“South Shelter”, from Notting Hill the s/s 2015 GarbStore collection

 

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Le immagini e l’estetica si fanno pulite ed esaltano il valore delle linee e la semplicità apparente dei capi: questa, a prima vista, può essere la presentazione della collezione s/s 2015 firmata GarbStore, brand londinese che opera nel cuore pulsante di Portobello.

The images and the aesthetics are clean and enhance the value of the lines and the apparent simplicity of the garments: this, at first glance, may be the presentation of GarbStore s/s 2015 collection, a London based brand that operates in the center of the famous Portobello.

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“Unfamiliar Vintage” è la parola chiave dell’azienda che, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha iniziato a produrre capi che miscelano icone del passato a sapori contemporanei e moderni.

Poi, nel cuore di Notting Hill, famoso quartiere della capitale del Regno Unito, prende vita la collezione minimale intitolata “South Shelter”: ogni tessuto si fonde e si sposa per edificare un avvolgente strato di forza che custodisce emozioni e sensazioni maschili. Le stampe, presenti comunque in minima parte, sono sostituite dal jacquard giapponese capace di sviluppare forme e disegni del tutto innovativi.

“Unfamiliar Vintage” is the keyword of the company that, as of the end of World War II began producing garments that mix icons of the past to modern and contemporary flavors.

Then, in the heart of Notting Hill, the famous district of the United Kingdom’s capital, it comes to life the minimalist collection titled “South Shelter”: each fabric blends to build an enveloping layer of strength that is able to keep men’s emotions and feelings. Prints, present however in a minimal part, are replaced by the Japanese jacquard able to develop highly innovative shapes and designs.

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Il colore assume un ruolo principale, dando risalto al gioco di volumi costruiti a perfezione ed alle eleganze dal sapore retrò. Infatti, al celeste ed al blu seguono pennellate decise di rosso intenso e di bianco che modellano l’identità visiva dell’uomo e gli permettono, con l’eleganza dei suoi movimenti, di conquistare e raggiungere il proprio obiettivo.

The color plays a major role, emphasizing the play of volumes built to perfection and the elegance with a retro twist. In fact, the light blue and the blues are followed by strong brushstrokes of deep red and white that shape the visual identity of the man and allow him, with the elegance of his movements, to win and achieve its goals.

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La collezione “South Shelter” colpisce nel segno: manifestare al pubblico il gusto ricercato ed allo stesso tempo commerciale del brand che, muovendosi armoniosamente tra ricerca e tradizione, imprime nella mente di spettatori e clienti il vero “claim” che ne caratterizza l’attività: “Historically New”.

La S/S 2015 di GarbStore è un gioco di luci e colori, immersi nella raffinata quiete dell’alba, alla fermata di una metropolitana vuota subito dopo essere stata invasa di sogni di coloro che, alla ricerca della felicità, abitano le notti estive.

The collection “South Shelter” hits the mark: demonstrate to the public the refined taste and at the same time the commercial side of the brand, moving harmoniously between research and tradition, imprinting in the minds of viewers and customers the real “claim” that characterizes its proposals: “Historically New”.

The GarbStore S/S 2015 is a play of light and color, immersed in the refined quietness of dawn, at an empty subway station soon after being invaded by the dreams of those who, in search of happiness, live fully their summer nights.

Niccolò Piccioni

 

Depression, fifty shades of black on unisex pieces

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Nero e unisex: sono questi gli aggettivi che ben delineano lo stile firmato Depression. Tutto comincia quando due giovani, Kenny Lim e Andrew Loh, si incontrano: lavorano entrambi in pubblicità, Kenny è copywriter, Andrew fa l’art director.
 
Designer autodidatti, decidono di fondare una loro etichetta: ispirati dalle sub-culture di Singapore, i due vedono decisamente il mondo attraverso un’ottica ribelle ed è questo il taglio che decidono di dare al loro brand.

Black and unisex: these are the adjectives that well outline the style signed by Depression. It all begins when two young, Kenny Lim and Andrew Loh, meet: both work in advertising, Kenny is a copywriter, while Andrew is an art director.
 
Self-taught designers, they decided to form their own label: inspired by the sub-cultures of Singapore, the two definitely see the world through a rebel perspective and that’s the atmosphere that they decide to give their brand.

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Depression nasce nel 2006 e prende spunto dai generi punk e gotico, ma guarda anche allo street style con l’aggiunta di tocchi di cultura cinese.
Quest’anno, Singapore festeggia 50 anni di indipendenza dalla Malesia: Kenny e Andrew hanno deciso di rendere omaggio alla loro maniera attraverso una collezione che si ispira alle date significative nella storia della città-stato.

Depression was founded in 2006 and is inspired by punk and gothic genres, but also looks at the street style by adding touches of Chinese culture.
This year, Singapore celebrates 50 years of independence from Malaysia: Kenny and Andrew decided to pay tribute in their own way through a collection inspired by the significant dates in the history of the city-state.

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Il risultato è racchiuso in capi che guardano al futuro senza dimenticare il passato: entrambi i designer sono di etnia cinese e ciò è visibile nell’uso degli ideogrammi che si sposano con uno stile urbano fatto di “cinquanta sfumature di nero” su pezzi unisex drappeggiati e stratificati.

The result is enclosed in garments that look to the future without forgetting the past: both designers are Chinese and this is visible in the use of the ideograms that are combined with an urban style made of “fifty shades of black” pieces of unisex draped and stratified.

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Depression ha già partecipato a eventi di moda internazionali tra i quali la Singapore Audi Fashion Festival, la Seoul Fashion Week e la Malaysia Mercedes Benz Fashion Week: celebrità come il rapper Taboo dei Black Eyed Peas sono stati fotografati con capi firmati dal brand.
 
C’è da scommettere che l’avanzata di Kenny e Andrew andrà molto oltre i confini di Singapore e che i due riusciranno a vestire le anime dark e misteriose di tutto il mondo, superando la differenza tra maschile e femminile.

Depression has already participated in international fashion events such as the Singapore Audi Fashion Festival, the Seoul Fashion Week and Malaysia Mercedes Benz Fashion Week: celebrities like the rapper Taboo of Black Eyed Peas were photographed with pieces of clothings designed by this brand.
 
It can be bet that in their creative journey Kenny and Andrew will go far beyond the borders of Singapore and that the two will be able to dress the dark and mysterious souls of the whole world, surpassing the difference between male and female.

 

Emanuela Pirrè

 

Coliac: the colorful and innovative world of Martina Grasselli

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Conoscevamo la linea Coliac per le geometrie e i decori dei bijoux che la designer Martina Grasselli, fondatrice del brand, ci proponeva con successo da alcune stagioni.Poi una novità che è subito piaciuta: scarpe che si abbelliscono grazie a perle, gemme e persino piercing al posto dei lacci!Un mondo affascinante e colorato che non ha mancato di ricevere numerosi apprezzamenti anche all’ultima edizione di White.

La designer, che ha alle spalle il conseguimento di una laurea in Fashion and Textile Design alla Naba di Milano e una presso L’École Supérieure des Arts Appliqués Duperré a Parigi, continua a stupirci con il suo approccio innovativo e girlie, i riferimenti all’arte, e in attesa dei nuovi percorsi di Coliac l’abbiamo raggiunta per una breve chiacchierata.

We knew the line Coliac for the geometries and the decorations of the bijoux that the designer Martina Grasselli, founder of the brand, has been proposing with success for several seasons.Then arrived something new that we immediately liked: shoes adorned by pearls, gems and even piercing instead of laces!A fascinating and colorful world that did not fail to receive many appreciations even at the latest edition of White in Milan.

The designer, who has a degree in Fashion and Textile Design at NABA in Milan and at the École Supérieure des Arts Appliqués Duperré in Paris, continues to amaze us with her innovative and girlie approach, the references to art, and looking forward to the new paths Coliac will have soon, we reached her for a brief chat.

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Da dove è nata l’idea delle calzature ‘ingioiellate’?
Coliac parte come marchio di bijoux, dopo alcune stagioni mi è venuta l’intuizione di creare la scarpa gioiello, una derby maschile da donna, da poter usare anche la sera e che potesse sostituire i tacchi. Vivo così la scarpa come una tela bianca da abbellire con quello che so fare meglio: i gioielli!
 
Quale la scarpa che ha avuto più successo e quale quella che ami di più?
Ogni modello di scarpa della mia collezione prende il nome dalle donne della mia famiglia. Il modello che ha avuto più successo è la Derby Adele, alla quale ho sostituito i lacci con piercing di strass, è una scarpa che ho dedicato a mia nonna Adelaide Coliac, che mi aveva già ispirato nella scelta del nome da dare al mio brand. La scarpa che amo di più è la Derby Martina, ricoperta di perle.

Where does the idea of “jewel-shoes” come from?
Coliac was conceived as a brand of jewels….some seasons later, I had an intuition to create the jewel-shoes, a men’s derby model for women, to be worn on evenings as well and to replace heels ….for me shoes are an empty painting to be embellished with what I can do best, that is jewels!
 
What is the most successful model and the one you love most?
Each model of shoes takes its name from the women of my family; the most successful model has been the Adele Derby, in which I replaced the laces with rhinestones piercings, dedicated to my grandma Adelaide Coliac who has also inspired me in the choice of the brand name. The shoes I love most are the Martina Derby, covered in pearls.

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Le novità per la f/w 2015-16?
Sono tante! Ho introdotto in collezione la nuova scarpa da ginnastica tutta ricamata a mano, ho inoltre fatto intagliare in modo inedito la suola della Derby Cake, come fosse il vassoio di una torta, e ho ricoperto la zeppa di un modello in vernice tartaruga…e sono molto soddisfatta!
 
Una icona di stile del presente che ti piacerebbe indossasse le tue scarpe?
Tilda Swinton!
 
Una del passato?
Diana Vreeland, su tutte.
 
Un  film, un artista, un libro che ti hanno ispirato?
Per i film ti direi: “Les enfants du paradis”, di di Marcel Carné, e con la sceneggiatura di Jacques Prévert; come libro: “Just Kids” di Patti Smith; l’artista è sicuramente Fortunato Depero.

What are the new proposals for the 2015-16 F/W?
There will be plenty of news …I have integrated the collection with the new sneaker shoes completely embroidered by hand, I got an unusual cut for the derby cake sole, as if it was a cake tray, and I created a wedge heel model covered in turtle varnish …I am really satisfied!
 
Is there an icon of the present you would like to wear your shoes?
Tilda Swinton
 
And one from the past?
Diana Vreeland
 
A movie, an artist and a book you have drawn inspiration from?
A movie: Les Enfants du Paradis,
A book: Just kids by Patty Smith,
An artist: Fortunato Depero

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Il tuo più grande amore, al di là della moda e del tuo lavoro?
Non parli di persone, vero? Collezionare cose! Specchi antichi, scatole, falli d’artista, vasi di modernariato, piatti, acquasantiere, oggetti kitsch. Sono una collezionista di tutto, una vera fanatica, e giro per tantissimi mercatini.
 
Personal Hero?
I miei nonni.
 
La tua definizione di eleganza?
Secondo me l’eleganza è il connubio che si crea tra le contraddizioni. La serietà e l’ironia, il casual e il ricercato…
 
Un sogno nel cassetto?
Disegnare i gioielli per Lanvin.
 
Come è stata l’esperienza del White?
Molto bella e intensa, come sempre stimolante. Un ambiente davvero creativo.

What’s your biggest love, besides fashion and your work?
You are not talking of people, are you? I love collecting things… old mirrors, boxes, artists’ faults, vases, modern art objects, dishes, stoups, kitsch stuff… I collect everything, I am a real fanatic and i browse through so many street markets.
 
Personal hero?
My grandparents
 
How would you define elegance?
In my opinion, elegance is the union of contradictions: seriousness and irony, casual and refined style etc..
 
A secret dream?
Designing jewels for Lanvin

How was your experience at White?
Wonderful and intense …as usual, a stimulating and creative environment

Gianluca Sini

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Simone Cosac, la magia del profumo

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I cinque sensi sono i mezzi attraverso i quali sperimentiamo e impariamo: tra di essi, l’olfatto ricopre sicuramente un ruolo fondamentale, tanto da essere protagonista di un tipo di memoria.

La memoria olfattiva è in grado di portarci indietro nel tempo e di farci riconoscere un odore anche dopo molti anni: è per questo motivo che l’arte della profumeria è strettamente connessa con ricordi, sensazioni ed emozioni, facendo del profumo una questione strettamente personale.

The five senses are the tools through which we experience and learn: among them, smell definitely plays a vital role, as to be involved in a type of memory.

The olfactory memory is able to take us back in time and let us recognize a smell even after many years: for this reason the art of perfumery is closely connected with memories, feelings and emotions, making the scent a strictly personal matter.

 

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In questa dimensione, Simone Cosac Profumi, firma italiana specializzata in fragranze di lusso, si muove perfettamente a proprio agio: la sua nascita è basata sulla vera storia fra Bianca Cappello e il granduca Francesco I de’ Medici, dapprima amanti e poi sposi durante il periodo del Rinascimento.

In this dimension, Simone Cosac Perfumes, an Italian brand specialized in luxury fragrances, moves perfectly at ease: its birth is based on the true story of Biaca Cappello and the Grand Duke Francesco I de ‘Medici, that first became lovers and then married during the Renaissance period.

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L’azienda è stata fondata da Simone Cosac nel 2008 a Villa La Tana, sulle colline che abbracciano Firenze, la residenza che Francesco donò a Bianca e dove adesso vive Simone con la sua famiglia: nel giardino, neroli e rose si intrecciano con edera e glicine, creando un’atmosfera magica e misteriosa.

The company was founded by Simone Cosac in 2008 in Villa La Tana, in the hills surrounding Florence, the residence that Francesco gave to Bianca and where now Simone lives with her family, and in the garden neroli and roses are intertwined with ivy and wisteria, creating a magical and mysterious atmosphere.

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Attraverso un viaggio olfattivo in quest’angolo verde, tra memoria e suggestioni, Simone ha concepito le note del suo primo profumo, “Perle di Bianca”, fragranza che dà una moderna interpretazione delle atmosfere rinascimentali, ispirandosi all’eleganza di colei che divenne famosa per la sua bellezza e raffinatezza.

Through an olfactory journey in this green corner, between memory and suggestions, Simone has created the notes of her first fragrance, “Perle di Bianca (Bianca’s Pearls)”, a fragrance that gives a modern interpretation of the Renaissance atmosphere, inspired by the elegance of the woman who became famous for her beauty and refinement.

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Sulla base di un accordo esclusivo nato grazie ai petali dei fiori dell’amato giardino di Bianca, Simone Cosac lancia oggi sei nuovi profumi creati dal celebre naso Sonia Constant. “Trama”, “Trama Nera”, “Bianca”, “Peccato”, “Sublime” e “Osé” sono stati creati con l’idea di onorare tutte le donne partendo dalla rosa, regina dei fiori e simbolo delle metamorfosi femminili, dal bocciolo acerbo fino alla piena fioritura.

Based on an exclusive agreement that happened thanks to the petals of the flowers of Biaca’s beloved garden, Simone Cosac today launched six new fragrances created by the famous “nose” Sonia Constant. “Trama”, “Trama Nera”, “Bianca”, “Peccato”, “Sublime” and “Osé” (“Plot”, “Plot Black”, “White”, “Sin”, “Sublime” and “Osé”) were created with the idea of honoring all women, starting from the rose, the queen of flowers and a symbol of female metamorphosis, from immature bud to full bloom.

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Ad accomunare le sei fragranze è inoltre l’eleganza che caratterizza packaging e presentazione. “Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo”, afferma Giulietta nel secondo atto della tragedia più famosa di Shakespeare.

Simone Cosac e Bianca Cappello, due nobili signore unite dall’amore per un giardino segreto, dimostrano la verità di questa affermazione: a contare è il profumo che supera le barriere del tempo e suggella incontri altrimenti impossibili.

To unite the six fragrances is also the elegance that characterizes the packaging and the presentation. ” What’s in a name? That which we call a rose by any other name would smell as sweet”, says Juliet in Act II of Shakespeare’s most famous tragedy.

Simone and Bianca, two noble ladies united by love for a secret garden, demonstrating the truth of this statement: is the perfume that counts and that overcomes the barriers of time and seals meetings that would otherwise be impossible.

 

 
Emanuela Pirré

UN-NAMABLE, a timeless f/w 2015-16 collection

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Volumi, contrasti ed un affascinante dialogo tra textures diverse: la collezione AI 15-16 firmata UN-NAMABLE raggiunge White e riesce a portare alla ribalta una visione lineare e precisa capace di trovare il giusto punto di equilibrio tra tradizione ed innovazione.

La manifattura classica degli artigiani di Carpi da vita a capi dal sapore metropolitano e cosmopolita, adatti ad una donna che si ribella agli orpelli ed in grado di dare sfogo alla propria distintiva bellezza.

Volumes, contrasts and a fascinating dialogue between different textures: the UN-NAMABLE f/w 2015-16 collection presented at the latest edition of White manages to put the spotlight on a linear and precise vision, perfectly able to find the right balance between tradition and innovation.

The manufacture of traditional craftsmen from Carpi give life to clothes that have a strong, metropolitan and cosmopolitan flavor, suitable for a woman who rebels against the trappings and able to to indulge in their distinctive beauty.

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Ad immaginare le creazioni UN-NAMABLE, brand “Made in Italy” lanciato sul mercato nel 2013, sono state le brillanti menti di tre nuovi designer che hanno avuto la possibilità – rispettando la mission dell’azienda di far conoscere i talenti emergenti del fashion system – di disegnare e realizzare ogni singolo capo.

Oltre a rinnovare la collaborazione con il designer italo-giapponese Eita Nakamura, il brand ha inserito due nuove menti italiane il cui acronimo è eN-Pi, attente nella ricerca di materiali e nel design, nonché con esperienza tecnica e di tailoring.

To conceive the UN-NAMABLE creations, a brand “Made in Italy” launched in 2013, are the brightest minds of three new designers who have had the opportunity – respecting the company’s mission to introduce emerging talent in the fashion industry – to design and create each piece.

In addition to renewing the collaboration with designer Italian-Japanese Eita Nakamura, the brand has introduced two new Italian designers whose acronym is eN-Pi, design oriented and expert in the research of materials, but also with a strong technical and tailoring expertise.

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È proprio grazie all’incontro di culture ed idee diverse che nasce un progetto stilistico dal carattere unico e “senza tempo”, estremamente innovativo e sperimentale: il linguaggio della collezione prende forma e si esprime attraverso il mix di texture della vecchia tradizione manifatturiera italiana con nuove esplorazioni tecnologiche.

Per raggiungere la perfezione, ogni materiale si lascia manipolare da maniacali ed infinite provocazioni, sollecitazioni, stravolgimenti, per dare vita ad idee del tutto inusuali e alternative: ne derivano così accostamenti di lana vergine, cashemere, cotone, tessuti/carta che, grazie alle geometrie semplici ed al concetto minimale che fa da linea guida alla collezione, riescono a manifestare con chiarezza il tono del brand.

And ‘thanks to the meeting of cultures and different ideas a style project with a unique and “timeless” has born, a project also extremely innovative and experimental: the language of the collection takes shape and is expressed through the mix of textures of the old Italian manufacturing tradition with new technology exploration.

To achieve perfection, each material is each material is manipulated by manic and endless provocations, solicitations, upheavals, to give life to quite unusual and alternative ideas: the final results are combinations of wool, cashmere, cotton, paper textiles who, thanks to simple geometries and the minimalist concept that serves as guideline to the collection, can demonstrate clearly the mission of the brand.

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La collezione della prossima stagione invernale riesce a proporre un nuovo concept di design, dove le forme si semplificano e si fanno elementari, funzionali ed in grado di accompagnare le forme del corpo, plasmate dal carattere prezioso della sartorialità italiana e delle sperimentazioni multiformi che scaturiscono dalla ricerca.

The collection for next winter season propose a new design concept, where the forms are simplified and become elementary, functional and able to accompany the body shapes, molded by precious skills of Italian tailoring and by multiform sperimentations arising from research.
 

 

Niccolò Piccioni

Backpack your style!

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Se la parola zaino vi stimola solo ricordi di gite e libri di scuola, dovreste far pace con l’idea che avete di questo accessorio perché da qualche stagione il backpack, come lo chiamano nel mondo anglosassone, è diventato un must have da avere in guardaroba, declinato in tanti modi. Lo dimostrano chiaramente le foto raccolte all’ultima edizione di White, ce n’è davvero per tutti i gusti e con molte idee da copiare subito. Sicuramente molto apprezzato quello sportivo, che spesso fa pensare a scampagnate in montagna, anche se chi lo porta sulla schiena non si è mai spostato dal centro cittadino. Il più gettonato è quello minimal, nero, essenziale, sottolinea uno stile metropolitano, capace di strizzare l’occhio al fashion system più concettuale, fra Rick Owens e Margiela. Non mancano le eccentricità. Non tutti riescono a integrare nel proprio outfit con nonchalance una borsa a forma di testa di tigre o di extraterrestre, chi ci riesce sarà sicuramente fra i più fotografati ai fashion shows delle capitali internazionali della moda.

Gianluca Sini

 

Backpack your style!

If the word rucksack brings to your mind only memories of school books and school trips, you should make peace with the idea that you have of this accessory because in the last few seasons the backpack, as it is known in the English-speaking world, has become a must-have in our wardrobes, declined in many ways. As these photos collected at the last edition of White show clearly, there’s something for every taste and with many ideas to be copied immediately. Certainly we must admit that the more sporty ones, which often bring to mind mountains climbings and walks, are a lot appreciated although the person who wears them on his back has never moved from the center of his city. The most loved ones are the minimal, black, more basic versions that emphasizes a metropolitan style, able to wink at the more conceptual fashion system, between Rick Owens and Margiela. Obviously eccentricity cannot miss. Not everyone can integrate into his outfit with nonchalance a bag shaped as the head of a tiger or as an extraterrestrial, who will do it successfully will be surely the most photographed outside the fashion shows of the international capitals of fashion.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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“Satellites of Love” collection by Saturnino Eye Wear: look at the universe by style

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L’antica saggezza narra che i pianeti allestissero corrispondenze con la natura, così che il temperamento saturnino risultasse proprio degli artisti: degli animi custodi dell’ispirazione contemplativa proveniente dall’influsso dell’omonimo astro.

La saggezza contemporanea dimostra che ad indossare il nome Saturnino si diventa una mischia eclettica di creatività ed eccellenza: musicista e designer, virtuoso del sound e connoisseur di style. Fondatore di un brand di occhialeria di elevata qualità che a quegli stessi astri dedica anche la seconda collezione in esibizione all’ultima edizione del White: “Satellites of love”.

The antique wisdom tells that planets set up correspondences with nature, so that the saturnine temperament resulted typical of the artists: of the spirits keeping the contemplative inspiration coming from the influence of the namesake star.

The current wisdom proves that wearing the Saturnino name you’ll become an eclectic blend of creativity and excellence: musician and designer, sound virtuoso and style connoisseur. Founder of a high-quality eyewear brand that devotes to the same stars the second collection too displayed at White: “Satellites of Love”.

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Tale nobile estro appartiene, ça va sans dire, a Saturnino Celani, assieme al suo talentuoso team di creativi che porta il nome di Saturnino69. E se l’armonia musicale è questione di perfezione attraversata dall’imperfezione vigorosa del graffio rock, lo stesso accade con gli occhiali firmati Saturnino Eye Wear. Modelli in equilibrio tra la perfezione della lavorazione made in Italy e il fascino eye-catching di uno stile personalissimo, elaborato sulla passione di una vita per gli occhiali e il desiderio nuovo di offrire esclusività al volto di chi li sceglierà.

The noble flair belongs to, ça va sans dire, Saturnino Celani, together with his talented team of creatives named Saturnino69. And if the musical harmony is a matter of perfection crossed by the vigorous imperfection of the rock scrape, the same happens with the Saturnino Eye Wear glasses. Models balancing between the perfection of the made in Italy production and the eye-catching charm of a very personal style, developed on a one-life passion for glasses and the new wish for giving exclusivity to the face of the people that will choose them.

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La collezione “Satellites of love” rinnova l’invito a guardare all’universo attraverso la minutezza ricercata dei dettagli di stile. Cale, Jupiter, Pasife, Mercury e Luna sono solo alcuni dei nomi evocativi dei modelli; il plettro che dà unicità alla punta delle bacchette, il ponte con finitura gold, le nuances colore dal grigio al navy al verde per le lenti e le tinte dense per le montature sono solo alcune delle sofisticatezze.

E il graffio rock c’è eccome: a riprodurre le tracce di vinile su una delle montature più cool del panorama eyewear.

The “Satellites of love” collection renews the invitation to look at the universe through the minuteness of the details of style. Cale, Jupiter, Pasife, Mercury and Luna are only some of the evocative names of the models; the plectrum giving uniqueness to the temples tips, the bridge with golden finish, the nuances from gray to navy to green of the lenses and the dense colors for the frames, are only some of the sophistications.

And the rock scrape is certainly there: it renders the traces of a vinyl on one of the coolest frames in the eyewear scene.

Silvia Scorcella

 

Store now and wear next season: the Statement Coats!

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È stato l’ultimo weekend freddo di primavera ed è forse ora finalmente di metterli via. Pronti cperò on la loro bella personalità per ritornare a farci compagnia, a proteggerci dalle intemperie il prossimo autunno. Sì perché come ben dimostrano queste foto scattate all’ultima edizione del White a Milano, un cappotto deve avere una certa personalità. Avvolgenti e over, sartoriali e modellati sul nostro fisico, con una texture particolare e unica, sempre particolari, con qualcosa di riconoscibile e interessante. Sono gli statement coat come li chiamano all’estero. Capi capaci di caratterizzare il nostro guardaroba e da indossare quando vogliamo farci osservare, quando vogliamo far capire al mondo chi siamo. E abiti così non passeranno mai di moda!

Gianluca Sini

 

Store now and wear next season: the Statement Coats!

This was probably and hopefully the last cold weekend of spring, at least here in Italy, and maybe the time to store them away has finally arrived. They are always ready, with their defined and strong personality, to return and keep us good company, willing to protect us from that terrible weather next fall, which now is to our mind so far away! Yes, because as these pictures taken at the latest edition of White in Milan show us well and clear, a coat must have a certain attitude! It can be oversized and with a cocoon shape, tailored and design on our body, maybe with a one of a kind texture, but a coat must always possess something unique, something recognizable and interesting. Foreign cult magazines call them the “statement coats”. Piece of clothing that are more than able to give our wardrobe a strong appeal, something to wear when you want to be noticed, when you want to say to the world who you are. And clothes like these will never go out of fashion!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Fairywhale: Alessandro Lastella’s fashion is made of fine matter, yet fancy whales swim in it

 

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La fantasia è un posto dove ci piove dentro, diceva Italo Calvino. La fantasia di Alessandro Lastella, invece, è un posto dove ci nuotano le balene: appese a mongolfiere retrò, sospese sui flutti popolati di pesci d’argento rincorsi da pescatori armati di reti a maglie in punto pelliccia, mentre i marinai sfoggiano la loro esperienza in quanto ai nodi di corda, pardon, di maglia. Che si depenni ogni eventuale dubbio riguardo improvvise fantasticherie, troppo strambe per aver a che fare con la moda: l’immaginazione è un gioco serissimo, sopratutto quando le si affida il racconto di una moda concreta e pregiata, nonché nuovissima.

Fantasy is a place where it rains inside, said the famous Italian writer Italo Calvino. Alessandro Lastella’s fantasy, instead, is a place where whales swim inside: hang by retrò dirigibles, suspended over waves populated by silver fishes chased by fishermen armed with nets in fur point, while sailors flaunt their mastery about rope knots, pardon, knitted knots. Let every eventual doubt be removed about some sudden reveries, too bizarre to deal with fashion: imagination is a very serious game, especially when it has to narrate the tale of noble and concrete fashion, as well as brand new.

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Alessandro Lastella ha per l’appunto quella giovinezza per cui l’esperienza maturata presso nomi blasonati prende ora la forma di una moda a suo nome, e di una vera collezione di debutto: Fairywhale.

Il suo inverno 2015 lascia quindi i climi freddi della realtà per tuffarsi, è il caso di dirlo, nella surrealtà di un mondo di fiaba esplorabile sia da lui che da lei, abbigliati in total look che rendono materico questo universo immaginifico.

Alessandro Lastella actually enjoys that youth by which the experience gained at noble names now takes the shape of an eponymous brand, and of a debuting collection: Fairywhale.

His winter 2015, so, leaves the cold climate of reality to dive, sounds right here, into the surreality of a fairy world that can be explored by both him and her, wearing total looks that makes this fancy universe tactile.

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L’esplorazione di un posto così si compie nella calma elegante dell’aplomb sartoriale, reso morbido dalla confortevolezza sportswear e percorso dalla nonchalance eclettica di combinazioni streetwear.

Vale per la T-shirt che si appoggia alla gonna a tubino vagamente vintage, alle felpe rivisitate con bordature o realizzate in tessuti tecnici sperimentali e poi accoppiate alle paillettes iridescenti. E ancora le camicie dal taglio kimono e dal volume design con su maglioni di lana merinos.

Resta solo di avvolgersi in un cappotto bohémien: e poi stringere in pugno un palloncino.

The exploration of such a place has to be fulfilled by the elegant calm of the sartorial aplomb, made soft by the sportswear comfort and covered by the eclectic nonchalance of streetwear combinations.

This is valid for the T-shirt leaning on the vaguely vintage sheath skirt, the sweatshirts revisited with edgings or made of experimental techno fabrics and then coupled to the iridescent glitters. And also for the kimono shirts and those with design shapes and merinos woollen sweaters.

Finally, you only have to wrap yourself into a bohemian coat: and then grab a balloon with your hand.

Silvia Scorcella

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MAY MOMA, the power of contrast

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Il gioiello diventa l’unico ed esclusivo protagonista dell’immaginazione di Simona Nicolosi che, dopo aver lavorato nel mondo della comunicazione e poi in quello dell’alta gioielleria (divisione creativa Damiani), lancia il proprio brand MAY MOMA, selezionato nel 2014 per il World Jewelry Facets, piattaforma di lancio e presentazione di oggetti preziosi realizzati da giovani designer di tutto il mondo in collaborazione con Swarovski.

Jewels are the unique and exclusive protagonists of Simona Nicolosi’s creativity and imagination. The designer after many experiences in the world of communication and in the high jewelery system (she was part of the creativity division for Damiani) in 2012 has launched her brand MAY MOMA, selected in 2014 for the World Jewelry Facets, an important platform for precious objects made by young designers born in collaboration with Swarovski.

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Le forme dei gioielli sono avvolte da una morbidezza innata, capace di rispettare le forme ergonomiche del corpo: così ne derivano anelli, collane e bracciali che, elegantemente, cingono la donna senza soffocarla, mettendone in risalto lo spirito dinamico e, allo stesso tempo, assetato di gusto e bellezza.

The shapes of Nicolosi’s jewels are wrapped with an innate softness and are able to meet the ergonomic shapes of the body. The jewels celebrate the woman emphasizing her dynamic spirit and, at the same time, her thirst for taste and beauty.

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I gioielli firmati MAY MOMA sorprendono nella loro lucentezza, nell’abilità di accostamento tra rigidità (costituite da cubi che rinforzano le opere) e delicatezza, innestata in modo eccellente attraverso l’uso della seta, organza, chiffon e satin. La collezione, dunque, è capace di amalgamare, con grande rispetto, gli opposti, rendendoli bilanciati tra loro, e facendo si che il risultato sia in grado di corteggiare mente ed anima.

The jewelry of “MAY MOMA” astound in their brilliance, in the ability of combining rigidity (consisting of cubes that reinforce the beautiful objects) and gentleness, skillfully engaged through the use of silk, organza, chiffon and satin. The collection, therefore, is capable of mixing, with great respect, opposites, creating a right balance between them and making sure that the result is able to court both mind and soul.

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Nelle creazioni di Simona Nicolosi, caratterizzate, per questa collezione, da due mood principali, Fay e Royale, si inserisce il valore della tradizione: ogni gioiello nasce dalle origini culturali ed artistiche della designer ed attraverso queste si mettono in mostra i giochi di brillantezza.

The creations of Simona Nicolosi, characterized, for this collection, by two main mood, Fay and Royale, presents also a clear value of tradition: each jewel has its roots in the cultural and artistic designer’s dna and through them are put on a brilliance display.

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I due mood principali sono affiancati dai pezzi iconici di MAY MOMA ovvero la Collana Charleston, la Greta, la Lap ed i Bracciali Satin, facendo sì che nella mente degli affezionati clienti si imprima sempre più il potere creativo di Simona Nicolosi.

The two major mood are complemented by iconic pieces of MAY MOMA such as the Charleston necklace, the Greta and the Lap ones and as the Satin Bracelets, ensuring that in the minds of loyal customers will become more and more impress the creative power of Simona Nicolosi.

Niccolò Piccioni


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