Just a touch of rainbow

 
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Il colore è una delle grandi tendenze della p/e 2015, non solo nelle proposte femminili, ma anche per il guardaroba maschile, dove a voler seguire i designer sulle passerelle ci si potrebbe davvero sbizzarrire fra momenti dedicati ai block colors e altri alle tonalità più pastello. Non tutti però sono disposti a lasciarsi andare e ad accogliere cromie troppo lontane dal proprio stile. È dura se sei una amante del nero in ogni occasione accogliere nel tuo look fantasie hippie dai print ipercromatico, come è altrettanto difficile accettare di indossare un bel completo azzurro baby, se in ufficio non hai mai osato più del blu notte!

Ecco allora che la tendenza può entrare nella vostra vita a piccoli step.

Non ne siete convinti? Basta osservare con attenzione queste foto raccolte fra i partecipanti all’ultima edizione del White Trade Show per capire come il colore possa diventare un vostro alleato in questi primi giorni di primavera ancora all’insegna del fredda. Che sia sotto forma di una sneakers di tendenza, di una borsa etnica, di un cappotto eccentrico, da mettere rigorosamente con un total look più minimal, tanti gli spunti da copiare.

Evviva il colore…a piccole dosi!

Gianluca Sini

 

Just a touch of rainbow

Color is one of the big trends of spring/summer 2015, not only in women’s proposals, but also for the male wardrobe, where if your desire is to follow the designers’ proposals on the runway you could really indulge in moments dedicated to block tones and also shades of pastels. But not everyone is willing to let himself/herself go and to welcome tones too far from their own style. It’s hard if you’re a lover of black on each occasion to welcome in your style hyperchromatic hippie dresses, as it is equally difficult to accept wearing a bright baby blue colored suit, whether in the office you never dared more of midnight blue!

And so the trend can come into your life in small steps.

Not convinced? Just look at these photos carefully picked among the participants to the latest edition of the White Trade Show in Milan to understand how color can become your ally in these first, but still very cold, days of spring. Whether in the form of a trendy sneaker, an ethnic bag, an eccentric coat, to wear strictly on a more minimal total look, many are the details you can take ispiration.

Long live the color … in small doses!

 

Pictures by Matteo Cherubino

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Mhudi: one of a kind hats for unique personalities

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La libertà di espressione, o pardon, in quanto a moda si direbbe meglio la libertà di stile, è questione principalmente di testa: “Quel che conta è ciò che si ha in testa” è per l’appunto la filosofia che guida la creatività del marchio Mhudi, e che a sua volta ne muove la mano appassionata a realizzare piccole opere d’arte da calzare sul capo.

Freedom of expression, I beg your pardon, about fashion we should say freedom of style, is mainly a matter of mind: “What counts is what you have in mind” is the concept leading the creativity of Mhudi brand, that in ints turn guides the passionate hands to create small art pieces to dress on your head.
 

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Ma anche racconti in tessuto in cui immergersi, per cogliere l’ebrezza tattile dell’andar oltre i confini: siano essi etnici, estetici o materici, non conta. Quel che conta è l’autenticità: ed infatti i cappelli Mhudi sono una pregiata mischia di tutto ciò. Il nome ha lontane origini africane, così come l’ispirazione per i modelli ripercorre le distanze geografiche e temporali e va a cogliere il cofano in lino indossato dalle donne di colore, e il bonnet; lo stesso sguardo al passato è dedicato alle stoffe, di natura vintage ma di piglio estetico ben agganciato alla contemporaneità.
 
Poi c’è il sapere artigianale: ogni modello è realizzato interamente a mano, combinando le stoffe secondo la rigorosa libertà da qualsivoglia regola di abbinamento, quindi creando sapienti contrasti di colori, sovrapposizioni di tessuti e stratificazioni di stile, nonché un inaspettato trasformismo double face.

But also textile tales to plunge in, for catching the tactile thrill of going beyond the boundaries: ethnic, aesthetic or material, it doesn’t matter. What really matters is authenticity: in fact Mhudi hats are a noble blend of all this. The name has African origin, as well as the inspiration for the models travel through time and space and picks up the linen bonnet of black women; the same glance looking at the past is devoted to the fabrics, having a vintage essence but at the same time a very contemporary attitude.
 
Then comes the artisanal know-how: every item is entirely hand-made, matching the fabrics by following the rigorous freedom from every matching rule, so realizing wise contrasts of colors, material overlapping and layering of styles, and also an unexpected double face transformation.
 

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La collezione 2015-2016 attraversa il fascino dell’etnico, dell’astrattismo artistico e dell’allure floreale esotica: mescola tessuti d’arredamento, sete pure dai colori brillanti e pattern rievocanti la natura. Nonché inserti in lurex, flanelle sottili e filati maschili.
 
Eppure ogni cappello è un vero esercizio di armonia: e diventa Mhudi solo quando riceve un nome di donna come firma della sua unicità.

The 2015-2016 collection crosses the fascination for ethnic, the abstract art and the flowered exoticism: it blends forniture fabrics, pure colorful silks and patterns evoking nature. In addiction to lurex inserts, subtle flannels and menswear yarns.
 
Yet every hat is a true harmony act: and it becomes Mhudi only when it gets a woman name as a signature of its uniqueness.

Silvia Scorcella

4giveness, i colori ed i sapori della collezione beachwear per l’estate 2015

 

“Avvolto dall’ambientazione del White Trade Show appena chiuso, 4giveness, celebre brand di beachwear, ha presentato la nuova collezione di costumi da uomo e da donna, pensati per accompagnare i momenti di svago e di relax di un’estate che sta per arrivare.

Sono il divertimento, lo stile glamour e la raffinatezza a forgiare gli intramontabili bikini a fascia ed a triangolo; le caratteristiche si riversano anche nei sensuali trikini e negli slip a vita alta, capaci di portare alla mente tempi passati, conditi da sapori chic e retrò. L’uomo 4giveness, senza timore, veste classici boxer a mezza gamba.

Wrapped in the atmosphere of the White Trade Show that has just closed, 4giveness, the famous beachwear brand, presented the new collection of swimsuits for men and women, designed to live moments of leisure and relax of the summer that is coming.

Fun, style, glamour and sophistication are the keyword used to forge timeless bikini bandeaus and triangles; the key trends of the collection are also transformed in sensual trikinis and in high-waisted briefs, that are able to bring to mind past times, enhanced with flavors and a retro chic attitude. The man of 4giveness, without fear, wears the classic boxer.

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Ad arricchire e rendere uniche le creazioni ci pensano le fantasie, estrose e coinvolgenti, che mostrano una bellezza da spiaggia ricercata e, allo stesso tempo, piacevole allo sguardo. Il rosso scarlatto si accosta alle tonalità accese del celeste e del verde; così si passa anche da linee morbide ed ondulate a raffigurazioni bucoliche.

To enrich and make these creations unique here come the fantasies, imaginative and engaging, showing a beauty that is sophisticated and also pleasant to the eye. Scarlet red is a main colour as long as shades of blue and green; the collection can go from soft and wavy printed lines to bucolic prints.

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L’estate 2015 si tinge anche della collaborazione con la celebre pr Alessandra Grillo, con la quale il brand 4giveness ha creato una capsule collection, totalmente ispirata e dedicata al profilo Instagram della influencer più seguita del momento. La stessa Alessandra Grillo afferma “Il costume che abbiamo realizzato con il mio nome è frutto della mia creatività, ispirato al mio mondo Instagram, istantanee della mia vita fedeli alle mie passioni, al mio ottimismo e al senso che ho della vita stessa”.

Summer 2015 is characterized also by the collaboration with the famous pr Alessandra Grillo, with which the brand 4giveness has created a capsule collection, inspired and totally dedicated to the influencer’s Instagram profile, one of the most followed of the moment. And Alessandra Grillo says “The swimsuits that we made under my name are the result of my creativity, inspired by my Instagram world, snapshots of my life true to my passions, my optimism and to the sense I have of life itself.”

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Ad impreziosire la presentazione, anche le numerose celebrità passate allo stand del brand al White: dalla modella venezuelana Mariana Rodriguez, al blogger Mariano di Vaio, passando per Melita Toniolo e le splendide Alena Seredova ed Elenoire Casalegno. La collezione estiva di 4giveness è in grado di sposare le sabbie di Forte Dei Marmi, di Miami, di Rio de Janeiro e di Formentera, avvolgendo di fascino la bellezza maschile e femminile.

To enrich the presentation, also the many celebrities that have passed to the White 4giveness’ stand: from the venezuelan model Mariana Rodriguez to the blogger Mariano di Vaio, but also Melita Toniolo and beautiful Alena Seredova and Elenoire Casalegno. The summer collection of 4giveness is able to represent and marry the sands of Forte Dei Marmi, Miami, Rio de Janeiro and Formentera, wrapping the beauty of males and females with extra charm.

Niccolò Piccioni

Balossa White Shirt: the always new variety of a timeless garment

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“La camicia bianca non smette mai di stupirmi. È l’indumento più pratico, facile, sexy e rilassato che ci sia: al quale voglio dare una nuova vita”.

Una dichiarazione d’intenti dalla schiettezza consapevole ed appassionata che appartiene a Indra Kaffemanaite, art director del brand Balossa White Shirt, nonché mano sapiente da cui prendono vita le sue candide creazioni.

“The white shirt never ceases to amaze me. It’s the most comfortable, easy, sexy and relaxed garment: to whom I would give a new life”.

A declaration of intents belonging to Indra Kaffemanaite, art director of the Balossa White Shirt brand, as well as the wise hand that shapes its immaculate creations.

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Una dichiarazione che parrebbe un appello, un gesto generoso nei confronti dei miscredenti che tentennano a pensare la camicia bianca come dotata di tale versatilità sorprendente. Il segreto è presto svelato: non scorgere in essa l’imposizione della routine ufficiale, bensì godere della sua natura simile all’ideale tela bianca, supporto ottimo per ridisegnare vetusti cliché d’apparenza e plasmare nuove forme d’eleganza.

A declaration that seems to be an invocation, sort of generous act towards the unbelievers that hesitate to think of the white shirt as so well-endowed with surprising versatility. The secret is soon revealed: not to catch the imposition of the daily routine in it, yet to enjoy of its nature similar to the ideal white canvas, a great support for redesigning old clichés of appearance and reshaping new forms of elegance.

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Nell’immaginario di Indra e nelle collezioni Balossa White Shirt la camicia è quindi materia da ripensare, struttura su cui sferrare tagli affilati, volumi da orchestrare con asimmetrie nuove, sempre conservandone il sacro valore: essere perfetta nella confortevolezza tanto quanto nella sensualità.

Un invito ad osare che si rinnova nella collezione f/w 2015-16, composta da 25 camicie. Ovvero 25 stili: quindi 25 espressioni. Prosegue l’audacia del taglio, arrivano i virtuosismi di drappeggi e plissé, si aggiunge l’oscillazione tra lo charme della scollatura sulla schiena e l’allure classica dei colletti.

E, coup de théâtre: la collaborazione con la maestria giapponese di Shingo Sato per realizzare l’ elaborata levità di camicie impreziosite da tecniche di origami e plissettatura ad effetto 3D.

In Indra’s imagery and Balossa White Shirt collections, so, the shirt is a material to redesign, a structure to fling sharp cuts on, volumes to orchestrate by new asymmetries, always keeping its holy value: being perfect for comfort as well as for sensuality.

An invitation to dare that renovates by the f/w 2015 collection, made of 25 items.That is 25 styles: so 25 expressions. Here the audacity of cuts goes on, virtuosities of draperies and plissé arrive, the variation among the charm of the neckline on the back and the classical allure of collars adds.

And, coup de théâtre: the collaboration with the Japanese mastery of Shingo Sato to realize the elaborate lightness of white shirts beautified by origami techniques and 3D effect-folding.

Silvia Scorcellabalossa

The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

 

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Quando si pensa a tartan e checks, inevitabile che la mente li associ alla tradizione inglese, al guardaroba classico maschile che affonda le sue radici nella sartorialità british. Tante le varianti, se il checks è stato nel tempo elemento distintivo di almeno un paio di marchi di fama mondiale, lo scozzese, come lo chiamiamo in Italia, già dal nome ci ricorda che in origine aveva molte declinazioni, a seconda dei clan di appartenenza. Poi è arrivata la moda e si è appropriata di questi textiles, moltiplicandone le funzioni, rendendoli parte delle scelte di stile del nostro quotidiano. E dopo un periodo passato nel dimenticatoio, ogni trend ha un suo ciclo e poi può tornare in maniera modificata, ecco che li ritroviamo protagonisti delle nostre scelte di stile. Può essere un dettaglio oppure un intero capo confezionato con tessuti a quadri, però, come testimoniano queste foto, potete di nuovo sbizzarrirvi con queste stampe. Noi troviamo molti divertenti gli accessori realizzati con questi due elementi del tailoring maschile, ancora di più quando a sceglierli è lei!

Gianluca Sini

 

The ‘not so discreet’ charm of tartan and checks!

When people think of tartans and checks, inevitable that the mind will associate them to the English tradition, to the classic male wardrobe that has its roots in British tailoring. Many their variants, if the checks has been in latest century a distinguishing element of at least a couple of world-famous brands, the Scot, as we call it in Italy, from the name reminds us that originally had many forms, depending on the clan one belonged to. Then came fashion and it has taken possession of these textiles, multiplying their functions, making them part of the style choices of our daily lives. And after a period spent in oblivion, every trend has its cycle and then can come back in a modified and new way, here we find them again protagonists of our style choices. It may be a detail or an entire garment, however, as evidenced by these photos, you can pick any of these new prints and play with them. We find really cool and funnythe accessories made with these two elements of male tailoring, even more when the one who choose them is a woman!

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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Mühlbauer, hats become an expression of identity

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Centodieci anni di tradizione ed artigianato: questo è il cuore pulsante di Mühlbauer, modisteria situata a sud di Vienna, con precisione a Floridsdorf, fondata da Julianna Mühlbauer. Klaus Mühlbauer, nel 2001, ha preso la guida dell’azienda facendola diventare uno dei brand di cappelli più conosciuti a livello internazionale.

One hundred and ten years of tradition and crafts: this is the heart of Mühlbauer, a millinery located south of Vienna, with precision in Floridsdorf, founded by Julianna Mühlbauer. Klaus Mühlbauer, in 2001, took the helm of the company making it one of the best known brand of hats to an international crowd.

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Da Vienna a Parigi, Milano, Mosca, Londra, Los Angeles, Tokyo: questa la distribuzione che copre il brand e che, nel corso dell’ultimo secolo, ha raggiunto numerose teste di spicco come quelle di Yoko Ono o Madonna. I cappelli firmati Mühlbauer hanno raggiunto il White Trade Show dove hanno presentato la collezione invernale 15-16 disegnata da Klaus Mühlbauer e la sorella Marlies.

From Vienna to Paris, Milan, Moscow, London, Los Angeles, Tokyo: this distribution that covers the brand and that, over the last century, has achieved numerous prominent heads like those of Yoko Ono or Madonna. Hats signed Mühlbauer reached the White Trade Show to present the winter collection 15-16 designed by Klaus Mühlbauer and sister Marlies.
 

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Le creazioni corteggiano la fantasia ed ogni giorno sovrastano il capo delle persone e ne definiscono l’identità. La comodità e la robustezza, nonché la resistenza al freddo, fanno si che i cappelli abbraccino la testa e ne diventino lo scudo contro le intemperie.

La morbidezza, supportata dal Cachemire e dall’alpaca, scorre sulla signorilità metropolitana, tingendo l’urbe di una nuova forza. Il bianco si fonde al blu notte, sfociando poi nelle tonalità più intense del grigio e del marrone, dove le forme raggiungono la massima eleganza e raffinatezza.

The creations are courting the imagination and every day dominate the head of the people and define its identity. The confy attitude and robustness, as well as resistance to cold, make that hats embrace the head and not become a shield against the weather.

The softness, supported by Cashmere and alpaka, runs to his treatment subway, dyeing the city of a new force. The white blends the blue night, leading to more intense then in shades of gray and brown, where the forms reach their maximum elegance and refinement.

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Non resta che lasciarsi corrompere dagli ampi volumi o dalle dimensioni più succinte, per definire il proprio codice di bellezza, ricordando che l’accessorio può fare la differenza.

You just have to be delighted by the large volume or more succinct sizes, to define our own code of beauty, remembering that an accessory can make a difference.

Niccolò Piccioni

The eccentric style of Lisa C

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La collezione autunno/inverno 2015-16 di Lisa C si ispira alle forme e ai colori scaturiti da arte e moda del ‘900: nascono accessori curati nei minimi dettagli, sospesi tra eccentricità, design e fantasia.

Scarpe, pochette e gioielli sono decorati da un trionfo di luminosi cristalli Swarovski e da coloratissime pietre in resina: le creazioni sono suddivise in tre diversi mondi stilistici che si completano tra loro, offrendo a ogni donna la possibilità di creare look molteplici secondo proprio gusto ed estro.
 

The Fall/Winter 2015-16 Lisa C collection is inspired by the shapes and colors resulting from art and fashion of the ’900: the resulting accessories have a great attention on details and are suspended between eccentricity, design and imagination.

Shoes, clutches and jewelry are decorated with a profusion of bright Swarovski crystals and colored stones in resin: the creations are divided into three different worlds of style that complement each other, giving each woman the ability to create multiple looks, according to her taste and inspiration.

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La stravaganza e l’avanguardia di Elsa Schiaparelli, una delle più importanti icone della storia della moda, ispira la prima parte della collezione: le mani con dita impreziosite da smalto sono un omaggio alla geniale inventrice del rosa shocking e sono mani che si posano delicatamente su ballerine e bijoux oppure diventano morbidi guanti. Forme geometriche e design caratterizzano invece la seconda parte della collezione, quella che rievoca l’atmosfera Art Déco, la corrente stilistica che realizzò una riforma estetica ripresa oggi dal brand.

The extravagance and the vanguard of Elsa Schiaparelli, one of the most important icons of fashion history, inspired the first part of the collection: hands with fingers adorned with enamel are a tribute to the genius inventor of shocking pink, hands that rest gently on dancers and bijoux or become soft gloves. Geometric shapes and design characterize instead the second part of the collection, one that evokes the atmosphere of Art Deco, the current style that made a reform aesthetic resumed today by the brand.

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L’ultima parte della collezione, di certo non meno importante, è quella che riprende l’intrigante arte del burlesque coi suoi spettacoli ricchi di glamour: c’è un riferimento anche al circo e ai suoi animali rivisitati secondo il gusto Lisa C.

L’obiettivo del brand è quello di regalare preziosità e ci riesce, sempre, riesce a illuminare il look da giorno e a dare un tocco distintivo a quello da sera.

The last part, and certainly not the least, of the collection, is the one that takes up the intriguing art of burlesque shows with its rich glamour: there is also a reference to the circus and its animals revisited according to Lisa C’s taste.

The goal of the brand is to give preciousness and it succeeds, always managing to illuminate the day look and giving a distinctive touch to the evening.

Emanuela Pirré

GIULIA BOCCAFOGLI: traveling with the soul through cultures

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Supponiamo di voler fare un gioco, ovvero scegliere tre sole parole che riescano a definire un creativo e il suo mondo: se si provasse con Giulia Boccafogli, la scelta ricadrebbe senza dubbio su passione, ricerca e dedizione, concetti che ben descrivono il percorso attraverso il quale la designer giunge a realizzare collezioni di ornamenti decisamente inconsueti e affascinanti.

Let’s suppose that we want to play and find just three words to define a creative talent and his universe: if one tried with Giulia Boccafogli, without a doubt the choices would be passion, research and dedication, concepts that well define the journey through which the designer gives life to her collections of ornaments, clearly unusual and charming.

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Nata a Bologna e laureata in architettura, Giulia inizia la sua carriera professionale come progettista, coltivando in parallelo la grande passione per la creazione di gioielli: per diversi anni, le due attività convivono in armonia, spesso mescolandosi e contaminandosi a vicenda. Nel 2011, dopo una periodo vissuto a San Francisco, la designer matura una decisione importante: è giunto il momento di dedicarsi a tempo pieno alla sua passione.

I mesi trascorsi nella città statunitense le danno infatti la possibilità di seguire vari workshop sulla lavorazione del metallo e di materiali alternativi e così, una volta rientrata in Italia, apre il primo studio nella sua città natale. Le collezioni alle quali dà vita nascono da un ricco immaginario e incontrano da subito il gusto e il favore di addetti ai lavori, stampa e pubblico: oggi sono distribuite in una trentina di boutique in Italia nonché in diversi paesi tra i quali il Giappone e l’Australia.

Born in Bologna and with a degree in architecture, Giulia starts her professional career as a designer architect, while pursuing her great passion for the creation of jewels: for several years, her two activities have been coexisting tunefully, often mixing and contaminating each other. In 2011, after a period spent in San Francisco, the designer comes to an important decision: the time has come for dedicating herself to her passion, full time.


While staying in San Francisco, she has the chance of attending numerous workshops about the processing of metal and alternative materials then, after her return in Italy, she opens her first atelier in her native city. Her collections originate from her lively imagination and immediately achieve resounding success amidst sector experts, the press and the public: today, they are distributed throughout some thirty boutiques in Italy as well as in various Countries like Japan and Australia.

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La pelle è la protagonista indiscussa del lavoro di Giulia e viene da lei attentamente selezionata allo scopo di garantire un’altissima qualità del prodotto finito. Affinché non vada sprecata nemmeno una minima parte di un materiale tanto prezioso, i pellami provengono da stock di fine serie o vengono recuperati da precedenti lavorazioni: ogni elemento viene poi tagliato, cucito e assemblato a mano con grande cura e attenzione costante per i dettagli.

Leather is the undisputed protagonist of Giulia’s work, she personally and scrupulously selects it to ensure the highest quality of the finished product. In order not to waste even the smallest part of such a precious material, leathers come from end-of-series stock or they are recovered from previous processing: each element is then cut, sewn and assembled by hand with the utmost care and attention for details.

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Per l’autunno/inverno 2015–2016, la designer presenta la collezione Mashua, termine preso in prestito dallo Swahili: in tale lingua, “mashua” indica un tipo di imbarcazione e per Giulia diventa un emblema, il mezzo grazie al quale può viaggiare attraverso differenti culture. I pezzi raccontano un incontro tra suggestioni africane, grafiche e cromatismi orientali, ornamenti dei nativi americani: a fare da punto di incontro è il rigore delle forme.

Ad affiancare Mashua, ci sono altre due collezioni che sono ormai parte integrante del repertorio della designer.

For the 2015-2016 Fall/Winter season, the designer is presenting her Mashua collection, whose name derives from Swahili language: “mashua” indicates a type of boat and for Giulia it becomes a symbol, a means through which she can travel through different cultures. The pieces tell of a blend between African charm, graphic signs and Oriental chromatism of the American natives: the strictness of shapes is their meeting point.

Two other collections are added to Mashua, and they have already become an integral part of the designer’s repertoire.

 

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La prima si chiama Bodega Bay e il nome è un omaggio all’omonima piccola località ubicata vicino a San Francisco, quella in cui Alfred Hitchcock ambientò gran parte del film “Gli uccelli”. Così come fece il regista, anche Giulia si ispira ai volatili: le frange che caratterizzano la collezione si ispirano al loro piumaggio e sono realizzate in modo da assumere la stessa unicità.

L’altra collezione, Forma Seconda, è invece una moderna interpretazione di alcuni elementi ornamentali tipici del XIX secolo: jabot, gorgiere e sapienti drappeggi creano uno stile importante ed opulento, moderno e al tempo stesso fortemente decadente. Il nome indica proprio questa seconda vita che passa attraverso un impiego riformulato e reinventato di forme antiche.

The first collection has been named Bodega Bay and its name is an homage to the homonymous small town close to San Francisco, where Alfred Hitchcock adapted his movie “The birds”. Just like Hitchcock, Giulia also draws inspiration from birds: the fringes featuring the collection are inspired by their plumes and evoke the same unique character.


The other collection, Forma Seconda, is the modern interpretation of some decorative elements from the nineteenth century: jabots, ruffs and skillful drapes create an important and opulent style, modern and strongly Decadent at the same time. In fact, the name indicates this second life passing through a new concept of use of ancient lines.

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In tutte le collezioni, ogni creazione è e resta unica, replicabile eppure sempre differente grazie ai materiali e alle lavorazioni interamente manuali: i pezzi hanno un’impronta forte che li rende non semplici accessori bensì veri e propri elementi che diventano protagonisti grazie a rigore, eleganza e spirito contemporaneo.

Oltre ai molteplici viaggi virtuali, il 2015 ne ha segnato uno di tipo fisico per Giulia, l’inizio di un nuovo capitolo professionale e personale: dopo Bologna e San Francisco, ora è la volta di Como, città in cui ha aperto un nuovo spazio che è laboratorio e anche atelier.

In all her collections, each single creation is and remains unique, replicable and yet always different thanks to the materials and completely manual processing: the pieces have a strong imprint which makes them not mere accessories, but rather veritable elements that become protagonists thanks to strictness, elegance and contemporary mood.


Besides the numerous virtual travels, the year 2015 marked a new real one for Giulia, the beginning of a new professional and personal chapter: after Bologna and San Francisco, it is now the turn of Como, the city where she has opened a new space, workshop and atelier at the same time.

Emanuela Pirré

Suzusan: a mastery shifting from the antique past into a brand new beauty

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“Non limitarti a conservare la tradizione: creala!”: la tradizione è quella dell’antichissima tecnica tessile giapponese shibori, la creatività contemporanea è quella esposta nella recentissima edizione di White dal brand Suzusan. Il motto sembra appunto una perla di saggezza condensata, quasi un gesto di haiku: nessun fronzolo, niente retorica.

L’essenziale è la sostanza: che per Suzusan è una tradizione tessile dall’eredità artigianale plurisecolare, ma rinnovata nella verve creativa che la fonde perfettamente al gusto design di oggi.
 

“Don’t just keep the tradition, create it!”: the tradition belongs to the very old Japanese shibori textile technique, the current creativity is that one exposed by Suzusan brand at the very recent White edition. The claim actually seems a pearl of intense wisdom, nearly a haiku gesture: no frill, any rhetoric.

Substance is the essential: that at Suzusan is a textile tradition of a multi-century artisanal heritage, but renovated by a creative verve perfectly blending it with the design taste of today.

 

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Suzusan è dunque una rara alchimia: un giovane brand le cui radici culturali giacciono nella città di Arimatsu, mentre l’ identità imprenditoriale nasce in Germania per opera di Hiroyuki Murase, membro di quinta generazione di una famiglia che opera sapientemente da cento anni l’arte shibori, tecnica la cui tradizione risale a quattrocento anni fa. Restando nella discretezza dell’immaginario orientale: si direbbe un effetto di scatole cinesi.

Therefore, Suzusan is a rare alchemy: a young brand whose roots lie in Arimatsu city, while the business identity was born in Germany thanks to Hiroyuki Murase, member of the fifth generation of a family that has been wisely practicing the shibori art for hundred years, a technique whose tradition is four hundred years old. Lingering on the graciousness of the Eastern imagery: we would say a Chinese boxes effect.

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Scoperchiandole, si scoprono delle vere opere d’arte tessile: tutto inizia da mani che annodano, cuciono, torcono, tingono e sbrogliano, quasi danzano sul tessuto nell’operare la tecnica di rifinitura shibori, da cui poi nascono stole, sciarpe, pull e coperte in soffici filati pregiati di cachemire e alpaca, dai colori che sfumano delicati sulla superficie variegata da una sensazione di tridimensionalità raffinata.

Capi che come le opere d’arte sono veri pezzi unici, realizzati nella virtuosa lentezza del fare artigiano, ma che agganciano con contemporanea rapidità il desiderio di avvolgersi nella loro bellezza.

By uncovering them we’ll find true textile artworks: everything starts from hands that knot, sew, wring, dye and unravel, almost dance on the fabric while performing the finishing technique of shibori, from whom arise shawls, scarves, knitwear and blankets made of soft noble yarns of cachemire and alpaca, having colors blurring delicate over the surface variegated by a feeling of refined tridimensionality.

Items that, as works of art, are real unique pieces, created by the virtuous slowness of craftsmanship, but hooking by actual quickness the wish for wrapping into their beauty.

Silvia Scorcella

Sempach by Swiss Chriss: la lunga storia di una collezione senza tempo

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L’esercito svizzero come citazione di fondo, il design come punto di partenza, la cura dell’ultimo dei dettagli come se fosse il primo, la funzionalità come manifesto estetico: quella della collezione Sempach by Swiss Chriss è una storia con dentro una storia, con dentro una storia, con dentro.. Sì, un vero effetto matrioska: che parte da un campo di battaglia di cento anni fa e si avvicenda in un presente di creatività tanto eccellente da diventare senza tempo.

Swiss army gear as source material, great design as a starting point, painstaking attention to detail from start to finish, and function as a style manifesto: Swiss Chriss Sempach collection holds a story with a story in its inside, which has a story in its inside, which has a … Well, a true matrioska effect: starting from a battlefield of a century ago and gambling in a current dimension of creativity so excellent that it becomes timeless.
 

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Andiamo con ordine e incontriamo innanzitutto Christian Wernle, colui che dieci anni fa ebbe la brillante intuizione di rielaborare in chiave fashion design i punti di forza dei vecchi sacchi a pelo militari elvetici: rappresentativi di quella funzionalità irreprensibile densa di essenzialità e declinata fin nel dettaglio più minuto che risaliva ai tempi dell’esercito svizzero, in particolare del reggimento ciclisti, ma che da quel momento è diventata parte integrante dei capispalla firmati Swiss Chriss. Una caratteristica su tutte: il tessuto trapuntato.

Let’s do this in an orderly fashion and first of all meet Christian Wernle, the young man that ten years ago brilliantly guessed to rework in a fashionable way the strong points of the old Swiss military sleeping bags: actually they represented that impeccable functionality, rich in simplicity converted into the tiniest detail, recalling the old Swiss army, specifically the Cycle Regiment, and that since then it has become an integral part of the outwear designed by Swiss Chriss. The characteristic quilted fabric above all.

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Dieci anni dopo, quella brillante intuizione si fa ispirazione rinnovata e guida la creazione della collezione Sempach. Il nome rievoca il campo di battaglia storico, ma il design è un ottimo concentrato di nettezza e contemporaneità: una collezione di capospalla avvolgenti eppur dal fitting perfetto, in cui la lana delle coperte militari dà forma al gilet interno e i particolari tecnici campionati dai celebri zaini dell’esercito elvetico arricchiscono ogni giacca con la discrezione essenziale della funzionalità.

Ten years later, that brilliant intuition turns into a renovated inspiration and leads the creation of Sempach collection. The name recalls the historical battlefield, but the design is a great amalgama of clearness and contemporaneity: an outwear collection of wrapping jackets yet perfectly fitting, where the wool shapes the inner waistcoat and the technical elements sampled from the famed Swiss army enrich every item by the essential discretion of functionality.
 

Silvia Scorcella


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