PEB S/S 2016: the city is a material jungle peopled by a zoo of humans to dress well

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C’è chi ammanta la propria moda con il gusto dell’escapismo, termine squisitamente evocativo per una voglia d’immaginarsi lontano dal groviglio della città, e chi invece in tal groviglio cittadino ci si immerge con tutti i panni e l’attitude dell’esploratore urbano contemporaneo. Questo è il mood peculiare di PEB, che per la stagione s/s 2016 si condensa in una collezione dal titolo inequivocabile: “Concrete Jungle”.

There are those who carpet their fashion style with the taste for escapism, a term exquisitely evocative meaning a wish for imagining oneself far away from the city muddle, and there’s those plunging in that very city muddle by the metaphorical shoes and the real attitude of a contemporary urban explorer. That’s the peculiar mood of PEB, that for the s/s 2016 is concentrated in a collection by an unmistakable title: “Concrete Jungle”.

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Un esploratore che s’inoltra nei sobborghi ospitanti quella street culture che poi diventa street wear e negli angoli metropolitani dove l’architettura dà lezioni di linearità minimale affilata: ecco l’atmosfera creativa di Massimiliano Poggiolini, direttore creativo di PEB. La ricerca meticolosa per i materiali tecnici e innovativi, la passione per i tessuti altamente performanti, la predilezione per i dettagli di rigorosa funzionalità e la dedizione per una produzione totally Made in Italy: ecco nel dettaglio l’identità del brand.

An explorer entering deep into the suburbs hosting that street culture that then turn into street wear, and into the metropolitan corners where architecture gives lessons of sharp minimal linearity: well, this is the creative atmosphere of Massimiliano Poggiolini, PEB’s creative director, The meticulous research for techno and innovative materials, the passion for highly performative fabrics, the love for rigorous functionality details and devotion to a totally Made in Italy production: well, voilà the brand identity in greater detail.

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Tali ideali si rinnovano nella collezione s/s 2016 orchestrati dall’ispirazione al gesto artistico del futurista Depero nel manifesto “Ricostruzione Futurista dell’Universo”: allora era intenzione dell’artista insediarsi nella vita quotidiana di città per ricrearla, oggi è intento di PEB osservare l’umanità maschile metropolitana e vestirla di capi e completi con volumi dall’appiombo architettonico, con tagli dagli spigoli ben poco soffici e con materiali high-tech fatti di texture che raccontano di facciate di palazzi quasi alveolari. Con forme attraversate da tagli netti come le geometrie che tali facciate le compongono, tinte di color block che dai toni cupi dell’asfalto arrivano fino al candore luminoso.

Such ideals are renovated into the s/s 2016 collection and orchestrated through the inspiration at the artistic gesture of the futurist Depero into the manifesto “Futurist Reconstruction of the Universe”: then the artist had the intention to settle into the city daily routine as to redesign it, now PEB has the intent of observing the metropolitan male humanity and dressing it of clothes with volumes having an architectural aplomb, cuts with slightly soft edges and high-tech materials made of textures telling about building facades that are almost alveolar. Clothes with shapes crossed by cuts as clear as the geometries that form those facades, painted in color block style that goes from the darker shades of asphalt to the bright candor.

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Silvia Scorcella

 

 

CASBIA: shoes ideal just enough to fancy them forever

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Raccontano di sé: Casbia è la sintesi di una nuova sensibilità per lo stile e una consapevolezza più profonda della tradizione calzaturiera. Conferma l’applauso vasto che le accoglie dalla fondazione recente ad ogni giro di collezione: Casbia è il punto d’incontro pressoché perfetto tra l’aspirazione classica all’accessorio senza tempo, ovvero alla scarpa sempre ideale nonostante la volubilità delle tendenze, e il gusto contemporaneo della vita di città.

They tell about themselves: Casbia is the synthesis of a new sensibility in style and a deeper consciousness of the footwear tradition. The huge applause that has been welcoming them since its recent foundation to every new collection confirms: Casbia is the almost perfect meeting point between the classic aspiration to the timeless accessory, that’s to say the always ideal shoes despite the moody trends, and the stoutly contemporary taste of the city life.

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Si sta qui parlando per l’appunto di quel mondo metropolitano in cui la vanità diventa una seria questione di individualità: un esercizio di equilibrismo quotidiano tra le due anime dell’uomo, che nel suo abbigliarsi orchestra con sempre maggiore nonchalance la voglia di raffinatezza e l’esigenza di efficienza, l’essenzialità estetica che sfiora il minimalismo e il piglio affilato con cui stagliarsi sulla strada affollata.

Yes, here we’re talking about that very metropolitan world where vanity becomes a serious matter of individuality: an act of daily balance between the two souls of man, that within his dressing up proves to be masterminding by an increasing nonchalance his wish for refinement and the need for functionality, the aesthetic essentiality skimming over minimalism and the sharp manner by which standing out against the bustling streets.

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Un gusto poco shabby e molto chic, di quello che scivola dritto nel glam se indossato con la giusta attitude. Inglesismi fashion permettendo, ben sapendo che hanno la dote di condensare eventuali virtuosismi verbali in definizioni così brevi e potenti da diventare stili di vita: le scarpe Casbia sono una vera e risoluta dichiarazione di eleganza urbana.

A taste little shabby and very chic, that one gliding straight into glam if worn by the right attitude. Fashion slang terms aside, aware that they plenty allow to condense eventual verbal virtuosities into definition such short and powerful to become lifestyle: Casbia shoes are a true and resolute statement of urban elegance.

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La loro natura è totalmente made in Italy, vale a dire che son foggiate con materiali di qualità elevata e plasmate secondo l’abilità certosina dell’ heritage calzaturiero: nobile eccellenza di fondo a cui s’aggiunge l’innovazione delle tecniche contemporanee ispirate allo sportswear più raffinato.

Luxury e classy, presenti alla prossima edizione di White di giugno: cos’altro desiderare, caro esteta metropolitano?

Their nature is totally made in Italy, it means that they’re made by high-quality materials and shaped according to the specialized skills of the footwear heritage: a basic noble excellence adding the innovation of contemporary techniques inspired to the sleek sportswear.

Luxury and classy mix discovered at the next White edition in June: what else are you wishing for, dear urban aesthete?

Silvia Scorcella

 

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Paltò e la primavera del trench

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Chi non ricorda la nonna intenta a farci raccomandazioni tipo “portati il paltò!”.

Il paletot (o paletò o paltò) veniva un tempo considerato un indumento prezioso, da scegliere accuratamente e da conservare nel tempo: nell’immaginario dei nostri nonni, ogni uomo distinto ne aveva uno.

Il brand Paltò si ispira proprio a questo, al recupero dei valori spesso dimenticati del vestire italiano: propone materiali ricercati e dettagli artigianali riuscendo ad aggiornare e personalizzare lo stile secondo le esigenze della società moderna. I capi che ottiene sembrano quelli riscoperti nell’armadio e riportati a nuova vita.
 
 

Who does not remember his/her grandmother intent to make us recommendations type “bring the paltò with you! (Paltò is an old italian word for coat, ndr)”.

The paletot (or paletò or paltò) was once considered a precious garment, to be chosen carefully and to be preserved over time: in the imagination of our grandfathers, each distinguished man had one.

The brand Paltò is inspired by this, the recovery of values ​​often forgotten in the Italian dressing: the brand offers sophisticated materials and handcrafted details being able to upgrade and customize the style according to the needs of modern society. The clothes seem those rediscovered in the closet and found a new life.

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Paltò presenta per la prima volta una collezione per la bella stagione, quella per la primavera / estate 2016: giacche, blazer e trench leggeri sono tutti caratterizzati dal solito gusto nostalgico, ma contemporaneo del brand. Ci sono vari modelli, vestibilità e lunghezze, tagli informali e di facile portabilità: l’ampia stagionalità comprende la primavera, l’estate e l’inizio autunno e rende la collezione versatile e adatta a ogni latitudine.

I tessuti utilizzati, tutti di ottima qualità e in larga parte made in Italy, sono sviluppati nelle tinte unite e nelle fantasie: spaziano dal 100% lino ai misto lino per arrivare a cotone e seta fiammati e con effetto used.

Anche i trench, alcuni reversibili, sono presentati in vari materiali: si va dal cotone lavato ai tre strati di nylon leggerissimo, accoppiato e termosaldato.
 

Paltò presents for the first time a collection for the warm season, the Spring / Summer 2016: jackets, blazers and light trench are all characterized by the usual nostalgic taste, but made contemporary which is typical of the brand.There are various models, fits and lengths, informal cuts and easy portability: the wide seasonality includes spring, summer and early fall and makes the collection versatile and suitable for all latitudes.

The fabrics used, all of excellent quality and mostly made in Italy, are developed in solid colors and patterns: ranging from 100% linen to linen blends but also cotton and flamed silk, also with a used touch.

Even the trench coats, some reversible, are presented in a variety of materials ranging from washed cotton to three layers of lightweight nylon, laminated and heat sealed.

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Sul versante femminile, si passa dal doppio petto al petto e mezzo con tessuti sablé in lana e seta: disegni e revers sono molto maschili, con vestibilità over, quasi come se la donna avesse preso in prestito i capi dal guardaroba maschile.

On the female side, there’s the double-breasted versione and the one and a half breasted one done in sable woven in wool and silk: drawings and lapels are very masculine, with an oversize fit, almost as if the woman had borrowed the clothes from the male wardrobe.

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La collezione presenta inoltre una serie di blouson dal gusto unisex: sono in cotone e lino e si possono portare anche sopra la T-shirt. I dettagli diventano importanti: l’etichetta di seta, tessuta a navetta come si faceva un tempo, è l’emblema del legame col passato e della valorizzazione delle tradizioni; i bottoni di metallo e le asole ricamate multicolor impreziosiscono i capi rendendoli unici.

Il trench è un simbolo di eleganza e molti grandi protagonisti del cinema ne hanno indossato uno regalandogli l’immortalità: Paltò gli fa vivere una nuova primavera, in tutti i sensi.

The collection also features a series of unisex blouson: they are made of cotton and linen, and you can also wear them over a simple T-shirt. The details become important: the silk tag, woven with a spool as it was once done, is the emblem of the link with the past and of the clear appreciation of traditions; metal buttons and multicolor embroidered buttonholes embellish the garments and make them unique.

The trench coat is a symbol of elegance and many great film stars have worn one giving him immortality: Paltò makes it live a new spring, in every sense.
 

Emanuela Pirré

 

The T-shirt: a neverending love!

 

 

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Da capo di vestiario adatto al lavoro a simbolo di ribellione, fino a diventare un cult item per molte generazioni. È la T-shirt, che in pochi decenni ha subito innumerevoli trasformazioni, cogliendo l’onda del cambiamento che arrivava a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta, in cui nacque ufficialmente una categoria nuova di persone, cioè gli adolescenti, che avevano potere d’acquisto, sogni, aspettative e voglia di capi che li rappresentassero.

Da lì, e dalle prime apparizioni con questo nuovo ruolo in “Gioventù Bruciata” e “Fronte del porto”, la maglietta è diventata il canvas preferito su cui dipingere il proprio modo di essere, i propri idoli, gli amori, ma anche gli sfottò, le frasi ad effetto, per raccontare in maniera immediata e incisiva chi siamo. E lo è ancora oggi, perché la sua versatilità e il suo appeal non subiscono cali e continuano a prestarsi ad interpretazioni personali e ad adattarsi ai guardaroba di tutti. Perché chi non ha almeno una T-shirt nel suo armadio? E queste foto scattate alle passate edizioni del White provano al meglio il continuo successo di cui gode questo evergreen della moda.

Gianluca Sini

 

The T-shirt: a neverending love!

At the beginning it was just a piece of clothing used to work, then it became a symbol of rebellion and finally it become a cult item for many generations. We are talking about the T-shirt, which in a few decades has undergone countless transformations, catching the wave of change that came at the turn of the fifties and sixties, when it was officially founded a new category of people, the teenagers, who had power to buy, dreams, expectations and desire for piece of clothing who could represent them.

From there, and from its first appearances with this new role in movie “Rebel Without a Cause” and “On the Waterfront”, the T-shirt became the canvas on which to paint your own way of being, your idols, loves, but also catchphrases, to tell in an immediate and incisive way everything about yourself. And it still is the same today, because of its versatility and its appealthe T-shirt does not suffer declines and continue to be interpreted in very personal ways and adapted to any wardrobe. Because: who does not have at least one T-shirt in his/her closet? And these photos taken at previous editions of White in Milan prove well the continued success enjoyed by this evergreen cult item.

 

Pictures by Matteo Cherubino and CurvaDiContrasto

 

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North Sails: come sail away with me

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Il mare offre infiniti punti di vista: c’è, per esempio, chi ama le località alla moda e chi invece preferisce i posti tranquilli. E poi c’è il mare degli appassionati di vela, un vero e proprio modo di pensare e di vivere.

North Sails ha sicuramente un posto nel cuore dei velisti, professionisti e non: nato nel 1958 a San Diego dalla passione di Lowell North, straordinario velista e campione olimpico, è sempre stato considerato uno dei brand più innovativi del settore.

The sea offers endless points of view: there is, for example, those who love the fashionable resorts and those who prefer the quiet places. And then there’s the sea for sailing, a real way of thinking and living.

North Sails has definitely a place inside the hearts of sailors, professionals or not: born in 1958 in San Diego thanks to the passion of Lowell North, an extraordinary sailor and Olympic champion, it has always been considered one of the most innovative brand in the industry.

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La leggendaria passione per il mare e le sue sfide, l’innovazione tecnologica e la forte matrice artigianale si ritrovano in pieno nelle linee pensate per la primavera/estate 2016, presentate all’edizione di White giugno 2015.

La collezione comprende capi che sembrano uscire dal guardaroba maschile per essere però reinterpretati in una nuova prospettiva, femminile, molto moderna e improntata all’artigianalità.
 

The legendary passion for the sea and its challenges, technological innovation and strong roots in a craftsmanship approach are found in full in the clothes designed for Spring/Summer 2016, presented at the June 2015 edition of White.

The collection includes pieces that seem to come from the male wardrobe, however, to be reinterpreted in a new perspective, feminine, very modern and with a strong link to craftsmanship.

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C’è un equilibrio perfetto tra vintage e modernità e le proporzioni acquistano importanza in un gioco di volumi che sono over oppure volutamente slim, mai banali e sempre ispirati al mondo nautico.

Per quanto riguarda i tessuti, molto ricercati, il brand evita che siano troppo tecnici: il gusto sailing si ritrova piuttosto nei tanti dettagli che arricchiscono i capi.

I colori proposti sono tutti i toni del blu mescolati allo stone grey, al sabbia e al cobalto con tocchi corallo.

There is a perfect balance between vintage and modern, and the proportions become more important in a game of volumes that are over or deliberately slim, never plain and dull and always inspired by the nautical world.

As for fabrics, very sophisticated, the brand ensures that they are too technical: the taste of sailing is found rather in the many details that enrich the pieces.

The colors are all shades of blue mixed with the stone gray, the sand and cobalt with touches of coral.
 

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La collezione risulta eclettica e trasversale: perfetta per chi ha la fortuna di navigare, conquista anche chi il mare lo porta semplicemente nel cuore, perché – come scriveva un famoso cantautore – un po’ tutti “abbiamo il sale nei capelli”.

The collection is eclectic and transversal: perfect for those lucky enough to navigate, but also for the ones that have the sea only inside their heart, because – as wrote a famous singer and songwriter- maybe we all “have salt in our hair”.

Emanuela Pirré

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DA.INKE SS 2016: the menswear wardrobe will belong to a warrior of a Post Atomic Era

 

La moda, l’arte, l’immaginifico, ma anche l’arte, l’immaginifico, la moda: non c’è un ordine esatto, se non quello che parte da una dimensione prediletta per poi riversare idee e forme sulle altre, come fosse un sistema di vasi comunicanti.

Per il brand DA.INKE le basi sono offerte dall’arte: da lì, la visione del mondo si fa potentemente immaginifica, per poi assumere le forme di una moda di stile maschile e d’indole guerriera.
 

Fashion, art, imaginary, but also art, imaginary, fashion: there’s no a correct order, other than the one starting by a favorite dimension from which then pouring ideas and shapes on the others, as if within a communicating vessels system.

For DA.INKE the basis are offered by art: from there the vision about the world becomes strongly fantastic and then takes the forms of a fashion having menswear style and warlike nature.

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Il progetto DA.INKE si presenta così: innanzitutto artisti che impugnano l’arte come unico criterio di riferimento, i principi di armonia, equilibrio, proporzione e simmetria come norme comportamentali in quanto al fashion design, la propria percezione del mondo come motivo d’ispirazione e l’eccellenza del made in Italy come realizzazione.

The DA.INKE project introduces itself like this: above all as artists grabbing art as a unique criterion, the principles of harmony, balance, proportion and symmetry as behavior rules regarding fashion design, their own perception of the world as inspiration and the excellence of Made in Italy as realization.
 

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Realizzazione di una collezione, la SS 2016, che del mondo fa una previsione fantascientifica al limitar di un futurismo utopistico tenebrosamente negativo: immaginifico si diceva, sin dal titolo “Post Atomic Era”.

Il guerriero della SS 2016 si aggira quindi in una sorta di Waste Land dell’era che verrebbe se il mondo venisse devastato da guerre nucleari e catastrofi disastrose, un po’ à la “Blade Runner” di ieri e un po’ à la “Mad Max: Fury Road” di oggi.

Se il fine è la lotta alla sopravvivenza condotta in area urbana, lo stile ideale prende dunque forma militare, con capi capaci di scomporsi grazie ad un velcro particolare, fatti di tessuti idrorepellenti e tinti di nero uranio cangiante.
 

Realization of a collection, the SS 2016, that makes a fictional forecast of the world, quite a utopian futurism act darkly negative, just from the title “Post Atomic Era”.

The warrior of the SS 2016 collection walks around a sort of Waste Land of the era that would come if the world had been devastated by nuclear war and disastrous catastrophes, as in “Blade Runner” yesterday and “Made Max: Fury Road” today.

If the goal is fighting for surviving done in an urban area, then the ideal style takes military shapes, with clothes able to break into different parts thanks to a particular velcro, made in water resistant fabrics and colored in iridescent uranium black.

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E ancora stampe giallo fluo e rosso fuoco, tocchi di grigio e persino di bianco: a ricordar che al di là di visioni fantascientifiche, l’uomo guerriero è quanto di più moderno possa percorrere le strade di qualsivoglia città.

And also fluo yellow and full red prints, touches of gray and even white: as to remember us that beyond fictional visions, the warrior is the most modern man walking on the street of whatever cities

Silvia Scorcella

 

NostraSantissima, precious elegance of the past and the future

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Una vecchia televisione a tubo catodico; un bar in piazza al calar del sole. Quell’odore di sigaro che riempie l’ambiente, la barba incolta e le mani segnate dal lavoro, dalle ore sotto il sole e dai momenti trascorsi nei campi per produrre ricchezza e consentire alle nuove generazioni di diventare “grandi”.

An old television; a bar in the main square at sunset. That smell of cigar which fills the air, an unkempt beard and hands marked by hard work, the hours under the sun and the time spent in the fields to produce wealth and allow the younger generation to grow.

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Dietro alla collezione invernale 2015/16 firmata NostraSantissima si nasconde, senza troppe maschere, l’intelligenza di conoscere e riconoscere il passato, facendolo diventare vero e proprio punto di origine – e di forza – per la sinfonia stilistica che Marco e Cristian, i fondatori del Brand, riescono ad orchestrare.

Behind the NostraSantissima’s winter 2015/16 collection hides, without too many masks, the intelligence to know and recognize the past, making it a real point of origin – and strength – for the stylistic symphony that Marco and Cristian, the founders of the Brand, are able to orchestrate.

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Il grigio ed il bianco naturale si mostrano le pietre ottimali sulle quali edificare le architetture del design della collezione NostraSantissima: gli ampi volumi si impossessano di camicie e pantaloni, nonché delle giacche dalla lavorazione minimale. Sapori orientali, nello specifico giapponesi, incontrano il gourmet visionario dell’Avant-Garde, iniettandosi direttamente nella sartoria retrò: questa fusione rende possibile l’innesto tra il fascino dei primi anni del Novecento e la contemporaneità del nostro Secolo. Gli abiti dei nonni, dei bisnonni e di tutti i parenti lontani, dunque, tornano a prendere vita non per assecondare i bisogni vintage del Fashion System, ma per onorare e glorificare il fascino e l’eleganza, perduti nei i libri di storia, che hanno caratterizzato intere generazioni.

Gray and natural white are the best stones on which to build the architecture of the design of the NostraSantissima collection: large volumes take possession of shirts and pants, and jackets, born from a minimal processing. Oriental flavors, especifically Japanese ones, meet the visionary Avant-Garde gourmet, injecting themselves directly into retrò-tailoring: this mix makes possible the engagement between the charm of the early twentieth century and our contemporary era. The clothes of our grandparents, or great grandparents and all distant relatives, then, returning to take life to satisfy the needs of vintage that the fashion system have, but to honor and glorify the charm and elegance, lost in the history books, that characterized all past generations.

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La stampa a ciliegia, infine, segna l’unico tocco di colore che si intreccia al lino, alla canapa ed al cotone, dando vita ad una stampa divertente e, allo stesso tempo, in linea con l’intera collezione. Non resta che spogliarsi del semplice essere “alla moda” per abbracciare una visione di “moda” quanto più culturale possibile; una cultura che trae ispirazione dal Passato, lo stesso passato che rende grande il Bel Paese, ma che comprende anche quella creatività che lo può far risplendere ora.

The cherry prints finally scored the only touch of color that weaves the linen, hemp and cotton, creating a fun touch and, at the same time, something in line with the entire collection. All that remains is to undress the simply being “fashionable” attitude to embrace a vision of “fashion” as much cultural as possible; a culture that takes its inspiration from the past, the past that makes great our Bel Paese, but that also includes the creativity that can make it shine now.

Niccolò Piccioni

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If the node is an intersection of lines, the shoe is a junction of stylish ideas and rigorous craft

 

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“Less is More” è quella lezione preziosa che puoi apprendere ovunque: è una condizione dell’animo che ti coglierà anche nel gusto, perché l’essenzialità ha un modo di appagare il desiderio che è silenzioso eppur completo. Tale nobile insegnamento sembra riecheggiare dalle creazioni firmate Node: calzature pregiate nei materiali, eccellenti nell’abilità artigiana che li plasma, sofisticate nell’apparente semplicità della forma.
E come un altro insegnamento di più popolare derivazione ammonisce: mai fidarsi delle apparenze!

“Less is more” is the noble lesson you can learn everywhere: is a state of the soul that will grab even your taste, because essentiality satisfies the desire in a silent but complete way. Such a remarkable class seems to be found as an echo in the shoes designed by Node: refined shoes for the materials, excellent in the craftsmanship shaping them, sophisticated in the apparent simplicity of the form.
And, as another but more common lesson teaches: you must never trust appearances!

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La superficie, pulita nelle linee rigorose a tratti spigolose in punta ma che tornano morbide ad avvolgere le giuste sinuosità del piede, cela infatti la destrezza di lavorare i dettagli, tanto materici quanto ideali. La filosofia Node, per l’appunto, concilia riferimenti eterogenei anche nell’ispirazione: la bellezza semplice dei classici senza tempo e il fascino design dei modelli più famosi della storia fashion.

The surface, clean by the rigorous lines sometimes pointy on the tips but also soft while wrapping the right curves of the foot, conceals in fact the ability to work the details, both material and ideal. Node’s philosophy, indeed, joins the miscellaneous references even for inspiration: the simple beauty of timeless classics and the charming design of the most famous paragons in the fashion history.

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Il gusto di giustapporre idee, stili e culture con la stessa nonchalance del gesto postmoderno, curando al contempo l’irreprensibilità tecnica della manifattura: l’etica di Node è già racchiusa nel nome. Node come nodo, punto d’incrocio di linee geometriche, luogo di ramificazione sullo stelo di una pianta nonché intersezione fra visioni di design: nella fattispecie quelle di Joshua Cohen, che di Node è il direttore creativo, e di Lee Cousins, che del brand è il design director.

The pleasure of juxtaposing ideas, style and cultures by the same nonchalance of the postmodern gesture, taking care at the same time of the technical rigour of the artisanal method: Node’s ethic is already kept into its name. Node as the point at which geometric lines meet, the part of the plant stem where a leaf is attached as well as the intersection among visions of style: in this particular case those of Joshua Cohen, the Creative Director of Node, and of Lee Cousins, the Design Director of the brand.

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Principi di etica che poi si fanno estetica: nei tronchetti solidi e nelle stringate affilate, nelle ballerine geometriche eppur gentili e nelle decollété slanciate dal tacco appena curvato, nell’intera collezione pura nella forma e lussuosa nella sostanza.

Principles of ethic that then turn into aesthetics: in the solid ankle boots and in the sharpen brogues, in the ballerinas geometric yet gentle and in the slender pumps with lightly bent heels, in the entire collection pure in its form and luxurious in its substance.

Silvia Scorcella

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This summer just put on a cap!

 

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Sarà colpa, o merito, del successo della cultura hip hop, di quanto è riuscita ad infiltrare l’immaginario popolare, i nostri gusti e il modo di vestire. Ma forse è anche espressione di come lo youth style e il mondo sportivo siano arrivati ad influenzare il modo di vestire degli adulti e di chi lo sport al massimo lo guarda in tv. Fatto è che il cappellino da baseball dall’essere tratto distintivo delle divise degli atleti e dei loro fan è diventato accessorio elettivo degli adolescenti prima, se pensiamo allo stile college insieme al varsity c’è sicuramente il cappellino in tinta della squadra del cuore, e poi di ogni rapper e r’n’b star che si rispetti e da lì il passo per diventare accessorio leader nel guardaroba di ogni fashion addicted il passo è stato breve. Non ne siete convinti? Guardate queste foto scattate alle ultime edizioni del White per convincervi! E se non l’avete, cosa meglio di un cappellino da baseball per l’estate che sta arrivando?

Gianluca Sini

 

Backpack your style!

We could blame, or give credit to, the success of hip hop culture, of how much it has been able to infiltrate the popular imaginery, our tastes and the way we dress. But perhaps it is also an expression of how the youth style and the world of sports have come to influence the adults style of dressing and the wardrobe of those who maybe look at sports mostly on TV. The fact is that baseball caps from being a distinctive part of the athlete’s uniforms, and of their fans, became accessories of choice for the teenagers before, if we imagine the college style along with the varsity jacket there is definitely the favorite team cap to match, and then of every rapper and r’n’b star and from there the step to become a leading accessory in the wardrobe of every fashion addicted was quite short. Don’t you agree with me? Look at these photos at White latest editions to convince you! And if you have not, what better than a baseball cap to protect you from the sun during next summer?

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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G.A.V.E.T.T.A. s/s 2015 collection: a touch of retrò flavour with a contemporary experimentation

Dal vecchio recipiente in alluminio con coperchio munito di manico che veniva utilizzato per il pasto dei soldati in missione, arriva il nome del brand G.A.V.E.T.T.A., fondato nel 2014 da Stefano “Sabuba” Savelli e Matteo “Michael” Pretolani.

Due teste roventi, quattro abili mani ed infiniti stimoli che irrigano di creatività la collezione che trae ispirazione da icone di tempi passati, segnando la linea retrò della collezione s/s 2015: Ray Petri e Walker Evans.

From the italian name of the old aluminum container with a lid equipped with a handle that was used for the meal of the soldiers on a mission, comes the name of the brand G.A.V.E.T.T.A., founded in 2014 by Stefano “Sabuba” Savelli and Matteo “Michael” Pretolani.

Two hot heads, four skilled hands and countless inputs that irrigate with creativity the collection inspired by icons of the past, marking the retrò appeal of the s/s 2015 collection: Ray Petri and Walker Evans.

 

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Ray Petri is alive … Ray Petri is still alive” diventa il grido di battaglia delle creazioni che rievocano ed omaggiano il genio che ha illuminato la seconda Metà del Novecento morto a 41 anni, dopo aver rivoluzionato il mondo della moda. Ray Petri, colui che oltrepassò il concetto di fashion e rese la contestazione molto più moderna, influenza la collezione di G.A.V.E.T.T.A. intrecciandosi in maniera indissolubile ai capi: ne derivano giacche e T-shirt dal sapore denim che accarezzano il corpo maschile e lo avvolgono.

Ray Petri is alive … Ray Petri is still alive” became the battle cry of the creations that evoke and pay homage to the genius who lit the second half of the twentieth century, who died at age 41, after having revolutionized the world of fashion. Ray Petri, who crossed the classical concept of fashion and made the challenge much more modern, influences the G.A.V.E.T.T.A collection intertwined inseparably with the clothing: the result are jackets and T-shirt with a denim taste caressing the male body and wrapping it.

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Il minimalismo delle creazioni, i tagli puliti e lineari ed i colori non esasperati si lasciano influenzare dal fascino crudo e diretto della fotografia di Walker Evans, protagonista del Novecento che, dopo essere diventato famoso per gli scatti che ritraggono la Crisi Economica degli Anni ’30, attraverso la macchina fotografica, riuscì ad immortalare momenti e frangenti di denuncia sociale.
 

The minimalism of the creations, the linear and clean cuts and the not exasperated colors are influenced by the raw and direct charm of the photography of Walker Evans, a star of the twentieth century that, after he became famous for his photographs depicting the economic crisis of the ’30s, through the camera, was able to capture moments and situations of social protest.

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G.A.V.E.T.T.A. costruisce una stagione estiva dal sapore Retrò, ma che appare totalmente moderna, alla ricerca di una bellezza che spesso viene lasciata nel dimenticatoio. Lo stile degli Anni ’30, e poi degli Anni ’40, plasmano come un anelito di vita, la collezione che brilla attraverso i colori decisi e le forme ritmate incontrando il potere della contemporanea sperimentazione messa in atto dai due designer. Non resta che farsi sedurre dall’incanto di questi abiti.

G.A.V.E.T.T.A. builds a summer with a retrò flavor, that at the same time seams so modern, looking for a beauty that is often left forgotten. The style of the ’30s, and then the 40s, mold, as a yearning for life, the collection that shines through the natural colors and punctuated shapes by meeting the power of contemporary experimentation developed by the two designers. All that remains is to be seduced by the enchantment of these dresses.

Niccolò Piccioni

 


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