Moto Guo, dal “Bambino Fossilizzato” al 3D

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Moto Guo torna a far parlare di sé grazie all’irriverenza delle proprie creazioni e ai mondi ispirativi di riferimento.

Dopo il grande successo della collezione “Out Like A Light” il designer malesiano, diplomato presso il Raffles College di Kuala Lumpur, torna con la nuova collezione capace di rievocare il mondo dei bambini, anche se in maniera meno leziosa di quanto ci si aspetterebbe dal tema e decisamente più di ricerca. Infatti, traendo ispirazione da un libro per i più piccoli, Moto Guo capisce che l’unica forma in grado di rappresentare ogni discorso è la curva.

Moto Guo is under the spotlight again thanks to his creations’ irreverence and their inspirational worlds.

After the great success of the collection “Out Like A Light” the Malaysian designer, graduated from the Raffles College of Kuala Lumpur, is back with a new collection that can evoke the world of children, although in a less coy than we would expect from the theme and with definitely more research. In fact, drawing inspiration from a book for toddlers, Moto Guo understands that the only form capable of representing every speech is the curve.

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Proprio la curva, modellata in base alle necessità, segna le nuove creazioni che vanno a dare vita a diversi segmenti della collezione: la versione Flat, dove la semplicità risulta essere il mezzo di comunicazione e la messa a fuoco di ogni indumento sono le scollature, le aperture e le tasche; la versione 2D, dove il designer applica la tecnica di ghiaia o bolla quilting per evocare emozioni diverse e per mettere le sue prospettive in gioco, prefigurando il nuovo inizio della collezione; la versione 3D, caratterizzata da bolle create sulla superficie del capo, sfidando i sensi visivi del pubblico ad andare oltre la fisicità.
 

The curve, modeled according to the needs, marks the new creations ranging to give life to different segments of the collection: the Flat version, where simplicity turns out to be the means of communication and the focus of each garment are necklines, openings and pockets; the 2D version, where the designer applies the technique of gravel or bubble quilting to evoke different emotions and to put its prospects in the game, foreshadowing the new beginning of the collection; the 3D version, characterized by bubbles created on the surface of the piece of clothing, challenging the visual senses of the audience to go beyond the physical.

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Per raccogliere tutte le creazioni è stato scelto il nome “A Litho Odd“. “La parola Litho deriva da Lithopedion,” spiega Moto, “che significa ‘bambino pietra’ o ‘bambino fossilizzato’, un fenomeno strano che in biologia si verifica quando un infante è nel grembo materno e, prendendo la sua forma, muore fossilizzato. La madre con il bambino fossilizzato potrebbe anche non notare di essere incinta!”.

Un mondo apparentemente lontano dalla moda, ma capace di raccontare molto dei mondi ispirativi e onirici di un designer all’avanguardia.

Moto Guo è capace di incuriosire e di lasciare il fiato sospeso. Tuttavia, mancano ancora pochi giorni all’apertura di WHITE, a cui il designer partecipa, e quindi presto potremmo ammirare le sue creazioni.

To link all the creations was chosen the name “A Litho Odd“. “The word is derived from Litho Lithopedion,” says Moto, “which means ‘stone child’ or ‘child fossilized’, a strange phenomenon in biology that occurs when an infant is in the womb and, taking its shape, dies fossilized. the mother with the baby fossilized might not even notice that she is pregnant.”

Seemingly a world away from fashion, but able to tell a lot of the inspirational worlds, the research and the dreams of a cutting-edge designer.

Moto Guo’s work can intrigue and leave speechless in suspense. However, there are just a few days to the opening of the White Show, in which the designer will be present, and so soon we may admire his creations.
 

Stefano Mastropaolo

Filippo Fanini, la Santità dell’Arcangelo Michele

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L’Arcangelo Michele immortalato da Potorno, uno degli autori più illustri della corrente Manieristica sviluppatasi nei primi anni ’20 del 1500, sovrasta con il suo piede un demonio, mostrando la propria austerità e forza in nome del Dio Cristiano. Lo stesso vigore si tuffa, corredato da una sapiente attenzione stilistica e didascalica, nella collezione autunno/inverno 2015-16 di Filippo Fanini, che sarà presentata in occasione della prossima edizione di White.

Archangel Michael immortalized by Potorno, one of the most famous authors of the current manieristic developed in the early 20s in 1500, dominates with his foot a demon, showing their strength and austerity in the name of the Christian God. The same force dives, accompanied by a wise attention stylistic and didactic, the fall/winter 2015-16 Filippo Fanini collection, which will be presented at the next edition of the White Trade Show.

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Nato a Perugia, classe 1981, Filippo Fanini incarna la bellezza del Made in Italy e l’alta artigianalità legata al mondo delle pelli di lusso, con sprazzi di contaminazione nord-europea. Ridefinendo le regole della Moda, supportato da un’attenta ricerca di tecnologie innovative e sperimentazioni avanguardistiche, il designer plasma una collezione tutt’altro che anacronistica, immergendo l’uomo e la donna nella Storia che stanno vivendo: come per le vesti del dipinto del Michele Arcangelo, la collezione è caratterizzata dalla morbidezza sulle spalle e dalla rigidità delle linee inferiori. Ad amalgamare i contrasti ci pensano le geometrie ed i tagli precisi che fasciano il corpo femminile e che, invece, regalano uno stile più casual alla bellezza maschile.

Born in Perugia, born in 1981, Filippo Fanini embodies the beauty of the Made in Italy and high craftsmanship linked to the world of luxury leathers, with flashes of Northern Europe contamination. Redefining the rules of fashion, supported by careful research of innovative technologies and avant-garde experiments, the designer makes collection that’s not anachronistic, immersing man and woman in history who are experiencing: as for the clothes of the painting Michael the Archangel, the collection is characterized by its softness on the shoulders, and the stiffness of the lower lines. To amalgamate the contrasts there are the geometries and precise cuts that wrap around the female body and that, instead, offer a more casual style to male beauty.

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Le fondamenta cromatiche sono affidate al nero e al blu che sono innestati al verde boreale ed all’ambra bianca per l’uomo, all’oro ed al metallo per la donna – che conosce l’unico tocco di vero colore nel blocco cerniera. Immancabili gli accessori, che rappresentano il brand Filippo Fanini: lo zaino, dalle forme sperimentali e coraggiose, si accosta alla borsa da viaggio, caratterizzata dai volumi morbidi ed accoglienti.

Non resta che attendere – ancora poco – per immergersi nell’universo stilistico ed artistico firmato Filippo Fanini.

The foundations are entrusted color to black and blue that are geared to the green northern lights amber and white for man, and the gold metal for the woman – who knows the only true color touch in the block hinge. Inevitable accessories, which represent the brand Filippo Fanini: backpack, experimental shapes and bold approaches, and the travel bag, characterized by soft volumes and welcoming.

We just have to wait – just a few days – to step back into the stylistic and artistic signed Filippo Fanini.

Niccolò Piccioni

TROPIANO: classic meets modern

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Selene Tropiano si è diplomata alla Marangoni di Milano e oggi vive e lavora a Londra. Dopo aver collaborato con marchi prestigiosi, nel 2014 ha deciso di intraprendere una sua strada personale dando vita al brand che porta il suo cognome, TROPIANO: è una linea interamente fatta in Italia e pensata per l’uomo contemporaneo.

Memore degli studi in Arte e Architettura intrapresi prima del periodo in Marangoni, Selene crede nella forte relazione esistente tra moda e design: viviamo, costruiamo e modifichiamo lo spazio intorno a noi anche attraverso il modo in cui vestiamo, mostrando la nostra personalità e i nostri ideali.

Questa convinzione porta a capi dalle strutture morbide con dettagli che rimandano al design: i tessuti maschili classici bilanciano perfettamente formale e informale fino a ottenere un look casual, ma di lusso.

Seguendo le proprie origini, la designer ha portato TROPIANO sulla strada dell’alta qualità: dalla scelta dei tessuti alla produzione, ogni capo è attentamente sviluppato da laboratori italiani.

Selene Tropiano graduated to Marangoni in Milan and now lives and works in London. After collaborating with prestigious brands, in 2014 she decided to take her own personal way, creating the brand that bears her name, Tropiano: a line entirely made in Italy and designed for the contemporary man.

Reminiscent of the studies in Art and Architecture undertaken before the period at Marangoni, Selene believes in the strong relationship between fashion and design: we live, build and modify the space around us through the way we dress, showing our personality and our ideals.

This belief leads to garments with soft textures with details that recall the design: the classic masculine fabrics balance perfectly formal and informal up to get a casual, but also luxurious, style.

Following her origins, the designers took Tropiano on the road of high quality: from the choice of materials to production, each piece is carefully developed by Italian laboratories.
 

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La collezione autunno / inverno 2015-16 parte da uno sguardo ai modernismi urbani e ai design ingegneristici degli anni ‘50, periodo che ancora oggi è di grande ispirazione per architetture di avanguardia: nasce così una collezione nella quale il classico incontra il moderno, i colori sono profondi (grigi cemento, melange in tutte le sfumature, nero puro) e i loghi sono quasi assenti per permettere allo stile inconfondibile di parlare da sé.

Le silhouette sono leggermente oversize: il fit casual è ottenuto attraverso interventi di modellistica come l’abbassamento del giromanica e del cavallo dei pantaloni.

The fall/winter 2015-16 begins with a look at modernism and urban design engineering of the 50s, a period that is still a great inspiration for avant-garde architecture: in these way takes form a collection where classic meets modern, the colors are deep (gray cement, melange in all shades, pure black) and the logos are almost absent to allow the style of speaking for itself.

Silhouettes are slightly oversized: the casual fit is achieved through interventions on the graments as the lowering of sleeves and inseams.
 
 

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Ricordi orientali si possono riscontrare nelle camicie dalla manica a kimono o dal colletto alla coreana, non mancano quelle dalle linee più pulite, con colli casual leggermente strutturati.

I pantaloni di taglio sartoriale sono strutturati nella cintura interna con tessuti in contrasto e impunture a vista fatte a mano: nonostante il taglio classico, mostrano dettagli di design con asimmetrie e tagli geometrici nelle tasche.

I bottoni in vero corno o in vera madreperla sono un dettaglio distintivo; le cuciture sono ad effetto “non finito” oppure in contrasto di colore. I materiali sono in linea col rigore della collezione e comprendono cotone, flanella, lana Super 100’s e 140’s, cashmere, seta, Super Kid Mohair lavorato singolarmente o con lana merino extra fine: le sofisticate tecniche di finissaggio dei filati permettono una particolare resistenza ai lavaggi. Il vero lusso sta sempre nei dettagli!

Oriental memories can be found in the shirts with kimono sleeves or a corean collar, but there are also shirts with more casual necks, slightly structured.

The pants are tailored structured in the inner belt with contrasting fabrics and visible stitching handmade: despite the classic cut, they show design details with asymmetry and geometric cuts into the pockets.

Buttons in horn or genuine mother of pearl are a distinctive detail; seams are in an “unfinished” effetc or in a contrasting color. The materials are in style with the rigor of the collection and include cotton, flannel, wool Super 100′s and 140′s, cashmere, silk, Super Kid Mohair worked individually or with merino extra fine: the sophisticated techniques of yarn finishing allow a particular resistance to washing. Real richness is in the details!
 
 

Emanuela Pirré

Trakatan: the perfect imperfection of the objects designed by wise hands and eclectic passion

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Ne pronunci il nome e ti sembra di tirar fuori un suono nuovo, più che una melodia una stramba armonia: un groviglio di consonanti diverso dagli usuali titoli evocativi. Trakatan è diverso nel modo in cui suona tanto quanto nel modo in cui fa moda, e in quanto ad evocare ha scelto un ammirevole riferimento da far risuonare: il Made in Italy più noble.

Trakatan! Dà la sensazione dell’accadimento, di un evento che prende forma davanti agli occhi e compiace anche le mani: le sue borse sono invero proprio così, pezzi unici come accadimenti irripetibili. E pregiati perché realizzati nei pellami migliori, trattati con tutto il garbo raffinato e l’accuratezza storica del fare artigiano squisitamente italiano.

You pronounce its name and it seems that you’re taking out a new sound, instead of a melody it’s a bizarre harmony: a cluster of consonants different from the usual evocative titles. Trakatan is different in the way it sounds as well as in the way it designs fashion and, as to evoking, it has chosen an admirable reference to resound: the noblest Made in Italy.

Trakatan! It gives the impression of a happening, an event taking its shape in front of your eyes and gratifying also your hands: its bags are actually like this, unique pieces as unrepeatable happenings. And refined, because made by the best leather, treated with the fine manners ant antique accuracy of the exquisitely Italian craftsmanship.

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Trakatan è un brand giovane eppure già risoluto nella sua identità: frutto della passione di Andrea Boffetta e Carlotta Sampò, sceglie l’essere all’apparire. O meglio: sceglie la bellezza del divenire piuttosto che l’immobilità dell’estetica di superficie. Le sue borse ed accessori sfoggiano l’eleganza minimale di forma e sostanza: che scivola tra i generi celebrando l’applauso unisex, che appaga il gusto per qualsivoglia situazione grazie a dettagli funzionali che rendono gli oggetti versatili in un effetto domino in cui i manici si fanno tracolle, le borse diventano zaini, la tradizione si mescola all’innovazione.

E il fascino degli accessori Trakatan matura nel tempo impreziosendosi dei gesti di mani sapienti: da quelle che creano con cura profonda, a quelle che ne rendono mutevole la bellezza con l’uso.
 

Trakatan is a young brand yet determined over its identity: issue of the passion of Andrea Boffetta and Carlotta Sampò, it chooses the existence instead of the appearance. Or rather, it chooses the beauty of becoming instead of the stillness of the superficial aesthetic. Its bags and accessories flaunt the minimal elegance of form and substance: that slides between genders celebrating the unisex applause, that fulfills the taste for every situation thanks to functional details that make the objects versatile in a domino effect where the handles turn into shoulder straps, the bags become backpacks, tradition melts with innovation.

And the charm of Trakatan accessories grows as the time goes by, enriched by wise hands’ gestures: from those designing them with deep cure, to those making their beauty changeable by using them.

Silvia Scorcella

STUSSY: volumes and flavors from the New World.

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Due “S” intrecciate tra loro avvolte da un cerchio spesso, che rievocano un logo famoso del fashion system, ed il nome scritto pensando ai murales che, partendo dai Bronx americani, hanno invaso tutti i muri del mondo in segno di protesta: così si presenta Stussy, brand nato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, con l’obiettivo di ridefinire il look e l’ideologia dello stile Casual.

A crearlo sono stati giovani movimenti del Sud California che, in breve tempo, hanno rivoluzionato il modo di concepire e vedere la Moda. Dal Nuovo Mondo, il marchio californiano, approda al White Trade Show per presentare, con la dirompenza che caratterizza lo stile Stussy, la nuova collezione.

Two letter “S” intertwined and wrapped in a thick circle, evoking a famous logo of the fashion system, and the name recalling murals that, starting from the American Bronx have invaded all the walls of the world, in protest; that’s how Stussy introduce itself. The brand was born at the turn of the 80s and 90s, with the aim of redefining the look and ideology of Casual style.

Southern California youth movements that, in a short time, have revolutionized the way we think and see Fashion, have created Stussy. From the New World, the Californian brand arrives at the White Trade Show to present, with the disruptive nature that characterizes the style Stussy, the new collection.

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Tra gli scatti in bianco e nero di un’America Retrò, prendono vita le forme voluminose e volutamente accoglienti, che abbracciano il corpo e ne ridefiniscono le linee. Le stampe, dal logo classico ad altezza cuore, al famoso segno del dollaro, arricchiscono le creazioni caratterizzate da una cromia essenziale black&white.

Il total look firmato Stussy, brand che in 20 anni di storia ha collaborato con le più grandi firme dell’Universo Moda (tra cui Nike, Doc Martens, Convers, Casio…), si caratterizza anche per i caratteristici cap che fanno identificare, istantaneamente, la Crew Stussy.

Non resta che aspettare, ancora pochissimo, per scoprire tutte le novità proposte e per innamorarsi, ancora una volta, della fantasia e del divertimento della doppia “S”.

Among shots in black and white of a Retro America, voluminous and deliberately welcoming forms come to life, hugging the body and redefining its lines. The prints, from classic logo height heart to the famous dollar signs, enrich the creations characterized by essential black and white chrome.

Stussy’s total look, a brand that in 20 years has worked with the biggest names of the Fashion Universe (including Nike, Doc Martens, Converse, Casio…), is also characterized by the typical cap that instantly identifies the Crew Stussy.

You just have to wait, still very little, to discover all the new proposals and to fall in love, once again, of the pattern and fun of the double “S”.

Niccolò Piccioni
 
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Era colorphilosopy: you are a color palette

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Qual è, oggi più che mai, la libertà più preziosa che possiamo regalarci?
È quella di fuggire alle regole prestabilite che vorrebbero inquadrarci in spazi tutti uguali e tutti grigi.
La libertà più grande è differenziarci, affermare la nostra personalità scegliendo talvolta strade non familiari o non facili purché nostre, è la possibilità di lasciare la nostra impronta di colore.
Questo è il credo di Era colorphilosophy, un brand che desidera portare alla luce l’anima degli oggetti e che cerca di leggerne il racconto, la storia, i segni distintivi reinterpretandoli secondo i propri canoni stilistici.

What is, now more than ever, the most precious freedom that we can give us?
It is to run away to set rules that would imprison us in spaces that are all the same and all gray.
The greatest freedom is to differentiate ourselves, assert our personality by choosing sometimes unfamiliar or not easy roads, as long as they are our roads, it is the opportunity to leave our imprint color.
This is the creed of Era colorphilosophy, a brand that wants to bring to light the soul of objects and trying to read the tale, the history, the hallmarks reinterpreting them according to its stylistic standards.

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Era ci offre la possibilità di differenziarci attraverso la devozione per il buon gusto e attraverso una collezione di calzature da uomo e da donna: derby, francesine e mocassini sono riletti con immaginazione e fantasia e vengono realizzati attraverso la lavorazione Blake, tecnica che prevede un’unica cucitura a tener unite suola, fodera, tomaia e sottopiede.

Abili mani toscane portano avanti la maestria calzaturiera italiana unendo estro creativo e sostanza: le pelli vengono conciate con estratti vegetali secondo la più antica tradizione e gli artigiani specializzati aggiuntano, cuciono e infine tamponano il tomaio con sostanze naturali, rendendo ogni scarpa non riproducibile in serie, unica come chi la indosserà.
 
 

Era is offering us the opportunity to differentiate ourselves through devotion to good taste and through a collection of footwear for men and women: derbys, brogues and loafers are reinterpreted with imagination and fantasy and are made by the Blake workmanship, a technique that involves a single stitching that keeps together the sole, the lining, the upper part of the shoe and the insole.

Skilled hands from Tuscany carry on the Italian shoe craftsmanship combining creative flair and substance: the hides are tanned with plant extracts according to old traditions and specialist fitter sew and then dabbing the upper with natural substances, making each shoe not reproducible in series, unique as the person who will wear it.

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All’amore per la tradizione e alla grande cura, Era unisce infine la passione per il colore, passione che diventa filosofia, anzi, vera e propria colorphilosophy capace di raccontare tutte le sfumature della nostra personalità, capace di raccontarci come se ogni nostro aspetto corrispondesse a un diverso colore sulla tavolozza di un pittore.

Se volete lasciare la vostra impronta, potrete trovare la nuova collezione Era al prossimo White.

To the love for tradition and the great care Era finally unites the passion for color, a passion that becomes indeed a philosophy, a real colorphilosophy, which is able to tell all the nuances of our personality, as if our every aspect could correspond to a different color on the palette of a skilled painter.

If you want to leave your footprint, you can find the new Era collection at White.
 

Emanuela Pirrè

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Harrison Wong Fall 2015 collection: the luxurious marks of the crocodile

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Di ritualità si sa, è piuttosto intrisa la forza elegante della virilità: potrebbe condensarsi così il concetto che orienta la creatività di Harrison Wong, giovane eppur già ben celebrato fashion designer in cui la sottigliezza di pensiero orientale si allaccia alla verve della visione occidentale.

L’essenza maschile, infatti, lascia tracce dense di desiderio nell’immaginazione: figurarsi quando l’essenza maschile in questione è sartoriale e la ritualità ne guida l’ispirazione.

Tali parole potrebbero accarezzare il dubbio di un mero preambolo narrativo, ed invece sono una doverosa introduzione alla collezione Fall 2015 firmata Harrison Wong: “I segni del Coccodrillo”.

Rituality, you know, it’s the elegant strength of virility dripping with: that’s how the concept directing Harrison Wong’s creativity could condense, young yet renowned fashion designer where the sensitivity of Oriental thinking joins the verve of the Western vision.

The masculine essence, in fact, leaves marks dense with desire inside imagination: would you picture what it would be like when such an essence is sartorial and rituality guides its inspiration?

These words may flirt with the doubt of a mere narrative preamble, but they’re an appropriate introduction to the Fall 2015 collection designed by Harrison Wong: “Crocodile Scars”.

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L’immaginario da cui gli abiti prendono forma viaggia infatti fino alla Papua Nuova Guinea: qui, Harrison Wong s’incanta alla tradizione rituale per cui tra la popolazione dei Kaningara a un giovane uomo non è riconosciuto lo status della piena virilità finché sul suo corpo non siano incisi i segni dell’impronta del coccodrillo.

Dalla giungla tribale a quella urbana, dal fascino delle leggende esotiche al lifestyle d’eleganza metropolitana: i segni che l’uomo di Harrison Wong indossa sono quelli netti e affilati del minimalismo che ne è la firma inconfondibile. Linearità di forma sapiente nel mistificare stratificazioni di materia e texture a creare combinazioni inaspettate: nella collezione Fall 2015 la mischia pregiata prevede l’accenno sporty e la stampa metallica, la superficie ad effetto 3D e la nobiltà della pelle d’eccellenza.
Il coccodrillo, senza dubbio, lascia segni lussuosi.

The imagery the clothes are shaped actually travels up to the Papua New Guinea: here, Harrison Wong is enchanted by the ritual tradition belonging to Kaningara people, believing that a young man cannot achieve the full status of manhood until his body bears the incised scars of the mark of the crocodile.

From the tribal jungle to the urban one, from the charm of the exotic legends to the elegance of city lifestyle: the marks Harrison Wong’s man wears are those clear and sharp ones typical of minimalism, that is his unmistakable signature. Form linearity wise enough to fool layerings of matters and textures so as to yielding unexpected combinations: in Fall 2015 collection the fine blend wants the sporty element and the metallic print, the 3D surface fabric and the nobility of the exquisite leather.
The crocodile, without a doubt, leaves luxurious marks.

Silvia Scorcella

Camel Tones

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Non c’è quasi niente di più iconico e rappresentativo del Novecento di un impermeabile in una tonalità che dal tortora sfuma al beige, fa pensare subito a Ingrid in “Casablanca” e a Audrey in “Colazione da Tiffany”. Non c’è un classico del guardaroba come il cappotto in una tonalità appena più scura, per lei dal taglio sartoriale, affusolato e protettivo, per lui anche corto doppiopetto in stile peacoat o più lungo, quasi manageriale, elegantissimo, ma versatile, perché le giovani generazioni lo hanno messo con il jeans consunto invece che con il gessato da Wall Street. Gli inglesi chiamerebbero le sfumature di questo colore camel tones, quella tonalità cammello che è sinonimo di uno stile chic e misurato da sempre e che nobilita in qualsiasi occasione il guardaroba di lei, come quello di lui.

E il cammello è tornato nelle ultime stagioni con prepotenza, mescolato al beige, alle tonalità più chiare della terra, a colori neutri, ma avvolgenti e perfetti per un inverno che vuole essere all’insegna dell’effetto cocooning, che rifugge il freddo, facendoci optare per il caldo abbraccio di un cashmere o di un materiale capace di preservare dalle intemperie, ma anche votato sempre ad una raffinata eleganza. Ecco alcuni esempi da copiare o dai quali prendere spunti per i nostri look delle prossime settimane.

Gianluca Sini

Camel Tones

There is almost nothing more iconic and representative of the twentieth century than a certain famous raincoat in a shade that fades from dove gray to beige, that reminds us ladies like Ingrid in “Casablanca” and Audrey in “Breakfast at Tiffany’s.” There is nothing more classic in our wardrobe than a coat in just a darker shade, in a tailored version for her, slim and protective for him, but also shorter and double-breasted in a peacoat style or longer, almost managerial, elegant, yet versatile, because the younger generations have worn it with vintage jeans instead of the pinstriped trousers of a certain typical Wall Street look. The British would call these color nuances camel tones, the tone camel that is always synonymous with a chic and measured way of dressing and which is capable to dignify in any occasion the female wardrobe as long as the male one.

And camel’s back into the spotlight in recent seasons, mixed with beige, with lighter earth’ shades and neutral colors, but wrapping and perfect for a winter that wants to be in the name of the cocooning effect, who avoids the cold, making us opt for the warm embrace of a cashmere item or material capable of preserving us from the weather, but also increasingly linked to a well-refined elegance. Here are some examples of these tones in clothing from which you can take cues for your next weeks’ outfits.

 

Pictures by Matteo Cherubino

 

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The male universe by Marie Raz

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Marie Raz, marchio dedicato all’universo maschile, creato nel 2012 dalla designer Mariana Razuc con quartier generale a Monaco di Baviera, ci accompagna in un mondo futuristico, dove la maschilità che costruisce si immerge in maniera inossidabile nell’ambiente che lo circonda.

Marie Raz, the male universe brand, was created in 2012 by the fashion designer Mariana Razuc, with its headquarter in Munich, takes us into a futuristic world, where masculinity sinks into the surrounding environment in an indestructible way.

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Dopo aver partecipato due volte alla Fashion Week di Rio de Janeiro (Brasile) ed essere stata premiata due volte come vincitrice del concorso “Rio Moda Hype“ per i giovani designer, Mariana Razuc continua a sorprendere gli spettatori con iniziative capaci di sottolineare l’importanza della moda. È, infatti, con la sua primavera/estate 2015 che il brand, attraverso una rosea collaborazione con Lena Grewenig, giovane artista tedesca che si caratterizza per le tenui pennellate con le quali dipinge i soggetti scelti, dimostra la sua forza: i toni caldi della terra ed i più delicati dell’acqua vengono abbinati ai disegni realizzati a mano, trasferiti in tipografia digitale, dando vita ad una collezione non convenzionale ed adattabile alla vita di tutti i giorni.

After participating twice at the Rio de Janeiro Fashion Week (Brasil) and being awarded twice as winner of the “Rio Moda Hype” contest for young designers, Mariana Razuc keeps surprising the spectators with her works that are able to underline the importance of fashion. The brand shows its strength with the spring/summer 2015 collection thanks to the collaboration with Lena Grewenig, a young German artist that is known for the tenuous brushes through wich she paints her subjects: the warm earth tones and the more delicate ones of the water are matched to the hand-made drawings, transferred in digital typography, giving life to a non conventional collection, which is adaptable to everyday life.

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Il grigio, sfiorato dal cuoio di capra bianco, sarà, invece, la dominante della prossima stagione fredda; allo stesso tempo, neoprene e lana cotta diventano i materiali più utilizzati per rafforzare la dialettica stilistica che caratterizza Marie Raz. I volumi e la non unitarietà dei capi, miscelata ad una buona dose di versatilità, permetteranno alle creazioni di essere indossabili sia dal sesso maschile, sia da quello femminile.

Non ci resta che attendere l’apertura del White Trade Show, a Milano, per poterci lasciare conquistare dalla forza artistica firmata Marie Raz.

Grey, grazed by the goats’ white leather, will be the dominant colour of the next cold season; at the same time, neoprene and boiled wool are the most used materials to give strength to the stylistic dialect that characterises Marie Raz. The clothes’ volumes and non-unity, along with a good dose of versatility will permit to the creations to be worn by both male and female.

There’s nothing to do but waiting for the opening of the White Trade Show in Milan, so that we can be surprised by the artistic power of Marie Raz.
 

Niccolò Piccioni

FOR FIELD OF ROSES

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Affrontare il freddo è già di per sé una cosa serissima: affrontarlo con stile lo è ancora di più. Accogliere entrambe le necessità in un unico capo d’abbigliamento alle volte rischia quasi di apparire una pretesa inerpicata verso l’impossibile. Poi arriva l’incontro con il brand giusto, e la pretesa diventa desiderio felicemente esaudito.

Il brand in questione è F.O.R. Fields od Roses: i suoi capi sono pensati per avvolgere la persona nell’eccellenza della materia, nella qualità del comfort e nel piacere grande delle rifiniture raffinate. Perché appunto, con il freddo e con lo stile non si scherza: giammai!

Dealing with cold weather is a very serious thing by itself, right: facing it with style is even more serious. Holding both needs into a single outfit sometimes sounds like a risk to appear as a pretension scrambling towards the impossible. Then the encounter with the proper brand comes, and the pretension becomes a desire that can be happily fulfilled.

The brand in question is F.O.R. Fields of Roses: its clothes are designed to wrap you into the excellence of materials, the quality of comfort and the big pleasure of the refined finishings. Just because, as we said, you can’t joke with cold and style: never!

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Quindi un soprabito che sia un elegante mescolanza tra la classe del cappotto doppiopetto impreziosito da una doppia fila di bottoni dorati, e la protezione soffice di un piumino: si rivela subito la scelta perfetta. Meno eleganza classica per più praticità? Detto, fatto: anche gli spiriti più immersi nell’agilità urbana possono concedersi il vezzo di una giacca dal fitting ideale, dalla performance sporty e dai materiali nobili.

So, an overcoat that is an elegant mix among the class of the double-breasted coat enriched by a double line of golden buttons, and the soft protection of a down: it immediately appears as the perfect choice! Less classic elegance and more practicality? Said, done: even the spirits more absorbed by the urban agility can let themselves enjoy the pleasure of a jacket offering properly fitting, the sporty performance and noble materials.

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F.O.R. Fields of Roses è per l’appunto un’ottima mischia di caratteristiche peculiari: il lusso della pelle migliore, una ricerca profonda e variegata, il design che ha quel giusto sapore fashion senza tempo e l’intramontabile pregio della cultura artigianale. Non a caso il suo successo duraturo è diffuso in svariati paesi e continenti.

Vero che ora il freddo appare molto più felicemente stylish?

F.O.R. Fields of Roses is actually a great blend of peculiarities: the luxurious leather, a deep and variegated research, the design having the right flavor of timeless fashion and the endless value of craftsmanship. It’s not by chance that its success has scattered in numerous countries and continents.

Cold weather seems more happily stylish now, doesn’t it?
 

Silvia Scorcella


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