Alpha Studio Woman f/w 2016: knitting is an art of timeless elegance

Di quella confortevolezza che, in questo mondo variegato e sorprendente che èla moda, ha a che fare con l’eleganza salda e disciplinata, la cura costante di uno stile cosìpregiato da attraversare indenne le volubilitàdelle tendenze, e la saggezza sartoriale ricevuta in dote da quel sogno prezioso eppur materico che èil Made in Italy: ecco, Alpha Studio abita proprio questa confortevolezza, che infonde con garbo lussuoso ad ogni sua creazione.

About that kind of comfort that, within this multifaceted and surprising fashion world, deals with the stable and disciplined elegance, the constant care for a style that is so noble that is able to go through the changing trends by a safe and sound creative soul, and the tailoring wisdom inherited from that precious yet material dream that is called Made in Italy: voilà, Alpha Studio inhabits just this kind of comfort, that is gently instilled in every creation.

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Da Firenze con amore, per la creativitàitaliana innanzitutto: che èfatta di sostanza densa di tradizione artigiana in particolare per la maglia, scoperta e fondata da Franco Rossi che l’ha trasportata con grande successo attraverso la famiglia negli ultimi tre decenni, fino al plauso internazionale di cui gode tutt’oggi. Alpha Studio èdunque un condensato eccellente di quell’orgoglio italiano che nella moda lascia la traccia inconfondibile dell’unicitàautentica.E la collezione Donna dedicata al prossimo autunno-inverno 2016 èun sunto rinnovato di tanta virtù! Una collezione che scivola con nonchalance tra i piani temporali di un presente netto in quanto a contemporaneitàd’aspetto, un passato di contenuto sartoriale sempre importante, e un déjà-vu vivace che muove la femminilitàsul confine sottile di quel che del guardaroba maschile èmotivo di rigore, ma anche di charme.

From Florence with love, for Italian creativity first of all: that is made of a substance full of artisanal tradition particularly for knitting, discovered and founded by Franco Rossi that has brought it successfully through his family for the last three decades, until the international applause that it’s still enjoying today.So, Alpha Studio is an excellent synopsis of that Italian pride that within fashion leaves the unmistakable trace of unique authenticity. And the Womenswear collection devoted to next fall-winter 2016 is a renovated sum of such virtues! A collection that glides with firm nonchalance among the time plans of a neat present according to the contemporary appearance, a past having a always important content, and a brilliant déjà-vu moving femininity over the thin boundary of what in the male wardrobe is rigorous, but also charmant.

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C’è del classico rinnovato e del minimale sempre bello: ci sono le forme e i volumi che restituiscono morbidezza e i blazer tipici della mascolinità; c’èla riconferma della maglia che di Alpha Studio èmotivo di vanto, declinata nel cashmere totale e nelle sue mischie lussuose, affiancata da neoprene, flanella e taffetà. Ci sono le fantasie che incontrano i gusti molteplici, e la palette colori che ondeggia tra chiari e scuri. Infine c’èil desiderio di raffinatezza: che anche in questa collezione èfelicemente esaudito!

There’s the renovated classic and the ever-beautiful minimal: there are the shapes and volumes that give softness back to femininity and the blazers typical of masculinity; there’s the reconfirm of the knitting that is Alpha Studio’s merit, proposed in total cashmere and in its luxury blends, accompanied by neoprene, flannel and taffetà. There are the motifs that meet the multiple tastes, and the color palette swinging between light and dark shades. Finally, there’s the desire for sophistication: that in this collection too is happily granted!

 

Silvia Scorcella

Touches of colors: Street Style at WHITE

Un dettaglio a spezzare la monotonia di un total black, può essere un beenie, una borsa, che scelgono di ammantarsi di colori insoliti, accesi, divertenti. A volte invece è uno studio preciso del colore, dei suoi abbinamenti, anche quelli meno consoni e forse più azzardati e coraggiosi e per questo capaci di colpire lo sguardo non solo del più smaliziato fashion addicted. Il popolo della moda spesso sceglie il total black come divisa, come simbolo, ma non manca chi decide di divertirsi con sprazzi cromatici che si allontanano nella tavolozza dei colori dal nero imperante. Eccone alcuni esempi dall’ultima edizione del White.

A detail to break the monotony of a total black, can be a beenie, a bag, who choose to clothe itself in unusual, bright, funny colors. At other times it is a precise study of the colors of the way they matches, including the less ordinary and perhaps more daring and courageous combinations and for these reasons able to catch the eye not only the most experienced fashion addicted. The fashion people often chooses the total black as uniform, as a symbol, but there are those who decide to play with color flashes that run away fast in the color palette from a dominant black. Here are some examples caught among the public of the latest edition of White.

 

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GIANLUCA SINI

Robot Eyewear: Heart, Brain, Hands

“Il cuore deve mediare tra il cervello e le mani“: è una delle frasi più famose di “Metropolis”, film del 1927 diretto da Fritz Lang. Si tratta di una pellicola così importante da essere riconosciuta come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno: tra le citazioni, gli omaggi e i film che ha ispirato figurano “Blade Runner”, “Guerre stellari”, “Terminator”, “Il quinto elemento”, “RoboCop” e “Matrix”. Ma “Metropolis” non ha affascinato solo gli amanti del cinema e ha avuto ripercussioni anche sulla moda, esattamente come la conquista dello spazio e le suggestioni che l’hanno circondata hanno fortemente influenzato la cosiddetta Space Couture, la moda caratteristica degli anni Sessanta.

“The heart must mediate between the brain and the hands” it is one of the most famous phrases of “Metropolis”, the 1927 film directed by Fritz Lang. It is a movie so important to be recognized as a model of much of modern science fiction films: between quotes, tributes and the films that it has inspired we have titles like “Blade Runner,” “Star Wars,” “Terminator,” “The Fifth element, “” RoboCop “and” Matrix “. But “Metropolis” has not only captivated moviegoers, it had also an impact on fashion, just as the conquest of space and the suggestions that they surrounded, it have strongly influenced the so-called Space Couture, a fashion that has characterized the Sixties.

 

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Tra chi ha fatto proprie tutte queste influenze c’è Robot Eyewear, un concept che esplora e ripropone icone classiche in chiave romantica: i loro occhiali sono oggetti eleganti e funzionali, usano l’energia del metallo, offrono leggerezza e hanno un gusto sofisticato sospeso tra passato e futuro. La collezione primavera/estate 2016 si chiama “Heart, Brain, Hands” e appare come un preciso rimando nonché un omaggio all’opera di Fritz Lang: si basa su tre elementi fondamentali, ovvero il metallo, gli specchi e i colori.

Between those who have embraced all these influences is Robot Eyewear, a concept that explores and proposes classic icons in a romantic key: their glasses are stylish and functional objects, they use the energy of metal, offer a light weight and have an outstanding sophisticated taste halfway the past and the future. The spring / summer 2016 collection is called “Heart, Brain, Hands” and appears as a precise reference and a tribute to the work of Fritz Lang: it is based on three key elements, namely the metal, the mirrors and the colors.

 

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Le forme sono tre e sono quelle iconiche provenienti dalla storia dell’occhialeria: sono state scelte le montature tipo wayfarer, pantos e round eye, trasportate poi in un mondo rigorosamente bidimensionale. Metalli leggeri si animano di colori sia caldi, sia freddi: sono presenti oro, rame, ruggine, argento, antracite, nero. Il loro impatto viene amplificato usando combinazioni di lenti cromaticamente coordinate.

The forms are three and have been taken from the iconic eyewear history: wayfarer frames, pantos and round eye type, then transported in a strictly two-dimensional world. Light metals come alive thanks to both warm colors and cold ones: there is gold, copper, rust, silver, anthracite and black. Their impact is amplified using combinations of lenses chromatically coordinated.

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Le forme, la bidimensionalità e la conseguente assenza di volumi vengono esaltate dall’uso di lenti piane: l’aria stile Space Age è garantita dall’utilizzo di lenti sfumate bicolore abbinate alla forma round eye. Lang ambientò il suo film in un futuro immaginario, esattamente a 100 anni di distanza dal 1927. Non a caso, lo slogan di Robot Eyewear è “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

The shapes, the two-dimensionality and the consequent absence of volumes are enhanced by the use of flat lenses: the Space Age style attitude is guaranteed by the use of two-color gradient lenses combined with the round eye shape. Lang set his film in a fictional future, exactly 100 years after 1927. So, not coincidentally, the Robot Eyewear slogan is “Machined in Italy, year 2027, with Love”.

Emanuela Pirré

Domenico Cioffi: From the “It’s Time to South” section at White

Quindici i marchi contemporary selezionati in un Sud sempre più fucina di idee e talenti, che hanno preso parte alla sezione “It’s Time To South”, progetto nato in seno a White, in collaborazione con ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, finalizzato alla valorizzazione delle giovani aziende nate e cresciute in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Fra gli altri nomi anche quello di Domenico Cioffi. Il designer, diplomatosi allo Ied di Roma nel 2009, ha portato la sua moda che affonda le proprie radici nella natia Campania, ma si apre a contaminazioni internazionali, per una proposta al femminile sofisticata, futuribile, attenta ad esaltare la silhouette femminile. Abbiamo intervistato il designer che ci racconta la sua esperienza al White e i suoi input creativi che partono sempre da mondi come l’arte, il cinema e la letteratura.

Fifteen the contemporary brands selected in a South of Italy that has increasingly become a source of ideas and talents, who took part to the “It’s Time To South” section of White, a project created by White, in collaboration with ICE, the Agency for the Promotion Abroad and internationalization of Italian companies, a project aimed at the promotion of young companies born and raised in Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Among the other designer also Domenico Cioffi. The designer, who graduated at the IED in Rome in 2009, brought his fashion that has its roots in his native Campania, but it is clearly open to international influences, for sophisticated and futuristic female proposals, carefully enhancing the female silhouette. We interviewed the designer who told us about his experience at White and his creative inputs which always start from worlds such as art, film and literature.

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Come si è avvicinato alla moda? Quando ha deciso che sarebbe stato il suo lavoro?
Era una passione che avevo da molto piccolo, adoravo sfogliare le riviste illustrate di mia madre, tagliare piccoli scarti di tessuto, disegnare e colorare figurini. Dopo gli studi all’Istituto d’arte in design del gioiello son partito alla volta di Milano per studiare fashion design allo IED. Decidere che sarebbe stato il mio lavoro è stato un processo abbastanza naturale e veloce, ho avuto molta fortuna ad avere l’opportunità di lavorare in alcune aziende del settore già durante gli studi.

How di you approach the fashion world? When did you decide that fashion would have been your work?
It was a passion that I had from a very young age, I loved to browse through the illustrated magazines of my mother, cut small scraps of fabric, draw and color fashion sketches. After the Art Institute studies in jewelry design I left my hometown for Milan to study fashion design at IED. Deciding that it would be my job was a pretty natural and easy process, I have been very lucky to have the opportunity to work in some companies in this world already during their studies.

 

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Il momento più gratificante nel suo percorso lavorativo?
A parte quello creativo iniziale, penso che sia quello di vedere i tuoi capi nella vetrina di un negozio. Ogni volta che mi mandano delle foto o passo davanti ad uno store che vende le mie collezioni è sempre emozionante.

Which has been he most gratifying moment in your career path so far?
Apart from the initial creative moment, I think it is to see your clothes in a shop window. Every time they send me photos or I step in front of a store that sells my collections is always exciting and emotional.


Ci può raccontare la collezione che abbiamo visto al White e quali i capisaldi del suo lavoro, le caratteristiche principali? Da dove arrivano le ispirazioni?
Quest’ultima è una collezione molto articolata, con argomenti e riferimenti molto diversi, mi piace sempre partire dall’arte antica o contemporanea e dal cinema. Per questa stagione il film di Matteo Garrone “ Il Racconto dei racconti”, uno dei pochi fantasy ambientato in Italia, fa da sfondo alla collezione, ho rivisitato alcuni costumi seicenteschi con tessuti tecnici, organza e laminati plissettati, accostandoli in modo netto, quasi violento, con capi e accessori in vernice che sembrano usciti dalle foto di Araki. In questo modo ogni mia collezione si caratterizza per incontro di culture ed epoche molto distanti.

Can you tell us something about the collection that we saw at White and which are the main points of your work, the main features? Where do your inspirations come from?
The latter collection is a very diverse and articulate collection, with very different topics and references, I always like starting from ancient or contemporary art and movies. For this season the movie “The Tale of Tales”, directed by Matteo Garrone, one of the few fantasy films set in Italy, is the backdrop to the collection, I revisited some seventeenth-century costumes with technical fabrics, organza and pleated laminated fabrics, combined together in a clear way, almost violent , with clothes and accessories in patent leather that seem to come from some Araki’s pictures. In this way all my collections are characterized by the meeting of cultures and very distant eras.

 

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Quale donna indosserà le sue creazioni e quali le icone di riferimento?
Sicuramente  una donna molto decisa e con un identità forte, che vuole sentirsi femminile e speciale. Non ho delle icone precise, forse faccio solo riferimento alle eroine del cinema e della letteratura.

What woman will wear your creations and which are your reference icons?
Definitely a very determined woman and with a strong identity, who wants to feel feminine and special.
I do not have precise icons, maybe I only refer to the heroines of movies and literature.


Quanto sono importanti momenti come la fiera del White per i giovani designer?
Sono essenziali, il confronto con i clienti e con gli addetti ai lavori ci aiutano profondamente a capire direzioni da prendere ed errori da non commettere o ripetere, in più nuovi amici ,nuovi contatti e soprattutto ordini.

How much important are moments like the White trade fair for young designers?
These moments are essential, the confrontation with the clients and the experts help us deeply understand directions to take and mistakes to avoid repeating , and the possibility to have more new friends, new contacts, and above all orders.

 

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Faceva parte di un’area ben specifica all’ultimo White. Ci dice come si traducono le sue origini nel suo attuale lavoro?
Credo che sia impossible prescindere dalle proprie origini quando si nasce in Italia, camminiamo più o meno consapevolmente ogni giorno sopra duemila anni di storia.  Indipendentemente dal lato creativo dove la mia città offre infiniti e variegati spunti, crescere e lavorare in una città come Napoli, bella ma anche molto difficile, credo mi abbia fortificato in modo significativo e di avermi dato la capacità di essere resiliente, in un lavoro che sembra semplice, ma che realmente non lo è.

You were part of very specific area at last White. Can you tell us how much are translated your origins in your current job?
I believe it is impossible not to be influenced by your own origins when you are born in a place like Italy, we walk more or less consciously every day over two thousand years of history. Regardless of the creative side where my city offers endless and varied ideas, growing and working in a city like Naples, beautiful but also very hard, I think I have strengthened significantly and that gave me the ability to be resilient, in a job that It sounds simple, but it really is not


Progetti per il futuro?
Ci sono in cantiere alcune interessanti collaborazioni nate proprio grazie al White e poi una bella vacanza.

Plans for the future?
We are in the works some interesting collaborations born thanks to White and then a nice holiday.

 

Gianluca Sini

Lalaerre: the minimal charm of the form, the mutability beyond the time of the substance

Ci sono oggetti di moda che serbano intrinseca nella materia plasmata la dote del racconto: e ci sono artisti del design che serbano il dono di dare la voce a tali oggetti regalando loro una forma unica. Sono quegli accessori creati con devozione, che quindi si scelgono quasi per vocazione: e che una volta indossati si fondono con la naturalezza di chi li veste come fosse un incantesimo d’alchimia. Tali accessori sono le creazioni firmate Lalaerre: gioielli e sciarpe impregnati davvero di cotante pregiate virtù!

There are some fashion objects holding inside their shaped material the gift of narrating: and there are some artists of design holding inside the talent of giving voice to such objects through a shape that is one of a kind. They’re the accessories created by devotion, that therefore are chosen almost by vocation and that once worn blend with the naturalness of the people wearing them as if it was an alchemic wizardry. Such objects are the creations designed by Lalaerre: jewels and scarves truly soaked with these noble virtues!

 

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Prima fra tutte: la profonditàstratificata della passione di Daniela Regina Lepori, che del brand Lalaerre èfondatrice nonchéanima creativa. Et voilàspiegata quella silente ma risoluta sensazione che suggerisce un valore di personalitàinfuso nell’aspetto mai convenzionale che li contraddistingue. Tutto, invero, nasce dall’attenta osservazione che Daniela pone nei dettagli: un vocabolario privato raccolto nel mondo dell’arte e dell’architettura, mescolato con la fascinazione per la duttilitàdei materiali alla trasformazione, e infine interpretato attraverso i filtro della predilezione per la sofisticatezza schietta di ciòche èessenziale.

First of all: the layered deep passion of Daniela Regina Lepori, that is the founder of the brand Lalaerre and its creative soul too. Et voilà, that silent yet resolute sensation suggesting a value of personality instilled in the never conventional aspect characterizing them is explained. Actually everything comes from the careful eye that Daniela has for details: a private vocabulary belonging to the world of art and architecture, blended to the fascination for the ductility of materials for transformation, and finally translated through the filter of predilection for the sincere sophistication of what is essential.

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Quell’eleganza minimale in apparenza, ma in costante evoluzione nella sostanza: cosìle sciarpe nascono da fibre naturali, sono realizzate artigianalmente su telai manuali e rese esclusive da pitture, ricami e impunture, mentre il tessuto impara ad assecondare il tempo che passa. Ed ècosìche i gioielli in argento combinano lavorazioni innovative con l’antica saggezza di orafi italiani e svizzeri, si attardano a prendere l’aspetto per tutto il tempo necessario a rifinirne l’identità, rivelano preziose imperfezioni intenzionali, e infine si raccolgono attorno a temi suggeriti dalla forma: come Nebula, la serie di anelli dalle grandi superfici flessuose e sottili, e Tape per le fedi che appaiono come un sottile nastro arrotolato. Nessuna tendenza modaiola decreta   la natura degli accessori Lalaerre: ma èil sentimento dell’appartenenza a svelarne nel tempo lo stile.

That minimal elegance on the appearance, but constantly evolving in the substance: thus the scarves comes from natural fibers, are made by hand looms and gain exclusivity through painting, embroidery and stitching, while the fabric learns to go along with the time that goes by. And thus the silver jewels combine innovative processing with the ancient wisdom of Italian and Swiss goldsmiths, linger while waiting for having the appearance the right time needed to define their identity, reveal precious intentional imperfections, and finally are collected within themes evoked by their shape: as Nebula, the range of rings having wide slim willowy surfaces, and Tape for the wedding bands looking like a thin rolled ribbon.No one fashion trend upholds the nature of Lalaerre accessories:yet is the sentiment of belonging that discloses their style over time.

 

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SILVIA SCORCELLA

Giorgia Fiore: the funny side of a good girl!

Forse la conoscete per la partecipazione alla versione italiana di un famoso reality sulla moda americano oppure avete visto alcune delle sue creazioni indossate da blogger e it-girls italiane, se così è sicuramente vi è rimasto impresso il suo stile pop, colorato, pieno di brio. Giorgia Fiore dalla natia Napoli, ormai adottata dal capoluogo lombardo, è stata una delle protagoniste dell’ultima edizione del White, parte della sezione It’s Time To South, progetto nato in collaborazione con I.C.E – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, nato per sviluppare fra gli operatori esteri la conoscenza della realtà creativa meridionale, scegliendo 15 designer provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Giorgia ha spiccato con il suo mondo ironico e girl, in cui i vestiti da brava ragazza hanno subito un twist decisamente contemporaneo. L’abbiamo intervistata per farvi conoscere meglio il suo percorso creativo e le sue proposte.

Maybe you know her thanks to her participation at the Italian version of a popular American reality show on fashion, or maybe you saw some of her creations worn by bloggers and Italian it-girls, if so surely you have been amazed by her pop, colorful style, full of verve. Giorgia Fiore from his native Naples, now adopted by the milanese scene, was one of the protagonists of the last edition of White, part of the section It’s Time To South, a project created in collaboration with ICE – Agency for the Promotion abroad and internationalization of Italian Companies, created to develop the knowledge among foreign operators of the Southern creative reality, choosing 15 designers from Calabria, Campania, Puglia and Sicily. Giorgia has distinguished herself thanks to her ironic and girlie world, in which the clothes of a good girl are seen through a more contemporary twist. We interviewed her to learn more about her creativity and her cool proposals.

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Ci racconta la collezione che hai portato al White?
La collezione racconta un momento tipicamente italiano, la domenica si va a messa e poi a pranzo dalla nonna. Tu sei contemporanea e tutto è antico, il parato del muro così barocco ti intrappola al suo interno. I materiali della casa diventano abiti, quelli “buoni” della domenica. Il concetto della ragazza per bene.

Could you tell us somethingabout the collection that you presented at White?
The collection tells a typically Italian moment, on Sundays we go to church and then to dinner at our grandmother’s house. You are contemporary and everything is old, the ‘so baroque’ wallpaper traps you inside the walls. The house materials become clothes, those “good ones” that you wear just on Sunday. Behind everything there’s the concept of the “good girl”.

Quali i must-have della collezione?
Sicuramente il completo con la sahariana e il pantalone stampato in velluto, la felpa con il cammeo 3d e per la sera la tuta smoking in pailettes.

Which are the ‘must-have’ items in your collection?
Surely the suit with the Safari jacket and the printed velvet pants,the sweatshirt with a 3D cameo and for the evening the tuxedo sequined jumpsuit.

 

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In generale da dove arrivano le ispirazioni e quali le icone di riferimento?
Cerco di raccontare sempre delle storie per avere un’immagine più definita alle fine. Non ho delle icone delineate, mi piacciono le donne e mi piacciono le cose belle, l’unione delle due cose mi spinge a fare dei vestiti. Non faccio poesia, mi piace pensare che quello che ho progettato sia giustamente interpretato o meno, ma sia indossato da persone vere.

Could you tell us where do the inspirations come from, in general, and which are your icons of reference?
In my work I always try to tell stories so I can have a more defined image at the end. I don’t have specifical icons, I like women and I like beautiful things, the union of the two things drives me to create clothing. I do not do poetry, I like to think that what I have designed coulkd be rightly interpreted or not, but is always worn by real people.

Era in una sezione speciale del White, in cui si sottolineavano le sue radici. Che cosa del suo lavoro a suo avviso è legato al mondo di provenienza e cosa invece no?
Non posso scindere il risultato finale del mio lavoro dalle mio origini. Racconto ciò che conosco, e sicuramente l’ambiente in cui sono cresciuta ha formato il mio gusto.

At latest White’s edition you were in a special section, which emphasized your roots. What of your work can be linked to your personal heritage and what is not related to your roots?
I can not split the end result of my work from my origins. I tell what I know, and certainly the environment in which I grew up has shaped my taste.

 

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Quanto è importante una fiera come il White per un Brand giovane come il suo?
La fiera forse per un designer giovane come me è la cosa più utile. Ti fa capire meglio chi sei, quello che fai e, soprattutto, in che modo andare avanti, grazie ad una risposta immediata del pubblico che passa. Ti rendi conto di cosa funziona e di cosa invece no, i clienti, anche se non parlano, si fanno capir molto bene!

How much is important a fair like White for a young brand like yours?
Fairs perhaps for a young designer like me are the most useful thing. A fair like White makes you better understand who you are, what you do, and especially how to go forward in this business, thanks to an immediate response of the public passing. You are able to realize what works and what does not, buyers, even when they do not speak, make you understand very well what they think!

Il lusso per lei è?
Il lusso è poter dedicare il tuo tempo ad qualcosa che ami, nel mio caso fare un lavoro che amo!

What is luxury for you?
Luxury is being able to dedicate your time to something you love, in my case to do a job I love!

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La sua definizione di eleganza?

Troppo difficile! È elegante colei di cui percepisci la femminilità e la sensualità anche se indossa un camice. È indossare una camicia bianca e dei jeans con charm.

Could you give us your definition of elegance?
Too difficult! A woman is elegant when you perceive her femininity and sensuality even ifshe’s wearing something totally un-elegant, like an hospital gown. Elegance is when you wear a white shirt and a pair of jeans with charm.

Cosa lei deve rubare a lui?
Sicuramente la camicia sartoriale e i 501.

What a woman must steal from her man?
Without any doubt: a sartorial shirt and a pair of 501 denim trousers.

Progetti per il futuro?

Ingrandire il mio progetto e farlo diventare una realtà aziendale in cui ci sia spazio per la mia creatività. Forse uno spazio in cui inserire tutto ciò che io definisco bello, uno spazio creativo in cui non ci siano solo i miei vestiti ma anche tutto ciò che noi giovani siamo in grado di fare e dare una possibilità commerciale a chi come me se la deve cavare da solo senza un gruppo alle spalle. E fare una linea per cani!

Plans for the future?
Enlarge my project and turn it into a business reality in which there is room for my creativity. Maybe a space in which to put all the things I call beautiful, a creative space in which there are not only my clothes, but also everything that we young people are able to do and give a business opportunity to people like me who are working alone, without a group behind. And make a collection for dogs!

 

Gianluca Sini

Pomikaki’s must-have bags for s/s 2016

Innovazione nei materiali, attitudine eco-friendly, stampe e colori accattivanti, qualità e soprattutto funzionalità. Un giusto mix che rende Pomikaki un nome molto amato da web influencer e fashion addicted, e le borse di questo marchio un indubbio successo tutto italiano. Dall’ edizione del White di gennaio una selezione delle borse di culto della collezione p/e di questo marchio che dalla nascita a Venezia ha saputo conquistare i mercati internazionali!

Innovative materials, an eco-friendly attitude, prints and eye-catching colors, quality and above all functionality. The right mix that makes Pomikaki a name loved by web influencers and fashionistas, and the bags of this brand an all Italian undoubted success. From January White edition a selection of cult bags from the s/s 16 collection of a brand that from its birth in Venice has been able to conquer international markets!

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MONICA
Il colore base di Monica è il bianco, ma la borsa è arricchita da intarsi multicolor. Lo stile strizza l’occhio ad un gipsy-folk: per le fan di un coachella style and mood.

The base color of Monica is white, but the bag is embellished with multicolor inlays. The style gives a nod to a gypsy-folk: For fans of a coachella style and mood.

LEAH

I dettagli di questa borsa fanno pensare al mantello di un personaggio dei comics, la base nera la rende sicuramente stylish, ma non sminuisce l’attitude di Leah da wonderbag, perchè ogni donna in fondo è un supereroe!

 The details of this bag suggest the mantle of a comics’ character, the black base makes it definitely stylish, but does not diminish the attitude of Leah to be a Wonderbag, because every woman is basically a superhero!pomikaki1

CHRISTIE G

Linee che si intersecano e tre i colori che la compongono, black,camel e pink. Ha uno spirito bon ton e retrò. Come non pensare ad una famosa serie televisiva americana? Perché non provare con Christie G ha sentirsi come una protagonista di “Mad Man”? 50s are modern!

 Intersecting lines and three colors that compose it, black, camel and pink. It has a bon ton attitude and a retro soul. How can we not think of a famous American television series?Why do not try – thanks to Christie G – to feel like a “Mad Men” star? 50s are modern!

 

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LINDA
Linda, la borsa che fa parte della capsule realizzata da Pomikaki con la blogger Linda Tol, non poteva che essere rosa, in fondo il motto della influencer è “I believe in pink”.
in saffiano, con manico singolo, tracolla staccabile e regolabile, patella frontale, soffietti laterali e dettagli gold-metal, diventerà il ‘must-have estivo di tutte le fashion addicted!

Linda, the bag that is part of the capsule made by Pomikaki with blogger Linda Tol, could only be pink, the motto of the influencer is in fact “I believe in pink.” Made in saffiano leather, with a single handle, detachable and adjustable shoulder strap, front flap, side gussets and gold-metal details, will become the summer ‘must-have’ for all fashionistas!

 

Gianluca Sini

Attic and Barn, when demi couture meets Bauhaus

Attic and Barn nasce nel 2010: è un marchio italiano che dà vita a una collezione pensata per una donna contemporanea e raffinata. Le silhouette proposte strizzano l’occhio a quotidianità e street style eppure non dimenticano la demi couture. Esiste la tendenza a riproporre un made in Italy con prodotti fatti a mano letteralmente e interamente in Italia: in questo caso si parla di demi couture e fortunatamente sta incontrando un buon consenso. Sartorialità accurata e un prodotto costruito artigianalmente in uno specifico luogo dell’Italia (in questo caso Treviso) contraddistinguono produzioni di elevata qualità, tali produzioni intendono recuperare le competenze locali coniugandole alle tendenze più attuali e Attic and Barn si inquadra a pieno titolo in tale tendenza.

Attic and Barn was founded in 2010: an Italian brand that gives life to a collection designed for a contemporary and refined woman. The silhouettes proposals wink at everyday life and street style but they do not forget demi couture. There is a tendency to propose a made in Italy with handmade products created literally and entirely in Italy: in this case, we talk about demi couture and fortunately this trend is having a good response. An accurate tailoring and a product handcrafted in Italy in a specific place (in this case Treviso) distinguish high-quality productions, such productions intend to recover local skills combining them with the most current trends and Attic and Barn is fully part in this trend.

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Le proposte del brand sono arricchite da colori e stampe che giocano in sinergia creando contrasti raffinati e moderni, dando successo al marchio, crescita ed evoluzione sono state costanti e progressive, di stagione in stagione, e oggi distribuzione e vendita sono a carattere nazionale e internazionale. L’ispirazione per la collezione autunno/inverno 2016-17 deriva dalla più importante scuola d’arte del Novecento, la Bauhaus: fondata dall’architetto tedesco Walter Gropius dopo la Prima Guerra Mondiale, la scuola ebbe come obiettivo principale quello di conciliare creazione artistica, metodo artigianale e produzione industriale, unendo il valore estetico di un oggetto e la sua componente tecnica e funzionale.

The proposals of the brand are enhanced by colors and prints that play together creating chic and modern contrasts, giving success to the brand, in fact, growth and evolution have been constant and progressive, from season to season, and distribution and sales are not only on a national level, but also international. The inspiration for the autumn/winter 2016-17 collection is derived from the most important school of art of the twentieth-century, the Bauhaus founded by German architect Walter Gropius after the First World War, the school had as main objective to reconcile artistic creation, artisan and industrial production, combining the aesthetic value of an object and its technical and functional component.

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Many items of our daily use are derived from the research of the Bauhaus: Attic and Barn also makes its tribute to the artistic and architectural style as well as the geometric and functional forms of the school. The brand wanted to take these concepts especially in prints: in addition to all this an ironic and amusing design has been inserted, a print that breaks the equilibrium of all the geometries and from which were derived embroidery and pins that we find all through the collection.

Molti oggetti del nostro uso quotidiano derivano dalle ricerche della Bauhaus: anche Attic and Barn rende il proprio omaggio allo stile artistico e architettonico nonché alle forme geometriche e funzionali della scuola. Il brand ha voluto riprendere questi concetti soprattutto nelle stampe: in aggiunta a tutto ciò è stato inserito un disegno ironico e divertente, una stampa che spezza l’equilibrio delle geometrie e dalla quale sono stati ricavati ricami e spille che punteggiano la collezione.

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Oltre al forte impatto grafico, sono presenti accostamenti cromatici precisi e molto definiti: i colori vividi vengono smorzati da toni più scuri come il nero, il castagna, il blu violaceo. Il fucsia fa da filo conduttore come intervento nelle stampe o nelle rifiniture interne dei capi. Altri colori che emergono, e rendono la collezione accattivante, sono il rosa, il giallo zafferano, il bordeaux, il blu elettrico e un arancio forte.

In addition to the strong graphic impact, they are very precise and defined chromatic combinations: the vivid colors are subdued by darker tones like black, chestnut, blue violet. Fuchsia is the underlying theme as an element inside the prints or in the interior finishing of the garments. Other colors that emerge, giving the collection a futher fascinating appeal from the collection are pink, saffron yellow, burgundy, electric blue and a strong orange.

Emanuela Pirré

 

The f/w 16-17 Sergio Daricello’s collection, from Sicily to conquer the world

Ha un curriculum ricco di collaborazioni con nomi di spicco nel panorama della moda, Dolce & Gabbana, Versace, Giuliano Fujiwara, ma tornato di recente nella sua Sicilia, Sergio Daricello ha deciso di intraprendere un percorso personale con un brand a suo nome, fortemente ispirato alla sua terra, con le sue storie, i monumenti, i riferimenti iconografici, una cultura capace di trasformarsi in contemporaneità, grazie al sapiente know how dello stilista. Abbiamo incontrato il giovane fashion designer all’ultima edizione del White, dove era uno dei 15 nomi, provenienti da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ma dal forte appeal internazionale, in mostra nella sezione speciale IT’S TIME TO SOUTH, realizzato in collaborazione con I.C.E – Agenzia per la Promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. 

Ecco la nostra intervista a Sergio Daricello.

 

He has a work-resume full of collaborations with leading names in the fashion industry, Dolce & Gabbana, Versace, Giuliano Fujiwara, but, recently returned to his native Sicily, Sergio Daricello decided to embark on a personal journey with a brand under his own name, strongly inspired by his homeland, with its stories, monuments, iconographic references, a culture that can be transformed into a contemporary language, thanks to the clever know-how of Daricello. We met the young fashion designer at the latest edition of White, where he was one of 15 names, from Calabria, Campania, Puglia and Sicily, all with a strong international appeal, on display in the special section called IT’S TIME TO SOUTH, developed in collaboration with I.C.E – Agency for the Promotion abroad and the internationalization of Italian companies.

Here is our interview with Sergio Daricello.

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Come ti sei avvicinato alla moda?

È sempre stata una delle mie passioni, e dopo un percorso di studi articolato e lontano dal mondo creativo la chiamata della moda è stata troppo forte, e lasciando la mia vita, città ed affetti mi sono trasferito a Milano dove ho studiato all’istituto Marangoni, e successivamente si sono aperte tante possibilità professionali.

How and when did you first get involved in the fashion industry?

Fashion has always been one of my passions, but after a structured path of study outside the creative world, the call of fashion was too strong, and I chose to leave behind that life, my city and everything I held dear to move to Milan, where I studied at the Marangoni Institute, and thus, many professional possibilities opened up for me.

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Ha un curriculum alle spalle molto ricco. Ci può indicare gli step più importanti?

Ogni singolo momento professionale della mia vita è stato di grande importanza, dai lavori da studente a quello nei posti più prestigiosi. A livello di formazione non posso non citare l’esperienza con Dolce & Gabbana, ma vorrei soffermarmi sull’esperienza fatta da Versace dove ho avuto modo di mettermi in gioco su più versanti e dove ho avuto occasione di poter lavorare con grandi professionisti e una grande figura come quella della signora Donatella. È stato emozionante entrare nello staff Versace in un momento non facile per l’azienda per poi anno dopo anno vederne una crescita continua. Ho lavorato tantissimo senza risparmiarmi, ma ho ricevuto n cambio una preparazione professionale di altissimo livello. Poi parlando dell’esperienza come direttore creativo in Giuliano Fujiwara ho avuto modo di confrontarmi con un mondo diametralmente opposto a quello da cui provenivo. Ho fatto degli sbagli che mi sono serviti, ho potuto apprendere da quegli sbagli trasformandoli in punti di forza, e grazie ad essi ho potuto esplorare nuovi concetti da cui credo aver tratto giovamento stilistico.

Infine credo lo step più grande sia quello più recente, coincide con il momento in cui decisi di creare qualcosa che avesse il mio nome e riflettesse esattamente la mia visione di moda. Momento che ha coinciso poco dopo con il mio ritorno alla città di Palermo e l’apertura dell’atelier e della produzione della collezione rigorosamente made in Palermo, grazie anche ad una persona che ha voluto affiancarmi in questo sogno.

Infine altro step importantissimo è stato l’incarico come docente di design della moda presso l’Accademia di Belle Arti Statale di Palermo, è stato come un benvenuto da parte della mia città.

Your resume is full of impressive experience. Can you tell us about the most important steps you’ve taken?

Every single moment of my professional life has been truly important, from my work as a student to that which I did in the most prestigious companies. When it comes to training, it’s impossible not to mention my experience with Dolce & Gabbana, but I want to focus on the experience I gained at Versace, where I was involved in many projects, and where I had the opportunity to work with tremendous professionals and a major figure like Donatella Versace. It was exciting to join the Versace team during a difficult moment for the company and then watch its continued growth year after year. I really worked hard, with all my energy, but in exchange I gained the highest level of professional training. Then, regarding my work as the Creative Director at Giuliano Fujiwara, I got to experience a world diametrically opposite to that from which I came. I made mistakes, but they were important, because I was able to learn from them by turning them into strengths, and thanks to those mistakes I was able to explore new concepts from which I have benefitted stylistically.

Finally, I think the biggest step has been the most recent one, corresponding with the moment in which I decided I wanted to create something under my own name that reflects my exact vision of fashion. It coincided with my return to the city of Palermo a bit later and the opening of my atelier and the production of a collection strictly made in Palermo, which happened thanks to a business partner who wanted to join me in this dream.

Additionally, another very important step has been the responsibility of teaching fashion design at the State Academy of Fine Arts in Palermo, which was a like a “welcome back” present from my city.

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Ci parla della nuova collezione? Quali gli elementi ispirativi e quali i must-have? L’ispirazione parte come sempre dalla mia città, da tanti riferimenti artistici e culturali, e nello specifico ho voluto raccontare con tessuti, volumi, linee e stampe un’ideale passeggiata che racconta e collega i monumenti palermitani dichiarati patrimonio dell’UNESCO nel 2015. Un percorso che vede le architetture arabo-normanne mescolarsi a più articolate costruzioni barocche. È l’incontro di queste linee che ha dato il via a tutto.

I tessuti sono poi sempre un mio grande oggetto di ricerca, oltre alle sete mi risulta sempre fondamentale il trovare tessuti che abbiano dei pattern, delle texture in contrasto o tonali.

Tra i must have mi piacerebbe ci fossero gli abiti un po’ couture, ma sicuramente consiglierei la camicia con la passamaneria fatta di ruches in organza, o l’abito in raso stampato con un gusto un po’ vintage 70’s.

Tell us about the new collection. What is the inspiration and what are the must-haves?

As always, the inspiration comes from my city, from several artistic and cultural references; specifically, I wanted use the fabrics, volumes, lines and prints to tell a story about strolling through Palermo that connects together the monuments that were declared UNESCO World Heritage sites in 2015. It follows a path that saw the Arab-Norman architecture mix with more complex baroque buildings, and it is the very encounter between these lines which gave rise to everything we see now.

The fabrics are thus always a large subject of my research, and in addition to silk, it is always important for me to find fabrics that have pattern and texture, either in contrast or tonal.

Among the must-haves, I would like to say the dresses that are a bit Couture, but I would also definitely recommend the shirt trimmed with organza ruffles, or the printed satin dress with a touch of vintage 1970′s style.

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In generale, chi ha in mente quando disegna e quali le icone di riferimento?

Questa domanda è difficilissima. Sinceramente quando disegno ho in mente mille cose che poi confluiscono in una linea. Chiaramente l’ispirazione parte da un’analisi di un determinato periodo storico, di un momento, di due anzi, cerco di creare delle dicotomie inscindibili che traggono il loro nutrimento dalle influenze artistiche ed architettoniche, in fondo la mia vera musa è la mia città. Perdonatemi se sembro ripetitivo, forse è come quando si è innamorati, tutto volge verso una sola direzione!

Divagazioni a parte, avendo ricevuto un’educazione cinematografica da mia nonna, ho sempre dato un occhio a quello che era lo stile dei costumi di diversi film.

In general, who do you have in mind while you are designing and what are your style references?

That’s a very difficult question. Honestly, when I design I have a thousand things in mind which then merge together and become the line. Clearly the inspiration starts from an analysis of a particular historical period, a specific time, or rather two, with which I try to create inseparable dichotomies that are enriched by artistic and architectural influences- basically my true muse is my city. Excuse me for sounding repetitive, maybe it’s like when you’re in love, everything is aimed in a single direction!

Digressions aside, having received an education on film from my grandmother, I also look to the style of costumes in many old films as a reference point.

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Quanto sono importanti fiere come il White per un giovane designer?

Sono fondamentali credo, innanzitutto per incontrare persone che come te hanno intrapreso il tuo percorso. In queste occasioni ti confronti con i colleghi, col mercato, eventualmente con la stampa, e ti metti in gioco ritornando a casa con un bagaglio enorme in termini di contatti, di visibilità e conoscenza, per non parlare di nuovi amici con cui percorrere alcune strade.

How important are trade fairs like White for young designers?

I believe they are fundamental, first and foremost for meeting people who have taken the same path as you. During these occasions you can compare yourself with other designers, with the market, possibly getting press exposure, and you put yourself in the game by returning home with an enormous wealth in terms of contacts, visibility and knowledge, not to mention new friends with whom you may eventually follow the same path.

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Lei ha esposto all’interno di una sezione ben precisa. Quanto delle sue origini è nel suo lavoro e cosa, al di là della ricerca iconografica?

L’attitudine alla vita credo sia una delle caratteristiche delle mie origini, una caparbietà che a volte stupisce me stesso, quella forza che ho visto in molti siciliani, e che poi ritrovo dentro di me. La ricerca di soluzioni più o meno fantasiose. E poi il concetto di stratificazione. Nella cultura palermitana c’è una stratificazione culturale e storica che non elimina quanto avvenuto prima, ma lo ingloba.

You exhibited in a special area of the show. How much and what part of your heritage is reflected in your work, besides the iconography?

I think my attitude about life is one of the characteristics from my origins, a stubbornness that even surprises myself sometimes, the strength that I’ve seen in many Sicilians, and that I find inside of me. The search for more or less inventive solutions. And then the concept of layering. Embedded in Palermo’s history is the layering of one culture over the next in a way that doesn’t take away from what happened before, but rather incorporates it.

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Progetti per il futuro?

Professionalmente direi investire più energie per l’internazionalizzazione e una maggiore diffusione del mio brand.

Sto lanciando inoltre col mio partner professionale un progetto di T-shirt dal respiro più commerciale che trae ispirazione da figure iconiche che ho ritratto personalmente e che ho reinterpretato graficamente.

Your plans for the future?

Professionally, I would say invest more energy into the international expansion and wider recognition of my brand.

With my business partner I’m also launching a project of T-shirts which are more commercial, drawing inspiration from iconic figures that I have drawn myself and then reinterpreted graphically.

 

Gianluca Sini

Tarte Tatin, silk stories to wear

Capita che i successi più grandi nascano da un errore: è capitato così, per esempio, con una torta oggi molto famosa. La Tarte Tatin è una torta di mele capovolta, tipica della Francia: la sua caratteristica fondamentale è che le mele sono caramellate in burro e zucchero prima della cottura della torta e tutto ciò capitò in principio proprio a causa di un errore.

La leggenda vuole infatti che questo dolce sia stato creato dalle sorelle Stephanie e Caroline Tatin che gestivano un ristorante: una domenica, mentre preparavano una torta di mele, una delle sorelle dimenticò di porre la pasta brisé al di sotto della torta, lasciando dunque caramellare le mele nel burro e nello zucchero. Per rimediare all’errore, pose poi la pasta brisé al di sopra del composto ottenuto e capovolse il tutto in un piatto: gli avventori apprezzarono il dolce che divenne la torta Tatin.

It happens that the greatest successes can come from a mistake: it happened so, for example, with a cake very popular today. The Tarte Tatin is an upside-down apple tart, typical of France: its key feature is that apples are caramelized in butter and sugar before baking the cake and all that the very fist time happened just because of a mistake.

Legend has it that this cake was created by sisters Stephanie and Caroline Tatin who ran a restaurant: on a Sunday, as they were preparing an apple pie, one of the sisters forgot to place the pastry underneath the cake, letting the apples being caramelized in the butter and sugar. To fix the error, then she put the pasta above all, finally overturning the dish: the customers appreciated the dessert that became the Tatin tart.

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Passione, intuizione, ribaltamento del punto di vista e delle difficoltà: ecco gli ingredienti necessari per scoprire qualcosa di inaspettato e meraviglioso. La Tarte Tatin è diventata la torta fatta in casa con ingredienti genuini per uno dei momenti più belli della giornata: l’ora della merenda, ovvero l’ora dei racconti e delle storie più gustose. Ed è in base a questo principio che è nato anche Tarte Tatin – Silk Stories to wear, un brand tutto italiano che ha visto la luce alla fine del 2015 grazie a un’idea di Valeria De Bruno. Tarte Tatin realizza accessori e capi senza tempo e rigorosamente in seta: fa il tutto in collaborazione con illustratori in linea con lo spirito del brand.

Passion, intuition, overturning the point of view and the difficulties: these are the ingredients necessary to discover something unexpected and wonderful. The Tarte Tatin has become the home-made cake with fresh ingredients for one of the best moments of the day: tea-time, the time of telling the most delicious stories. And it is according to this principle that was also born Tarte Tatin – Silk Stories to wear, an Italian brand that has seen the light at the end of 2015 thanks to an idea by Valeria De Bruno. Tarte Tatin manufactures accessories and timeless pieces and strictly in silk: doing all in collaboration with illustrators in line with the spirit of the brand.

 

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Per la prima collezione, sono stati scelti Philip Giordano, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti e Lisa Gelli: i quattro illustratori italiani di fama internazionale hanno disegnato le loro piccole e affascinanti storie su foulard, pochette, cravattini e una camicetta. Ogni foulard è firmato dall’autore, ogni capo ha una storia senza tempo da raccontare. “Babette, il pavone bluette”, “Ottavio, il pavone ottanio”, “Il Circo” e “Il Bosco” sono i personaggi e i temi della collezione, fantasie disegnate che raccontano storie tutte da indossare.

For the first collection, were chosen Philip Giordano, Claudia Palmarucci, Michele Rocchetti and Lisa Gelli: four Italian illustrators of international fame that drew their small and fascinating stories on scarves, clutches, bow-ties and a blouse. Each scarf is signed by the author, each piece has a timeless story to tell. “Babette, the peacock cornflower blue”, “Ottavio, the peacock teal”, “The Circus” and “The Woods” are the characters and the themes of the collection, designed patterns that tell stories to be worn.

 

Emanuela Pirré


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