DA.INKE SS 2016: the menswear wardrobe will belong to a warrior of a Post Atomic Era

 

La moda, l’arte, l’immaginifico, ma anche l’arte, l’immaginifico, la moda: non c’è un ordine esatto, se non quello che parte da una dimensione prediletta per poi riversare idee e forme sulle altre, come fosse un sistema di vasi comunicanti.

Per il brand DA.INKE le basi sono offerte dall’arte: da lì, la visione del mondo si fa potentemente immaginifica, per poi assumere le forme di una moda di stile maschile e d’indole guerriera.
 

Fashion, art, imaginary, but also art, imaginary, fashion: there’s no a correct order, other than the one starting by a favorite dimension from which then pouring ideas and shapes on the others, as if within a communicating vessels system.

For DA.INKE the basis are offered by art: from there the vision about the world becomes strongly fantastic and then takes the forms of a fashion having menswear style and warlike nature.

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Il progetto DA.INKE si presenta così: innanzitutto artisti che impugnano l’arte come unico criterio di riferimento, i principi di armonia, equilibrio, proporzione e simmetria come norme comportamentali in quanto al fashion design, la propria percezione del mondo come motivo d’ispirazione e l’eccellenza del made in Italy come realizzazione.

The DA.INKE project introduces itself like this: above all as artists grabbing art as a unique criterion, the principles of harmony, balance, proportion and symmetry as behavior rules regarding fashion design, their own perception of the world as inspiration and the excellence of Made in Italy as realization.
 

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Realizzazione di una collezione, la SS 2016, che del mondo fa una previsione fantascientifica al limitar di un futurismo utopistico tenebrosamente negativo: immaginifico si diceva, sin dal titolo “Post Atomic Era”.

Il guerriero della SS 2016 si aggira quindi in una sorta di Waste Land dell’era che verrebbe se il mondo venisse devastato da guerre nucleari e catastrofi disastrose, un po’ à la “Blade Runner” di ieri e un po’ à la “Mad Max: Fury Road” di oggi.

Se il fine è la lotta alla sopravvivenza condotta in area urbana, lo stile ideale prende dunque forma militare, con capi capaci di scomporsi grazie ad un velcro particolare, fatti di tessuti idrorepellenti e tinti di nero uranio cangiante.
 

Realization of a collection, the SS 2016, that makes a fictional forecast of the world, quite a utopian futurism act darkly negative, just from the title “Post Atomic Era”.

The warrior of the SS 2016 collection walks around a sort of Waste Land of the era that would come if the world had been devastated by nuclear war and disastrous catastrophes, as in “Blade Runner” yesterday and “Made Max: Fury Road” today.

If the goal is fighting for surviving done in an urban area, then the ideal style takes military shapes, with clothes able to break into different parts thanks to a particular velcro, made in water resistant fabrics and colored in iridescent uranium black.

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E ancora stampe giallo fluo e rosso fuoco, tocchi di grigio e persino di bianco: a ricordar che al di là di visioni fantascientifiche, l’uomo guerriero è quanto di più moderno possa percorrere le strade di qualsivoglia città.

And also fluo yellow and full red prints, touches of gray and even white: as to remember us that beyond fictional visions, the warrior is the most modern man walking on the street of whatever cities

Silvia Scorcella

 

NostraSantissima, precious elegance of the past and the future

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Una vecchia televisione a tubo catodico; un bar in piazza al calar del sole. Quell’odore di sigaro che riempie l’ambiente, la barba incolta e le mani segnate dal lavoro, dalle ore sotto il sole e dai momenti trascorsi nei campi per produrre ricchezza e consentire alle nuove generazioni di diventare “grandi”.

An old television; a bar in the main square at sunset. That smell of cigar which fills the air, an unkempt beard and hands marked by hard work, the hours under the sun and the time spent in the fields to produce wealth and allow the younger generation to grow.

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Dietro alla collezione invernale 2015/16 firmata NostraSantissima si nasconde, senza troppe maschere, l’intelligenza di conoscere e riconoscere il passato, facendolo diventare vero e proprio punto di origine – e di forza – per la sinfonia stilistica che Marco e Cristian, i fondatori del Brand, riescono ad orchestrare.

Behind the NostraSantissima’s winter 2015/16 collection hides, without too many masks, the intelligence to know and recognize the past, making it a real point of origin – and strength – for the stylistic symphony that Marco and Cristian, the founders of the Brand, are able to orchestrate.

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Il grigio ed il bianco naturale si mostrano le pietre ottimali sulle quali edificare le architetture del design della collezione NostraSantissima: gli ampi volumi si impossessano di camicie e pantaloni, nonché delle giacche dalla lavorazione minimale. Sapori orientali, nello specifico giapponesi, incontrano il gourmet visionario dell’Avant-Garde, iniettandosi direttamente nella sartoria retrò: questa fusione rende possibile l’innesto tra il fascino dei primi anni del Novecento e la contemporaneità del nostro Secolo. Gli abiti dei nonni, dei bisnonni e di tutti i parenti lontani, dunque, tornano a prendere vita non per assecondare i bisogni vintage del Fashion System, ma per onorare e glorificare il fascino e l’eleganza, perduti nei i libri di storia, che hanno caratterizzato intere generazioni.

Gray and natural white are the best stones on which to build the architecture of the design of the NostraSantissima collection: large volumes take possession of shirts and pants, and jackets, born from a minimal processing. Oriental flavors, especifically Japanese ones, meet the visionary Avant-Garde gourmet, injecting themselves directly into retrò-tailoring: this mix makes possible the engagement between the charm of the early twentieth century and our contemporary era. The clothes of our grandparents, or great grandparents and all distant relatives, then, returning to take life to satisfy the needs of vintage that the fashion system have, but to honor and glorify the charm and elegance, lost in the history books, that characterized all past generations.

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La stampa a ciliegia, infine, segna l’unico tocco di colore che si intreccia al lino, alla canapa ed al cotone, dando vita ad una stampa divertente e, allo stesso tempo, in linea con l’intera collezione. Non resta che spogliarsi del semplice essere “alla moda” per abbracciare una visione di “moda” quanto più culturale possibile; una cultura che trae ispirazione dal Passato, lo stesso passato che rende grande il Bel Paese, ma che comprende anche quella creatività che lo può far risplendere ora.

The cherry prints finally scored the only touch of color that weaves the linen, hemp and cotton, creating a fun touch and, at the same time, something in line with the entire collection. All that remains is to undress the simply being “fashionable” attitude to embrace a vision of “fashion” as much cultural as possible; a culture that takes its inspiration from the past, the past that makes great our Bel Paese, but that also includes the creativity that can make it shine now.

Niccolò Piccioni

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If the node is an intersection of lines, the shoe is a junction of stylish ideas and rigorous craft

 

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“Less is More” è quella lezione preziosa che puoi apprendere ovunque: è una condizione dell’animo che ti coglierà anche nel gusto, perché l’essenzialità ha un modo di appagare il desiderio che è silenzioso eppur completo. Tale nobile insegnamento sembra riecheggiare dalle creazioni firmate Node: calzature pregiate nei materiali, eccellenti nell’abilità artigiana che li plasma, sofisticate nell’apparente semplicità della forma.
E come un altro insegnamento di più popolare derivazione ammonisce: mai fidarsi delle apparenze!

“Less is more” is the noble lesson you can learn everywhere: is a state of the soul that will grab even your taste, because essentiality satisfies the desire in a silent but complete way. Such a remarkable class seems to be found as an echo in the shoes designed by Node: refined shoes for the materials, excellent in the craftsmanship shaping them, sophisticated in the apparent simplicity of the form.
And, as another but more common lesson teaches: you must never trust appearances!

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La superficie, pulita nelle linee rigorose a tratti spigolose in punta ma che tornano morbide ad avvolgere le giuste sinuosità del piede, cela infatti la destrezza di lavorare i dettagli, tanto materici quanto ideali. La filosofia Node, per l’appunto, concilia riferimenti eterogenei anche nell’ispirazione: la bellezza semplice dei classici senza tempo e il fascino design dei modelli più famosi della storia fashion.

The surface, clean by the rigorous lines sometimes pointy on the tips but also soft while wrapping the right curves of the foot, conceals in fact the ability to work the details, both material and ideal. Node’s philosophy, indeed, joins the miscellaneous references even for inspiration: the simple beauty of timeless classics and the charming design of the most famous paragons in the fashion history.

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Il gusto di giustapporre idee, stili e culture con la stessa nonchalance del gesto postmoderno, curando al contempo l’irreprensibilità tecnica della manifattura: l’etica di Node è già racchiusa nel nome. Node come nodo, punto d’incrocio di linee geometriche, luogo di ramificazione sullo stelo di una pianta nonché intersezione fra visioni di design: nella fattispecie quelle di Joshua Cohen, che di Node è il direttore creativo, e di Lee Cousins, che del brand è il design director.

The pleasure of juxtaposing ideas, style and cultures by the same nonchalance of the postmodern gesture, taking care at the same time of the technical rigour of the artisanal method: Node’s ethic is already kept into its name. Node as the point at which geometric lines meet, the part of the plant stem where a leaf is attached as well as the intersection among visions of style: in this particular case those of Joshua Cohen, the Creative Director of Node, and of Lee Cousins, the Design Director of the brand.

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Principi di etica che poi si fanno estetica: nei tronchetti solidi e nelle stringate affilate, nelle ballerine geometriche eppur gentili e nelle decollété slanciate dal tacco appena curvato, nell’intera collezione pura nella forma e lussuosa nella sostanza.

Principles of ethic that then turn into aesthetics: in the solid ankle boots and in the sharpen brogues, in the ballerinas geometric yet gentle and in the slender pumps with lightly bent heels, in the entire collection pure in its form and luxurious in its substance.

Silvia Scorcella

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This summer just put on a cap!

 

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Sarà colpa, o merito, del successo della cultura hip hop, di quanto è riuscita ad infiltrare l’immaginario popolare, i nostri gusti e il modo di vestire. Ma forse è anche espressione di come lo youth style e il mondo sportivo siano arrivati ad influenzare il modo di vestire degli adulti e di chi lo sport al massimo lo guarda in tv. Fatto è che il cappellino da baseball dall’essere tratto distintivo delle divise degli atleti e dei loro fan è diventato accessorio elettivo degli adolescenti prima, se pensiamo allo stile college insieme al varsity c’è sicuramente il cappellino in tinta della squadra del cuore, e poi di ogni rapper e r’n’b star che si rispetti e da lì il passo per diventare accessorio leader nel guardaroba di ogni fashion addicted il passo è stato breve. Non ne siete convinti? Guardate queste foto scattate alle ultime edizioni del White per convincervi! E se non l’avete, cosa meglio di un cappellino da baseball per l’estate che sta arrivando?

Gianluca Sini

 

Backpack your style!

We could blame, or give credit to, the success of hip hop culture, of how much it has been able to infiltrate the popular imaginery, our tastes and the way we dress. But perhaps it is also an expression of how the youth style and the world of sports have come to influence the adults style of dressing and the wardrobe of those who maybe look at sports mostly on TV. The fact is that baseball caps from being a distinctive part of the athlete’s uniforms, and of their fans, became accessories of choice for the teenagers before, if we imagine the college style along with the varsity jacket there is definitely the favorite team cap to match, and then of every rapper and r’n’b star and from there the step to become a leading accessory in the wardrobe of every fashion addicted was quite short. Don’t you agree with me? Look at these photos at White latest editions to convince you! And if you have not, what better than a baseball cap to protect you from the sun during next summer?

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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G.A.V.E.T.T.A. s/s 2015 collection: a touch of retrò flavour with a contemporary experimentation

Dal vecchio recipiente in alluminio con coperchio munito di manico che veniva utilizzato per il pasto dei soldati in missione, arriva il nome del brand G.A.V.E.T.T.A., fondato nel 2014 da Stefano “Sabuba” Savelli e Matteo “Michael” Pretolani.

Due teste roventi, quattro abili mani ed infiniti stimoli che irrigano di creatività la collezione che trae ispirazione da icone di tempi passati, segnando la linea retrò della collezione s/s 2015: Ray Petri e Walker Evans.

From the italian name of the old aluminum container with a lid equipped with a handle that was used for the meal of the soldiers on a mission, comes the name of the brand G.A.V.E.T.T.A., founded in 2014 by Stefano “Sabuba” Savelli and Matteo “Michael” Pretolani.

Two hot heads, four skilled hands and countless inputs that irrigate with creativity the collection inspired by icons of the past, marking the retrò appeal of the s/s 2015 collection: Ray Petri and Walker Evans.

 

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Ray Petri is alive … Ray Petri is still alive” diventa il grido di battaglia delle creazioni che rievocano ed omaggiano il genio che ha illuminato la seconda Metà del Novecento morto a 41 anni, dopo aver rivoluzionato il mondo della moda. Ray Petri, colui che oltrepassò il concetto di fashion e rese la contestazione molto più moderna, influenza la collezione di G.A.V.E.T.T.A. intrecciandosi in maniera indissolubile ai capi: ne derivano giacche e T-shirt dal sapore denim che accarezzano il corpo maschile e lo avvolgono.

Ray Petri is alive … Ray Petri is still alive” became the battle cry of the creations that evoke and pay homage to the genius who lit the second half of the twentieth century, who died at age 41, after having revolutionized the world of fashion. Ray Petri, who crossed the classical concept of fashion and made the challenge much more modern, influences the G.A.V.E.T.T.A collection intertwined inseparably with the clothing: the result are jackets and T-shirt with a denim taste caressing the male body and wrapping it.

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Il minimalismo delle creazioni, i tagli puliti e lineari ed i colori non esasperati si lasciano influenzare dal fascino crudo e diretto della fotografia di Walker Evans, protagonista del Novecento che, dopo essere diventato famoso per gli scatti che ritraggono la Crisi Economica degli Anni ’30, attraverso la macchina fotografica, riuscì ad immortalare momenti e frangenti di denuncia sociale.
 

The minimalism of the creations, the linear and clean cuts and the not exasperated colors are influenced by the raw and direct charm of the photography of Walker Evans, a star of the twentieth century that, after he became famous for his photographs depicting the economic crisis of the ’30s, through the camera, was able to capture moments and situations of social protest.

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G.A.V.E.T.T.A. costruisce una stagione estiva dal sapore Retrò, ma che appare totalmente moderna, alla ricerca di una bellezza che spesso viene lasciata nel dimenticatoio. Lo stile degli Anni ’30, e poi degli Anni ’40, plasmano come un anelito di vita, la collezione che brilla attraverso i colori decisi e le forme ritmate incontrando il potere della contemporanea sperimentazione messa in atto dai due designer. Non resta che farsi sedurre dall’incanto di questi abiti.

G.A.V.E.T.T.A. builds a summer with a retrò flavor, that at the same time seams so modern, looking for a beauty that is often left forgotten. The style of the ’30s, and then the 40s, mold, as a yearning for life, the collection that shines through the natural colors and punctuated shapes by meeting the power of contemporary experimentation developed by the two designers. All that remains is to be seduced by the enchantment of these dresses.

Niccolò Piccioni

 

BeckSöndergaard Xmas15 and pre-SS16: from Scandinavian design to inspiration in Japan

 

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Siete invitate ad lungo viaggio da indossare: percorrete la distanza che unisce il design scandinavo talentuoso e l’ispirazione alla delicatezza decorativa giapponese, vi avvolgerete in calde sciarpe, entrerete in poetici giardini di seta, sfoggerete bagliori luccicanti indosso e borse contemporary al braccio.

Un viaggio che inizia dai primi freddi della collezione Xmas 2015 e giunge alla mitezza della pre Spring/Summer 2016: entrambe sono firmate BeckSöndergaard e le potrete conoscere presso la sezione Only Woman dedicata dal White alle pre-collezioni donna.

You’re invited to a long journey to wear: you’ll walk the distance joining the talented Scandinavian design and the inspiration to the Japanese decorative gentleness, you’ll wrap yourself into warm scarves, you’ll enter silk poetic gardens, will flaunt glitters on and contemporary bags on your arm.

A journey starting from the first cold times of the Xmas 2015 collection up to the mildness of the pre Spring/Summer 2016 one: both are designed by BeckSöndergaard and will be featured at the Only Woman section that White devotes to the womenswear pre-collections.

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Il brand nasce a Copenhagen, il suo nome unisce quello delle fondatrici Lis Beck e Anna Søndergaard e le sue creazioni conquistano immediatamente il gusto con accessori pregiati, eppure accessibili: le sciarpe sono quel che più le caratterizza, le borse le hanno rese celebri, cinture e gioielli completano lo stile che propongono, i materiali ricercati le distinguono e le stampe disegnate a mano rendono unico ogni pezzo firmato BeckSöndergaard.

The brand comes from Copenaghen, its name joins the names of the two founders Lis Beck and Anna Søndergaard and its creations immediately win by noble accessories yet affordable: the scarves mainly characterize it, the bags have made it renowned, belts and jewelry complete its style, the fine materials distinguish it and the prints drawn by hand made every BeckSöndergaard item unique.

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La tradizionale finezza del Giappone ispira dunque entrambe le collezioni, mescolandosi a tocchi di eccentrica contemporaneità: nella Xmas 2015 è racchiusa nel tartan che fa da sfondo a voli di uccelli sulle sciarpe in soffice lana, che si affiancano a quelle che brillano di paillettes scintillanti come le clutch per le serate di festa, e ancora alle borse stampate a rilievo.

Il poncho è il pezzo bellissimo per l’inverno, che nella pre-primavera lascia spazio alle sciarpe dai colori soffici, a libellule e ciliegi fioriti, alla carpa che è simbolo di felicità e alle borse trapuntate. Della stessa trapuntatura tradizionale del Sol Levante, ma interpretata come design scandivano vuole, ça va sans dire!

The traditional Japanese finesse inspires both the collections, so, blended with touches of contemporary eccentricity: in Xmas15 it is held in the tartan as a background for birds flying on soft woollen scarves, standing beside those shining of paillettes as bright as the clutches for the party evenings, and also those printed in relief.

The poncho is the amazing piece for winter, then in the pre-spring leaves the room to scarves softly colored, to dragonflies and flourished cherry-trees, to the carp that is a symbol of happiness and to the quilted bags. As traditional Oriental quilting would teach, but interpreted as Scandinavian design would interpret, of course!

 

Silvia Scorcella

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RHBPROJECT: dreamed and designed in Italy, enjoyed along the coolest streets

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Istruzioni per un uso consapevolmente fashion del brand RHBPROJECT: ispirarsi alle sottoculture urbane, rifinire con la sottigliezza dei dettagli à la haute couture, e indossare il tutto con l’attitude risolutamente stylish da strada che attraversa qualsivoglia capitale della moda.

Il creatore narra di non essere nuovo né innovativo, non è giapponese, nord europeo né tantomeno avant-garde: e, sorpresa! non è nemmeno uno stilista, ma nasce come grafico. Però, ha in dote quell’ambita qualità di saper osservare il mondo attorno: ovvero, interpretare le proprie memorie intrecciandole alle intuizioni per il futuro di tutti i cultori dello streetwear dall’appeal intenso, e car-pirne i desideri da trasformare in abiti e accessori totally made in Italy.

Instructions for a consciously fashion use of the RHBPROJECT brand: be inspired by the urban subcultures, put the finishing touches as refined as the haute couture details, then wear the whole by the attitude as stoutly stylish as it would be on a street crossing whatever fashion capital.

The creator tells that he’s not new nor innovative, not Japanese, North European nor avant-garde: and, surprise! he’s not even a fashion designer, but he started as a graphic one. But he flaunts that sought skill for wisely observing the world around: that is, interpreting his own memories weaving them to the intuitions about the future of all those passionate of the streetwear having a dense ap-peal, grabbing their desires and turn them into clothes and accessories totally made in Italy.

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Desideri di che cosa? Di un mood variegato ma dal carattere ben definito che mixa la nonchalance espressiva e impattante del writing col graffio della musica elettronica, i volumi loosy dell’hip hop e l’attitude chic da clubbing: lo spirito ruvido restio al bon ton da centro sociale e la voglia di divertirsi e far divertire la folla come un dj.

Desires for what? For a variegated mood yet with a well-defined character that mixes the expressive and impacting nonchalance of writing to the scratch of electronic music, the loosy volumes of hip hop to the chic attitude of clubbing: the rough spirit of squats reluctant to bon ton and the will for having fun and amusing the crowd as a dj.

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La collezione firmata RHBPROJECT in esibizione alla prossima edizione di giugno di White pro-pone T-shirt dalla lunghezza maxi sia per lui, che l’avrà con tre taschini a cascata, che sulla felpa di-ventano quattro e si spargono secondo una rigorosa asimmetria, mentre si moltiplicano ancor più sul bomber sopra i pantaloni tagliati da fessure zippate, sia per lei: che l’indosserà a mò di abito, magari sotto una maglia a rete a strategico effetto see-through.

Così da sbirciarci meglio la scritta “I know Mark Von Rama” e scoprire l’identità del tal creatore che firma RHBPROJECT: Marco Rambaldi.

The RHBPROJECT collection that will be exhibited at next White edition in June proposes long T-shirts bot for him, that will have three pockets becoming four on the shirt scattered by a rigorous asymmetry, while they multiply on the bomber over the trousers cut by zips, and for her: that will wear it as a dress, maybe under a net-worked sweater with a strategic see-through effect.
So that you could have a better sneak peek on the print “I know Mark Von Rama” and discover the true identity of RHBPROJECT creator: Marco Rambaldi.

 

Silvia Scorcella

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“South Shelter”, from Notting Hill the s/s 2015 GarbStore collection

 

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Le immagini e l’estetica si fanno pulite ed esaltano il valore delle linee e la semplicità apparente dei capi: questa, a prima vista, può essere la presentazione della collezione s/s 2015 firmata GarbStore, brand londinese che opera nel cuore pulsante di Portobello.

The images and the aesthetics are clean and enhance the value of the lines and the apparent simplicity of the garments: this, at first glance, may be the presentation of GarbStore s/s 2015 collection, a London based brand that operates in the center of the famous Portobello.

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“Unfamiliar Vintage” è la parola chiave dell’azienda che, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha iniziato a produrre capi che miscelano icone del passato a sapori contemporanei e moderni.

Poi, nel cuore di Notting Hill, famoso quartiere della capitale del Regno Unito, prende vita la collezione minimale intitolata “South Shelter”: ogni tessuto si fonde e si sposa per edificare un avvolgente strato di forza che custodisce emozioni e sensazioni maschili. Le stampe, presenti comunque in minima parte, sono sostituite dal jacquard giapponese capace di sviluppare forme e disegni del tutto innovativi.

“Unfamiliar Vintage” is the keyword of the company that, as of the end of World War II began producing garments that mix icons of the past to modern and contemporary flavors.

Then, in the heart of Notting Hill, the famous district of the United Kingdom’s capital, it comes to life the minimalist collection titled “South Shelter”: each fabric blends to build an enveloping layer of strength that is able to keep men’s emotions and feelings. Prints, present however in a minimal part, are replaced by the Japanese jacquard able to develop highly innovative shapes and designs.

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Il colore assume un ruolo principale, dando risalto al gioco di volumi costruiti a perfezione ed alle eleganze dal sapore retrò. Infatti, al celeste ed al blu seguono pennellate decise di rosso intenso e di bianco che modellano l’identità visiva dell’uomo e gli permettono, con l’eleganza dei suoi movimenti, di conquistare e raggiungere il proprio obiettivo.

The color plays a major role, emphasizing the play of volumes built to perfection and the elegance with a retro twist. In fact, the light blue and the blues are followed by strong brushstrokes of deep red and white that shape the visual identity of the man and allow him, with the elegance of his movements, to win and achieve its goals.

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La collezione “South Shelter” colpisce nel segno: manifestare al pubblico il gusto ricercato ed allo stesso tempo commerciale del brand che, muovendosi armoniosamente tra ricerca e tradizione, imprime nella mente di spettatori e clienti il vero “claim” che ne caratterizza l’attività: “Historically New”.

La S/S 2015 di GarbStore è un gioco di luci e colori, immersi nella raffinata quiete dell’alba, alla fermata di una metropolitana vuota subito dopo essere stata invasa di sogni di coloro che, alla ricerca della felicità, abitano le notti estive.

The collection “South Shelter” hits the mark: demonstrate to the public the refined taste and at the same time the commercial side of the brand, moving harmoniously between research and tradition, imprinting in the minds of viewers and customers the real “claim” that characterizes its proposals: “Historically New”.

The GarbStore S/S 2015 is a play of light and color, immersed in the refined quietness of dawn, at an empty subway station soon after being invaded by the dreams of those who, in search of happiness, live fully their summer nights.

Niccolò Piccioni

 

Depression, fifty shades of black on unisex pieces

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Nero e unisex: sono questi gli aggettivi che ben delineano lo stile firmato Depression. Tutto comincia quando due giovani, Kenny Lim e Andrew Loh, si incontrano: lavorano entrambi in pubblicità, Kenny è copywriter, Andrew fa l’art director.
 
Designer autodidatti, decidono di fondare una loro etichetta: ispirati dalle sub-culture di Singapore, i due vedono decisamente il mondo attraverso un’ottica ribelle ed è questo il taglio che decidono di dare al loro brand.

Black and unisex: these are the adjectives that well outline the style signed by Depression. It all begins when two young, Kenny Lim and Andrew Loh, meet: both work in advertising, Kenny is a copywriter, while Andrew is an art director.
 
Self-taught designers, they decided to form their own label: inspired by the sub-cultures of Singapore, the two definitely see the world through a rebel perspective and that’s the atmosphere that they decide to give their brand.

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Depression nasce nel 2006 e prende spunto dai generi punk e gotico, ma guarda anche allo street style con l’aggiunta di tocchi di cultura cinese.
Quest’anno, Singapore festeggia 50 anni di indipendenza dalla Malesia: Kenny e Andrew hanno deciso di rendere omaggio alla loro maniera attraverso una collezione che si ispira alle date significative nella storia della città-stato.

Depression was founded in 2006 and is inspired by punk and gothic genres, but also looks at the street style by adding touches of Chinese culture.
This year, Singapore celebrates 50 years of independence from Malaysia: Kenny and Andrew decided to pay tribute in their own way through a collection inspired by the significant dates in the history of the city-state.

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Il risultato è racchiuso in capi che guardano al futuro senza dimenticare il passato: entrambi i designer sono di etnia cinese e ciò è visibile nell’uso degli ideogrammi che si sposano con uno stile urbano fatto di “cinquanta sfumature di nero” su pezzi unisex drappeggiati e stratificati.

The result is enclosed in garments that look to the future without forgetting the past: both designers are Chinese and this is visible in the use of the ideograms that are combined with an urban style made of “fifty shades of black” pieces of unisex draped and stratified.

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Depression ha già partecipato a eventi di moda internazionali tra i quali la Singapore Audi Fashion Festival, la Seoul Fashion Week e la Malaysia Mercedes Benz Fashion Week: celebrità come il rapper Taboo dei Black Eyed Peas sono stati fotografati con capi firmati dal brand.
 
C’è da scommettere che l’avanzata di Kenny e Andrew andrà molto oltre i confini di Singapore e che i due riusciranno a vestire le anime dark e misteriose di tutto il mondo, superando la differenza tra maschile e femminile.

Depression has already participated in international fashion events such as the Singapore Audi Fashion Festival, the Seoul Fashion Week and Malaysia Mercedes Benz Fashion Week: celebrities like the rapper Taboo of Black Eyed Peas were photographed with pieces of clothings designed by this brand.
 
It can be bet that in their creative journey Kenny and Andrew will go far beyond the borders of Singapore and that the two will be able to dress the dark and mysterious souls of the whole world, surpassing the difference between male and female.

 

Emanuela Pirrè

 

Coliac: the colorful and innovative world of Martina Grasselli

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Conoscevamo la linea Coliac per le geometrie e i decori dei bijoux che la designer Martina Grasselli, fondatrice del brand, ci proponeva con successo da alcune stagioni.Poi una novità che è subito piaciuta: scarpe che si abbelliscono grazie a perle, gemme e persino piercing al posto dei lacci!Un mondo affascinante e colorato che non ha mancato di ricevere numerosi apprezzamenti anche all’ultima edizione di White.

La designer, che ha alle spalle il conseguimento di una laurea in Fashion and Textile Design alla Naba di Milano e una presso L’École Supérieure des Arts Appliqués Duperré a Parigi, continua a stupirci con il suo approccio innovativo e girlie, i riferimenti all’arte, e in attesa dei nuovi percorsi di Coliac l’abbiamo raggiunta per una breve chiacchierata.

We knew the line Coliac for the geometries and the decorations of the bijoux that the designer Martina Grasselli, founder of the brand, has been proposing with success for several seasons.Then arrived something new that we immediately liked: shoes adorned by pearls, gems and even piercing instead of laces!A fascinating and colorful world that did not fail to receive many appreciations even at the latest edition of White in Milan.

The designer, who has a degree in Fashion and Textile Design at NABA in Milan and at the École Supérieure des Arts Appliqués Duperré in Paris, continues to amaze us with her innovative and girlie approach, the references to art, and looking forward to the new paths Coliac will have soon, we reached her for a brief chat.

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Da dove è nata l’idea delle calzature ‘ingioiellate’?
Coliac parte come marchio di bijoux, dopo alcune stagioni mi è venuta l’intuizione di creare la scarpa gioiello, una derby maschile da donna, da poter usare anche la sera e che potesse sostituire i tacchi. Vivo così la scarpa come una tela bianca da abbellire con quello che so fare meglio: i gioielli!
 
Quale la scarpa che ha avuto più successo e quale quella che ami di più?
Ogni modello di scarpa della mia collezione prende il nome dalle donne della mia famiglia. Il modello che ha avuto più successo è la Derby Adele, alla quale ho sostituito i lacci con piercing di strass, è una scarpa che ho dedicato a mia nonna Adelaide Coliac, che mi aveva già ispirato nella scelta del nome da dare al mio brand. La scarpa che amo di più è la Derby Martina, ricoperta di perle.

Where does the idea of “jewel-shoes” come from?
Coliac was conceived as a brand of jewels….some seasons later, I had an intuition to create the jewel-shoes, a men’s derby model for women, to be worn on evenings as well and to replace heels ….for me shoes are an empty painting to be embellished with what I can do best, that is jewels!
 
What is the most successful model and the one you love most?
Each model of shoes takes its name from the women of my family; the most successful model has been the Adele Derby, in which I replaced the laces with rhinestones piercings, dedicated to my grandma Adelaide Coliac who has also inspired me in the choice of the brand name. The shoes I love most are the Martina Derby, covered in pearls.

COLIAC

Le novità per la f/w 2015-16?
Sono tante! Ho introdotto in collezione la nuova scarpa da ginnastica tutta ricamata a mano, ho inoltre fatto intagliare in modo inedito la suola della Derby Cake, come fosse il vassoio di una torta, e ho ricoperto la zeppa di un modello in vernice tartaruga…e sono molto soddisfatta!
 
Una icona di stile del presente che ti piacerebbe indossasse le tue scarpe?
Tilda Swinton!
 
Una del passato?
Diana Vreeland, su tutte.
 
Un  film, un artista, un libro che ti hanno ispirato?
Per i film ti direi: “Les enfants du paradis”, di di Marcel Carné, e con la sceneggiatura di Jacques Prévert; come libro: “Just Kids” di Patti Smith; l’artista è sicuramente Fortunato Depero.

What are the new proposals for the 2015-16 F/W?
There will be plenty of news …I have integrated the collection with the new sneaker shoes completely embroidered by hand, I got an unusual cut for the derby cake sole, as if it was a cake tray, and I created a wedge heel model covered in turtle varnish …I am really satisfied!
 
Is there an icon of the present you would like to wear your shoes?
Tilda Swinton
 
And one from the past?
Diana Vreeland
 
A movie, an artist and a book you have drawn inspiration from?
A movie: Les Enfants du Paradis,
A book: Just kids by Patty Smith,
An artist: Fortunato Depero

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Il tuo più grande amore, al di là della moda e del tuo lavoro?
Non parli di persone, vero? Collezionare cose! Specchi antichi, scatole, falli d’artista, vasi di modernariato, piatti, acquasantiere, oggetti kitsch. Sono una collezionista di tutto, una vera fanatica, e giro per tantissimi mercatini.
 
Personal Hero?
I miei nonni.
 
La tua definizione di eleganza?
Secondo me l’eleganza è il connubio che si crea tra le contraddizioni. La serietà e l’ironia, il casual e il ricercato…
 
Un sogno nel cassetto?
Disegnare i gioielli per Lanvin.
 
Come è stata l’esperienza del White?
Molto bella e intensa, come sempre stimolante. Un ambiente davvero creativo.

What’s your biggest love, besides fashion and your work?
You are not talking of people, are you? I love collecting things… old mirrors, boxes, artists’ faults, vases, modern art objects, dishes, stoups, kitsch stuff… I collect everything, I am a real fanatic and i browse through so many street markets.
 
Personal hero?
My grandparents
 
How would you define elegance?
In my opinion, elegance is the union of contradictions: seriousness and irony, casual and refined style etc..
 
A secret dream?
Designing jewels for Lanvin

How was your experience at White?
Wonderful and intense …as usual, a stimulating and creative environment

Gianluca Sini

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