Champion, three collections for the White Trade Show that define new codes of sporting heritage

 

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Un cuore a stelle e strisce fuso alla manifatture italiane: Champion Europe, azienda leader nel mercato dell’abbigliamento sportivo, uniformi da gara e da allenamento, nonché di calzature ed accessori, arriva al White Trade Show di Milano per presentare le sue nuove proposte.

L’azienda, caratterizzata da un heritage autentico, si veste della sua credibilità ed affidabilità per dare vita a linee che siano in grado di accompagnare la donna e l’uomo anche nei propri momenti di svago e di fitness: ne derivano tre collezioni, presenti al White che, traendo ispirazione da elementi diversi, sono in grado di imprimere ancora di più il marchio Champion nell’immaginario collettivo.

È il recupero di materiali di scarto, come il Terry ed il Jersey, che da vita alla collezione “Junk De Luxe”: i materiali, riletti in chiave minimal, vengono modellati per generare volumi over e drappeggianti, esaltati dalla tintura a freddo che rimarca la mano irregolare delle superfici con ombre ed effetti faded. Il clima, dunque, nella sua instabilità, diventa fonte di ricerca e di studio affinché anche le peggiori condizioni metereologiche possano essere sconfitte senza arrecare danni alla salute dello sportivo.

 
 

A heart with stars and stripes fused to the manufacturing Italian know how: Champion Europe, a sportswear leading company, uniforms racing and training, as well as footwear and accessories, arrives at the White Trade Show in Milan to present its new proposals.

The company, characterized by an authentic heritage, makes good use of its credibility and reliability to create lines that are able to accompany women and men even in their leisure and fitness moments: the resulting three collections, that will be seen at White, and inspired by different elements, will be able to give even a wider space to the brand in a collective imagination.

And it’s the recycle of waste materials, such as Terry and Jersey, which gives life to the collection “Junk De Luxe”: materials, interpreted with a minimal approach, are modeled to generate oversize volumes and draping, enhanced by a cold tincture that emphasizes the irregular surfaces with shadows and faded effects. The climate, therefore, in its instability, becomes a source of research and study so that even the worst weather conditions can be defeated without harm to the health of the athlete.

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Le forme e la cultura nipponica, miste alla sua subcultura, generano e plasmano il denim che diventa la bandiera delle correnti underground mondiali. Il cubismo e la decostruzione, chiavi estetiche scelte per interpretare la collezione intitolata “Japan Calling”, si iniettano nel blue e nel grigio denim, dando vita alla spina dorsale della linea che rilegge il mondo street giapponese interpretandolo con i codici di lettura del marchio Champion.

Infine, a lambire l’universo femminile, ci pensa la collezione intitolata Reverse Weave che, con approccio innovativo ed ironico, costruisce un parallelismo tra tatuaggi e ricami. Le tigri ed i draghi, icone delle culture orientali, ridefiniscono le superfici minimal e neutre della collezione, con contrasti di colore che provocano una netta rottura. I volumi ampi e le curve fanno da spartito per la costruzione di una collezione dal sapore ricercato, accompagnato da tonalità delicate e tenui che costruiscono il sottofondo musicale.

Non resta che lasciarsi colpire dalle nuove proposte firmate Champion per vivere la giungla metropolitana.

 
 

The shapes and the Japanese culture, mixed with its subculture, generate and shape the denim that becomes the flag of the current underground world. Cubism and deconstruction, keys aesthetic choices to interpret the collection entitled “Japan Calling”, inject themselves in blue and gray denim, creating the backbone of the line that reads the street Japanese world interpreting it with the codes of the brand.

Finally, to flirt with the female universe, there’s the collection entitled “Reverse Weave” that, with an innovative and ironic approach, builds a parallel between tattoos and embroidery. The tigers and dragons, icons of Eastern cultures, redefine minimal and neutral surfaces of the collection, with color contrasts that cause a clean break. The large volumes and the curves form the score for the construction of a collection with a refined taste, accompanied by delicate and soft shades that build the background music.

It only remains to be struck by the new Champion proposals to finally live the daily urban jungle.

Niccolò Piccioni

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The soundtrack for our journey to the sea with LC23’s Leo Colacicco

 

Non è la prima volta che Leo Colacicco partecipa ad una edizione di White con il suo marchio LC23 e, anche questa volta, la sua presenza ha portato all’edizione maschile della fiera lo scorso gennaio tanto colore e uno spirito pop e giocoso.

Il designer ormai vanta, grazie allo humour e alla qualità delle sue proposte, tanti fan, e noi, conquistati da una collezione per la p/e davvero all’insegna del mare, abbiamo chiesto a Leo i cinque pezzi must-have, risalendo con lui, grande amante della musica, alle canzoni che lo hanno ispirato.

Ecco i cinque pezzi da avere della collezione primavera/estate di LC23.

It is not the first time that Leo Colacicco takes part to a White edition with his brand LC23 and, this time, his presence brought to last January edition lots of colors and a pop and playful spirit.

The designer now has, thanks to the humor and the quality of its proposals, many fans, and we, won by a collection for Spring/Summer inspired by the sea, asked Leo his five must-have pieces, going with him, a great music lover of, to find the songs that inspired him.

Here are the five pieces to have from LC23 Spring/Summer 2015 collection.
 

Cream Hawaiian Shirt

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Palme, tavole da surf, spiagge, voglia di evadere! Tutto questo è legato a questa camicia hawaiiana, realizzata con un tessuto californiano in 100% cotone. È abbastanza chiaro per me che la mente vada ad una canzone come “Upside Down” di Jack Johnson, il cantante surfista americano, una canzone acustica da suonare con la chitarra in riva al mare.

Palm trees, surfboards, beaches, a clear desire to escape! All this is related to this Hawaiian shirt, made of a Californian fabric in 100% cotton. It is quite clear to me that the mind goes to a song like “Upside Down” by Jack Johnson, the American surfer and singer, an acoustic song you can play with the guitar by the sea.

 
 

 Palms Suit

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Paesaggi incontaminati, palme, mare, libertà! L’abito realizzato con un tessuto in 100% cotone ricamato con piccole palme, mi fa pensare alla canzone “Follow the sun” di Xavier Rudd, un brano che invita a lasciarsi alle spalle i fardelli della vita, i problemi, che invita a guardare avanti, a cercare un contatto vero e diretto con la natura che ci circonda; d’altronde non è quello che facciamo ogni giorno tutti, continuare ad inseguire il sole?  Ed io spero di donare a chi sceglie LC23 un po’ di sole e di simpatia!

Amazing landscapes, palm trees, sea, freedom! The dress made of a fabric in 100% cotton embroidered with small palm trees, makes me think of the song “Follow the Sun” by Xavier Rudd, a song that invites you to leave behind the burdens of life, the problems, which invites us to look forward, to look for a real contact with nature that surrounds us; moreover, it is not what we do every day all, continue to chase the sun? And I hope to give to those who choose LC23 a bit ‘of sunshine and sympathy!

 
 

Pirate Smile Sweatshirt

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Un pirata felice, questo è quello che raffigura lo smile ricamato con “punto spugna”su questa felpa azzurra di cotone. La mente va automaticamente ad una canzone come “Happy” di Pharrell Whilliams, una vera e propria esplosione di allegria.

A happy pirate, this is the one depicted by th smile embroidered with “sponge point” on this hooded blue cotton. The mind automatically goes to a song like “Happy” sang by Pharrell Whilliams, a real explosion of joy.
 

 
 

 Vichy 8 Colors Shirt

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Spensieratezza, estate, vacanza, colori! Tutto questo è racchiuso in questa camicia realizzata utilizzando otto colori diversi dello stesso tessuto in vichy 100% cotone. Mi fa pensare ad una canzone del mio mito, Jovanotti, cioè “Estate”. Un brano di ispirazione reggae-pop che ti fa immergere immediatamente nella stagione del divertimento e dei colori.

Carefree spirit, summer, holiday, colors! All this is wrapped up in this shirt made using eight different colors of the same fabric in 100% cotton gingham. It makes me think of a song of my myth, Jovanotti, called “Summer”. A reggae-pop inspired track that makes you immediately immerse in the season of fun and color.

 
 

Sailor Sweatshirt

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“Ma dove vanno I marinai con la loro giubba bianca…”, così diceva una meravigliosa canzone dal titolo “Ma come fanno I marinai”, che io adoro nella versione cantata da Francesco De Gregori insieme a Lucio Dalla. Ed è proprio la classica divisa bianca da marinaio che mi ha ispirato nella realizzazione di questa felpa in 100% cotone, con un applicazione realizzata a mano sul retro, che ricorda proprio il fazzoletto da marinaio.

“But where do the sailors go with their white jacket …”, so said a wonderful song called “How do Sailors”, which I adore in the original version sung by Francesco De Gregori with Lucio Dalla. And it is the classic white sailor uniform that inspired me in the creation of this 100% cotton sweatshirt, with an application made by hand on the back, reminiscent the typical handkerchief of a sailor.

 
 
Gianluca Sini

Wrap yourself!

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Un tempo c’erano il tabarro e il poncho. Capospalla inusuali, figli di epoche lontane, usi e costumi locali, o anche esotici ricordi di terre che stanno dalla parte opposte del Pianeta. Poi l’abitudine di avvolgersi contro il freddo in mantelli protettivi e caldi è sparita, sostituita nei glamour anni Ottanta da pellicce sontuose e cappotti stilosi, negli anni Novanta da giacconi dalle linee pure e minimali e infine dai piumini imbottiti che hanno attraversato con successo le decadi. Da alcune stagioni è tornata invece la voglia di riscoprire non solo dei capi dimenticati, ma anche un modo di indossarli, perché la cappa, le mantelle o semplicemente una maxisciarpa con cui avvolgersi, prevedono una gestualità forse meno pratica del chiudere una zip, ma più affascinante. Rimane un appeal retrò che viene controbilanciato da un update preciso su textiles, stampe e colori. I guardaroba si sono così arricchiti di capi nuovi, che dal nostro passato arrivano a parlarci di eleganza contemporanea.

Gianluca Sini

Wrap yourself!

Once there were the cloak and the poncho. Unusual outerwear pieces, children of distant times, local traditions and customs, or even exotic memories of lands that are on the opposite side of the Planet. Then the habit of wrapping against the cold in protective and warm mantels is gone, replaced in glamorous Eighties by sumptuous furs and supertylish coats, in the nineties by jackets with pure and minimal lines, and finally by those puffy jackets that crossed successfully the decades. From some seasons is back instead the desire to rediscover not only forgotten pieces of clothing, but also a way to wear them, because capes, cloaks or simply a maxi- scarf which you wrap around yourself, provide a gesture perhaps less practice of closing a zip, but more fascinating. Remains a retro appeal that is balanced by a precise update on textiles, prints and colors. The wardrobes are so enriched with new winter options, who come from our past to speak a contemporary language of elegance.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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The five C.Y.H. pieces to have in your wardrobe

 

Li abbiamo notati fra i marchi presenti all’ultima ediizione maschile del White, in quella occasione non portavano solo la nuova collezione per la f/w 2015, ma anche quella attuale per la p/e. Conquistati dalla capacità di unire citazioni street ad ispirazioni che vengono da molteplici e differenti arti, abbiamo contattato Giacomo Verrini, titolare di Brillante srl, che si occupa della produzione della linea, ed Emanuele Cottafavi che è lo stylist di Clap Your Hand. Abbiamo chiesto loro di individuare i 5 must have della collezione primaverile di C.Y.H., il risultato è un viaggio arricchente fra mondo del tennis, cinema e un pizzico di letteratura. Ecco quali capi hanno scelto e cosa ci hanno raccontato.

We have noticed them among the brands showcased during the last menswear edition of White – in that occasion, not only the new collection for the f/w 2015 season was presented, but also the current one for the s/s season. Charmed by the ability to merge street connections with inspirations from multiple and different art forms, we have contacted Giacomo Verrini, owner of Brillante srl, in charge of the line maufacturing, and Emanuele Cottafavi, stylist at Clap Your Hand. We have asked them to identify the 5 must-have pieces of the spring collection by C.Y.H., the result is an uprising journey through the world of tennis, cinema and a hint of literature. Here are the pieces that they have selected and what they told us.

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Il pantalone gessato in puro cotone è un omaggio alle atmosfere mondane degli anni ’20, ricamate meravigliosamente fra jazz, blues e champagne ne “Il Grande Gatsby” con Leonardo Di Caprio. Un gusto antico, da riscoprire all’interno del modello più venduto (e più comodo) nella storia di Clap Your Hand, il Jefferson.

Pinstriped trousers from pure cotton are an homage to the frivolous atmospheres from the 20s, wondrously embroidered amidst jazz, blues and champagne with “The Great Gatsby” starring Leonardo Di Caprio. Ancient taste, to be discovered with the best-selling model (and the best comfortable one) in the history of Clap Your Hand: the Jefferson.

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Il cardigan di cotone con inserti di seta lavorato a trecce rappresenta l’essenza primordiale del tennis.  Dalla sua nascita con le prime partite a pallacorda fino all’arrivo del dominatore assoluto del tennis della prima metà del secolo Bill Big Tilden che giocava un tennis agiato, etereo fin troppo sospeso con un ritmo oggi impensabile nemmeno per i minuti di riscaldamento degli atleti. Il tutto con stile, eleganza e puntualità nel servizio come nell’abbigliamento. The cotton cardigan sweater with silk inserts and braided knit represents the primordial essence of tennis. From its very beginning with the first royal tennis matches up to the arrival of the absolute dominator of tennis in the first half of the century  – Bill Big Tilden – who played well-fixed, ethereal tennis,even too much suspended, keeping a pace that could be unimaginable for today’s athletes, not even for their warm-up. All is adorned with style, elegance and accuracy featuring the service and garments as well.

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La Polo in 100% cotone rivista con un nuovo fit, rispetto alle T-shirt proposte nelle collezioni 2014 da C.Y.H., è ispirata sì al tennis più classico della prima metà del Novecento, ma tende, insieme ai ritmi, ai colori, alla musica, al viaggio, agli espedienti di un mondo magico oggi visto come un incanto, riprodotto anche da pellicole come “Easy Value” o l’ultimo film di Woody Allen, “Magic in the Moonlight”. The 100% cotton Polo shirt reinterpreted with a new fitting, compared to the T-shirts proposed for the 2014 collections by C.Y.H., is inspired by the most classical side of tennis from the first half of the Twentieth century, but it tends to rhythms, colours, music, to the journey, to the expedients of a magic world which is today seen as enchanted, also reproduced by movies like “Easy Value” or the last film by Woody Allen, “Magic in the Moonlight”.

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La T-shirt color panna a frange è il capo più vicino allo streetwear legato all’individualità del gioco del tennis. Non solo tecnica, forza e capacità, ma soprattutto testa. Quella istrionica raccontata in “Open” da Andre Agassi espressa con le frange che finiscono le maniche, ma soprattutto quella fatta di attente analisi, della precisa lavorazione della maglieria, che Foster Wallace descrive quando parla del passo degli atleti ne “Il tennis come esperienza religiosa”. The fringed, cream-colour T-shirt is the piece that most approaches streetwear linked to the individuality of tennis. Not just technique, strength and skills, but mind, above all. The histrionic one  proposed in “Open” by Andre Agassi expressed with fringes to finish sleeves, and in particular the one subject to attentive analysis, to a precise processing, described by Foster Wallace when talking about the athletes’ pace in “Tennis as religious experience”.

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Il bomber lavorato con palline imprimè fonde dentro sé il concetto di Streetailoring, punto focale del brand. Uno stile deciso, che unisce la vestibilità elegante, il Made in Italy con la praticità del bomber, mixando il concetto delle palline da tennis ad una vestibilità più attuale tratta direttamente dallo streetwear e dal mondo della subcultura americana The bomber jacket decorated with imprimé small balls shapes the concept of Streetailoring, focal point of the brand. A determined style, combining elegant wearability, Made in Italy, with the comfort of the bomber jacket, mixing the concept of tennis balls with a more current wearability, which is directly derived from streetwear and from the world of American subculture.

Gianluca Sini

Didier Parakian f/w 2015-16: the fascination of the journey in search for a luxurious quiet

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Chiudete gli occhi e lasciatevi abbracciare da questa suggestione: l’edonismo che profuma e si colora di esotismo, la ricerca di una felicità sensuale che accarezza e appaga i sensi tutti. Una ricerca che si compie in un viaggio lontano: verso lidi esotici, luoghi dove la quotidianità caotica sfuma via nella quiete delle bellezze naturali. Ora riaprite gli occhi: e immergetevi in tal suggestione indossando il lussuoso prêt-à-porter firmato Didier Parakian.

Close your eyes and let this evocative inspiration embrace you: hedonism smelling of exoticism, the search for a sensual happiness flattering and satisfying all your senses. A hunt carried out during a faraway journey: towards exotic shores, places where the chaotic routine blurs away into the calm of nature’s beauty. Now open your eyes: and sink into such a suggestion wearing the luxurious prêt- à-porter designed by Didier Parakian.

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La poesia è connaturata al brand francese: alla maison Didier Parakian si mescolano il gusto della cultura armena che è dono di famiglia, la raffinatezza squisitamente francese del territorio in cui il brand si stabilisce, e la qualità eccellente del made in Italy a cui gli abiti sono affidati per trasformare le suggestioni in creazioni lussuose.

Poetry is instilled into the French brand: at maison Didier Parakian the taste for Armenian culture, that is a family gift, blends with the exquisitely French refinement of the place where the maison is established, and with the excellent quality of made in Italy to whom the clothes are entrusted to turn their suggestions into luxury creations.

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Nella collezione femminile F/W 2015-16 l’ispirazione si fa ancor più seducente. Un giardino nascosto, la luce debole dei lampioni, fiori notturni sbocciati al calare del sole: parte da qui un viaggio raccontato con texture dai colori brillanti, stampe in cui i motifs geometrici di spirito metropolitano si mescolano a inflorescenze esotiche e le nuances creano giochi di contrasti. Ed il tatto è felicemente appagato da nuove miscele eccellenti di filati, che arricchiscono i jacquard e rendono la maglieria ancor più protagonista.

Tanto il lusso eccellente, che la maison Didier Parakian sta conquistando un successo sempre più vasto: intanto le sue suggestioni saranno in mostra alla prossima vicinissima edizione di White Milano.

In F/W 2015-16 collection the inspiration goes more seductive. A hidden garden, the soft light of the street lights, night flowers blossomed at sunset: the journey starts here, told by vividly colored textures, prints where the urban spirit of geometrical motifs mixes with exotic efflorescences and the nuances play a contrasts game. And your touch is happily satisfied by new excellent blends of yarns, that enrich the jacquards and make knitwear a real protagonist.

So much excellent luxury that the maison Didier Parakian is achieving a huge success: nevertheless its creations are about to exposed at next White Milano edition.
 

Silvia Scorcella

PHINE: the fine and good side of functional fashion

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Bello e buono: così amavano predicare con grande consapevolezza in quella culla di saggezza che fu l’antica Grecia. E come ben si sa, ogni principio davvero saggio non conosce tempo, anzi: si rivela sempre una base solida su cui costruire promettenti visioni proiettate al futuro. Nessun rischio di eccessivo argomentare, bensì una doverosa introduzione per comprendere il valore dell’ideale che il brand PHINE porta con sé. Tanto più che la sua parola-chiave prediletta è: Useful Beauty.

Bellezza Utile, dunque: a ben pensarci, infatti, in questi nostri tempi di quotidianità svelta e bramante versatilità, la vera bontà è rappresentata dall’efficienza, giusto?

Nice and good: thus they loved to preach with great awareness during that cradle of wisdom that was the Old Greece. And, as we know very well, every true right principle is timeless: it always proves to be a solid base to build promising vision towards future on. No risk of excessive arguing here, yet a deserved introduction to better understand the value of the ideal that the PHINE brand brings. All the more, its favorite key-word is: Useful Beauty.

Beauty that is useful, so: actually in this era where the everyday routine is fast and always wishing for versatility, the true goodness is represented by efficiency, don’t you think so?
 

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Ed ecco che grazie a PHINE il segreto è così svelato: agguantare il progresso tecnologico, piegarlo alle volontà variegate dei desideri di amanti della moda e cultori del gusto, esplorare i giusti equilibrismi tra estetica intrigante e performance confortevoli, ed infine declinare il tutto in una collezione dedicata al prossimo inverno 2015 e presentata nella recentissima edizione di White.

And voilà, thanks to PHINE the secret is revealed: grabbing the technologic progress, bending it to the variegated desires of the fashion lovers, exploring the right balance between an intriguing aesthetic and comfortable performances, and finally turning everything into a collection for the next FW 2015-16 season, showcased at the latest White edition.

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Vestibilità sartoriale e precisione robotica dell’assemblaggio: tradizione ed innovazione, quella mischia perfetta in cui la storicità dell’artigianato italiano incontra l’evoluzione tecnologica del design e l’eccellenza nazionale si amplifica nelle prestazioni altamente funzionali d’ispirazione internazionale. Buono si diceva, anzi buonissimo anche per la salute: la ricerca firmata PHINE offre infatti capi antibatterici e totally waterproof. And everything will be PHINE!

Tailored fit and assembling robotic precision: tradition and innovation, that perfect blend where the historical Italian craftsmanship meets the design technologic evolution and the national excellence grows within the highly functional performances of international inspiration. Speaking of good, rather very good for personal healthtoo: PHINE’s research offers also antibacterial and totally waterproof clothes. And everything will be PHINE!

Silvia Scorcella

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Moto Guo, dal “Bambino Fossilizzato” al 3D

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Moto Guo torna a far parlare di sé grazie all’irriverenza delle proprie creazioni e ai mondi ispirativi di riferimento.

Dopo il grande successo della collezione “Out Like A Light” il designer malesiano, diplomato presso il Raffles College di Kuala Lumpur, torna con la nuova collezione capace di rievocare il mondo dei bambini, anche se in maniera meno leziosa di quanto ci si aspetterebbe dal tema e decisamente più di ricerca. Infatti, traendo ispirazione da un libro per i più piccoli, Moto Guo capisce che l’unica forma in grado di rappresentare ogni discorso è la curva.

Moto Guo is under the spotlight again thanks to his creations’ irreverence and their inspirational worlds.

After the great success of the collection “Out Like A Light” the Malaysian designer, graduated from the Raffles College of Kuala Lumpur, is back with a new collection that can evoke the world of children, although in a less coy than we would expect from the theme and with definitely more research. In fact, drawing inspiration from a book for toddlers, Moto Guo understands that the only form capable of representing every speech is the curve.

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Proprio la curva, modellata in base alle necessità, segna le nuove creazioni che vanno a dare vita a diversi segmenti della collezione: la versione Flat, dove la semplicità risulta essere il mezzo di comunicazione e la messa a fuoco di ogni indumento sono le scollature, le aperture e le tasche; la versione 2D, dove il designer applica la tecnica di ghiaia o bolla quilting per evocare emozioni diverse e per mettere le sue prospettive in gioco, prefigurando il nuovo inizio della collezione; la versione 3D, caratterizzata da bolle create sulla superficie del capo, sfidando i sensi visivi del pubblico ad andare oltre la fisicità.
 

The curve, modeled according to the needs, marks the new creations ranging to give life to different segments of the collection: the Flat version, where simplicity turns out to be the means of communication and the focus of each garment are necklines, openings and pockets; the 2D version, where the designer applies the technique of gravel or bubble quilting to evoke different emotions and to put its prospects in the game, foreshadowing the new beginning of the collection; the 3D version, characterized by bubbles created on the surface of the piece of clothing, challenging the visual senses of the audience to go beyond the physical.

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Per raccogliere tutte le creazioni è stato scelto il nome “A Litho Odd“. “La parola Litho deriva da Lithopedion,” spiega Moto, “che significa ‘bambino pietra’ o ‘bambino fossilizzato’, un fenomeno strano che in biologia si verifica quando un infante è nel grembo materno e, prendendo la sua forma, muore fossilizzato. La madre con il bambino fossilizzato potrebbe anche non notare di essere incinta!”.

Un mondo apparentemente lontano dalla moda, ma capace di raccontare molto dei mondi ispirativi e onirici di un designer all’avanguardia.

Moto Guo è capace di incuriosire e di lasciare il fiato sospeso. Tuttavia, mancano ancora pochi giorni all’apertura di WHITE, a cui il designer partecipa, e quindi presto potremmo ammirare le sue creazioni.

To link all the creations was chosen the name “A Litho Odd“. “The word is derived from Litho Lithopedion,” says Moto, “which means ‘stone child’ or ‘child fossilized’, a strange phenomenon in biology that occurs when an infant is in the womb and, taking its shape, dies fossilized. the mother with the baby fossilized might not even notice that she is pregnant.”

Seemingly a world away from fashion, but able to tell a lot of the inspirational worlds, the research and the dreams of a cutting-edge designer.

Moto Guo’s work can intrigue and leave speechless in suspense. However, there are just a few days to the opening of the White Show, in which the designer will be present, and so soon we may admire his creations.
 

Stefano Mastropaolo

Filippo Fanini, la Santità dell’Arcangelo Michele

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L’Arcangelo Michele immortalato da Potorno, uno degli autori più illustri della corrente Manieristica sviluppatasi nei primi anni ’20 del 1500, sovrasta con il suo piede un demonio, mostrando la propria austerità e forza in nome del Dio Cristiano. Lo stesso vigore si tuffa, corredato da una sapiente attenzione stilistica e didascalica, nella collezione autunno/inverno 2015-16 di Filippo Fanini, che sarà presentata in occasione della prossima edizione di White.

Archangel Michael immortalized by Potorno, one of the most famous authors of the current manieristic developed in the early 20s in 1500, dominates with his foot a demon, showing their strength and austerity in the name of the Christian God. The same force dives, accompanied by a wise attention stylistic and didactic, the fall/winter 2015-16 Filippo Fanini collection, which will be presented at the next edition of the White Trade Show.

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Nato a Perugia, classe 1981, Filippo Fanini incarna la bellezza del Made in Italy e l’alta artigianalità legata al mondo delle pelli di lusso, con sprazzi di contaminazione nord-europea. Ridefinendo le regole della Moda, supportato da un’attenta ricerca di tecnologie innovative e sperimentazioni avanguardistiche, il designer plasma una collezione tutt’altro che anacronistica, immergendo l’uomo e la donna nella Storia che stanno vivendo: come per le vesti del dipinto del Michele Arcangelo, la collezione è caratterizzata dalla morbidezza sulle spalle e dalla rigidità delle linee inferiori. Ad amalgamare i contrasti ci pensano le geometrie ed i tagli precisi che fasciano il corpo femminile e che, invece, regalano uno stile più casual alla bellezza maschile.

Born in Perugia, born in 1981, Filippo Fanini embodies the beauty of the Made in Italy and high craftsmanship linked to the world of luxury leathers, with flashes of Northern Europe contamination. Redefining the rules of fashion, supported by careful research of innovative technologies and avant-garde experiments, the designer makes collection that’s not anachronistic, immersing man and woman in history who are experiencing: as for the clothes of the painting Michael the Archangel, the collection is characterized by its softness on the shoulders, and the stiffness of the lower lines. To amalgamate the contrasts there are the geometries and precise cuts that wrap around the female body and that, instead, offer a more casual style to male beauty.

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Le fondamenta cromatiche sono affidate al nero e al blu che sono innestati al verde boreale ed all’ambra bianca per l’uomo, all’oro ed al metallo per la donna – che conosce l’unico tocco di vero colore nel blocco cerniera. Immancabili gli accessori, che rappresentano il brand Filippo Fanini: lo zaino, dalle forme sperimentali e coraggiose, si accosta alla borsa da viaggio, caratterizzata dai volumi morbidi ed accoglienti.

Non resta che attendere – ancora poco – per immergersi nell’universo stilistico ed artistico firmato Filippo Fanini.

The foundations are entrusted color to black and blue that are geared to the green northern lights amber and white for man, and the gold metal for the woman – who knows the only true color touch in the block hinge. Inevitable accessories, which represent the brand Filippo Fanini: backpack, experimental shapes and bold approaches, and the travel bag, characterized by soft volumes and welcoming.

We just have to wait – just a few days – to step back into the stylistic and artistic signed Filippo Fanini.

Niccolò Piccioni

TROPIANO: classic meets modern

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Selene Tropiano si è diplomata alla Marangoni di Milano e oggi vive e lavora a Londra. Dopo aver collaborato con marchi prestigiosi, nel 2014 ha deciso di intraprendere una sua strada personale dando vita al brand che porta il suo cognome, TROPIANO: è una linea interamente fatta in Italia e pensata per l’uomo contemporaneo.

Memore degli studi in Arte e Architettura intrapresi prima del periodo in Marangoni, Selene crede nella forte relazione esistente tra moda e design: viviamo, costruiamo e modifichiamo lo spazio intorno a noi anche attraverso il modo in cui vestiamo, mostrando la nostra personalità e i nostri ideali.

Questa convinzione porta a capi dalle strutture morbide con dettagli che rimandano al design: i tessuti maschili classici bilanciano perfettamente formale e informale fino a ottenere un look casual, ma di lusso.

Seguendo le proprie origini, la designer ha portato TROPIANO sulla strada dell’alta qualità: dalla scelta dei tessuti alla produzione, ogni capo è attentamente sviluppato da laboratori italiani.

Selene Tropiano graduated to Marangoni in Milan and now lives and works in London. After collaborating with prestigious brands, in 2014 she decided to take her own personal way, creating the brand that bears her name, Tropiano: a line entirely made in Italy and designed for the contemporary man.

Reminiscent of the studies in Art and Architecture undertaken before the period at Marangoni, Selene believes in the strong relationship between fashion and design: we live, build and modify the space around us through the way we dress, showing our personality and our ideals.

This belief leads to garments with soft textures with details that recall the design: the classic masculine fabrics balance perfectly formal and informal up to get a casual, but also luxurious, style.

Following her origins, the designers took Tropiano on the road of high quality: from the choice of materials to production, each piece is carefully developed by Italian laboratories.
 

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La collezione autunno / inverno 2015-16 parte da uno sguardo ai modernismi urbani e ai design ingegneristici degli anni ‘50, periodo che ancora oggi è di grande ispirazione per architetture di avanguardia: nasce così una collezione nella quale il classico incontra il moderno, i colori sono profondi (grigi cemento, melange in tutte le sfumature, nero puro) e i loghi sono quasi assenti per permettere allo stile inconfondibile di parlare da sé.

Le silhouette sono leggermente oversize: il fit casual è ottenuto attraverso interventi di modellistica come l’abbassamento del giromanica e del cavallo dei pantaloni.

The fall/winter 2015-16 begins with a look at modernism and urban design engineering of the 50s, a period that is still a great inspiration for avant-garde architecture: in these way takes form a collection where classic meets modern, the colors are deep (gray cement, melange in all shades, pure black) and the logos are almost absent to allow the style of speaking for itself.

Silhouettes are slightly oversized: the casual fit is achieved through interventions on the graments as the lowering of sleeves and inseams.
 
 

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Ricordi orientali si possono riscontrare nelle camicie dalla manica a kimono o dal colletto alla coreana, non mancano quelle dalle linee più pulite, con colli casual leggermente strutturati.

I pantaloni di taglio sartoriale sono strutturati nella cintura interna con tessuti in contrasto e impunture a vista fatte a mano: nonostante il taglio classico, mostrano dettagli di design con asimmetrie e tagli geometrici nelle tasche.

I bottoni in vero corno o in vera madreperla sono un dettaglio distintivo; le cuciture sono ad effetto “non finito” oppure in contrasto di colore. I materiali sono in linea col rigore della collezione e comprendono cotone, flanella, lana Super 100’s e 140’s, cashmere, seta, Super Kid Mohair lavorato singolarmente o con lana merino extra fine: le sofisticate tecniche di finissaggio dei filati permettono una particolare resistenza ai lavaggi. Il vero lusso sta sempre nei dettagli!

Oriental memories can be found in the shirts with kimono sleeves or a corean collar, but there are also shirts with more casual necks, slightly structured.

The pants are tailored structured in the inner belt with contrasting fabrics and visible stitching handmade: despite the classic cut, they show design details with asymmetry and geometric cuts into the pockets.

Buttons in horn or genuine mother of pearl are a distinctive detail; seams are in an “unfinished” effetc or in a contrasting color. The materials are in style with the rigor of the collection and include cotton, flannel, wool Super 100′s and 140′s, cashmere, silk, Super Kid Mohair worked individually or with merino extra fine: the sophisticated techniques of yarn finishing allow a particular resistance to washing. Real richness is in the details!
 
 

Emanuela Pirré

Trakatan: the perfect imperfection of the objects designed by wise hands and eclectic passion

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Ne pronunci il nome e ti sembra di tirar fuori un suono nuovo, più che una melodia una stramba armonia: un groviglio di consonanti diverso dagli usuali titoli evocativi. Trakatan è diverso nel modo in cui suona tanto quanto nel modo in cui fa moda, e in quanto ad evocare ha scelto un ammirevole riferimento da far risuonare: il Made in Italy più noble.

Trakatan! Dà la sensazione dell’accadimento, di un evento che prende forma davanti agli occhi e compiace anche le mani: le sue borse sono invero proprio così, pezzi unici come accadimenti irripetibili. E pregiati perché realizzati nei pellami migliori, trattati con tutto il garbo raffinato e l’accuratezza storica del fare artigiano squisitamente italiano.

You pronounce its name and it seems that you’re taking out a new sound, instead of a melody it’s a bizarre harmony: a cluster of consonants different from the usual evocative titles. Trakatan is different in the way it sounds as well as in the way it designs fashion and, as to evoking, it has chosen an admirable reference to resound: the noblest Made in Italy.

Trakatan! It gives the impression of a happening, an event taking its shape in front of your eyes and gratifying also your hands: its bags are actually like this, unique pieces as unrepeatable happenings. And refined, because made by the best leather, treated with the fine manners ant antique accuracy of the exquisitely Italian craftsmanship.

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Trakatan è un brand giovane eppure già risoluto nella sua identità: frutto della passione di Andrea Boffetta e Carlotta Sampò, sceglie l’essere all’apparire. O meglio: sceglie la bellezza del divenire piuttosto che l’immobilità dell’estetica di superficie. Le sue borse ed accessori sfoggiano l’eleganza minimale di forma e sostanza: che scivola tra i generi celebrando l’applauso unisex, che appaga il gusto per qualsivoglia situazione grazie a dettagli funzionali che rendono gli oggetti versatili in un effetto domino in cui i manici si fanno tracolle, le borse diventano zaini, la tradizione si mescola all’innovazione.

E il fascino degli accessori Trakatan matura nel tempo impreziosendosi dei gesti di mani sapienti: da quelle che creano con cura profonda, a quelle che ne rendono mutevole la bellezza con l’uso.
 

Trakatan is a young brand yet determined over its identity: issue of the passion of Andrea Boffetta and Carlotta Sampò, it chooses the existence instead of the appearance. Or rather, it chooses the beauty of becoming instead of the stillness of the superficial aesthetic. Its bags and accessories flaunt the minimal elegance of form and substance: that slides between genders celebrating the unisex applause, that fulfills the taste for every situation thanks to functional details that make the objects versatile in a domino effect where the handles turn into shoulder straps, the bags become backpacks, tradition melts with innovation.

And the charm of Trakatan accessories grows as the time goes by, enriched by wise hands’ gestures: from those designing them with deep cure, to those making their beauty changeable by using them.

Silvia Scorcella


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