Era colorphilosopy: you are a color palette

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Qual è, oggi più che mai, la libertà più preziosa che possiamo regalarci?
È quella di fuggire alle regole prestabilite che vorrebbero inquadrarci in spazi tutti uguali e tutti grigi.
La libertà più grande è differenziarci, affermare la nostra personalità scegliendo talvolta strade non familiari o non facili purché nostre, è la possibilità di lasciare la nostra impronta di colore.
Questo è il credo di Era colorphilosophy, un brand che desidera portare alla luce l’anima degli oggetti e che cerca di leggerne il racconto, la storia, i segni distintivi reinterpretandoli secondo i propri canoni stilistici.

What is, now more than ever, the most precious freedom that we can give us?
It is to run away to set rules that would imprison us in spaces that are all the same and all gray.
The greatest freedom is to differentiate ourselves, assert our personality by choosing sometimes unfamiliar or not easy roads, as long as they are our roads, it is the opportunity to leave our imprint color.
This is the creed of Era colorphilosophy, a brand that wants to bring to light the soul of objects and trying to read the tale, the history, the hallmarks reinterpreting them according to its stylistic standards.

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Era ci offre la possibilità di differenziarci attraverso la devozione per il buon gusto e attraverso una collezione di calzature da uomo e da donna: derby, francesine e mocassini sono riletti con immaginazione e fantasia e vengono realizzati attraverso la lavorazione Blake, tecnica che prevede un’unica cucitura a tener unite suola, fodera, tomaia e sottopiede.

Abili mani toscane portano avanti la maestria calzaturiera italiana unendo estro creativo e sostanza: le pelli vengono conciate con estratti vegetali secondo la più antica tradizione e gli artigiani specializzati aggiuntano, cuciono e infine tamponano il tomaio con sostanze naturali, rendendo ogni scarpa non riproducibile in serie, unica come chi la indosserà.
 
 

Era is offering us the opportunity to differentiate ourselves through devotion to good taste and through a collection of footwear for men and women: derbys, brogues and loafers are reinterpreted with imagination and fantasy and are made by the Blake workmanship, a technique that involves a single stitching that keeps together the sole, the lining, the upper part of the shoe and the insole.

Skilled hands from Tuscany carry on the Italian shoe craftsmanship combining creative flair and substance: the hides are tanned with plant extracts according to old traditions and specialist fitter sew and then dabbing the upper with natural substances, making each shoe not reproducible in series, unique as the person who will wear it.

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All’amore per la tradizione e alla grande cura, Era unisce infine la passione per il colore, passione che diventa filosofia, anzi, vera e propria colorphilosophy capace di raccontare tutte le sfumature della nostra personalità, capace di raccontarci come se ogni nostro aspetto corrispondesse a un diverso colore sulla tavolozza di un pittore.

Se volete lasciare la vostra impronta, potrete trovare la nuova collezione Era al prossimo White.

To the love for tradition and the great care Era finally unites the passion for color, a passion that becomes indeed a philosophy, a real colorphilosophy, which is able to tell all the nuances of our personality, as if our every aspect could correspond to a different color on the palette of a skilled painter.

If you want to leave your footprint, you can find the new Era collection at White.
 

Emanuela Pirrè

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Harrison Wong Fall 2015 collection: the luxurious marks of the crocodile

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Di ritualità si sa, è piuttosto intrisa la forza elegante della virilità: potrebbe condensarsi così il concetto che orienta la creatività di Harrison Wong, giovane eppur già ben celebrato fashion designer in cui la sottigliezza di pensiero orientale si allaccia alla verve della visione occidentale.

L’essenza maschile, infatti, lascia tracce dense di desiderio nell’immaginazione: figurarsi quando l’essenza maschile in questione è sartoriale e la ritualità ne guida l’ispirazione.

Tali parole potrebbero accarezzare il dubbio di un mero preambolo narrativo, ed invece sono una doverosa introduzione alla collezione Fall 2015 firmata Harrison Wong: “I segni del Coccodrillo”.

Rituality, you know, it’s the elegant strength of virility dripping with: that’s how the concept directing Harrison Wong’s creativity could condense, young yet renowned fashion designer where the sensitivity of Oriental thinking joins the verve of the Western vision.

The masculine essence, in fact, leaves marks dense with desire inside imagination: would you picture what it would be like when such an essence is sartorial and rituality guides its inspiration?

These words may flirt with the doubt of a mere narrative preamble, but they’re an appropriate introduction to the Fall 2015 collection designed by Harrison Wong: “Crocodile Scars”.

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L’immaginario da cui gli abiti prendono forma viaggia infatti fino alla Papua Nuova Guinea: qui, Harrison Wong s’incanta alla tradizione rituale per cui tra la popolazione dei Kaningara a un giovane uomo non è riconosciuto lo status della piena virilità finché sul suo corpo non siano incisi i segni dell’impronta del coccodrillo.

Dalla giungla tribale a quella urbana, dal fascino delle leggende esotiche al lifestyle d’eleganza metropolitana: i segni che l’uomo di Harrison Wong indossa sono quelli netti e affilati del minimalismo che ne è la firma inconfondibile. Linearità di forma sapiente nel mistificare stratificazioni di materia e texture a creare combinazioni inaspettate: nella collezione Fall 2015 la mischia pregiata prevede l’accenno sporty e la stampa metallica, la superficie ad effetto 3D e la nobiltà della pelle d’eccellenza.
Il coccodrillo, senza dubbio, lascia segni lussuosi.

The imagery the clothes are shaped actually travels up to the Papua New Guinea: here, Harrison Wong is enchanted by the ritual tradition belonging to Kaningara people, believing that a young man cannot achieve the full status of manhood until his body bears the incised scars of the mark of the crocodile.

From the tribal jungle to the urban one, from the charm of the exotic legends to the elegance of city lifestyle: the marks Harrison Wong’s man wears are those clear and sharp ones typical of minimalism, that is his unmistakable signature. Form linearity wise enough to fool layerings of matters and textures so as to yielding unexpected combinations: in Fall 2015 collection the fine blend wants the sporty element and the metallic print, the 3D surface fabric and the nobility of the exquisite leather.
The crocodile, without a doubt, leaves luxurious marks.

Silvia Scorcella

Camel Tones

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Non c’è quasi niente di più iconico e rappresentativo del Novecento di un impermeabile in una tonalità che dal tortora sfuma al beige, fa pensare subito a Ingrid in “Casablanca” e a Audrey in “Colazione da Tiffany”. Non c’è un classico del guardaroba come il cappotto in una tonalità appena più scura, per lei dal taglio sartoriale, affusolato e protettivo, per lui anche corto doppiopetto in stile peacoat o più lungo, quasi manageriale, elegantissimo, ma versatile, perché le giovani generazioni lo hanno messo con il jeans consunto invece che con il gessato da Wall Street. Gli inglesi chiamerebbero le sfumature di questo colore camel tones, quella tonalità cammello che è sinonimo di uno stile chic e misurato da sempre e che nobilita in qualsiasi occasione il guardaroba di lei, come quello di lui.

E il cammello è tornato nelle ultime stagioni con prepotenza, mescolato al beige, alle tonalità più chiare della terra, a colori neutri, ma avvolgenti e perfetti per un inverno che vuole essere all’insegna dell’effetto cocooning, che rifugge il freddo, facendoci optare per il caldo abbraccio di un cashmere o di un materiale capace di preservare dalle intemperie, ma anche votato sempre ad una raffinata eleganza. Ecco alcuni esempi da copiare o dai quali prendere spunti per i nostri look delle prossime settimane.

Gianluca Sini

Camel Tones

There is almost nothing more iconic and representative of the twentieth century than a certain famous raincoat in a shade that fades from dove gray to beige, that reminds us ladies like Ingrid in “Casablanca” and Audrey in “Breakfast at Tiffany’s.” There is nothing more classic in our wardrobe than a coat in just a darker shade, in a tailored version for her, slim and protective for him, but also shorter and double-breasted in a peacoat style or longer, almost managerial, elegant, yet versatile, because the younger generations have worn it with vintage jeans instead of the pinstriped trousers of a certain typical Wall Street look. The British would call these color nuances camel tones, the tone camel that is always synonymous with a chic and measured way of dressing and which is capable to dignify in any occasion the female wardrobe as long as the male one.

And camel’s back into the spotlight in recent seasons, mixed with beige, with lighter earth’ shades and neutral colors, but wrapping and perfect for a winter that wants to be in the name of the cocooning effect, who avoids the cold, making us opt for the warm embrace of a cashmere item or material capable of preserving us from the weather, but also increasingly linked to a well-refined elegance. Here are some examples of these tones in clothing from which you can take cues for your next weeks’ outfits.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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The male universe by Marie Raz

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Marie Raz, marchio dedicato all’universo maschile, creato nel 2012 dalla designer Mariana Razuc con quartier generale a Monaco di Baviera, ci accompagna in un mondo futuristico, dove la maschilità che costruisce si immerge in maniera inossidabile nell’ambiente che lo circonda.

Marie Raz, the male universe brand, was created in 2012 by the fashion designer Mariana Razuc, with its headquarter in Munich, takes us into a futuristic world, where masculinity sinks into the surrounding environment in an indestructible way.

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Dopo aver partecipato due volte alla Fashion Week di Rio de Janeiro (Brasile) ed essere stata premiata due volte come vincitrice del concorso “Rio Moda Hype“ per i giovani designer, Mariana Razuc continua a sorprendere gli spettatori con iniziative capaci di sottolineare l’importanza della moda. È, infatti, con la sua primavera/estate 2015 che il brand, attraverso una rosea collaborazione con Lena Grewenig, giovane artista tedesca che si caratterizza per le tenui pennellate con le quali dipinge i soggetti scelti, dimostra la sua forza: i toni caldi della terra ed i più delicati dell’acqua vengono abbinati ai disegni realizzati a mano, trasferiti in tipografia digitale, dando vita ad una collezione non convenzionale ed adattabile alla vita di tutti i giorni.

After participating twice at the Rio de Janeiro Fashion Week (Brasil) and being awarded twice as winner of the “Rio Moda Hype” contest for young designers, Mariana Razuc keeps surprising the spectators with her works that are able to underline the importance of fashion. The brand shows its strength with the spring/summer 2015 collection thanks to the collaboration with Lena Grewenig, a young German artist that is known for the tenuous brushes through wich she paints her subjects: the warm earth tones and the more delicate ones of the water are matched to the hand-made drawings, transferred in digital typography, giving life to a non conventional collection, which is adaptable to everyday life.

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Il grigio, sfiorato dal cuoio di capra bianco, sarà, invece, la dominante della prossima stagione fredda; allo stesso tempo, neoprene e lana cotta diventano i materiali più utilizzati per rafforzare la dialettica stilistica che caratterizza Marie Raz. I volumi e la non unitarietà dei capi, miscelata ad una buona dose di versatilità, permetteranno alle creazioni di essere indossabili sia dal sesso maschile, sia da quello femminile.

Non ci resta che attendere l’apertura del White Trade Show, a Milano, per poterci lasciare conquistare dalla forza artistica firmata Marie Raz.

Grey, grazed by the goats’ white leather, will be the dominant colour of the next cold season; at the same time, neoprene and boiled wool are the most used materials to give strength to the stylistic dialect that characterises Marie Raz. The clothes’ volumes and non-unity, along with a good dose of versatility will permit to the creations to be worn by both male and female.

There’s nothing to do but waiting for the opening of the White Trade Show in Milan, so that we can be surprised by the artistic power of Marie Raz.
 

Niccolò Piccioni

FOR FIELD OF ROSES

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Affrontare il freddo è già di per sé una cosa serissima: affrontarlo con stile lo è ancora di più. Accogliere entrambe le necessità in un unico capo d’abbigliamento alle volte rischia quasi di apparire una pretesa inerpicata verso l’impossibile. Poi arriva l’incontro con il brand giusto, e la pretesa diventa desiderio felicemente esaudito.

Il brand in questione è F.O.R. Fields od Roses: i suoi capi sono pensati per avvolgere la persona nell’eccellenza della materia, nella qualità del comfort e nel piacere grande delle rifiniture raffinate. Perché appunto, con il freddo e con lo stile non si scherza: giammai!

Dealing with cold weather is a very serious thing by itself, right: facing it with style is even more serious. Holding both needs into a single outfit sometimes sounds like a risk to appear as a pretension scrambling towards the impossible. Then the encounter with the proper brand comes, and the pretension becomes a desire that can be happily fulfilled.

The brand in question is F.O.R. Fields of Roses: its clothes are designed to wrap you into the excellence of materials, the quality of comfort and the big pleasure of the refined finishings. Just because, as we said, you can’t joke with cold and style: never!

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Quindi un soprabito che sia un elegante mescolanza tra la classe del cappotto doppiopetto impreziosito da una doppia fila di bottoni dorati, e la protezione soffice di un piumino: si rivela subito la scelta perfetta. Meno eleganza classica per più praticità? Detto, fatto: anche gli spiriti più immersi nell’agilità urbana possono concedersi il vezzo di una giacca dal fitting ideale, dalla performance sporty e dai materiali nobili.

So, an overcoat that is an elegant mix among the class of the double-breasted coat enriched by a double line of golden buttons, and the soft protection of a down: it immediately appears as the perfect choice! Less classic elegance and more practicality? Said, done: even the spirits more absorbed by the urban agility can let themselves enjoy the pleasure of a jacket offering properly fitting, the sporty performance and noble materials.

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F.O.R. Fields of Roses è per l’appunto un’ottima mischia di caratteristiche peculiari: il lusso della pelle migliore, una ricerca profonda e variegata, il design che ha quel giusto sapore fashion senza tempo e l’intramontabile pregio della cultura artigianale. Non a caso il suo successo duraturo è diffuso in svariati paesi e continenti.

Vero che ora il freddo appare molto più felicemente stylish?

F.O.R. Fields of Roses is actually a great blend of peculiarities: the luxurious leather, a deep and variegated research, the design having the right flavor of timeless fashion and the endless value of craftsmanship. It’s not by chance that its success has scattered in numerous countries and continents.

Cold weather seems more happily stylish now, doesn’t it?
 

Silvia Scorcella

La Cartella: Retro tone and Modern taste!

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Le “scarselle”, borse in voga in epoca medievale, riprendono vita nel ‘900 segnando l’immaginario collettivo di intere generazioni: nasce così la cartella che, inevitabilmente, ha accompagnato le giornate di molti bambini col grembiule, dietro i banchi di scuola. Ed è proprio il sapore e l’essenza retrò, nascosta tra le immagini di foto stampate da macchinette fotografiche usa e getta, piuttosto che di polaroid ormai opache, a caratterizzare il Made in Italy certificato e firmato “La Cartella”, prodotto Knob Musician Design.

The “scarselle”, popular bags during medieval times, are back to life in the 1900s marking the collective imagination of several generations; the satchel [it. “cartella” N.d.T.] that inevitably accompanied many children with their smocks behind the school-desks. Thus, “La Cartella”, a certified Made in Italy produced by Knob Musician Design, is characterized by the flavor and the essence of retro style, hidden behind the images of printed photos from disposable cameras or faded Polaroid.

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In occasione del White in scena dal 17 al 19 Gennaio 2015, Roberto Baioni e Sara Pezzolesi, designers del brand, saranno presenti con le loro nuove proposte: un tripudio di impertinenti texture e di caldi e leggerissimi tessuti. Le forme classiche de “La Cartella” incontreranno la morbidezza delle sacche e la rigidità delle valigie in stile fine ‘800, arricchite della banda diagonale in grado di creare un gioco di contrasto di colori.

Le cartelle che ne derivano non sono solo in grado di rievocare i ricordi più piacevoli della nostra infanzia con la loro estetica, bensì riescono, grazie alla versatilità del prodotto, a trasformarlo in un valido compagno di avventure nella giungla metropolitana di oggi.

At the White, on stage from 2015, January 17th -19th, Roberto Baioni and Sara Pezzolesi, designers of the brand, will present their new proposals; sparkling cheeky textures and warm and irresistibly soft fabrics. The classic forms of “La Cartella” meet the softness of the bags and the rigidity of the suitcases in last nineteen-century style, enriched by a diagonal band that creates an effect of contrasting colors.

According to their aesthetics, these satchels are not only able to recall the most pleasant memories of our childhood, but they also succeed, thanks to the versatility of the product, to turn it into a valuable companion for adventures in today’s urban jungle.

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Le borse, inoltre, sono pensate e realizzate per modellarsi sull’anima di chi le indossa; le colorazioni, infatti, sono pressoché infinite e personalizzabili. A rendere ancora più uniche le creazioni, la possibilità di scegliere se indossarla a tracolla o a zaino, a seconda delle necessità della giornata.

Dinamicità e divertimento, miscelati ad una giusta dose di vintage e tradizione, sono gli elementi essenziali che rendono speciale ed inimitabile “La Cartella”.

The bags, with a retro tone, are designed and made to shape on the soul of the wearer; the colors, in fact, are almost endless and customizable. To make even more unique creation, the customer has the possibility to choose whether to wear it as shoulder strap or backpack, depending on the need of the day.

Dynamic and fun, mixed with the right amount of vintage and tradition; these are the essential elements that make “La Cartella” special and inimitable.
 

Niccolò Piccioni

Anthony Miles f/w 2015: the colorful chic of the classic elegance

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Il brand si presenta al suo pubblico con grande sfoggio di pensiero ardito e avanguardistico dedito a quell’espressione della moda che a volte più dell’abito stesso aggancia il desiderio sofisticato appartenente a tutti, anche a coloro che non per forza prendono parte alla pregiata nicchia dei fashionistas: il design della calzatura.

The brand introduces itself to its public by a great display of bold and avant-garde thinking dedicated to the fashion expression that sometimes more than clothes grabs the sophisticated desire belonging to everybody, even those that actually don’t take part at the noble niche of fashionistas: the shoe design.
 

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Anthony Miles è per l’appunto un marchio inglese devoto alla scarpa, e il talento audacemente innovativo che le dedica è pienamente a giusto titolo: le parole-chiave su cui imbastisce l’ispirazione e la creazione sono design minimale e deflagrazione di colori; il successo che gode da questa combinazione di eleganza rassicurante e sferzata cromatica dura da una manciata di anni ben promettenti.

Anthony Miles is exactly a British brand devoted to the footwear, and its boldly innovative talent consecrated to the shoe is with full rights: the key-words it establishes the inspiration and creation by are minimal design and color explosion; the success it enjoys by this combination of comfortable elegance and chromatic lashing has been lasting for a handful of well promising years.

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Una miscela ottima che si ritrova e si rinnova nella collezione autunno/inverno 2015: alla base c’è lo stile squisitamente classico della derby, sia essa bassa o arrampicata fino alla caviglia, assieme all’essenziale calzatura da passeggio e allo scarponcino più vigoroso.

Ma la saggezza sta tutta nella sorpresa del dettaglio, o meglio, nell’uso divertito del colore pieno come in un gesto poetico di memoria pop: attorno al tallone, infatti, la struttura si colora di tinte vivaci, gli angoli sono abilmente disegnati e l’effetto è di fascinoso contrasto. Ultimo, ma importantissimo segreto, la suola: ancor più colorata, ancor più suggestiva. Addirittura: esclusiva!

A great blend that is featured and restored again in the Fall/Winter 2015 collection: at the base there’s the exquisitely classic style of the derby shoe, flat or perched until the ankle, together with the essential promenade shoe and the more vigorous boot.

But the wisdom is all in the surprising detail, or rather, in the amused use of the full color as in a poetic gesture from a pop memory: around the heel the structures is painted in vibrant colors, the angles are cleverly crafted and the effect is of charming contrasts. Last but very important secret, the sole: even more colorful, even more striking. Really: exclusive!
 

Silvia Scorcella
 
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SALAR

Il brand Salar nasce nel 2011 quando il messicano Salar Bicheranloo, studi di design industriale alle spalle, una collaborazione con il noto Alessandro Mendini e la frequentazione al Politecnico di Milano di un corso legato al mondo degli accessori, e la pugliese Francesca Monaco, formatasi anche lei al Politecnico, ha una laurea in Design della Moda, e con alle spalle collaborazioni in ambito internazionale, hanno unito le proprie passioni e competenze.

Sperimentazione e innovazione, ma anche la rielaborazione di una tradizione italiana nel settore della pelletteria, contraddistinguono il percorso di Salar, che viene subito notato dai giornali di culto del settore e fa innamorare i fashion addicted con i suoi accessori romantic-chic, ma anche molto rock, caratterizzati da intrecci di materiali.

Presenti all’ultima edizione del White, abbiamo raggiunto i due designer per farci raccontare i ‘must-have’ della collezione per la p/e 2015. Ecco quali sono le borse Salar da avere, o desiderare, nella prossima stagione!

The Salar brand was born in 2011 when the mexican Salar Bicheranloo, who had studied industrial design, worked with the famous Alessandro Mendini and attendance at the Politecnico of Milan a course related to the world of accessories, and the apulian Francesca Monaco, who has a degree in Fashion Design, taken also at Politecnico, and lots of international collaborations behind her, have combined their passions and skills.

Experimentation and innovation, but also the reworking of an Italian tradition in the leather sector, distinguish the Salar’s path, which is quickly noticed by famous fashion magazines and makes all the fashion addicted loose their heads with its romantic-chic, but also very rock, accessories, characterized by interwoven materials.

Salar was at White latest edition, we have reached the two designers to ask them which are the ‘must-haves’ in the Spring / Summer 2015 collection. Here are the Salar bags to have, or desire, in the next season!

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La nuova collezione Salar p/e 2015 si ispira al mondo degli skaters e alla California dalle piscine, fabbriche e impalcature abbandonate, e si sposa perfettamente con lo stile grunge rivisitato durante questi anni. L’abbigliamento, fintamente trascurato, deve essere sempre accompagnato da un accessorio che gli renda giustizia, per questo abbiamo pensato all’America degli anni ’90, dove non mancano certamente stampe, colori e combinazioni accattivanti.

The new s/s 2015 Salar collection is inspired by the world of skaters and by California with its abandoned pools, factories and scaffolding, and fits perfectly with the grunge style revisited during these years. The clothing, with their vintage and worn appeal, must always be accompanied by an accessory that give them justice, so we found inspiration in the Unites States of the 90s, where there are certainly prints, colors and eye-catching combinations.

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Il primo accessorio che abbiamo scelto è “Venice”. Il nome non si riferisce alla città italiana, ma a Venice Beach, perché lo zaino interamente in pelle arricchito da un ricamo fatto a mano pieno di paillettes e perline, si ispira fortemente ai graffiti che si trovano lì. Affascinati dalle molte immagini impresse per tutta la città, e in particolare sotto gli skateboard dei ragazzi, volevamo poter trasmettere questo stile anche alle donne, rendendolo accessibile grazie alla femminilizzazione dei disegni. Proprio come “The Pit” o “Graffiti Pit”, un padiglione creato apposta per raccogliere le più affascinanti opere dei writers, anche noi con le nostre borse vi invitiamo ad essere portatrici di uno stile urbano, colorato e cool.

The first accessory that we have chosen is “Venice“. The name does not refer to the Italian city, but to Venice Beach, because the backpack in leather embellished with handmade embroidery full of sequins and beads, is strongly inspired by the graffitis found there. Fascinated by the many images imprinted all over the city, and in particular under the skateboard of the guys skating around the town, we wanted to transmit this style to women, making it accessible to them thanks to the feminization of the drawings. Just as “The Pit” or “Graffiti Pit”, a pavilion specially designed to collect the most fascinating works of street-writers, we invite you with our bags to be carriers of an urban style, colorful and cool.

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Punto centrale e forte dell’intera collezione, è la shoulder bag “Skate”, nome ben spiegato dalla forma che ha questo accessorio, anch’esso in pelle e ricami. Nasce dall’osservazione dei tantissimi giovani che ogni giorno si improvvisano acrobati nelle piscine abbandonate e nei parchi di Dogtown, zona di West Los Angeles.
Proprio come gli Z-Boys nella Los Angeles del 1968, i surfisti che non vollero aspettare le onde, andando a cercare nuove avventure, questo accessorio è stato pensato per chi vuol fare lo stesso nel campo dello stile di oggi.

Central and strong point of the entire collection is the shoulder bag “Skate“, name that is well explained by the shape that this embroidered , and in leather, accessory has. This bag took shape from the observation of the many young people who everyday improvise acrobats in abandoned swimming pools and parks of the Dogtown area of West Los Angeles.
Just like the Z-Boys in Los Angeles in 1968, the surfers who did not want to wait for the waves, going their way to look for new adventures, this accessory is designed for those who want to do the same in terms of style.

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Menage a trois” è una borsa in pelle con intreccio e borchiette da portare a mano o a tracolla pensata per le donne che cercano uno stile dalle mille sfaccettature, che sia al contempo street e glamour. Infatti grazie alla versatilità di combinazione di tre piccole pochette, che sono l’anima della borsa, si può creare un accessorio adatto sia al giorno, sia alla sera, senza risultare mai banali ed essendo ogni volta designer di se stessi.

Menage a trois” is a leather bag with interweaving and studs that you can carry by hand or as a shoulder bag, designed for women who are looking for a multifaceted style, which can be both street and more glam. In fact, thanks to the versatility of the combination of three small clutch, which are the soul of the bag, you can create an accessory suitable for both the day and the evening, without being never banal and to be for once designers ourselves.

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Juni”, caratterizzata dall’intreccio dei ricercatissimi materiali e impreziosita di borchie, è un punto fisso del nostro brand e la consideriamo un po’ il must have di Salar. Presente fin dalla prima collezione, questa hobo bag mette d’accordo lo stile più ricercato, come quello semplice e riesce ad introdursi in mondi, stili e situazioni differenti.

Juni“, characterized by the intertwining of refined materials and embellished with studs, is a continuing bag in our brand’s collections and we consider it a bit of Salar’s ‘must-have’ item. From our very first collection, this hobo bag I suitable to the more refined style, as long as a more simple one and manages to break into very different worlds, styles and situations.

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Una shoulder bag dalla forma a scatoletta rigida con borchie laterali e chiusura a chiave dai colori vivaci e con stampe che rimandano all’andamento stilistico di Keith Haring, icona indiscussa del graffitismo, “Lou” vi renderà parte di una sua opera e immortali nella memoria di chi vi vedrà indossare questo accessorio.

A shoulder box-shaped bag with rigid side studs and a key lock in bright colors and prints that refer to the work of Keith Haring, the undisputed icon of graffiti, “Lou” will make you part of his work and immortal in the memory of those who will see you wearing this accessory.
 

G. Sini

 

SSHEENA, modern queen of the urban jungle

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Era il maggio del 1977 quando i Ramones, influente gruppo punk rock statunitense, lanciarono il singolo “Sheena Is a Punk Rocker”. C’è chi dice che la canzone fosse dedicata a una fan: secondo il libro “Rock and Roll Baby Names”, il titolo sarebbe invece stato ispirato da “Sheena, Queen of the Jungle”, serie televisiva degli anni ‘50 tratta da un fumetto omonimo.

Qualunque sia la vera origine del titolo, il brano diventò un simbolo e tantissime ragazze vi si identificarono: oggi, a distanza di molti anni, diventa nuovamente riferimento per una giovane designer, tanto da dare il nome al suo brand.
 

It was May 1977 when The Ramones, an influential American punk rock group, launched the single “Sheena Is a Punk Rocker”. Some say that the song was dedicated to a fan, according to the book “Rock and Roll Baby Names”, the title was instead inspired by “Sheena, Queen of the Jungle“, the television series of the 50s, inspired by a comic book with the same name.

Whatever is the true origin of the title, the song became a symbol and a lot of girls identified themselves in its words, today, many years later, once again this title becomes a reference for a young designer, and it’s so important that she used it for her brand’s name.

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SSHEENA nasce proprio così e la seconda collezione, quella per la primavera/estate 2015, punta a vestire un nuovo e contemporaneo modo di essere donna, perfettamente adatto all’immaginario eccessivo e senza riposo del nostro tempo, così com’era anche nella New York dei Ramones.

SSHEENA was born just like that and the second collection, the one for Spring/Summer 2015, aims to dress a new and contemporary woman, perfectly suited to the excessive and restless imaginary of our time, exactly as the New York of The Ramones was!

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Superando i confini tra arte e moda, SSHEENA crea un’estetica modellata in parte sull’Espressionismo e in parte sul Futurismo e soprattutto sulle linee vibranti di quest’ultimo.

Dopo esperienze lavorative presso marchi prestigiosi, tra cui Dolce & Gabbana, e la crescita stilistica all’interno del Gruppo Antonioli, la giovane designer sigla una collezione fatta di forme architettoniche realizzate attraverso l’alta sartoria italiana. Il risultato è una linea essenziale che esalta l’originalità e ripudia ogni limite che non sia la purezza di un taglio netto dato dai suoi tre colori simbolici: Black, Marmor e Pure.

Transcending the boundaries between art and fashion, SSHEENA creates an aesthetic modeled in part on Expressionism and also on Futurism, especially on the vibrant lines of the second one.

After working experiences with prestigious brands, including Dolce & Gabbana, and a stylistic growth within the Antonioli Group, the young designer creates now a collection made of architectural forms, that are taking shape thanks to the Italian haute tailoring ‘know how’. The result is an essential line that enhances originality and repudiates all limits other than the purity of a cut given by its three symbolic colors: Black, Marmor and Pure.

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Il brand si identifica con una visione femminile, audace eppure androgina, influente in un modo unico e che non necessita di alcuna ostentazione. Proprio come Sheena, impavida regina di una jungla che oggi è quella metropolitana.
 

The brand is identified with a vision which is feminine, bold, yet androgynous, influential in a unique way and that does not require any ostentation. Just like Sheena, fearless Queen of a jungle that today is the urban one!

Emanuela Pirré

 

MANURINA

Il brand di borse Manurina nasce nel 2013, a fondarlo è Manuela Rinaldi, alle spalle una laurea nel 2005 in fashion design presso l’Istituto Marangoni e importanti esperienze come designer di accessori in maison storiche. Il marchio si contraddistingue per il design essenziale e raffinato, caratterizzato da forme geometriche e dalla presenza di borchie cubiche con superficie smerigliata che dona luminosità e carattere alle borse, la minuziosa cura dei dettagli e la valorizzazione dell’artigianalità made in Italy.

Gli accessori inoltre prendono forma da ispirazioni che vengono da mondi come l’arte, l’architettura e il design, lo dimostra bene questa nostra chiacchierata con Manuela, in cui la stilista ci racconta i temi principali della collezione s/s 2015 presentata proprio all’ultimo White. Ne risulta un percorso dove mondi creativi si incontrano in maniera affascinante e coinvolgente per dar vita a borse ‘must-have’. Ecco cosa ci ha raccontato Manuela Rinaldi.

The brand of bags Manurina was born in 2013, its founder, designer Manuela Rinaldi, has bachelor’s degree in Fashion Design at the Istituto Marangoni and significant experiences as an accessories designer for famous fashion houses. The brand is characterized by a minimal and elegant design, featuring geometric shapes and the presence of studs with cubic ground surface which gives brightness and character to the bags, a meticulous attention to details and a clear appreciation for ‘made in Italy’ craftsmanship.

The accessories also take form thanks to inspirations coming from worlds such as art, architecture and design, this is proved by our chat with Manuela, in which the designer tells us about the main themes of her s/s 2015 collection, which was presented at last edition of White. The result is a path where creative worlds come together in an interesting and interactive way to create ‘must-have’ bags. Here’s what Manuela Rinaldi told us.

Due le borse che rappresentano il primo mood della collezione. Cinderella Dream. C’è la Narcissus, in camoscio e pelle, nei colori baby blu e glitter, il nome della borsa si ispira alla presenza di uno specchio all’interno della patta frontale.

Poi la Runway, il cui nome richiama il concetto di passerella, di sfilata e calza a pennello con l’utilizzo previsto per questa borsa: una serata di gala, particolare, unica. Considerando che “Cenerentola” mi ha accompagnata per tutta l’infanzia, credo che entrambi le borse siano perfette per la serata magica a cui la protagonista ha partecipato, visto peraltro che ne era sprovvista!

Two bags represent the first mood of the collection: Cinderella Dream. There is the Narcissus, in suede and leather, in baby blue and glitter, the name of the bag is inspired by the presence of a mirror inside the front flap.

Then the Runway, whose name recalls the concept of runway that fits perfectly with the intended use for this bag: a gala, special, unique. Whereas “Cinderella” has accompanied me throughout childhood, I think both the bags are perfect for the magical evening in which the protagonist has participated, however, without having a bag with her!

Per il secondo mood della collezione ho pensato ad un viaggio a Miami. La borsa Portrait è declinata in tre varianti, in pelle color baby blu, in giallo canarino e in serpente effetto roccia. Una envelope clutch adatta alla quotidianità di una giornata diversa, lontana dalle esigenze e dallo stress della città, vista come una borsa pratica e poco ingombrate adatta ad una vacanza.

I colori pastello delle prime due e la particolare stravaganza della terza rievocano la città di Miami, caratterizzata, soprattutto tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni ‘90, da tinte color pastello e da quel lifestyle unico nel suo genere. Avendola visitata più volte in questi ultimi anni insieme al mio compagno di lavoro e di vita, credo che il paragone sia perfetto perché, almeno sotto questi aspetti, la città non è poi così diversa dagli anni che l’hanno celebrata e resa famosa in tutto il mondo, anche grazie al movimento dell’art déco che ne caratterizza l’architettura.

For the second mood of the collection I thought about a trip to Miami. The bag is the Portrait available in three variants, leather baby blue, leather canary yellow and snake leather with a rock effect. An envelope clutch for everyday use but a different kind of day, away from the demands and stress of the city, seen as a practical bag and not bulky at all, so suitable for an holiday.

The pastel colors of the first two and the particular extravagance of the third evoke the city of Miami, characterized, especially in the late ’80s and early’ 90s, from pastel colors and from that unique lifestyle. Having it visited several times in recent years along with my business and life partner, I think the comparison is perfect because, at least in these things, the city is not so different from the years that have celebrated Miami and made the city famous around the world, thanks also to the art deco movement that influences so much the architecture there.

terza-manurina

Il terzo mood della collezione rimanda alla Bauhaus e a Sonia Delaunay. Due i modelli che abbiamo scelto. La borsa M, in pelle e camoscio, in baby blu e a righe. È una tote bag rigida e un po’ strutturata che ha come segno distintivo la leggerezza e una chiusura a ponte atipica ed innovativa.

Ritorna poi la Narcissus, ma negli stessi materiali della M. Entrambe le borse si ispirano a Sonia Delaunay, la pittrice che lavorò anche nella moda considerando i due campi estremamente connessi e fondatrice del “geometrical abstraction”. Le borse sono un omaggio all’artista in quanto le forme dritte e i tagli semplici mettono in evidenza le composizioni geometriche e valorizzano il cromatismo simultaneo delle righe.

The third mood of the collection refers to the Bauhaus and Sonia Delaunay. Two the bagss that we have chosen. The M, in leather and suede, in baby blue and stripes. It’s a tote bag and with a bit of an hard structure, whose main distinctive signs are its lightness and an atypical and innovative closing bridge.

The second one is again a Narcissus bag, but in the same materials of the M bag. Both bags are inspired by Sonia Delaunay, the painter who also worked in fashion considering the two camps extremely connected and founder of the “geometrical abstraction.” The bags are a tribute to the artist as the straight forms and the simple cuts highlight the geometric compositions and enhance the simultaneous chromaticism of the lines.

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Il quarto mood è il Kenya Trip. Lo rappresenta la borsa Field day, una tote bag morbida nelle forme e nelle linee adatta a tutti i giorni per la sua capienza e versatilità.Considerando che il viaggio in Kenya, e nello specifico il safari, è stata una delle esperienze più belle ed emozionanti della mia vita, la borsa con i colori “terra”, sono un omaggio alla natura e a quel tipo di esperienza (il safari) che andrebbe vissuto almeno una volta nella vita.

The fourth mood is the Kenya Trip. The bag is the Field Day, a tote bag in soft shapes and lines suitable for everyday for its capacity and versatility. Considering that the trip to Kenya, and specifically the safari, was one of the best and exciting experiences of my life, the bag with the “earth” colors, are a tribute to nature and that kind of experience (safari) that should be experienced by everyone at least once in their life.

G. Sini

 

 

 


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