulkd be rightly interpreted or not, but is always worn by real people.

Era in una sezione speciale del White, in cui si sottolineavano le sue radici. Che cosa del suo lavoro a suo avviso è legato al mondo di provenienza e cosa invece no?
Non posso scindere il risultato finale del mio lavoro dalle mio origini. Racconto ciò che conosco, e sicuramente l’ambiente in cui sono cresciuta ha formato il mio gusto.

At latest White’s edition you were in a special section, which emphasized your roots. What of your work can be linked to your personal heritage and what is not related to your roots?
I can not split the end result of my work from my origins. I tell what I know, and certainly the environment in which I grew up has shaped my taste.

 

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Quanto è importante una fiera come il White per un Brand giovane come il suo?
La fiera forse per un designer giovane come me è la cosa più utile. Ti fa capire meglio chi sei, quello che fai e, soprattutto, in che modo andare avanti, grazie ad una risposta immediata del pubblico che passa. Ti rendi conto di cosa funziona e di cosa invece no, i clienti, anche se non parlano, si fanno capir molto bene!

How much is important a fair like White for a young brand like yours?
Fairs perhaps for a young designer like me are the most useful thing. A fair like White makes you better understand who you are, what you do, and especially how to go forward in this business, thanks to an immediate response of the public passing. You are able to realize what works and what does not, buyers, even when they do not speak, make you understand very well what they think!

Il lusso per lei è?
Il lusso è poter dedicare il tuo tempo ad qualcosa che ami, nel mio caso fare un lavoro che amo!

What is luxury for you?
Luxury is being able to dedicate your time to something you love, in my case to do a job I love!

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La sua definizione di eleganza?

Troppo difficile! È elegante colei di cui percepisci la femminilità e la sensualità anche se indossa un camice. È indossare una camicia bianca e dei jeans con charm.

Could you give us your definition of elegance?
Too difficult! A woman is elegant when you perceive her femininity and sensuality even ifshe’s wearing something totally un-elegant, like an hospital gown. Elegance is when you wear a white shirt and a pair of jeans with charm.

Cosa lei deve rubare a lui?
Sicuramente la camicia sartoriale e i 501.

What a woman must steal from her man?
Without any doubt: a sartorial shirt and a pair of 501 denim trousers.

Progetti per il futuro?

Ingrandire il mio progetto e farlo diventare una realtà aziendale in cui ci sia spazio per la mia creatività. Forse uno spazio in cui inserire tutto ciò che io definisco bello, uno spazio creativo in cui non ci siano solo i miei vestiti ma anche tutto ciò che noi giovani siamo in grado di fare e dare una possibilità commerciale a chi come me se la deve cavare da solo senza un gruppo alle spalle. E fare una linea per cani!

Plans for the future?
Enlarge my project and turn it into a business reality in which there is room for my creativity. Maybe a space in which to put all the things I call beautiful, a creative space in which there are not only my clothes, but also everything that we young people are able to do and give a business opportunity to people like me who are working alone, without a group behind. And make a collection for dogs!

 

Gianluca Sini


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