Fairywhale: Alessandro Lastella’s fashion is made of fine matter, yet fancy whales swim in it

 

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La fantasia è un posto dove ci piove dentro, diceva Italo Calvino. La fantasia di Alessandro Lastella, invece, è un posto dove ci nuotano le balene: appese a mongolfiere retrò, sospese sui flutti popolati di pesci d’argento rincorsi da pescatori armati di reti a maglie in punto pelliccia, mentre i marinai sfoggiano la loro esperienza in quanto ai nodi di corda, pardon, di maglia. Che si depenni ogni eventuale dubbio riguardo improvvise fantasticherie, troppo strambe per aver a che fare con la moda: l’immaginazione è un gioco serissimo, sopratutto quando le si affida il racconto di una moda concreta e pregiata, nonché nuovissima.

Fantasy is a place where it rains inside, said the famous Italian writer Italo Calvino. Alessandro Lastella’s fantasy, instead, is a place where whales swim inside: hang by retrò dirigibles, suspended over waves populated by silver fishes chased by fishermen armed with nets in fur point, while sailors flaunt their mastery about rope knots, pardon, knitted knots. Let every eventual doubt be removed about some sudden reveries, too bizarre to deal with fashion: imagination is a very serious game, especially when it has to narrate the tale of noble and concrete fashion, as well as brand new.

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Alessandro Lastella ha per l’appunto quella giovinezza per cui l’esperienza maturata presso nomi blasonati prende ora la forma di una moda a suo nome, e di una vera collezione di debutto: Fairywhale.

Il suo inverno 2015 lascia quindi i climi freddi della realtà per tuffarsi, è il caso di dirlo, nella surrealtà di un mondo di fiaba esplorabile sia da lui che da lei, abbigliati in total look che rendono materico questo universo immaginifico.

Alessandro Lastella actually enjoys that youth by which the experience gained at noble names now takes the shape of an eponymous brand, and of a debuting collection: Fairywhale.

His winter 2015, so, leaves the cold climate of reality to dive, sounds right here, into the surreality of a fairy world that can be explored by both him and her, wearing total looks that makes this fancy universe tactile.

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L’esplorazione di un posto così si compie nella calma elegante dell’aplomb sartoriale, reso morbido dalla confortevolezza sportswear e percorso dalla nonchalance eclettica di combinazioni streetwear.

Vale per la T-shirt che si appoggia alla gonna a tubino vagamente vintage, alle felpe rivisitate con bordature o realizzate in tessuti tecnici sperimentali e poi accoppiate alle paillettes iridescenti. E ancora le camicie dal taglio kimono e dal volume design con su maglioni di lana merinos.

Resta solo di avvolgersi in un cappotto bohémien: e poi stringere in pugno un palloncino.

The exploration of such a place has to be fulfilled by the elegant calm of the sartorial aplomb, made soft by the sportswear comfort and covered by the eclectic nonchalance of streetwear combinations.

This is valid for the T-shirt leaning on the vaguely vintage sheath skirt, the sweatshirts revisited with edgings or made of experimental techno fabrics and then coupled to the iridescent glitters. And also for the kimono shirts and those with design shapes and merinos woollen sweaters.

Finally, you only have to wrap yourself into a bohemian coat: and then grab a balloon with your hand.

Silvia Scorcella

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MAY MOMA, the power of contrast

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Il gioiello diventa l’unico ed esclusivo protagonista dell’immaginazione di Simona Nicolosi che, dopo aver lavorato nel mondo della comunicazione e poi in quello dell’alta gioielleria (divisione creativa Damiani), lancia il proprio brand MAY MOMA, selezionato nel 2014 per il World Jewelry Facets, piattaforma di lancio e presentazione di oggetti preziosi realizzati da giovani designer di tutto il mondo in collaborazione con Swarovski.

Jewels are the unique and exclusive protagonists of Simona Nicolosi’s creativity and imagination. The designer after many experiences in the world of communication and in the high jewelery system (she was part of the creativity division for Damiani) in 2012 has launched her brand MAY MOMA, selected in 2014 for the World Jewelry Facets, an important platform for precious objects made by young designers born in collaboration with Swarovski.

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Le forme dei gioielli sono avvolte da una morbidezza innata, capace di rispettare le forme ergonomiche del corpo: così ne derivano anelli, collane e bracciali che, elegantemente, cingono la donna senza soffocarla, mettendone in risalto lo spirito dinamico e, allo stesso tempo, assetato di gusto e bellezza.

The shapes of Nicolosi’s jewels are wrapped with an innate softness and are able to meet the ergonomic shapes of the body. The jewels celebrate the woman emphasizing her dynamic spirit and, at the same time, her thirst for taste and beauty.

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I gioielli firmati MAY MOMA sorprendono nella loro lucentezza, nell’abilità di accostamento tra rigidità (costituite da cubi che rinforzano le opere) e delicatezza, innestata in modo eccellente attraverso l’uso della seta, organza, chiffon e satin. La collezione, dunque, è capace di amalgamare, con grande rispetto, gli opposti, rendendoli bilanciati tra loro, e facendo si che il risultato sia in grado di corteggiare mente ed anima.

The jewelry of “MAY MOMA” astound in their brilliance, in the ability of combining rigidity (consisting of cubes that reinforce the beautiful objects) and gentleness, skillfully engaged through the use of silk, organza, chiffon and satin. The collection, therefore, is capable of mixing, with great respect, opposites, creating a right balance between them and making sure that the result is able to court both mind and soul.

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Nelle creazioni di Simona Nicolosi, caratterizzate, per questa collezione, da due mood principali, Fay e Royale, si inserisce il valore della tradizione: ogni gioiello nasce dalle origini culturali ed artistiche della designer ed attraverso queste si mettono in mostra i giochi di brillantezza.

The creations of Simona Nicolosi, characterized, for this collection, by two main mood, Fay and Royale, presents also a clear value of tradition: each jewel has its roots in the cultural and artistic designer’s dna and through them are put on a brilliance display.

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I due mood principali sono affiancati dai pezzi iconici di MAY MOMA ovvero la Collana Charleston, la Greta, la Lap ed i Bracciali Satin, facendo sì che nella mente degli affezionati clienti si imprima sempre più il potere creativo di Simona Nicolosi.

The two major mood are complemented by iconic pieces of MAY MOMA such as the Charleston necklace, the Greta and the Lap ones and as the Satin Bracelets, ensuring that in the minds of loyal customers will become more and more impress the creative power of Simona Nicolosi.

Niccolò Piccioni

Warm-ME f/w 2015-16: the perfect beanie is a matter of cashmere and coolness

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Sia chiaro, anche il berretto ha il suo grande valore di accessorio: non deve mai essere sbadatamente sghembo, bensì calzare con agio e appeal. Il brand Warm-ME è stato fondato appositamente per creare una linea di berretti così: pezzi unici artigianali dall’attitude à la mode.

Let’s be frank, even the beanie has its own merit as an accessory: it must never be heedlessly crooked, yet it has to fit cosily and appealingly. The Warm-ME brand has been founded specifically to design a beanies line like this: unique artisanal pieces showing an attitude à la mode.

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Il nome affascina come una promessa di un caldo abbraccio, intanto il design appare come una certezza di stile e confortevolezza, nonché di quella coolness che è sempre ottima in materia di fashion: Warm-ME è il condensato dell’eccellenza nell’arte del berretto, modellato a mano e pensato per l’unicità. E tal promessa si svela nell’invito ad entrare nel loro soffice mondo: “we want you to look and feel good!”

Soffice come il cashmere esclusivo delle creazioni Warm-ME, materia nobile che arriva dal lontano Nepal: lì viene lavorato in filati pregiati e modellato da mani sagge che rinnovano tradizioni antiche.

Its name seduces as a promise of a warm embrace, meanwhile the design appears as certainty of style and comfort, as well as that coolness that is always great in terms of fashion: Warm-ME is an amalgam of the excellence dealing with the beanie mastery, handmade and conceived for uniqueness. And such a promise is revealed by the invitation to enter its soft world: “we want you to look and feel good!”

Soft like the exclusive cashmere of the Warm-ME creations, a noble matter coming fro the far Nepal: there it is woven in fine yarns and modeled by wise hands that renovate antique traditions.

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La creatività ha invece sede in Austria: grazie al desiderio Iris e Christian Obojes di trovare un marchio di berretti che sfoggiasse qualità eccezionale, raccontasse una storia autentica e avesse il design urban-chic ideale, ovvero fitting donante e raffinatezza di dettaglio. Promesse rinnovate nella collezione f/w 2015-16: ribattezzata “Hide and Seek”, oltre la veste ludica del nome rivela l’intento ad esplorare un importante côté sociale, ovvero l’oscillazione tra nascondere e ricercare la propria identità.

E questa carrellata di berretti dalla palette vibrante, arricchiti di dettagli preziosi e realizzati nel miglior cashmere dimostra che l’identità, quando vestita di fashion eccellente, è da esibirsi tout court!

Creativity, instead, is located in Austria: thanks to the wish of Iris and Christian Obojes for finding a beanie label that should show an outstanding quality, tell an authentic story and have the ideal urban-chic design, that is a fitting shape and refined details. Promises that are confirmed for the f/w 2015-16 collection: named “Hide and Seek”, beyond the playful appearance of the name it reveals the intent to explore an important social side, that is the swinging between hiding and seeking for one’s identity.

And this collection of beanies having a vibrant color palette, embellished by precious details and made of the best cashmere proves that identity, when dressed in excellent fashion, has to be showed off, full stop!

Silvia Scorcella

LUIGI VECCIA

Le stampe: un trend che non trova nessuna battuta d’arresto e anche per la f/w 2015 continuerà ad essere una presenza costante nei guardaroba femminili. C’è chi lo propone in maniera nuova e soprattutto di ricerca, fra questi un nome che abbiamo conosciuto all’ultima edizione del White e che ci ha entusiasmato: Luigi Veccia. Stampe come elemento decorativo, ma anche come impreziosimento capace di esprimere cultura del bello.

Nel caso del designer, da molti anni volto dietro le quinte del fashion system e da alcune stagioni con una linea a suo nome, i tessuti arricchiti di disegni che rimandano all’Oriente e al mondo dell’arte hanno il preciso ruolo di sottolineare la personalità e il fascino della donna che sceglie questi capi. Noi ci siamo innamorati delle proposte del designer e lo abbiamo raggiunto per conoscerlo meglio. Ecco la nostra chiacchierata.
 

Prints: a trend that finds no setback and also for FW 2015 will continue to be a constant presence in the female wardrobe. Some designer propose this trend in a new way, among them a name that we have met during the last edition of White and that has has made us enthusiastic: Luigi Veccia. Prints as a decorative element, but also as an embellishment capable of expressing culture of beauty.

In the case of the designer, for many years a face behind the scenes of the fashion system and then from several seasons with a line in his name, textiles enriched by printed drawings that refer to the East and to the world of art have the precise role of emphasizing the personality and the charm of the woman who chooses these piece of clothing. We fell in love with the proposals of the designers and we have interviewed him to know a bit more about his work. Here is our conversation.

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Come ti sei avvicinato alla moda?
A 18 anni, terminati gli studi classici, ho deciso di trasferirmi a Roma dove, dopo aver frequentato l’istituto Europeo di Design, sono entrato alla Maison Valentino.
In seguito ho intrapreso un lungo percorso nel settore delle stampe tessili, per le più importanti case di moda, giorno per giorno mi sono reso conto che questo era il linguaggio della moda che preferivo.
Con l’avvento della stampa digitale, tutti quelli che erano i miei desideri inespressi con le tecnologie tradizionali hanno trovato libera espressione, di qui l’esigenza nel 2010 di avere una mia linea, al centro della quale la stampa diventa il manifesto della mia creatività.

How did you approach fashion?
When I was 18, after my classical studies, I decided to move to Rome where, after having attended the Istituto Europeo di Design, I joined Maison Valentino.
Afterwards, I undertook a long path in the sector of textile printings, for some of the most important fashion companies, day by day I understood that this was the fashion language I preferred.
With the advent of digital printing, all my wishes that had insofar remained unexpressed with traditional technologies could find their free expression. Hence, in 2010 I felt the need of having my own line, focused on printing which become the manifesto of my creativity.

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Ci parli della collezione che hai portato a White?
Hyperbothanical, la collezione a/i 2015/16, che ho presentato all’ultima edizione del White a Milano, nasce dal concetto dell’iperdecorativismo moderno, mixato con estetiche floreali botaniche. Gli elementi classici floreali sono trasfigurati e decontestualizzati su nuovi background, il risultato é un nuovo twist estetico dove i parka dipinti a mano e i capospalla di ispirazione militari, realizzati con la tecnica del quilted patchwork, sono volutamente in contrasto con abiti e modelli realizzati nelle stampe iperdigitali dall’aspetto più bon ton.
L’over-artigianalitá é una delle caratteristiche principali della collezione e del brand.Lo styling vagamente eccentrico rende la collezione adatta ad una donna fancy dagli ideali estetici ben definiti e forti.

Can you tell us something about the collection that you have presented at White?
Hyperbothanical, the f/w 2015/16 collection I have presented at the last edition of White in Milan, arises from the concept of modern hyper-decorativism, mixed with botanical floral patterns. The classical floral elements are transfigured and decontextualised on new backgrounds, the outcome is a new aesthetical twist featuring hand-painted parkas and military-inspired overcoats, manufactured with the quilted patchwork technique, intentionally in contrast with garments and models distinguished by hyper-digital printings, with a more bon-ton style.
Over-craftmanship is one of the main characteristics of the collection and of the brand. The vaguely eccentric styling makes the collection suitable to a fancy woman with well-defined and sound aesthetic principles.

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Da dove sono arrivati gli input ispirativi?
Ad ispirarmi sono solitamente le mostre d’arte. Lle mie recenti visite alle gallerie di arte moderna a San Pietroburg, e la visione eccentrica di Tokyo hanno non poco influenzato la scelta degli input alla base di questa collezione,
La visione digitale in chiave pop degli elementi botanici e il japanisme più raffinato, rivisto in chiave lisergica, sono i nuovi elementi alla base delle stampe della collezione 2016.

Where does your inspiration come from?
Usually I draw inspiration from art exhibitions. My recent visits at the modern art galleries in Saint Petersburg as well as Tokyo eccentric vision have much influenced the choice of the inputs on which this collection is based.
The digital vision with a pop interpretation of botanical elements and the most refined japanisme, reviewed in a lysergic key, are the new elements at the base of the 2016 collection printings.

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Il pezzo da avere di questa collezione?
Il perfecto  stampato  in crepe tecnico  con dettagli in suede, rappresenta  il must buying di collezione, questo capo sintetizza tutti gli elementi alla base delle mie creazioni. Una donna contemporanea, aggiornata, sicuramente forte, ma allo stesso tempo femminile, a tal punto da non avere difficoltà ad utilizzare stampe e colori.

Which is the must-have piece of this collection?
The perfecto jacket printed in technical crêpe with suede details is the must-buy of the collection, as it summarizes all the essential elements of my creations. A contemporary, up-to-date woman, who is strong and feminine at the same time, insomuch as to use printings and colours easily. 

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Quale l’importanza di una fiera come questa?
Una maggior esposizione mediatica del brand, oltre alla possibilità di raggiungere nuovi clienti, anche per chi non ha showroom dedicati.

How important is this exhibition?
It brings a higher exposure to the media for the brand, as well as the possibility of reaching new customers, also those who do not have dedicated showrooms.

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Progetti per il futuro?
Sono in fase di realizzazione della nuova sede dell’ufficio stile, dell’archivio storico tessile e della biblioteca di moda, in un vecchio laboratorio di famiglia a Caserta, e la nuova fase di sviluppo sui mercati internazionali del brand.
Alla luce di un sempre maggior riscontro di consensi tra i Paesi del Medio Oriente, della Russia e dell’Asia.

What are the plans for the future?
I am now creating the new location for the style office, the historical textile archives and the fashion library in an old family atelier in Caserta, as well as a new development stage of the brand on international markets.
In the light of an increasing number of positive feedbacks through the Middle East, Russia and Asia.

em>Gianluca Sini

Just a touch of rainbow

 
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Il colore è una delle grandi tendenze della p/e 2015, non solo nelle proposte femminili, ma anche per il guardaroba maschile, dove a voler seguire i designer sulle passerelle ci si potrebbe davvero sbizzarrire fra momenti dedicati ai block colors e altri alle tonalità più pastello. Non tutti però sono disposti a lasciarsi andare e ad accogliere cromie troppo lontane dal proprio stile. È dura se sei una amante del nero in ogni occasione accogliere nel tuo look fantasie hippie dai print ipercromatico, come è altrettanto difficile accettare di indossare un bel completo azzurro baby, se in ufficio non hai mai osato più del blu notte!

Ecco allora che la tendenza può entrare nella vostra vita a piccoli step.

Non ne siete convinti? Basta osservare con attenzione queste foto raccolte fra i partecipanti all’ultima edizione del White Trade Show per capire come il colore possa diventare un vostro alleato in questi primi giorni di primavera ancora all’insegna del fredda. Che sia sotto forma di una sneakers di tendenza, di una borsa etnica, di un cappotto eccentrico, da mettere rigorosamente con un total look più minimal, tanti gli spunti da copiare.

Evviva il colore…a piccole dosi!

Gianluca Sini

 

Just a touch of rainbow

Color is one of the big trends of spring/summer 2015, not only in women’s proposals, but also for the male wardrobe, where if your desire is to follow the designers’ proposals on the runway you could really indulge in moments dedicated to block tones and also shades of pastels. But not everyone is willing to let himself/herself go and to welcome tones too far from their own style. It’s hard if you’re a lover of black on each occasion to welcome in your style hyperchromatic hippie dresses, as it is equally difficult to accept wearing a bright baby blue colored suit, whether in the office you never dared more of midnight blue!

And so the trend can come into your life in small steps.

Not convinced? Just look at these photos carefully picked among the participants to the latest edition of the White Trade Show in Milan to understand how color can become your ally in these first, but still very cold, days of spring. Whether in the form of a trendy sneaker, an ethnic bag, an eccentric coat, to wear strictly on a more minimal total look, many are the details you can take ispiration.

Long live the color … in small doses!

 

Pictures by Matteo Cherubino

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Mhudi: one of a kind hats for unique personalities

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La libertà di espressione, o pardon, in quanto a moda si direbbe meglio la libertà di stile, è questione principalmente di testa: “Quel che conta è ciò che si ha in testa” è per l’appunto la filosofia che guida la creatività del marchio Mhudi, e che a sua volta ne muove la mano appassionata a realizzare piccole opere d’arte da calzare sul capo.

Freedom of expression, I beg your pardon, about fashion we should say freedom of style, is mainly a matter of mind: “What counts is what you have in mind” is the concept leading the creativity of Mhudi brand, that in ints turn guides the passionate hands to create small art pieces to dress on your head.
 

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Ma anche racconti in tessuto in cui immergersi, per cogliere l’ebrezza tattile dell’andar oltre i confini: siano essi etnici, estetici o materici, non conta. Quel che conta è l’autenticità: ed infatti i cappelli Mhudi sono una pregiata mischia di tutto ciò. Il nome ha lontane origini africane, così come l’ispirazione per i modelli ripercorre le distanze geografiche e temporali e va a cogliere il cofano in lino indossato dalle donne di colore, e il bonnet; lo stesso sguardo al passato è dedicato alle stoffe, di natura vintage ma di piglio estetico ben agganciato alla contemporaneità.
 
Poi c’è il sapere artigianale: ogni modello è realizzato interamente a mano, combinando le stoffe secondo la rigorosa libertà da qualsivoglia regola di abbinamento, quindi creando sapienti contrasti di colori, sovrapposizioni di tessuti e stratificazioni di stile, nonché un inaspettato trasformismo double face.

But also textile tales to plunge in, for catching the tactile thrill of going beyond the boundaries: ethnic, aesthetic or material, it doesn’t matter. What really matters is authenticity: in fact Mhudi hats are a noble blend of all this. The name has African origin, as well as the inspiration for the models travel through time and space and picks up the linen bonnet of black women; the same glance looking at the past is devoted to the fabrics, having a vintage essence but at the same time a very contemporary attitude.
 
Then comes the artisanal know-how: every item is entirely hand-made, matching the fabrics by following the rigorous freedom from every matching rule, so realizing wise contrasts of colors, material overlapping and layering of styles, and also an unexpected double face transformation.
 

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La collezione 2015-2016 attraversa il fascino dell’etnico, dell’astrattismo artistico e dell’allure floreale esotica: mescola tessuti d’arredamento, sete pure dai colori brillanti e pattern rievocanti la natura. Nonché inserti in lurex, flanelle sottili e filati maschili.
 
Eppure ogni cappello è un vero esercizio di armonia: e diventa Mhudi solo quando riceve un nome di donna come firma della sua unicità.

The 2015-2016 collection crosses the fascination for ethnic, the abstract art and the flowered exoticism: it blends forniture fabrics, pure colorful silks and patterns evoking nature. In addiction to lurex inserts, subtle flannels and menswear yarns.
 
Yet every hat is a true harmony act: and it becomes Mhudi only when it gets a woman name as a signature of its uniqueness.

Silvia Scorcella

4giveness, i colori ed i sapori della collezione beachwear per l’estate 2015

 

“Avvolto dall’ambientazione del White Trade Show appena chiuso, 4giveness, celebre brand di beachwear, ha presentato la nuova collezione di costumi da uomo e da donna, pensati per accompagnare i momenti di svago e di relax di un’estate che sta per arrivare.

Sono il divertimento, lo stile glamour e la raffinatezza a forgiare gli intramontabili bikini a fascia ed a triangolo; le caratteristiche si riversano anche nei sensuali trikini e negli slip a vita alta, capaci di portare alla mente tempi passati, conditi da sapori chic e retrò. L’uomo 4giveness, senza timore, veste classici boxer a mezza gamba.

Wrapped in the atmosphere of the White Trade Show that has just closed, 4giveness, the famous beachwear brand, presented the new collection of swimsuits for men and women, designed to live moments of leisure and relax of the summer that is coming.

Fun, style, glamour and sophistication are the keyword used to forge timeless bikini bandeaus and triangles; the key trends of the collection are also transformed in sensual trikinis and in high-waisted briefs, that are able to bring to mind past times, enhanced with flavors and a retro chic attitude. The man of 4giveness, without fear, wears the classic boxer.

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Ad arricchire e rendere uniche le creazioni ci pensano le fantasie, estrose e coinvolgenti, che mostrano una bellezza da spiaggia ricercata e, allo stesso tempo, piacevole allo sguardo. Il rosso scarlatto si accosta alle tonalità accese del celeste e del verde; così si passa anche da linee morbide ed ondulate a raffigurazioni bucoliche.

To enrich and make these creations unique here come the fantasies, imaginative and engaging, showing a beauty that is sophisticated and also pleasant to the eye. Scarlet red is a main colour as long as shades of blue and green; the collection can go from soft and wavy printed lines to bucolic prints.

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L’estate 2015 si tinge anche della collaborazione con la celebre pr Alessandra Grillo, con la quale il brand 4giveness ha creato una capsule collection, totalmente ispirata e dedicata al profilo Instagram della influencer più seguita del momento. La stessa Alessandra Grillo afferma “Il costume che abbiamo realizzato con il mio nome è frutto della mia creatività, ispirato al mio mondo Instagram, istantanee della mia vita fedeli alle mie passioni, al mio ottimismo e al senso che ho della vita stessa”.

Summer 2015 is characterized also by the collaboration with the famous pr Alessandra Grillo, with which the brand 4giveness has created a capsule collection, inspired and totally dedicated to the influencer’s Instagram profile, one of the most followed of the moment. And Alessandra Grillo says “The swimsuits that we made under my name are the result of my creativity, inspired by my Instagram world, snapshots of my life true to my passions, my optimism and to the sense I have of life itself.”

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Ad impreziosire la presentazione, anche le numerose celebrità passate allo stand del brand al White: dalla modella venezuelana Mariana Rodriguez, al blogger Mariano di Vaio, passando per Melita Toniolo e le splendide Alena Seredova ed Elenoire Casalegno. La collezione estiva di 4giveness è in grado di sposare le sabbie di Forte Dei Marmi, di Miami, di Rio de Janeiro e di Formentera, avvolgendo di fascino la bellezza maschile e femminile.

To enrich the presentation, also the many celebrities that have passed to the White 4giveness’ stand: from the venezuelan model Mariana Rodriguez to the blogger Mariano di Vaio, but also Melita Toniolo and beautiful Alena Seredova and Elenoire Casalegno. The summer collection of 4giveness is able to represent and marry the sands of Forte Dei Marmi, Miami, Rio de Janeiro and Formentera, wrapping the beauty of males and females with extra charm.

Niccolò Piccioni

Balossa White Shirt: the always new variety of a timeless garment

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“La camicia bianca non smette mai di stupirmi. È l’indumento più pratico, facile, sexy e rilassato che ci sia: al quale voglio dare una nuova vita”.

Una dichiarazione d’intenti dalla schiettezza consapevole ed appassionata che appartiene a Indra Kaffemanaite, art director del brand Balossa White Shirt, nonché mano sapiente da cui prendono vita le sue candide creazioni.

“The white shirt never ceases to amaze me. It’s the most comfortable, easy, sexy and relaxed garment: to whom I would give a new life”.

A declaration of intents belonging to Indra Kaffemanaite, art director of the Balossa White Shirt brand, as well as the wise hand that shapes its immaculate creations.

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Una dichiarazione che parrebbe un appello, un gesto generoso nei confronti dei miscredenti che tentennano a pensare la camicia bianca come dotata di tale versatilità sorprendente. Il segreto è presto svelato: non scorgere in essa l’imposizione della routine ufficiale, bensì godere della sua natura simile all’ideale tela bianca, supporto ottimo per ridisegnare vetusti cliché d’apparenza e plasmare nuove forme d’eleganza.

A declaration that seems to be an invocation, sort of generous act towards the unbelievers that hesitate to think of the white shirt as so well-endowed with surprising versatility. The secret is soon revealed: not to catch the imposition of the daily routine in it, yet to enjoy of its nature similar to the ideal white canvas, a great support for redesigning old clichés of appearance and reshaping new forms of elegance.

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Nell’immaginario di Indra e nelle collezioni Balossa White Shirt la camicia è quindi materia da ripensare, struttura su cui sferrare tagli affilati, volumi da orchestrare con asimmetrie nuove, sempre conservandone il sacro valore: essere perfetta nella confortevolezza tanto quanto nella sensualità.

Un invito ad osare che si rinnova nella collezione f/w 2015-16, composta da 25 camicie. Ovvero 25 stili: quindi 25 espressioni. Prosegue l’audacia del taglio, arrivano i virtuosismi di drappeggi e plissé, si aggiunge l’oscillazione tra lo charme della scollatura sulla schiena e l’allure classica dei colletti.

E, coup de théâtre: la collaborazione con la maestria giapponese di Shingo Sato per realizzare l’ elaborata levità di camicie impreziosite da tecniche di origami e plissettatura ad effetto 3D.

In Indra’s imagery and Balossa White Shirt collections, so, the shirt is a material to redesign, a structure to fling sharp cuts on, volumes to orchestrate by new asymmetries, always keeping its holy value: being perfect for comfort as well as for sensuality.

An invitation to dare that renovates by the f/w 2015 collection, made of 25 items.That is 25 styles: so 25 expressions. Here the audacity of cuts goes on, virtuosities of draperies and plissé arrive, the variation among the charm of the neckline on the back and the classical allure of collars adds.

And, coup de théâtre: the collaboration with the Japanese mastery of Shingo Sato to realize the elaborate lightness of white shirts beautified by origami techniques and 3D effect-folding.

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The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

 

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Quando si pensa a tartan e checks, inevitabile che la mente li associ alla tradizione inglese, al guardaroba classico maschile che affonda le sue radici nella sartorialità british. Tante le varianti, se il checks è stato nel tempo elemento distintivo di almeno un paio di marchi di fama mondiale, lo scozzese, come lo chiamiamo in Italia, già dal nome ci ricorda che in origine aveva molte declinazioni, a seconda dei clan di appartenenza. Poi è arrivata la moda e si è appropriata di questi textiles, moltiplicandone le funzioni, rendendoli parte delle scelte di stile del nostro quotidiano. E dopo un periodo passato nel dimenticatoio, ogni trend ha un suo ciclo e poi può tornare in maniera modificata, ecco che li ritroviamo protagonisti delle nostre scelte di stile. Può essere un dettaglio oppure un intero capo confezionato con tessuti a quadri, però, come testimoniano queste foto, potete di nuovo sbizzarrirvi con queste stampe. Noi troviamo molti divertenti gli accessori realizzati con questi due elementi del tailoring maschile, ancora di più quando a sceglierli è lei!

Gianluca Sini

 

The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

When people think of tartans and checks, inevitable that the mind will associate them to the English tradition, to the classic male wardrobe that has its roots in British tailoring. Many their variants, if the checks has been in latest century a distinguishing element of at least a couple of world-famous brands, the Scot, as we call it in Italy, from the name reminds us that originally had many forms, depending on the clan one belonged to. Then came fashion and it has taken possession of these textiles, multiplying their functions, making them part of the style choices of our daily lives. And after a period spent in oblivion, every trend has its cycle and then can come back in a modified and new way, here we find them again protagonists of our style choices. It may be a detail or an entire garment, however, as evidenced by these photos, you can pick any of these new prints and play with them. We find really cool and funnythe accessories made with these two elements of male tailoring, even more when the one who choose them is a woman!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Mühlbauer, hats become an expression of identity

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Centodieci anni di tradizione ed artigianato: questo è il cuore pulsante di Mühlbauer, modisteria situata a sud di Vienna, con precisione a Floridsdorf, fondata da Julianna Mühlbauer. Klaus Mühlbauer, nel 2001, ha preso la guida dell’azienda facendola diventare uno dei brand di cappelli più conosciuti a livello internazionale.

One hundred and ten years of tradition and crafts: this is the heart of Mühlbauer, a millinery located south of Vienna, with precision in Floridsdorf, founded by Julianna Mühlbauer. Klaus Mühlbauer, in 2001, took the helm of the company making it one of the best known brand of hats to an international crowd.

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Da Vienna a Parigi, Milano, Mosca, Londra, Los Angeles, Tokyo: questa la distribuzione che copre il brand e che, nel corso dell’ultimo secolo, ha raggiunto numerose teste di spicco come quelle di Yoko Ono o Madonna. I cappelli firmati Mühlbauer hanno raggiunto il White Trade Show dove hanno presentato la collezione invernale 15-16 disegnata da Klaus Mühlbauer e la sorella Marlies.

From Vienna to Paris, Milan, Moscow, London, Los Angeles, Tokyo: this distribution that covers the brand and that, over the last century, has achieved numerous prominent heads like those of Yoko Ono or Madonna. Hats signed Mühlbauer reached the White Trade Show to present the winter collection 15-16 designed by Klaus Mühlbauer and sister Marlies.
 

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Le creazioni corteggiano la fantasia ed ogni giorno sovrastano il capo delle persone e ne definiscono l’identità. La comodità e la robustezza, nonché la resistenza al freddo, fanno si che i cappelli abbraccino la testa e ne diventino lo scudo contro le intemperie.

La morbidezza, supportata dal Cachemire e dall’alpaca, scorre sulla signorilità metropolitana, tingendo l’urbe di una nuova forza. Il bianco si fonde al blu notte, sfociando poi nelle tonalità più intense del grigio e del marrone, dove le forme raggiungono la massima eleganza e raffinatezza.

The creations are courting the imagination and every day dominate the head of the people and define its identity. The confy attitude and robustness, as well as resistance to cold, make that hats embrace the head and not become a shield against the weather.

The softness, supported by Cashmere and alpaka, runs to his treatment subway, dyeing the city of a new force. The white blends the blue night, leading to more intense then in shades of gray and brown, where the forms reach their maximum elegance and refinement.

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Non resta che lasciarsi corrompere dagli ampi volumi o dalle dimensioni più succinte, per definire il proprio codice di bellezza, ricordando che l’accessorio può fare la differenza.

You just have to be delighted by the large volume or more succinct sizes, to define our own code of beauty, remembering that an accessory can make a difference.

Niccolò Piccioni


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