When in doubt…a pair of sneakers!

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Un tempo si chiamavano semplicemente scarpe da ginnastica e non uscivano dai campi da basket o dalle palestre delle scuole. Poi, complice una sempre più frequente contaminazione di stili, un meltin’ pot di input creativi e riferimenti estetici, anche il guardaroba quotidiano, ben lontano dalla terra rossa dei campi da tennis o dei circuiti per corridori a ostacoli, ha iniziato a comprendere queste calzature, usate nelle più svariate occasioni e abbinate anche a capi dal gusto classico, cosa che forse i nostri nonni avrebbero considerato una eresia!

Ora le chiamiamo sneakers e sono in grado di scatenare una vera e propria addiction. Tanti i materiali usati, i colori, come quelli fluo che da un paio di stagioni impazzano, tanti i modelli di culto, come le Converse alte che non passano mai di moda, o il modello Gazelle di adidas che ha stuoli di innamorati. Poi ci sono le sneakers create dai nomi illustri delle passerelle e le collaborazioni importanti come quella fra Riccardo Tisci di Givenchy e Nike, o le calzature di Rick Owens che con la linguetta ampia e alta ormai hanno fatto scuola. Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti! Anche se per l’estate 2014 però sembra davvero immancabile il modello slip-on. Da must-have per skaters a scarpa comoda e da indossare con tutto.

E non fatevi spaventare, non c’è tipologia fisica o di età che risulti meno privilegiata. Una sneaker è per tutti e per sempre! Fino a quando non cadrà a brandelli, almeno!

Gianluca Sini

When in doubt…a pair of sneakers!

Once they were simply called running shoes and they did not come out from the basketball courts or from the school gym. Then, because of a more frequent contamination of styles, a melting pot of creative inputs and aesthetic references, even the daily wardrobe, well away from the red clay tennis courts or circuits for steeplechase runners, began to include these shoes, used in many different occasions and also worn with formal suits, something that perhaps our grandparents would have considered an heresy!

Now we call them sneakers and are able to cause a serious addiction. Many and different the materials used, and also the colors, such as neon ones that for a couple of seasons have been the flavour of the moment, so many cult-items, such as the high on the ankle Converse that never go out of fashion, or the adidas Gazelle that have crowds of admirers. Then there are the sneakers created by the illustrious names of the runways and important collaborations like the one between Riccardo Tisci for Givenchy and Nike or the shoes created by Rick Owens with a wide tongue which as now become a sort of classic.
To cut a long story short: there’s something for everyone! Although for the summer 2014, however, to be up-to-date you must wear a slip-on model. From a must-have for skaters they became a comfortable shoe that you can match with everything.

But, in the end, do not be afraid, there is no body type or age that is less privileged. A sneaker is for all and forever! Until they fall to pieces, at least!

 

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Fashion and films: Marta Lapalombella of 10 bags Lapalombella takes us to the movies

 

Abbiamo chiesto a Marta Lapalombella, giovane ed eclettica accessory designer, pugliese di nascita, che dopo gli studi in Scienze politiche,un master in marketing e comunicazione all’Accademia di Costume e di Moda di Roma e una specializzazione in Fashion & Accessory Design, ha deciso di lanciare la sua collezione 10 Bags Lapalombella, di fare con noi un gioco.

Marta ha scelto cinque sue creazioni e ce le ha raccontate attraverso alcune pellicole cinematografiche, rimandi ispirativi o semplicemente pellicole da lei amate, comunque momenti che possono avere una connessione con il suo lavoro. Ne risulta un divertente e affascinante percorso capace di parlarci in maniera diversa di una designer e del suo lavoro.

We asked to Marta Lapalombella, a young and eclectic accessory designer from Puglia who, after her studies in Politics, a master’s degree in marketing and communications at the Academy of Costume and Fashion in Rome, and a specialization in Fashion & Accessory Design, decided to launch her own collection 10 Bags Lapalombella, to make a game with us.

Marta has chosen five of her creations and has told us their stories through some movies, used simply as inspirational references or films that she loved and can have a connection with her work. The result is a fun and fascinating journey which is able to describe in a different way the designer and her work.
 

9ofTen

 
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La prima borsa che ho scelto è la 9ofTen. È dotata di uno spallaccio, con bracciale, ma può essere portata a mano, a tracolla, con la sola catena o usando solo la spallina.  Mi fa pensare a “La Dolce Vita” il film di Federico Fellini del 1960 con Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e Anouk Aimée. Il bianco e nero della mia borsa rimanda al bianco e nero di questa pellicola, che racconta di un’epoca in cui la bella vita e la moda erano in fermento, continuo.

Ma anche la maschera che indossava Anthony Hopkins ne “Il silenzio degli innocenti”, film del 1991 di Jonathan Demme con Jodie Foster, rimandano allo spallaccio con il bracciale, quasi fossero un’arma.

The first bag I chose is the 9ofTen. It is equipped with a shoulder strap and a bracelet, but it can be carried by hand, using the single chain or just using the shoulder strap. It makes me think of “La Dolce Vita” by Federico Fellini film in 1960 starring Marcello Mastroianni, Anita Ekberg and Anouk Aimée. The black and white of my bag relates to the b&w of this movie, which tells of a time when ‘good life’ and fashion were restless, constantly.

But also the mask Anthony Hopkins wore in “The Silence of the Lambs“, Jonathan Demme’s 1991 movie starring also Jodie Foster, refers to the bag’ shoulder with the strap, used almost like a weapon.

 

5ofTen

 

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La 5ofTen si può indossare in tre modi diversi, nella versione monocolore, sovrapponendo i fianchi o mettendoli all’interno grazie ad un speciale bottone o lasciandoli semplicemente aperti. Forse per il colore penso a “Il cigno nero” di Darren Aronofsky con Natalie Portman, dove  la rivalità tra due ballerine di danza classica coinvolte nella produzione newyorkese del “Il lago dei cigni”, corrisponde al dualismo che separa e unisce il Cigno Bianco e il Cigno Nero.

Penso anche a “Ed Wood” di Tim Burton con Johnny Depp. Il bianco e nero ben definito e cupo della fotografia del film del 1994 mi riporta al mood della collezione. Mentre l’abitudine di Wood, definito “il peggior regista di tutti i tempi”, di indossare abiti femminili mi riporta al trasformismo della mia borsa.
 
 

The 5ofTen bag can be worn in three different ways: in the plain version, overlapping the sides or putting them inside thanks to a special button or simply leaving them open. Maybe it’s for the color that I thought to “The Black Swan” by Darren Aronofsky, starring Natalie Portman, where the rivalry between two ballerinas involved in the New York production of “Swan Lake” corresponds to the dualism that separates and unites the White and the Black Swan.

I also think of “Ed Wood” by Tim Burton with Johnny Depp. The well-defined b&w and gloomy photography of the 1994 movie brings me back to the mood of the collection. While the habit of Wood, that was once called “the worst director of all time”, to wear women’s clothing brings me back to the attitude of my bags to transform themselves.

 

2ofTen

 

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La 2ofTen con chiusura centrale o laterale, capace di rimodellare la silhouette di chi la indossa. È dotata di bracciale staccabile. Mi fa subito volare la mente a “Jackie Brown” con Pam Grier, Samuel L. jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Robert De Niro. Una pellicola che ha una borsa come protagonista, una borsa piena di soldi, portata da una città all’altra da un’hostess fantastica. Il tutto firmato Quentin Tarantino.

Di “Batman-Il ritorno”, sempre di Tim Burton con Michael Keaton, Danny DeVito e una splendida Michelle Pfeiffer, mi colpisce la trasformazione dei personaggi, le ali di Batman mi ricordano i fianchi delle borse, la lavorazione che caratterizza l’intera collezione riporta alle venature delle ali dei pipistrelli.
 

The 2ofTen has a closure in the centre or to the side, which is able to reshape the silhouette of the wearer. It comes with a detachable bracelet. Just makes me think of “Jackie Brown” with Pam Grier, Samuel L. Jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Robert De Niro. A movie that has as its protagonist a bag, a bag full of money, brought from one city to another by an amazing hostess. And all is signed by Quentin Tarantino.”

Of “Batman Returns“, also by Tim Burton and starring Michael Keaton, Danny DeVito and a beautiful Michelle Pfeiffer, I am struck by the transformation of the characters, the Batman wings remind me of the sides of the bags, the processing that characterizes the entire collection goes back to the veins of the wings of bats.

 

1ofTen

 
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La 1ofTen è il modello madre della collezione, si può indossare a bracciale o a spalla grazie ad uno speciale bottone posto sotto la tracolla. Forse per il desiderio di vederla indossare proprio dalla sua protagonista, penso a “Mademoiselle C” di Fabien Constant, film-documentario che racconta la moda, vista e vissuta dall’interno, attraverso gli occhi di una delle più grandi fashion editor della storia: Carine Roitfeld.

Ma per il trasformismo delle forme delle mie borse, figlio di quello che si viveva nel mondo della creatività negli anni Settanta, credo che anche “La kryptonite nella borsa”, pellicola del 2011 di Ivan Cotroneo, proprio sui Seventies penso abbia un link possibile con il mio lavoro.

The 1ofTen model is the mother of all the bags in my collection, you can wear it as a bracelet or on the shoulder thanks to a special button located under the strap. Perhaps the desire to see her worn by the protagonist of this movie made me think to “Mademoiselle C” by Fabien Constant, the documentary that chronicles fashion, seen and experienced from the inside, through the eyes of one of the biggest fashion editor in history: Carine Roitfeld.

But for the transformation of my bags’ shapes, that arises from the kind of transformism experienced in the seventies, I think also “La kryptonite nella borsa“, a 2011 movie by Ivan Cotroneo, which is based in the Seventies, could have a possible link with my work.

 

7ofTen

 

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Nella 7ofTen il bracciale diventa una pettorina e, allo stesso tempo, uno spallaccio, trasformando la borsa da zaino a sacca. L’eleganza assoluta di “A single man” di Tom Ford con Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, mi riporta alla pulizia e al minimalismo dello zaino – sacca. In my 7ofTen bag the cuff becomes a bib and, at the same time, also one shoulder, turning the bag into a backpack. The absolute elegance of “A Single Man” by Tom Ford with Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, brings me back to the cleanliness and the minimalism of my backpack-bag.

 

Gianluca Sini

 

10bagslapalombella.com

BETWEEN (HOLY) MINIMALISM AND (PROFANE) FASHION: MAVRANYMA S/S 2015

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L’abito non fa il monaco, è vero: ma l’individuo sì! È questo il cuore del messaggio del brand Mavranyma: condensato in un fashion design che oscilla tra il rigore sacro e l’estro profano, modellato in una collezione che è una reinterpretazione in chiave dark dell’abito ecclesiastico.

È infatti la camicia da parroco l’elemento centrale del design Mavranyma: la geometria netta del taglio, l’essenzialità pulita della forma, la densità cromatica del total black. Armonia minimalista da cui condurre l’ispirazione provocatrice, tanta semplicità su cui sferzare un colpo da maestro fashion: Mavranyma propone infatti anche il tipico colletto da clergyman, ma declinato in sette varianti grafiche a ritrarre i sette peccati capitali. Ogni collarino è estraibile e intercambiabile: ogni camicia sarà pertanto perfettamente personalizzabile.

Per la primavera-estate 2015, assieme al total black Mavranyma propone anche il total white e la versione in manica corta o con mantella cardinalizia tono su tono. E il clergyman-style si amplia: con la camicia clericale arrivano pantaloni over, gonne ampie a triangoli e una capsule di sneakers slip-on personalizzate da grafiche che fanno eco a quelle dei colletti.

Dai materiali alla produzione: tutto realizzato con religiosa devozione verso il Made in Italy.

Silvia Scorcella
 

Tra (sacro) minimalismo e (profano) fashion: Mavranyma S/S 2015

The cowl does not make the monk, it’s true: but it makes the individual! That’s the core of the message of Mavranyma brand: condensed into a fashion design oscillating between the holy rigour and the profane flair, shaped into a collection that is a dark reinterpretation of the clerical habit.

It’s the priest shirt, indeed, the fundamental element of Mavranyma’s design: the sharp geometry of the cut, the clean essentiality of the shape, the chromatic density of the total black. A minimalistic harmony to draw the provocative inspiration from, so much simplicity to lash out a fashion masterstroke at: Mavranyma, in fact, offers even the typical clergyman collar, but it shows off into seven different graphic versions, each portraying one of the seven deadly sins. Every torque is extractable and interchangeable: so, every shirt will be perfectly customized.

For the spring-summer 2015, along with the total black Mavranyma proposes the total-white too, and the short sleeve or cardinal cloak versions, ton sur ton. And the clergyman-style extends: together with the clerical shirt come the over pants, the wide skirts made of triangles and a slip-on sneakers capsule customized by the same graphics as the collars.

From the materials to the production: everything is made by the religious devotion towards Made in Italy.

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Blue is the colour!

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“True blue, baby I Love you” cantava Madonna negli anni Ottanta, le facevano eco i New Order con “Blue Monday”. Il blu nelle canzoni, ma anche nel cinema, come scordare il capolavoro di David Lynch “Velluto Blu”, o nell’arte, Picasso ha avuto il Periodo Blu, mentre Mirò ha reso questo colore protagonista di molti suoi quadri, e non possiamo dimenticare l’affascinante blu di Yves Klein. Della tavolozza cromatica il blu, nelle sue tante varianti, sfumature, tonalità ha ispirato la creatività di molti artisti. E la moda non si è certo tirata indietro. Costante silente da molte stagioni, però, la tendenza ad indossare il blu è esplosa per la stagione estiva 2014. Ed è l’uomo ad essersi impossessato di questo nuovo trend. Come? Perché non sfoggiare una giacca blu? Da quella più classica, a quella ispirata alle divise maoiste, indossata con un jeans o in un completo dalla vestibilità comoda, con una T-shirt o una camicia superchic. Insomma questa è l’estate della giacca dai colori del cielo e del mare. Compagna imprescindibile delle giornate di vacanza, ma anche di chi rimarrà in città, che la indosserà per sentirsi più solare ed energico. Per avere quel tocco di brio che il blu sa sempre donare.

Gianluca Sini

Blue is the colour!

“True blue, baby I Love You” Madonna sang in the Eighties, while the band New Order were answering with their “Blue Monday”. Blue in songs, but also in movies, such as the David Lynch’s masterpiece “Blue Velvet”, or in art, Picasso had his Blue Period , Miró made this color the main protagonist of many of his paintings, and we cannot forget the mesmerizing Yves Klein’s blue. Among the tones of a full color palette blue, in its many variations, nuances, shades inspired the creativity of many artists. And fashion has certainly not pulled back. A constant silent trend for many seasons, however, the habit of wearing blue exploded for this summer. And is the man who has taken possession of this new trend. How? Simply wearing a jacket. From the most classic to the one inspired by the maoist uniforms, worn with jeans or as a total suit with a relaxed fit, worn over a T-shirt or paired with a super-chic shirt. To cut a long story short: this is the summer of the jacket with the colors of the sky and the sea! Needful companion of the holiday hours, but also for those men who will remain in town, that will wear it to feel more energetic and full of life. To get that touch of verve and coolness that blue is always able to give.

 

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PIERRE-LOUIS MASCIA: THE 5 SPRING/SUMMER 2015 MUST-HAVE

Quello che ha ispirato Pierre-Louis Mascia per la prossima estate è puro e immediato come la bellezza. Il concetto ellenico della kalokagathia – dove il bello e il buono si confondono in un unico valore etico ed estetico – diventa cardine nell’immaginario dell’ artista-designer francese.

L’amore per il bello e “l’amore per”, inteso come sentimento puro e assoluto, definiscono l’universo visuale cui fa da riferimento al progetto della nuova collezione. Come diceva John Keats: “Bellezza è verità, verità bellezza”.

Scopriamo nelle parole dello stesso designer i 5 must-have della collezione p/e 2015 che Pierre Louis Mascia presenterà durante il WHITE di settembre.

 
What inspired Pierre-Louis Mascia for next summer is as pure and immediate as beauty is. The Greek concept of kalokagathia – where the beautiful and the good are mixed in a single ethical and aesthetic value – becomes pivotal in the french artist-designer’s imaginery.

The love for beauty and “love for”, meant as a pure and absolute sense, define the visual universe which is a reference for the project of the new collection. In the words of John Keats: “Beauty is truth, truth beauty.”

We discover, in the words of the designer himself, the 5 must-have of his spring/summer 2015 collection, the one Pierre-Louis Mascia will present at White this september.

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1. “ll windbreaker stampato con i motivi della collezione. Abbiamo fatto una grande ricerca di materiali e la giacca anti pioggia ha una consistenza morbida e lucente come seta. Iperleggero e soft, sta in una tasca.” 1. “The printed windbreaker with patterns from the collection. We made a huge research on materials and this waterproof jacket has a smooth texture and is shiny as silk. Ultra-lightweight and soft, the windbreaker can fits in one pocket.”

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2. “La espadrilla in tela di cotone stampata, un pezzo irrinunciabile del guardaroba. Con bustina in cotone da avere sempre nella valigia delle vacanze.” 2. “The printed espadrillas in cotton canvas, an indispensable part of the wardrobe. They come with a cotton bag to bring them always with you in the holidays’ suitcase.”

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3. “Il top foulard in seta impalpabile passe par tout. La stampa è ispirata ai temi paisley degli scialli in cashmere di epoca Secondo Impero.” 3. “The silk blouse-scarf is a really ‘passepartout’ to use in many different situations. The print is inspired by the paisley themes of certain Second Empire era’s cashmere shawls.”

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4. “Il cap in cotone stampato. Qui la stampa blu è ispirata ai dipinti di Matisse.” 4. The printed cap in cotton. Here the blue print is inspired by Matisse’s paintings.”

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5. “Il secchiello in seta stampata con i numeri varsity. Il riferimento visuale è il film di Peter Greenaway come ‘Drowing by Numbers’.” 5. “The bucket bag in silk printed with varsity numbers. The visual reference is the Peter Greenaway film ‘Drowning by Numbers’. “

 
 
Gianluca Sini

 

You can find Pierre-Louis Mascia collections in Biffi (Milano) – L’Eclaireur, Le Bon Marchè (Paris) – Victoire (St.Tropez) – Départment Féminin (Toulouse) – Al Duca d’Aosta (Venezia) – San Carlo (Torino) – Luisa Via Roma (Firenze) – Nick & Sons (Milano Marittima, Riccione) – Sugar (Arezzo) – Penelope (Brescia) – Beams, Isetan, Tomorrow Land, United Arrows (Tokyo)

WHITE HUNTING. Outfit dal sapore sporty chic

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Con una camminata decisa e uno stile che non passa inosservato, attraversa la passerella di WHITE la buyer Elina Halimi dello shop Kabuki di Parigi indossando un outfit dal sapore sporty chic. La  camicia jeans è abbianata a una gonna lunga plissettata dai toni del nero, bianco e bronzo. In vita una cintura nera. In viso occhiali dal gusto retrò insieme alla visiera che ci riporta negli anni 80 e ai piedi sandali bianchi platform. In mano una mini bag Hermes, l’iconica Kelly, personalizzata con ciondoli colorati . Abbinamenti eleganti e che esprimono una forte personalità, e voi che ne pensate? Vi piace questo tipo di contrasto sporty chic?

Elisa

WHITE HUNTING. A sporty chic outfit


Buyer Elina Halimi from the Kabuki shop in Paris passes through the WHITE runway with a determined gait and a noteworthy style, featuring a sporty chic outfit. The denim blouse is paired to a long pleated skirt in black, white and bronze. A black belt around the waist. Retro glasses together with a visor inspired by the 80s and white platform sandals. Hermes mini hand bag, the iconic Kelly model, personalized by coloured charms. Elegant combinations that express a strong personality, what do you think? Do you like this kind of sporty chic contrast?

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AM.PM. New York è ai tuoi piedi

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Il progetto firmato AM.PM. trova ispirazione nelle strade Newyorkesi ai tempi in cui la povertà costringeva all’estremo utilizzo degli indumenti, fino a indossare scarpe di fattura e colori mutati dal passare del tempo. Questa ispirazione, coniugata all’arte calzaturiera italiana, ha saputo trasformare una necessità in una tendenza.

Elisa

AM.PM. New York is at your feet



The project signed by AM.PM. is inspired by New York streets, when poverty led to wear clothes as much as possible, up to wear shoes with making and colours fading through time. Such inspiration, combined to the art of Italian shoes manufacturing, was able to transform a need into a trend.

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B-RULES: la special edition esclusiva by Bark e Back Door


Si presenta col nome di B-RULES, ha l’esclusività della capsule collection ed è il risultato della partnership creativa di Bark con Jacopo Pozzati e Back Door: bastano questi primi essenziali indizi per essere certi di assistere al preludio di un nuovo grande successo.
 
Bark infatti è il brand italiano la cui giovinezza di presenza nel settore fashion è inversamente proporzionale alla vastità dell’affermazione internazionale che ad oggi impugna: dal 2011 conquista il gusto e le vetrine più celebri con l’arte eccellente di ripensare i classici dei capispalla in chiave sempre sorprendentemente inaspettata e rigorosamente Made in Italy. Jacopo Pozzati, grande retailer e street-style icon, è anima e fondatore di Bottega Back Door e La Ferramenta: stores bolognesi in cui la ricerca sopraffina dei trend metropolitani ha la forza del fenomeno culturale, oltre che l’appeal dell’ottima proposta di moda.
 
Street-style sì, ma nulla di ruvido e abrasivo come l’asfalto underground: piuttosto un casual very high class per qualità e innovazione, e naturalmente per guizzo creativo della decorazione. La capsule B-RULES di Bark attinge infatti all’ispirazione vintage rivolta al bomber classico modello varsity, reinterpretandolo col corpo in maglia e maniche raglan in pelle, impreziosito da uno speciale pattern sovrastampato, declinato in materiali innovativi e proposto con un fit oversize e unisex. E questa è solo la prima special edition di un progetto che si svilupperà nelle prossime edizioni.
Intanto: B-HUMBLE, B-SELFISH, B-SMART, B-COOL, B-HANDSOME, B-GREAT… B-RULES!
 
Silvia Scorcella
 
 
B-RULES: the exclusive special edition by Bark and Back Door
 
It arises by the name of B-RULES, it holds the exclusivity of the capsule collection and it is the outcome of the creative partnership by Bark with Jacopo Pozzati and Back Door: these early essential clues are enough to be sure that a new great success is about to happen.
 
Bark is indeed the Italian brand whose young presence into the fashion field is in inverse relation to the large international achievement that it grips nowadays: since 2011 it has been capturing the taste and the windows of the most renowned stores by the excellent art of rethinking the classic outerwear by a key that is always surprisingly unexpected and rigorously Made in Italy. Jacopo Pozzati, as well, great retailer and street-style icon, is founder and soul of Bottega Back Door and La Ferramenta: two Bolognese stores where the refined research about the metropolitan trends has the strength of a cultural phenomenon, besides the appeal of the first-rate fashion offer.
 
Street-style, of course, but not as rough and abrasive as the underground asphalt is: rather, a very high-class casual out of quality and innovation, and for the creative flair of the decoration. The B-RULES capsule by Bark, in fact, draws from a vintage inspiration turned to the classical varsity model of bomber jacket, reinterpreting it with a knitted body and leather sleeves, embellished by a special over-printed pattern, designed by innovative materials and proposed by a unisex and oversize fitting. And this is only the first special collection of a project that is going to evolve during next editions.
In the meantime: B-HUMBLE, B-SELFISH, B-SMART, B-COOL, B-HANDSOME, B-GREAT… B-RULES!
 

 

 

WHITE VILLAGE. Il guardaroba è unisex

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Stesso passo, stessi colori, stessi gusti in ambito fashion. Lei indossa una maxi T-shirt basic bianca abbinata a dei ripped skinny jeans neri con risvolto alle caviglie; lui, invece, maxi T-shirt bianca con una stampa nera sul fronte e jeans morbidi sempre con risvolto alle caviglie. Sneakers ai piedi e accessori total black. Il guardaroba è unisex.

Elisa

WHITE VILLAGE. The wardrobe is unisex
 
Same gait, same colours, same tastes in fashion. She wears a white maxi T-shirt combined to ripped skinny jeans, black,  with turn-ups at the ankle; while he wears a white maxi T-shirt with a black printings on the front and loose-fitting jeans always with ankle turn-ups. Sneakers and total black accessories. The wardrobe is unisex.

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INVITRO. Creazioni sotto vetro

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Dall’incontro di due creativi, Marco Aurelio Tuccillo e Renato Giaccari, nasce InVITRO. Il nome del brand, letteralmente sotto vetro, è il processo che permette lo studio, l’osservazione e la creazione dei fenomeni biologici nell’isolamento dell’ambiente circostante. L’equilibrio tra elementi forti ed elementi minimali è la linea guida della loro visione della moda: si abbandona il cliché della figura maschile e femminile e si gioca più sui contrasti tra tessuti, pellami, linee e forme.

Elisa

INVITRO. Creations under glass
 
InVITRO comes from the meeting of two creative talents, Marco Aurelio Tuccillo and Renato Giaccari. The name of the brand, literally “under glass”, is the process that enables the study, observation and creation of biological phenomena with the isolation of the surrounding environment. The balance among strong and minimal elements is the guideline of their vision of fashion: the stereotype of the masculine and feminine figure is abandoned and there is much space left to contrasts of fabrics, leather, lines and shapes. 

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