Eleven Seventyseven 11 77: Tecno-Glam Socks

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One step forward nel panorama delle calze grazie al nuovo progetto realizzato da una delle aziende leader nel settore: Eleven Seventyseven 11 77. Ileana s.p.a, azienda bresciana, è la grande realtà che ha reso possibile questo progetto unendo l’esperienza della fondatrice Ileana Pinelli e l’innovazione apportata dai suoi figli Luca e Alda.

Questo gioiello Made in Italy vanta dei numeri importanti: 150 dipendenti, quasi 10 milioni di fatturato, 1000 articoli creati ogni anno, 600mila paia di calze prodotte ogni mese e 300mila euro investiti in ricerca ed innovazione ogni anno.

One step forward into the sock’s world thanks to the latest projectmade by one of the most important sock’s italian company: Eleven Seventyseven 11 77. The 11 77’s project was born by mixing the experience of Ileana Pinelli, founder of the Ileana s.p.a company and the freshness of her sons Luca and Alda.

The company is actually an example of craftmanship with suchimportant numbers: 150 employees, almost 10 millions euro profits, 1000 new items created every year and 300 thousandseuro invested in research and innovation.
 

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Se vi capiterà di incontrare vending machines piene di lattine Energy Can allora vi sarete imbattuti nella calza tecnologicamente più avanzata attualmente in circolazione sul mercato. Le calze di 11 77 sono realizzate con il filato Dryarn di Aquafil, il più leggero esistente in natura, totalmente termoregolatore, impermeabile all’acqua, resistente eppure morbidissimo, anallergico ed antibatterico.

Il senso estetico non si perde di fronte a tale perfezione tecnologica: le calze 11 77 sono riconoscibili dalle loro cromie brillanti e dai pattern vivaci in perfetto stile Ileana, rinomata per le sue calze a pois in cavallino ton sur ton, fiori dipinti a mano e cascate di Swarovski. Non a caso le calze Ileana sono amate da Christina Aguilera e Cher, vantano apparizioni in pellicole famose quali “Burlesque” e sono vendute nei department stores più esclusivi al mondo quali Harrod’s e Selfridges.
 

The distribution of the 11 77 socks will be done through the vending machines, located into the most strategic shopping places. Each Energy Can will contain the most revolutionary and technological socks available on the market right now. What makes the 11 77 so special is the fiber named Dryarn by Aquafil, that is the lighest fiber in nature, completely thermoregulator, hydrorepellent, very strong but also super soft, hypoallergenic and antibacterial.

The company doesn’t care just about the technology but alsoabout the beauty and the aesthetics: that’s why the 11 77 socks are made of bright colors and patterns, according to the Ileana’s style. The Company is recognized for its creative approach to the sock’sworld: socks with cavallino fur on them, handpainted flowers and Swarovski’s decorations are just some of Ileana’s creations. They’re even well known among the celebrities, such as Christina Aguilera and Cher, they were worn in some important moviessuch as Burlesque and they’re sold into the most important department stores worldwide, like Harrod’s and Selfridges.

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Le calze 11 77 debuttano sul mercato dopo un test effettuato su oltre 10mila atleti con l’intento di portare l’alta tecnologia sportiva nel mondo della moda. Dettagli come la distinzione tra destra e sinistra, la morfologia del tallone a Y per consentire una calzata perfetta e il bordo elastico confortevole sono presentati in colori vivaci quali raspberry mint e aviator buttercup, per la donna, l’uomo ed anche il bambino.

Una sfida tecno-glam con una campagna anticonformista dal claim chiaro e diretto “Walk Forward” perché le calze Eleven Seventyseven 11 77 guardano al futuro e vogliono conquistare il segmento luxury delle calze ad un prezzo accessibile.
 

The 11 77 socks were tested on more than 10 thousands athleteswith a precise aim: merge the high technology with the fashion attitude. The design mixes some details like the Y shape (thatallows the socks to fit perfectly the feet) with fashionable patternsand colors like the raspberry mint and the aviator buttercup, for women, men and children.

A techno-glam project that wants to “Walk Forward”, like the advertising campaign claims because the Eleven Seventyseven 11 77 socks look forward to the future and they want to be in the luxury segment with an affordable price.
 
 

Carolina Chianese
 
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Balossa: sexy and daring with a white shirt

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“La camicia bianca non smette mai di stupirmi. È l’indumento più pratico, facile, sexy e rilassato che ci sia, al quale voglio dare una nuova vita e un’espressione contemporanea”. La pensa così Indra Kaffemanaite, stilista lituana forza creativa del marchio Balossa White Shirt. E le sue camice bianche saranno protagoniste nell’area Inside dell’edizione di settembre del White.

Balossa White Shirt è un brand nato solo due stagioni fa, ma già in forte ascesa, il suo stile è caratterizzato da giochi di volumi e dettagli audaci, da linee moderne e grafiche, quasi scolpite.
 

“The white shirt never fails to amaze me. It is the more practical, easy, sexy and relaxed garment that exists, to whom I want to give a new life and a contemporary expression.” That’s what thinks Indra Kaffemanaite, a Lithuanian designer, the creative strength behind the brand Balossa White Shirt. And her white shirts will be key players in the Inside area of the September edition of White.

Balossa White Shirt is a brand that was founded only two years ago, but have already achieved some important recognitions, his style is characterized by the play of volumes and bold details, modern and graphics lines, almost sculpted.

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Le creazioni di Balossa White Shirt possono essere formali o sportive, morbide o più body conscious, avere tagli a sbieco, asimmetrie, drappeggi e ruches, pensati per donne che amano osare e certo non passare inosservate.

La collezione primavera/estate 2016, infatti, nasce dalla voglia di sperimentare e invita a non seguire le regole, reinterpretando i canoni tradizionali con tecniche e costruzioni all’avanguardia, dando vita a infinite variazioni sul tema. Ecco perché non troverete quasi mai al loro posto le maniche o il classico colletto, ma spunteranno nelle scollature sul retro, o sul fondo della camicia, o anche dalla tasca. “Niente regole e abitudini”. Questa la nuova filosofia, che a noi piace molto!

The creations of Balossa White Shirt can be formal or sporty, over or more body conscious, can have bias cuts, asymmetries, drapes and ruffles, all designed for women who love to dare and certainly not go unnoticed.

The Spring/Summer 2016, in fact, comes from the desire to experience and invites you to not follow the rules, reinterpreting the traditional features with cutting-edge techniques and constructions, creating endless variations on the theme. That’s why you will not find almost never in place the sleeves or the classic collar, but they will spring up in the necklines on the back or at the bottom of the shirt, or from the pockets. “No rules and habits.” This is the new philosophy, which we like very much!

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L’utilizzo di pregiati cotoni stretch italiani permette ad ogni camicia di adattarsi alle esigenze e agli stili di chi l’ha scelta. La sua versatilità, il suo essere senza tempo e moderna allo stesso tempo la trasformerà in must da indossare sopra a gonne, jeans, shorts e pantaloni morbidi o anche al posto degli abiti. Per giocare con la moda e osare un po’!

The use of fine Italian stretch cotton allows each shirt to adapt to the needs and styles of those who chose her. Its versatility, its being timeless and modern at the same time wil transform this item in a must-have to be worn over skirts, jeans, shorts and soft pants or even as a substitute of the dress. To play with fashion and dare a bit!

Stefano Mastropaolo

ONE TEASPOON has something for everyone

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One Teaspoon è una bella realtà con una storia fatta di talento e spirito di iniziativa, storia che inizia esattamente 15 anni fa. Jamie Blakey, fondatrice e direttore creativo del brand, impara a cucire fin da bambina grazie alla mamma ed è così che si innamora dell’idea di farsi i vestiti da sola: a 21 anni, ha già lavorato per moltissimi marchi ma non è soddisfatta, sente che ciò che vede sugli scaffali dei negozi non la rappresenta e così inizia a maturare il progetto di una sua linea.

One Teaspoon is a beautiful reality with a history of talent and initiative behind, a story that begins exactly 15 years ago. Jamie Blakey, founder and creative director of the brand, learn to sew as a child with his mother and that’s how she falls in love with the idea of creating the clothes all by herself: at the age of 21, she has already worked for many brands but she is not satisfied, she feels that what they see on store shelves is not something that can represent her and so she begins to develop the project of his own line.

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Il nome del brand arriva in modo del tutto casuale: un mattino, seduta ai tavolini di un caffè, sta versando dello zucchero nella sua tazzina e nota la scritta “One Teaspoon” sul lato della bustina. È una folgorazione e Jamie registra il nome il giorno stesso.

Il fatto di non avere soldi non la ferma: fa tre lavori in contemporanea, mette insieme 3000 dollari e crea la prima collezione occupandosi di tutto, dal design alla vendita. Il duro lavoro dà i suoi frutti e una quarantina di negozi acquistano i suoi capi.

Da allora, Jamie ha disegnato circa novanta collezioni per One Teaspoon e dichiara di divertirsi sempre come la prima volta e ciò è uno dei segreti del successo ormai internazionale del brand australiano. L’entusiasmo e l’amore della designer si riflettono in tutto ciò che fa e i suoi capi sono un insieme di ispirazioni eclettiche e design di tendenza, un mix capace di trascendere i trend delle singole stagioni.

The name of the brand arrived in a completely random way: one morning, sitting at an outdoor cafe, she is pouring sugar into her cup and note the word “One Teaspoon” on the side of the sachet. It is love at first sight and Jamie registers the name the same day.

The fact of not having money does not stop her: three are the jobs she does at the same time, she puts together $ 3,000 and creates the first collection taking care of everything, from design to sales. Hard work pays off and forty stores buy her clothes.

Since then, Jamie drew about ninety collections for One Teaspoon and claims to have fun always like the first time and this is one of the secrets of the success of the Australian brand that now has become international. The enthusiasm and love of the designer are reflected in everything she does, and her pieces of clothing have a set of eclectic inspirations and trendy design, a mix that transcends trends of each season.

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One Teaspoon è dunque un marchio fresco e ribelle e, grazie ai modelli unici e originali, vanta oggi un seguito fedele fatto di giovani esperti e appassionati di moda: per averne una prova basta dare un’occhiata all’account Instragram che vanta più di 332 mila follower entusiasti.

La nuova collezione St. Marine che verrà presentata al White in settembre propone Marine, modello must per la prossima stagione, un denim a zampa disponibile in molteplici lavaggi e che rimanda agli psichedelici anni ’70, a questo modello si aggiungono jeans stampati e nuovi lavaggi per i best seller – Outlaws, Awesome Baggies e Freebirds – resi celebri da fashion insider come Anna Dello Russo e da blogger come Chiara Ferragni. La collezione RTW include invece capi iconici rivistati nei materiali e nelle stampe.

La forza di One Teaspoon continua a essere la versatilità: dagli shorts in denim ai boyfriend jeans strappati, dalla spiaggia al red carpet, Jamie ha sempre la giusta proposta per ognuno di noi.

One Teaspoon is therefore a fresh and rebellious brand and, thanks to the unique and original models, now boasts a loyal following of young experts and fashion enthusiasts: to have a clue on that just look Instragram account that has more than 332 thousand enthusiastic followers.

The new collection St. Marine which will be presented in September at White proposes Marine, a must-have for next season, a denim flared in a number of washes, which refers to the psychedelic 70s, along with this item also printed jeans and new washes for the best sellers – Outlaws, Awesome Baggies and Freebirds – made famous by fashion insiders like Anna Dello Russo and bloggers as Chiara Ferragni. The RTW collection includes instead iconic pieces revisited in materials and prints.

The power of One Teaspoon continues to be its versatile: from denim shorts to boyfriend used jeans, clothes that you can use from the beach to the red carpet, Jamie always has the right proposal for us all.

Emanuela Pirré

BONOMEA

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Un nome affascinante, Bonomea, che corrisponde ad un brand che vuole fuggire da etichette, definizioni, costrizioni. Gli accessori Bonomea, borse e gioielli, sono in realtà molto di più di semplici oggetti, ma elementi di design parte di un atto di dressage attento e perspicace, che nasce da una perfetta intesa con chi li ha scelti e inseriti nel proprio quotidiano. Abbiamo incontrato il designer del brand Andrea Ciccolo, per farci raccontare meglio l’interessante filosofia ed il percorso di questo marchio che incontreremo alla prossima edizione del White.

A charming name, Bonomea, which corresponds to a brand that wants to get away from labels, definitions, constraints. Bonomea accessories, handbags and jewelry, are actually much more than just objects, but elements of design, part of an act of dressage attentive and insightful, which takes form from a perfect understanding with those who have selected and placed in their daily wardrobe. We met the designer of the brand Andrea Ciccolo, to learn more about the interesting philosophy and the path of this brand that we will meet at the next edition of White.

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Ci racconta come è nato Bonomea?
Bonomea nasce nel 2014. Il progetto è frutto di una visione condivisa fra il designer nonché direttore artistico e l’altra persona che si occupa dell’aspetto legato al project-marketing management.
La visione è data dal desiderio di creare un brand di alto livello completamente fatto in Italia e che fuoriuscisse da convenzioni e stereotipi.

Quale lo stile della collezione? Quali sono gli aspetti che caratterizzano i vostri accessori?
Lo stile è rigoroso, tagliente e maniacalmente focalizzato sul design; ogni manufatto deve poter raccontare qualcosa di inedito che sia un dettaglio, una forma o una struttura.
A prima vista non sono così evidenti, ma ci sono delle continue oscillazioni fra aspetti neoclassici (intesi come sapiente manifattura, e anelito alla creazione di oggetti timeless) e una poetica che si nutre dell’attrazione verso il “borderline”.

Can you tell us how Bonomea was born?
Bonomea was founded in 2014. The project is the result of a shared vision between the designer and artistic director and the other person that takes care of the project-related marketing management.
The vision is given by the desire to create a brand of high-level completely made in Italy and far from conventions and stereotypes.

Which is the style of the collection? What are the aspects that characterize your accessories?
The style is strict, sharp and maniacally focused on the design; each product must be able to tell something new that is a detail, a shape or a structure.
At first glance, they are not so obvious, but there are aspects of continuous oscillations between neoclassical (meaning skillful manufacture, and desire to create timeless objects) and a poetics that feeds attraction to what’s “borderline”.

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A quali donne si rivolge Bonomea e chi avete in mente quando nascono le vostre creazioni?
L’aspetto interessante è che più i prodotti appaiono “solidi” e rigorosi più questi nascono da qualcosa di inafferrabile, oscuro ed astratto.
Non nasce da una donna in particolare, ma vuole essere evocazione di una presenza.

Da dove vengono gli input ispirativi?
La musica riesce ad aprire molti “luoghi”, è evocativa. Quella meno facile, quella che sorprende, astrazione come la “drone ambient” o al contrario molto pesante al punto di risultare paradossalmente astratta.
Gli spazi, l’idea dell’infinito, l’incognito.
Gli sbagli o quelli che pensiamo lo siano; l’idea di affrontare uno sbaglio é come doversi resettare: liberarsi di quei codici già inscritti nel cervello.

Quale il vostro mercato più importante?
Abbiamo cominciato con il mercato asiatico ed europeo e segnali di interesse anche dal Medio Oriente. L’Italia é quello più difficile, ma a cui tutti guardano.

To which kind of women Bonomea turns and which ones do you have in mind when you create?
The interesting aspect is that the more our products appear “solid” and rigorous the more they seems to arise from something elusive, obscure and abstract.
It does not come from a particular woman, but wants to be an evocation of a presence.

Where do cretaive inputs come from?
The music can open many “places”, it is evocative. The less easy, the one tha can surprise, abstraction like”drone ambient” or on the contrary very heavy to the point of being paradoxically abstract.
Spaces, the idea of infinity, the unknown.
Mistakes or those who we think they are; the idea of facing a mistake is like having to reset: get rid of those codes already inscribed in the brain.

Which are your most important markets?
We started with the Asian and European markets and signs of interest are coming from the Middle East. Italy is the most difficult, but it is the one that everyone looks to.

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Quanto è importante una fiera come il White per voi?
Essendo italiani e neonati, riteniamo il White il display più adatto a presentare i nostri “frammenti” ,come amiamo chiamarli, a buyers e giornalisti soprattutto nostrani e poi anche esteri ovviamente; é un percorso obbligato e funzionale a segnalare la nostra “presenza” agli addetti del settore.

Progetti per il futuro/sogni nel cassetto?
Il verbo chiave per Bonomea è continuare a “sperimentare”; indagare senza dover fare i conti con una stagionalità precisa e cercare di fare di Bonomea un “rumore di fondo”, costante ed emotivamente sorprendente.

How important is a fair like White for you?
Being Italian and newborn, we believe White is the better suited display to present our “fragments”, as we call them, to buyers and journalists especially italin ones, and then of course also foreigners; It is a fixed and functional course, helpful to report our “presence” to industry insiders.

Future plans / dreams?
The key word is that Bonomea continue to “experiment”; investigate without having to deal with a precise seasonality and try to transform Bonomea in a sort of “background noise”, constant and emotionally surprising.

Gianluca Sini

 

La collezione Poliedrica ANIMAdVERTE: geometrie da indossare

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Si può stupire con la tradizione? Ovvero, in questo nostro presente di amor per la moda in cui quel che è di ieri è celebrato nei sentieri del vintage e quel che è di oggi prende già la via del domani, può il passato persino antico sorprendere l’occhio e il gusto da adesso a data da destinarsi? Secondo la filosofia di ANIMAdVERTE: sì!

Can we be rocked by tradition? Or rather, in this present time of us of fashion love where what belongs to yesterday is celebrated on the vintage paths and what belongs to today already takes the way to tomorrow, can the antique past mesmerize the eyes and taste since now until a date to be set? According to ANIMAdVERTE philosophy: yes, we can!

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Un pensiero che si fa pratica creativa già a partire dal nome. ANIMAdVERTE è una parola di antica origine latina che significa “volgi l’animo, osserva”, un monito che ha orientato per primo lo sguardo della stessa Laura Tolfo, che del brand è fondatrice, per immergersi con curiosità nelle profondità del patrimonio artigianale italiano: e trarne il progetto di borse realizzate secondo le antiche tecniche di ieri, ma dal design di bellezza e funzionalità che da oggi si protrae fino a qualunque domani.

A thought that becomes creative practice just from the name. ANIMAdVERTE is an antique Latin word meaning “turn your mind, observe”, a lesson that first of all guided Laura Tolfo’s look, founder of the brand, to plunge curious into the deep Italian artisanal heritage: and glean a project of bags designed according to yesterday’s antique techniques, but flaunting a beautiful and functional design that since today will last until whatever tomorrow.
 

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Nasce così la collezione Poliedrica: letteralmente, data la mutevolezza sorprendente con cui le borse prendono forme inaspettate dall’essenza geometrica, attraverso un ingegno strategico di pieghe, cuciture e tagli a vivo che ne trasforma l’apparenza e il gusto di indossarle in modi variegati.

Tutto inizia dalla pelle: materia duttile e pregiata, di origine toscana quindi conciata al vegetale come lì è eccellenza fare da lungo tempo, impiegando tannini naturali provenienti dagli alberi assieme al lungo scorrere del tempo. Tutto invece non terminerà mai: la naturalezza del materiale racconterà il passare del tempo con leggere sfumature che regaleranno unicità ad ogni oggetto.

ANIMAdVERTE sarà a settembre nell’area Inside di White, dedicata ai giovani talenti: volgete subito l’animo a questo appuntamento!

That’s how the Poliedrica collection springs: literally, since the surprising mutability by which the bags take unexpected and unconventional shapes having a geometric essence, through some strategic tricks of pleats, stitching and raw edge that turns their appearance and way of being worn.

Everything starts by the leather: adaptable and noble material, coming from Tuscany where it is worked by the vegetable tanning, an heritage of excellence there, using natural tannins extracted from the trees together with the slow passing of time. Everything will never end, instead: the naturalness of the material will tell the time passing by through light color shades that will give uniqueness to every object.

ANIMAdVERTE will be present on September at the Inside area of White, dedicated to young talents: turn your mind right to this appointment, please!

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Mocassino e sneaker vengono proposti in una nuova variante: nelle due scarpe non c’è alcuna punta, sono aperte quasi come fosse un errore, una mancanza, sebbene in realtà tutto sia accuratamente studiato.

Supponete che, dopo aver pranzato, i due gitanti prendano il sole con specchi abbronzanti: ecco l’ispirazione per il “coup de théâtre” della collezione. L’idea di un oggetto semplice – un cartone rivestito con una pellicola che permette di riflettere il sole – ispira una slip-on e una sneaker che vengono quindi presentate in un pellame laminato argento molto riflettente, come se fossero avvolte da quella stessa pellicola.

Infine, i due si preparano per tornare a casa e lei, per errore, calza una scarpa di lui e subito se ne innamora. È così che il designer rende la collezione unisex, in totale sintonia con quel trend che vuole che, sempre più frequentemente, la donna utilizzi capi del guardaroba maschile vestendo scarpe senza tacco.

Moccasin and sneakers are available in a new variant: in both there is no tip, they are open almost like an error, a lack, although in reality everything is carefully studied.

Suppose that, after lunch, the two day trippers take the sun with tanning mirrors: here is the inspiration for the “coup de theatre” of the collection. The idea of a simple object – a cardboard coated with a film that can reflect the sun – inspired a slip-on shoe and a sneaker that are then presented in a highly reflective silver laminated leather, as if they were wrapped in the same film.

Finally, the two prepare to go home and she mistakenly put on a male shoe and immediately falls in love. This is how the designer makes this unisex collection, totally in tune with the trend that wants that, increasingly, the woman uses pieces of clothing or, like in this case, accessories from the male wardrobe dressing shoes without heels.

Silvia Scorcella

Marco Laganà’s italian pic-nic

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Ci sono cose in cui noi italiani decisamente eccelliamo: una di queste è fare calzature di grande qualità e Marco Laganà ne sa qualcosa. Laureato presso il Politecnico di Milano in design della moda con un progetto di calzature realizzato per il marchio Fratelli Rossetti, Laganà si è trasferito a Parigi dove ha lavorato per diversi brand importanti, poi ha deciso di tornare in Italia per creare la propria linea omonima.

There are things in which we Italians definitely excel: one of these is to make high quality footwear and Marco Laganà knows something about it. He graduated from Politecnico in Milan in fashion design with a footwear project made for the well-known brand Fratelli Rossetti, Laganà then moved to Paris where he worked for several important brands, then he decided to return to Italy to create his own independent line.

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La sua prima fatica, “The Pop–Art Collection”, ha ottenuto un ottimo riscontro: la stampa specializzata è rimasta colpita dal suo prodotto, sia per la forza comunicativa irriverente sia per l’alto standard qualitativo made in Italy.

E così, eccolo pronto a cimentarsi in una nuova sfida: la collezione per la primavera/estate 2016 si chiama “The Italian Picnic” e mantiene lo stile sobrio e lineare che ha già caratterizzato la precedente, aggiungendo un ulteriore tocco di carattere.

His first effort, “The Pop-Art Collection”, has received an excellent feedback: the press was impressed by his products, both for the communicative irreverent power but also for the high quality standards, obviously all made in Italy.

And now, here he is, ready to undertake a new challenge: the collection for spring/summer 2016 is called “The Italian Picnic” and maintains the sober and linear style that has already characterized the previous year, adding an extra touch of personality.

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Il designer vuole rappresentare un picnic su un prato italiano in pieno stile anni ’50. Immaginiamo uno straniero che, passeggiando in un parco, viene colpito dalla situazione: il tutto diventa un inno alla bellezza del nostro Paese che da sempre è in grado di far innamorare coloro che vi entrano in contatto.

I protagonisti del suo quadro immaginario sono un uomo, una donna e le loro scarpe abbandonate sul prato, una gamma di ben dodici modelli – tanti ne comprende la collezione – che differiscono per materiali, costruzione ed aspetto estetico.

The designer wants to represent a picnic on a lawn 50s and Italian-style. Imagine a stranger, walking in a park, is hit by the situation: everything becomes a hymn to the beauty of our Country, that has always been able to make fall in love those who come here.

The protagonists of his imaginary picture are a man, a woman and their shoes abandoned on the lawn, a range of twelve models – the number of different items included in this collection – which differ in materials, construction and appearance.

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Mocassino e sneaker vengono proposti in una nuova variante: nelle due scarpe non c’è alcuna punta, sono aperte quasi come fosse un errore, una mancanza, sebbene in realtà tutto sia accuratamente studiato.

Supponete che, dopo aver pranzato, i due gitanti prendano il sole con specchi abbronzanti: ecco l’ispirazione per il “coup de théâtre” della collezione. L’idea di un oggetto semplice – un cartone rivestito con una pellicola che permette di riflettere il sole – ispira una slip-on e una sneaker che vengono quindi presentate in un pellame laminato argento molto riflettente, come se fossero avvolte da quella stessa pellicola.

Infine, i due si preparano per tornare a casa e lei, per errore, calza una scarpa di lui e subito se ne innamora. È così che il designer rende la collezione unisex, in totale sintonia con quel trend che vuole che, sempre più frequentemente, la donna utilizzi capi del guardaroba maschile vestendo scarpe senza tacco.

Moccasin and sneakers are available in a new variant: in both there is no tip, they are open almost like an error, a lack, although in reality everything is carefully studied.

Suppose that, after lunch, the two day trippers take the sun with tanning mirrors: here is the inspiration for the “coup de theatre” of the collection. The idea of a simple object – a cardboard coated with a film that can reflect the sun – inspired a slip-on shoe and a sneaker that are then presented in a highly reflective silver laminated leather, as if they were wrapped in the same film.

Finally, the two prepare to go home and she mistakenly put on a male shoe and immediately falls in love. This is how the designer makes this unisex collection, totally in tune with the trend that wants that, increasingly, the woman uses pieces of clothing or, like in this case, accessories from the male wardrobe dressing shoes without heels.

Emanuela Pirré
 
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Ambizioso, stiloso, atletico: il Super Human metropolitano indossa senhor PRUDÊNCIO

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Se si chiedesse ad un ritrattista di immaginare quali sublimi virtù possano condensarsi nell’ ideale maschio metropolitano, e dunque di concepire un guardaroba perfetto per la sua routine estetica nonché pratica, ecco: tale ritrattista potrebbe chiamarsi senhor PRUDÊNCIO, tale uomo sfoggerebbe i tratti del “Super Human” e serberebbe con fierezza una collezione in guardaroba per la prossima s/s 2016 intitolata “The ordinary tasks of the Super Human”.

If we asked a portraitist to imagine which sublime virtues could characterize the ideal metropolitan man, and so to draw a perfect wardrobe for his aesthetic yet practical routine, well: such a portraitist would be senhor PRUDÊNCIO, such a man would flaunt the “Super Human” features and would be proud to keep into his closet the s/s 2016 collection named “The ordinary tasks of the Super Human”.
 

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Un importante ammonimento: che non si pensi a super eroi svolazzanti per città futuristiche, avviluppati in mantelli e infilati in una maschera fumettistica.

Tutt’altro: il Super Human in questione appartiene ad una stirpe maschile in evoluzione nelle nostre città, una creatura che padroneggia uno stile di vita attivo e salutare integrato ad una carriera di successo, e che dunque desidera un abbigliamento che trionfi per estetica e performance tanto in caso di sport quanto in occasioni di business.

A very important warning: don’t think about some super heroes flying about futuristic cities, wrapped into their cloaks and wearing comic masks, no way!

This Super Human belongs to a male breed emerging into our towns, a creature mastering an active and healthy lifestyle integrated into a successful career, so he wishes for clothes triumphing for aesthetic and performance in case of sports as well as in business occasions.
 

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Un uomo dalle qualità eccellenti, come il brand che lo immagina: senhor PRUDÊNCIO è completamente di origine portoghese, esattamente come la tradizione calzaturiera elevatissima a cui appartiene. Deve infatti il suo nome alla tradizione familiare raccolta da João Pedro Filipe, che del brand è il fondatore, designer e autore della mischia perfetta tra antico know-how artigianale e design very contemporary.

A man having excellent qualities, as the brand conceiving him: senhor PRUDÊNCIO is 100% portuguese, like the high tradition of shoemakers which it belongs to. It actually owes its name to the familiar tradition inherited by João Pedro Filipe, that is the founder and designer of the brand, and the creator of the great blend of antique artisanal know-how and the very contemporary design.

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Ispirazioni e pietre miliari che confluiscono nella s/s 2016: abiti, scarpe e accessori ispirati dalla crescente popolarità degli sport nella cultura giovanile, dalla loro influenza estetica e pratica sul lifestyle di maschi metropolitani di qualunque età e dai materiali durevoli e multifunzionali che rendono ogni oggetto desiderabilissimo.

Inspirations and milestones merging into the s/s 2016: clothes, shoes and accessories inspired by the rising popularity of sports in youth culture, by their influence into the urban men lifestyle of every age and by the durable and multifunctional materials that make every objects very enticing.
 

Silvia Scorcella

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Nicola Indelicato FW 2015-16: Spoiled, or rather the luxurious game of contaminations

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Ah, le gioie variegate del meltin’pot, la mescolanza di culture vissute, lingue ascoltate, usanze imparate ed estetiche assorbite: esperienze che mentre tracciano una biografia, poi disegnano un concetto di stile. Nicola Indelicato porta per l’appunto questa fusione sulla propria pelle: e ne fa ammirevole ispirazione per la collezione F/W 2015-16, Spoiled.

Ah, the various delights of the meltin’pot: the blend of cultures practiced, languages heard, habits learnt and aesthetics absorbed: experiences that while tracing a biography, then draw a style concept. Nicola Indelicato actually brings this mishmash on his own skin: and he turns it into a piece of admirable inspiration for his F/W collection, Spoiled.

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Che quindi la fusione di spunti d’esistenza personale e predilezioni per immaginari esterni possa apparire un vezzo, se non addirittura un vizio, come il significato rivelato del titolo della collezione suggerisce? Beh, le origini fiorentine immerse nel florido Rinascimento Italiano, il dna siculo ancor più originario, una famiglia allargata che abbraccia anche l’identità greca e quella turca, l’esperienza lavorativa anche presso una maison di fama elevata e il ponte di vita tra la Toscana e Istanbul di certo raccontano di Nicola Indelicato una creatività in costante apertura: pronta a raccogliere contaminazioni e diversità per farne materia di moda.

May this fusion of cues of personal existence and predilection for external imageries appear like a mannerism, or rather a vice, as the very meaning of the collection title reveals? Well, the Florentine origins plunged into the thriving Italian Renaissance, the even more original Sicilian dna, an extended family embracing also the Greek and Turkish identities, the working experience also at a very renowned fashion house and the life bridge between Tuscany and Istanbul surely tell about Nicola Indelicato’s creativity constantly open: ready to grab contaminations and diversities to make fashion material out of them.

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Nulla di vizioso, dunque, ma tutto in piacevole fusione: l’accenno lo si deve piuttosto all’ispirazione dichiarata per l’immaginario firmato Sofia Coppola nel film “Bling Ring”, dove una manciata di teenager Losangelini s’intrufola nelle case di patinate celebrities per sottrarre abiti, scarpe e gioielli come vizio lussuoso. Nella collezione Spoiled tale immaginario si reinterpreta in un gioco con materiali sì lussuosi, come le pellicce colorate, rigate o in forma di anello da indossare su pantaloni oversize, ma dalle forme rinnovate e in cui trovano posto anche l’eco unisex della lunga veste tradizionale turca realizzata in pelle termo-saldata, l’appeal maschile funzionale di camicia e parka e i dettagli pragmatici di natura sportswear.

Nothing vicious, then, but everything nicely blending: the allusion is actually due to the declared inspiration from the imagery of Sofia Coppola’s “Bling Ring” movie, where a handful of Los Angeles teenagers raid the homes of glittering celebrities to steal clothes, shoes and jewels as for a luxurious vice. In Spoiled collection, instead, such an imagery is read as a game with materials that are de luxe, of course, as the colorful furs, striped or shaped as a ring to wear on oversize denim trousers, but by renovated forms in which also the unisex echo of the Turkish traditional long shirt carried out in bonded leather, the male technical appeal of the shirt and parka and the pragmatic details having sporty nature take place.

 

Silvia Scorcella

 
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Love at first sight: the “naturalistic” Tees of Margarita Philosophica

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Margarita Philosophica ha presentato nella passata edizione di giugno 2015 del WHITE una collezione di T-shirt in misto seta, nella quale animali, piante e paesaggi prendono vita con nuove forme, attraverso illustrazioni a china realizzate interamente a mano e arricchite da ricami e applicazioni di tessuto. Modelli unisex che rielaborano il concetto di uomo e donna.

Margarita Philosophica, brand nato ad Agrigento nel 2014, propone una collezione 100% Made in Italy che ha come attitudine quella di rappresentare la natura, e il legame tra natura e “sapere” è intrinseco nel nome stesso del brand, che richiama quello della prima enciclopedia illustrata della storia.

Margarita Philosophica presented at the last edition of White in June 2015 a collection of T-shirts in silk blend, in which animals, plants and landscapes come to life with new forms, through illustrations in ink made by hand and embellished with embroidery and applications in different fabrics. Unisex models that explore the defining concept of man and woman.

Margarita Philosophica, a brand born in Agrigento in 2014, offers a collection 100% Made in Italy that has the ability to represent nature, and the link between nature and “knowledge” is inherent in the very name of the brand, which is reminiscent of the first Illustrated Encyclopedia in history.

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Le T-shirt sono le pagine di questa nuova enciclopedia, che diventa così racconto da indossare, sfruttando uno di quei capi che da sempre si rende disponibile a raccontare in maniera immediata e diretta, quella maglietta che però può essere come in questo caso impreziosita da un know how che nasce da una artigianalità e da un’attitudine al decoro totalmente italiana.

Una collezione che vuole esaltare il concetto d’istinto. L’istinto della natura, un gesto impulsivo e primordiale, come la terra siciliana, dove il marchio affonda e nutre le sue radici.

The T-shirts are the pages of this new encyclopedia, which becomes in this way stories to be worn, using one of those piece of clothing that has always been willing to tell stories in an immediate and direct, the T-shirt that can be, as in this case, enhanced by a “know-how” that comes that comes from a totally italian embellishment attitude and craftsmanship.

A collection that wants to enhance the concept of instinct. The instinct of nature, an impulsive and primordial act as the land of Sicily, where the brand sinks and nourishes its roots.

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Se siete alla costante ricerca del “nuovo”, di un capo particolare, originale e di design e considerate il Made in Italy come valore aggiunto, non siete esigenti, ma i clienti a cui pensa Margarita Philosophica!

E infatti così ci hanno raccontato Luisa Luparello, creative director del brand, e Ivan De Lorenzo, art director, quando li abbiamo incontrati: “Il nostro cliente ha un carattere forte, è determinato, sicuro di sè, fortemente orientato alla novità e apprezza la bellezza e la particolarità della grafica tipica delle stampe caratteristiche del nostro prodotto”.

If you are constantly looking for the “new”, for a cool piece of clothing and the original Made in Italy design, considered as an added value, you are not so demanding, but you are the perfect customers who Margarita Philosophica have in mind!

In fact, so we were told by Luisa Luparello, creative director of the brand, and Ivan De Lorenzo, art director, when we met them: “Our client has a strong character, he/she is determined, confident, strong focused on innovation and appreciates the beauty and the uniqueness of the graphic prints that are typical characteristics of our product.”

 
Stefano Mastropaolo
 
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PEB S/S 2016: the city is a material jungle peopled by a zoo of humans to dress well

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C’è chi ammanta la propria moda con il gusto dell’escapismo, termine squisitamente evocativo per una voglia d’immaginarsi lontano dal groviglio della città, e chi invece in tal groviglio cittadino ci si immerge con tutti i panni e l’attitude dell’esploratore urbano contemporaneo. Questo è il mood peculiare di PEB, che per la stagione s/s 2016 si condensa in una collezione dal titolo inequivocabile: “Concrete Jungle”.

There are those who carpet their fashion style with the taste for escapism, a term exquisitely evocative meaning a wish for imagining oneself far away from the city muddle, and there’s those plunging in that very city muddle by the metaphorical shoes and the real attitude of a contemporary urban explorer. That’s the peculiar mood of PEB, that for the s/s 2016 is concentrated in a collection by an unmistakable title: “Concrete Jungle”.

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Un esploratore che s’inoltra nei sobborghi ospitanti quella street culture che poi diventa street wear e negli angoli metropolitani dove l’architettura dà lezioni di linearità minimale affilata: ecco l’atmosfera creativa di Massimiliano Poggiolini, direttore creativo di PEB. La ricerca meticolosa per i materiali tecnici e innovativi, la passione per i tessuti altamente performanti, la predilezione per i dettagli di rigorosa funzionalità e la dedizione per una produzione totally Made in Italy: ecco nel dettaglio l’identità del brand.

An explorer entering deep into the suburbs hosting that street culture that then turn into street wear, and into the metropolitan corners where architecture gives lessons of sharp minimal linearity: well, this is the creative atmosphere of Massimiliano Poggiolini, PEB’s creative director, The meticulous research for techno and innovative materials, the passion for highly performative fabrics, the love for rigorous functionality details and devotion to a totally Made in Italy production: well, voilà the brand identity in greater detail.

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Tali ideali si rinnovano nella collezione s/s 2016 orchestrati dall’ispirazione al gesto artistico del futurista Depero nel manifesto “Ricostruzione Futurista dell’Universo”: allora era intenzione dell’artista insediarsi nella vita quotidiana di città per ricrearla, oggi è intento di PEB osservare l’umanità maschile metropolitana e vestirla di capi e completi con volumi dall’appiombo architettonico, con tagli dagli spigoli ben poco soffici e con materiali high-tech fatti di texture che raccontano di facciate di palazzi quasi alveolari. Con forme attraversate da tagli netti come le geometrie che tali facciate le compongono, tinte di color block che dai toni cupi dell’asfalto arrivano fino al candore luminoso.

Such ideals are renovated into the s/s 2016 collection and orchestrated through the inspiration at the artistic gesture of the futurist Depero into the manifesto “Futurist Reconstruction of the Universe”: then the artist had the intention to settle into the city daily routine as to redesign it, now PEB has the intent of observing the metropolitan male humanity and dressing it of clothes with volumes having an architectural aplomb, cuts with slightly soft edges and high-tech materials made of textures telling about building facades that are almost alveolar. Clothes with shapes crossed by cuts as clear as the geometries that form those facades, painted in color block style that goes from the darker shades of asphalt to the bright candor.

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Silvia Scorcella

 

 


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